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I «Milk warriors» in guerra contro la malavita del latte.

LONIGO (Vicenza). Non si è mai sposato perché «la cura delle vacche è incompatibile con quella delle donne», del resto le vacche gli risultano incompatibili anche con le ferie - due giorni negli ultimi venti anni - assieme al ristorante e al cinema. Eugenio Rigodanzo, 49 anni, ha le sue vacche, la faccia fiera e la mano pesante, quella con cui l'altro ieri a Lonigo (Vicenza) ha sfondato il parabrezza della macchina di un esattore di cartelle erariali. Pesante anche la cartella - 587.000€ di multa - e neanche la sua a dire il vero, ma quella dell'amico Mirco Pozzan, la sua, di poche migliaia di euro inferiore, gli arriverà a breve. Nella loro casa di campagna, seduti attorno ad un tavolo, sotto il portico, tengono consiglio di guerra e sembrano proprio coloni americani della nuova frontiera, ribelli alle leggi federali, fedeli a quelle del diritto naturale, a Dio, alla proprietà e alle loro coscienze.
domenica 22 maggio 2011
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PER LE QUOTE LATTE, Avepa occupata dagli agricoltori.

Occupata per alcune ore la sede dell'Avepa da un «manipolo» di agricoltori «vittime» delle quote latte. Tensione alta, qualche insulto e anche minacce nei confronti del direttore dell'ente regionale che si occupa dei pagamenti in agricoltura, Fausto Luciani. Agli agricoltori, capeggiati da Eugenio Rigodanzo, è arrivata nei giorni scorsi un'ulteriore cartella di pagamento. Ma loro «sbandierano» una sentenza del Tar della Puglia che annullerebbe le multe. Dopo alcune ore di occupazione della sede hanno chiesto e ottenuto di consegnare un documento al prefetto Sodano.
venerdì 29 aprile 2011
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IL VENETO SCOMMETTE SUL POLLO ERMELLINATO

Addio capannoni sovraffollati e pesi record che portano a costi irrisori. Il futuro del pollo sta nella qualità, e in Veneto aziende, regione e università tentano di reintrodurre la razza Ermellinata sul mercato. Il pollo e il cappone veneto alla conquista della grande distribuzione e dei ristoratori locali come alternativa di qualità alla carne avicola standard di produzione industriale.
mercoledì 8 dicembre 2004
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News

Eni e la politica estera dell’Unione europea: il consigliere a rischio “conflitto di interessi”
Nathalie Tocci, nel cda della multinazionale degli idrocarburi da metà maggio 2020, è stata nominata consigliere speciale dell’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Unione europea, Joseph Borrell. Quest’ultimo ammette le incongruenze e promette “mitigazioni” per evitare sovrapposizioni. Ma per Re:Common le misure adottate sono “insufficienti”. Consigliere di amministrazione di Eni e ora anche consigliere speciale dell’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Unione europea. È la storia di Nathalie Tocci, nominata lo scorso 13 maggio amministratore non esecutivo del cda della multinazionale degli idrocarburi partecipata dallo Stato italiano al 30%. Quasi due mesi dopo, Tocci ha ricevuto dalla Commissione europea l’incarico di “fornire consulenza sull’elaborazione della strategia globale dell’Ue” accanto allo spagnolo Josep Borrell. >>



Il Parlamento di Cipro boccia il CETA, Trattato Ue-Canada,
Il Parlamento di Cipro boccia il CETA, Trattato Ue-Canada, già in vigore provvisorio dal 21 settembre 2017, un piccolo Stato che blocca l'iter di ratifica di un accordo dalle conseguenze devastanti per l'agroalimentare, decisione esplosiva che speriamo sia ripresa da altri Stati europei, Italia innanzitutto. Con 37 voti contrari e solo 18 favorevoli (partito di Sinistra Akel e socialisti contrari, destra favorevole), il 31 luglio il Parlamento della piccola Cipro ha detto NO al trattato di libero scambio fra UE e Canada. Tutti i partiti, ad eccezione della destra, hanno votato contro il CETA, opponendo diverse motivazioni: dai rischi del tribunale ICS, costruito su misura per le multinazionali che vogliono fare causa agli stati, alla mancata protezione dei prodotti tipici, tra cui ricordiamo il formaggio di capra Halloum, esposti alla pirateria alimentare d'oltreoceano. E poi i pericoli dell’uso troppo disinvolto di pesticidi come il glifosato, che in Canada viene utilizzato per seccare il grano prima della raccolta, e la paura di accrescere ulteriormente il potere delle grandi imprese. >>



Covid e biologico: il 73% delle aziende in crisi a causa della pandemia.
Per oltre due aziende su tre del settore biologico la possibilità di reggere alla crisi economica sopraggiunta a causa dell’emergenza sanitaria è di massimo tre mesi. È questo uno dei primi dati dell’analisi voluta e sviluppata dalle tre maggiori organizzazioni del comparto, Aiab, FederBio e Assobiodinamica, a partire da una proposta della Fondazione italiana per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica (FIRAB), per rilevare l’impatto della pandemia da Covid19 sul biologico. >>