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113 | War is a subtle thing.

113. (decreto legge del 4 ottobre 2018, detto Decreto Salvini). Car* tutt*, anche noi avevamo in programma di presentare il filmato "centotredici" ma per la situazione contingente, a causa dei divieti di riunione e spostamento, sono saltate le date di proiezione previste così il produttore, M'ArtE | Officina Multimediale, ci è venuto incontro ed ha deciso di rendere possibile la visione di "113 | War is a subtle thing" pubblicando il documentario online. Pur trattando del primo - e anticipando il secondo - ddl Sicurezza detto "decreto Salvini" riteniamo sia da consigliarne la visione in quanto viene trattata a fondo la condizione lavorativa degli "schiavi" dell'agroalimentare, ossia di coloro che rendono possibile che le nostre tavole siano imbandite anche in questi tempi di "segregazione cautelativa". La pandemia non cambia l'"ordine delle cose", il mondo rimane diviso in due: chi deve essere salvato e chi invece è "sacrificabile". Buona visione...
venerdì 27 marzo 2020
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PADOVA: QUEL PASTICCIACCIO DI LEROY MERLIN.

Con un po’ di ritardo vi giriamo un articolo uscito sul gazzettino ad inizio marzo: “Leroy Merlin ecco il piano definitivo” e la risposta che AltrAgricoltura ed i promotori del D.E.S. hanno prodotto. Il Comunicato inviato ai giornali locali non è stato per nulla recepito dalla stampa ed è caduto nel vuoto, anche se oggi sul Corriere della Sera è uscito un trafiletto che riguarda Leroy Merlin, molto simile a quello del Gazzettino, che trovate in allegato.
venerdì 27 marzo 2020
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«Questo virus è più pericoloso di Ebola e Sars» - Intervista a David Quammen

L'intervista. L’autore di «Spillover» (Adelphi, 2014) spiega il nesso tra uomini e pipistrelli. E perché la pandemia dipende soprattutto da noi. Otto anni fa, nel 2012, il divulgatore scientifico e autore David Quammen ha scritto nel suo libro Spillover (Adelphi, 2014), una storia dell’evoluzione delle epidemie, che la futura grande pandemia («the Next Big One») sarebbe stata causata da un virus zoonotico trasmesso da un animale selvatico, verosimilmente un pipistrello, e sarebbe venuto a contatto con l’uomo attraverso un «wet market» in Cina. Ma non si tratta di una profezia, Quammen è arrivato a queste conclusioni attraverso ricerche, inchieste e interviste accompagnate dai dati scientifici degli esperti. Dalla sua casa in Montana, Quammen ci aiuta a comprendere meglio la pandemia di coronavirus, la sua genesi e il suo sviluppo.
mercoledì 25 marzo 2020
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LETTERA APERTA AL SINDACO: RIAPRIAMO I MERCATI CONTADINI.

Carissimi tutti, qui di seguito trovate una lettera aperta che stiamo per inviare al Sindaco di Bologna. In calce trovate le prime firme raccolte. Ci piacerebbe che a queste se ne aggiungessero altre, di singoli e associazioni, anche in preparazione dell’udienza conoscitiva chiesta da alcuni consiglieri comunali e prevista – pare – per mercoledì prossimo 25 marzo. Più firme avremo raccolto per quel giorno, più forte sarà la nostra voce dentro le istituzioni cittadine. Siamo consapevoli che, in questa rincorsa all’ordinanza più severa, la scelta del Sindaco di Bologna è stata superata dal decreto del Presidente Regionale. Ma speriamo, con questa iniziativa, di aprire un confronto con le istituzioni. Vogliamo continuare ad offrire un servizio essenziale alla città, affermando la sovranità alimentare che, mai come ora, deve trovare tutela nelle scelte politiche e amministrative. Non possiamo permetterci di perdere la nostra sicurezza alimentare. Firmate (via mail a p.lanzarini chiocciolina gmail.com) e invitate a firmare la nostra lettera aperta. Grazie
mercoledì 25 marzo 2020
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Campagna per un reddito di quarantena ...verso un reddito di esistenza!

Le ordinanze restrittive emanate per fronteggiare la diffusione del c.d. “Nuovo Corona Virus” e per ultimo il DPCM dell’8 marzo hanno messo a nudo e drammatizzato la condizione di estrema precarietà, assenza di tutele e bassi redditi che colpisce i lavoratori e le lavoratrici di alcuni settori dei servizi quali quello della cultura, delle arti, dello spettacolo, dello sport e dell’intrattenimento, del turismo, dell’educazione e dei servizi sociali in appalto oltrechè del lavoro domestico e di cura. Diverse centinaia di migliaia di persone occupate in questi ambiti lavorativi – dipendenti, parasubordinati, soci di cooperativa, autonomi, in nero – si vedono già dimezzati se non azzerati gli introiti economici. E così moltissimi freelance, artigiani e commercianti. Il diritto alla salute è un bene primario da garantire indistintamente con serietà, competenza e attraverso precauzioni adeguate. Certo è che questo tipo di gestione della crisi sanitaria non colpisce tutti e tutte allo stesso modo: c’è chi è obbligato a stare a casa e chi deve comunque presentarsi al lavoro, non sempre per garantire beni e servizi essenziali, quasi mai nelle condizioni di totale sicurezza come se il virus si fermasse davanti alle porte delle aziende e dei magazzini.
domenica 22 marzo 2020
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Il momento è adesso! I limiti di prospettiva del decreto governativo di fronte alla necessità di una trasformazione di sistema che bandisca definitivamente le politiche neoliberiste che ci hanno portato a questa situazione.

ULTIMA ORA: Prima di lasciare spazio al commento sul Decreto Legge economico del 17 marzo è inevitabile inquadrare le riflessioni che seguono all’interno di una situazione nuova creatasi nel Paese dopo il varo il 21 marzo, con un nuovo DPCM, delle misure restrittive delle attività produttive non essenziali. Un provvedimento, resosi necessario dalla virulenza epidemica da covid-19, arrivato tardivamente, dopo settimane di titubanze governative, determinate dalla pressione confindustriale, che spazza via il pessimo e il colpevole protocollo firmato con le parti sociali [sindacati confederali e quelli industriali] che garantiva, invece, sostanzialmente la piena operatività di tutto il sistrema produttivo. A costringere il Governo in tal senso non sono stati, però, solo i dati del contagio e della mortalità o le pressioni di Presidenti regionali e sindaci delle regioni più colpite ma anche, crediamo, la mobilitazione organizzata e spontanea in più posti di lavoro prevalentemente del nord Italia e delle organizzazioni sindacali di base che l’ha promossa e sostenuta - fra queste protagonista è stata certamente la costituenda rete inter regionale dell’ADL-Cobas, che ha battagliato da subito per ridurre drasticamente l’attività produttiva per garantire la sicurezza sanitaria dei lavoratori e delle lavoratrici, in permanenza di una garanzia del reddito.
domenica 22 marzo 2020
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Di ritorno da Gaza, 20/3/2020.

Arrivo nella striscia di Gaza L’ingresso nella striscia di Gaza è stato senza problemi: attraverso il controllo israeliano, dell’Autorita’ Nazionale Palestinese ed infine Hamas. Questi ultimi hanno ripristinato l’ispezione del bagaglio. Nei giorni successivi al mio arrivo a Gaza, lanci di razzi dalla terra assediata verso I territori occupati hanno innescato una pesante risposta da parte di Israele. I media e giornali israeliani riportano che sono stati bombardati siti della resitenza. Quello invece che si può testimoniare è che sono state bombardate aree al confine destinate alla coltivazione, danneggiate abitazioni e civili sono rimasti feriti. La popolazione nella striscia di Gaza vive quotidianamente queste situazioni che causano stress, con attacchi di panico, sempre più frequenti tra I bambini e tanta paura. Il mese scorso ha fatto il giro del mondo il filmato dell’omicidio a khan Younis, vicino al border, di Mohammed 27 anni. E’ stato ucciso da un cecchino israeliano e il suo corpo martoriato da un bulldozer che poi con la pala lo ha trascinato via, sottraendolo ai soccorritori. Due di questi sono stati feriti mentre cercavano di prestare soccorso. La madre di Mohammed e la giovane moglie hanno chiesto, ma senza esito, la restituzione del corpo del loro caro. Mohammed lascia un bimbo di 1 anno. L’atroce crimine e’ stato documentato, ma con ogni probabilità resterà uno dei tanti crimini impuniti di israele. Durante la permenenza a Gaza i controlli sulle strade sono stati frequenti, come anche I posti di blocco. Si respira un’aria di incertezza per il futuro. A differenza del passato la gente non vuole parlare della situazione, delle aspettattive. Sono stanchi, non vedono un’unita’ dei partiti che possa dare fiducia per una dignitosa soluzione alla causa palestinese. Questo non significa che sia venuta meno la volontà di rivendicare il diritto all’autoderminazione e il ritorno nella terra della Palestina storica.
venerdì 20 marzo 2020
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QUARANTENA SENZA SUPERMERCATO.

(foto tratta da Fb della Cooperativa Agricola Coraggio) Possono fermare tutto ma la terra non si ferma. Non si fermano le piante nel germogliare, i frutti nel maturare, gli animali nel mangiare. I contadini non si fermano. Non possono fermarsi. Per senso di responsabilità, nei confronti della vita che custodiscono. E mentre la gente si ammassa nei supermercati (gli ultimi santuari chiudibili, insieme ai tabaccai, immuni a qualsiasi virus o decreto) c’è chi è costretto a buttare i prodotti o a vederli marcire, senza trovare un vero perché. Perché la fila (la ressa) alla cassa va bene, il ritiro della cassetta dal contadino o dal Gruppo d’acquisto solidale no?
domenica 15 marzo 2020
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Coronavirus: l’acqua del rubinetto non è pericolosa. L’Istituto superiore di sanità spiega perché non serve la minerale

Nelle scorse settimane abbiamo visto tutti le immagini degli scaffali vuoti dei supermercati, saccheggiati da consumatori terrorizzati dall’idea di finire in quarantena da un momento all’altro con il frigorifero vuoto. Così gli italiani hanno riempito i carrelli di pasta, farine, carne, disinfettanti, carta igienica e, anche, acqua minerale. Sulla scelta di fare scorta di acqua minerale presi dal panico del coronavirus è intervenuto l’Istituto superiore di sanità. In una nota pubblicata pochi giorni fa sottolinea come non sia necessario fare incetta di bottiglie ingombranti, perché il coronavirus Sars-CoV-2 non si trasmette attraverso l’acqua del rubinetto.
martedì 10 marzo 2020
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"Emergenza coronavirus. Responsabilità della Lega e di Zaia"

Ospitiamo una comunicazione del segreterio di Rifondazione Comunista Veneto: In questi giorni abbiamo visto il grande sacrificio ed impegno delle operatrici e degli operatori della sanità pubblica. Una straordinaria dedizione al bene comune per la quale li ringraziamo nel modo più convinto e sincero. Lo possiamo fare perché abbiamo sempre difeso la sanità pubblica e le lavoratrici e i lavoratori del settore. Li abbiamo difesi da attacchi che sono venuti da tutte le parti. I numeri parlano chiaro. La spesa nel sistema sanitario pubblico è stata progressivamente ridotta. I tagli ammontano a 37 miliardi ed hanno colpito le aree che sono dedicate alla tutela della salute pubblica, gli ospedali e i servizi sanitari nel territorio. Di questo sono egualmente responsabili i governi nazionali e regionali di centrodestra e centrosinistra. Sono stati tagliati nel corso degli anni i 2/3 dei posti di terapia intensiva, sacrificando il diritto alla salute a logiche aziendali. In Italia, i posti letto di terapia intensiva e rianimazione sono la metà di Francia e Germania in proporzione al numero di abitanti. Se il coronavirus è un problema così grande, e un pericolo tanto grave in Italia, è soprattutto per questo. Al crescere del numero dei contagi e dei necessari ricoveri, il sistema rischia di implodere. La crescita esponenziale della diffusione del virus e dei ricoveri rendono assolutamente necessaria la riduzione al minimo delle occasioni di contagio. In questo quadro generale, la gestione leghista nel Veneto e Lombardia della sanità pubblica e dell'emergenza è stata ed è una minaccia per l'intero paese.
lunedì 9 marzo 2020
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