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Inchiesta. La Guerra in Ucraina e le conseguenze su cereali, mangimi e fertilizzanti bio.

La crisi Ucraina e, in genere la chiusura dei due mercati più grandi al mondo, Russia e Ucraina, nella produzione di materie prime alla base della catena alimentare (cereali e oli vegetali) sta creando di fatto, in Italia e nel mondo, una sorta di competizione tra produttori di Bio e produttori di materia prima convenzionale a causa dell’assottigliamento della forbice tra le due categorie merceologiche. Tra i settori più penalizzati quello dei mangimi derivati dalla produzione cerealicola che, a differenza del settore Food, sono meno tracciati e quindi subiscono una spinta alla speculazione favorita dalla non sempre presente trasparenza. Intanto la Spagna da ieri, martedì 8 marzo, ha iniziato il razionamento dell’olio di girasole, bio e convenzionale: non se ne possono acquistare più di tre bottiglie al giorno per persona. Diverso il discorso sulle produzioni cerealicole Bio per le quali l’Italia ha spesso ragionato in un’ottica di filiera corta, approvvigionandosi dai produttori Bio nazionali per i lavorati made in Italy al 100%.
mercoledì 9 marzo 2022
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La guerra segna il crollo della sostenibilità.

Sono anni che ci riempiamo la bocca della parola sostenibilità, anni che sentiamo parlare del tavolo a tre gambe: la gamba della sostenibilità ambientale, quella della sostenibilità sociale, infine quella della sostenibilità economica. Un tavolo a quattro gambe sarebbe più stabile ma pare che la quarta gamba, nel caso specifico, non si trovi. Forse è per questo che la sostenibilità resta un concetto, dopo anni di discussioni sul tema, non ben definito, non ancora racchiuso entro confini definiti, come conferma il fatto che un gruppo di lavoro a Bruxelles si sta prendendo la briga di ricercare una definizione precisa della sostenibilità, in modo che su quella definizione si possa costruire, appunto con più precisione, una politica europea per l’ambiente, per la società, per l’economia.
mercoledì 9 marzo 2022
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LA PIÙ SENSATA TRA LE FORME DELLA POLITICA

Nell’estate del 1943, mentre gli alleati cominciavano a sbarcare e le bombe piovevano sul paese, agli studenti italiani fu risparmiato per quell’unica volta nella sua solenne storia l’esame di maturità. Pur non potendosi paragonare all’acme di una guerra devastante, la pandemia ha rappresentato e rappresenta uno scarto importante dalle abitudini, dalle possibilità e dalla vita relazionale di una società e delle sue articolazioni tra le quali il mondo della scuola occupa una posizione centrale. Il danno subito che gli studenti denunciano è reale e tutt’altro che irrilevante. Non solo sul lato psicologico, quello solitamente più citato, ma anche e soprattutto per la rimozione, ricorrente negli ultimi due anni, di quel tessuto relazionale e di quelle interazioni (fisiche, emotive, a volte culturalmente illuminanti) che eccedono i contenuti e le procedure dell’insegnamento, ma costituiscono un fattore decisivo nello sviluppo della soggettività e della vita pubblica. Lo schermo della didattica a distanza contraddice in pieno quell’orizzontalità che la retorica dominante è solita attribuire alla generale interconnessione digitale. E quando non consente alternative, sottolinea piuttosto che lenire un sentimento di mancanza e deprivazione.
domenica 13 febbraio 2022
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LIBERIAMO L’ACQUA - VOGLIAMO L’ACQUA BENE COMUNE PUBBLICO MONDIALE E FUORI DALLA BORSA!

Elena Mazzoni ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Mario Draghi (Presidente del Consiglio dei Ministri) e a R. Fico e a M. E. Alberti Casellati (presidenze camera e senato). Il 7 dicembre 2020 l’acqua è stata quotata nella Borsa di Chicago, su iniziativa del più potente fondo d'investimento speculativo mondiale, il Black Rock, suscitando forti reazioni di opposizione e di critica in tutto il mondo, l'Associazione Internazionale "Agorà degli Abitanti della Terra", con sede in Belgio, ha lanciato la campagna "Liberiamo l'acqua dalla Borsa" in Argentina, Belgio, Brasile, Cile, Francia, Italia, Québec, con il progetto di allargarla sempre di più ed il Forum Italiano dei movimenti per l'Acqua aveva lanciato una petizione di successo. Il 25 ottobre scorso, proseguendo nella linea imposta dal BlackRock, la Borsa di New York ha deciso di aprire una nuova classe di attivi finanziari, gestiti da una nuova categoria d’imprese le “Natural Assets Companies” (NAC), una vera e propria monetizzazione generale della natura sotto tutela della Borsa, per comprarsi pezzi di Pianeta da cui estrarre profitti. Se questa appropriazione finanziaria privata della natura non sarà arrestata, l'acqua e l'insieme del mondo naturale, saranno totalmente, in pochi anni, nelle mani di ristretti gruppi finanziari. Dalla messa dell’acqua in Borsa, che ha sancito la finanziarizzazione di un bene essenziale e drammaticamente scarso, assoggettandone la disponibilità alla logica di mercato e di profitto, nulla è cambiato e nessun passo indietro è stato compiuto.
martedì 11 gennaio 2022
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Gruppi d'acquisto solidale, un fenomeno in crescita: 800mila aderenti in più dal 2018 al 2020.

Diventano tecnologici con le piattaforme digitali di acquisto collettivo. Diffusa creatività, soprattutto a Roma, talvolta connotata politicamente. Dietro le sigle, tante storie di impegno civile. MILANO - Digitando GAS su Google, dopo due pagine di risultati su bollette e forniture, escono finalmente i Gruppi di Acquisto Solidale, e per prima cosa si sorride. Nomi come Banda Gassotti, ErGAS (Economie Ribaltate), Felce e Mirtillo, Poco di Buono, GAS -TONE, GAS RivoluzioMario, Gaspita!, LasVeGas, A tutto GAS: sono esplosioni di creatività, soprattutto in quel di Roma, talvolta colorata politicamente. Dietro le sigle, tante storie di impegno civile e solidarietà che vanno molto oltre i comportamenti d’acquisto.
martedì 4 gennaio 2022
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Il mondo malato e quelli di sotto.

Il disastro ambientale non può essere più nascosto. La violenza e la militarizzazione dei territori sono ormai la regola che accompagna, dalle Ande alla Val Susa, l’estrattivismo. Intanto riscaldamento climatico e pandemia da Covid-19 richiamano i medesimi problemi e rimandano alle stesse cause, prima di tutte lo scellerato e intensivo sfruttamento ambientale, umano e animale. In questo grigio panorama – nel quale cresce la guerra non dichiarata contro i migranti -, nuovi movimenti globali come Fridays For Future ed Extinction Rebellion hanno cominciato a dimostrare che l’impossibile è a portata di mano, che la salvezza del mondo che brucia e dell’umanità che lo abita non risiedono nella fede in tecnologie salvifiche né tanto meno nel greenwashing. Occorre allargare in tanti modi diversi lo sguardo e l’analisi, “o meglio abbassarli, perché è solo dal basso della piramide sociale, dalle ragioni di chi quotidianamente paga i costi di un sistema ingiusto e diseguale – scrive Sergio Segio, curatore del Rapporto Diritti globali 2021 Stato dell’impunità nel mondo – che si possono mettere in moto le dinamiche del cambiamento…”. Alcuni estratti dell’introduzione del Rapporto.
lunedì 3 gennaio 2022
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13 milioni di polli, tacchini e altri volatili eliminati in Italia per l’influenza aviaria. Colpiti 272 allevamenti.

In Italia negli ultimi due mesi sono stati eliminati a causa dell’influenza aviaria 13 milioni di polli, tacchini, galline ovaiole, quaglie, anatre e qualche allevamento di galli e fagiani. Si tratta di numeri preoccupanti, anche se i focolai sono per il momento concentrati nelle province di Mantova, Verona e Padova, con qualche episodio in Lombardia e in Emilia-Romagna. Nei 27 paesi europei e nel Regno Unito (*) fra il 16 settembre e l’8 dicembre 2021, sono stati segnalati 867 focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI). Le rilevazioni indicano che l’Italia è stato il Paese più colpito per quanto riguarda gli allevamenti di pollame con ben 167 casi, seguita da Ungheria e Polonia (35 ciascuna). Una situazione così critica, si spiega perché le specie di volatili selvatici risultate positive al virus dell’influenza aviaria e quindi in grado di contaminare gli allevamenti sono quasi 50. Il ministero della salute in una circolare precisa che: “Se da un lato è ormai innegabile l’introduzione del virus (direttamente o tramite fattore umano) dal settore selvatico è anche vero che le intime connessioni logistiche e organizzative della filiera, l’elevata densità zootecnica del territorio, la persistenza in alcuni casi di debolezze sul fronte delle biosicurezze (sia strutturali ma forse ancor più a livello gestionale) e non ultime alcune criticità nella gestione dei focolai che ne hanno rallentato l’estinzione, hanno contribuito a diffondere l’epidemia nel territorio e a farla persistere sino ad oggi. Di particolare suggestione sembrerebbe anche l’osservazione che la ventilazione forzata, di cui negli ultimi anni si sono dotati molti allevamenti al fine di migliorare le condizioni di benessere degli animali, abbia un ruolo non trascurabile nella diffusione dell’infezione soprattutto in situazioni di particolare densità degli allevamenti”.
giovedì 23 dicembre 2021
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Le Associazioni dell’agricoltura biologica, contadine, ambientaliste e della società civile chiedono il ritiro della proposta di legge del Movimento 5 Stelle sulla sperimentazione in campo dei nuovi OGM.

Ben 24 organizzazioni contadine, ambientaliste, dell'agricoltura biologica e del mondo sindacale - tra cui ARI Associazione Rurale Italiana - chiedono al Movimento 5 Stelle di ritirare la proposta di legge che accelera la sperimentazione in pieno campo dei #NuoviOGM. COMUNICATO STAMPA - Ieri alla Camera cinque deputati del Movimento 5 Stelle hanno presentato una proposta per accelerare il rilascio in ambiente dei prodotti ottenuti tramite editing genomico, già definiti dalla Corte di Giustizia Europea come OGM. Le associazioni ritengono inaccettabile questa ipotesi che rischia di compromettere per sempre la natura stessa di Paese “non-OGM”, la transizione ecologica dell'agricoltura italiana, la difesa dei diritti degli agricoltori e la libera scelta dei consumatori.
sabato 18 dicembre 2021
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PAC post-2022, il fallimento della transizione ecologica in agricoltura.

Il Parlamento europeo ha approvato la PAC post-2022, il 23.11.21. La nuova Politica Agricola Comune – che vale quasi un terzo (32%) del bilancio UE – è però una riforma grigio fumo, come già annunciato. Anzi un fallimento, per la transizione ecologica e i suoi protagonisti. PAC post-2022, obiettivi traditi La nuova PAC post-2022 non recepisce gli obiettivi del nuovo Green Deal europeo né tantomeno quelli della strategia UE Farm to Fork. Laddove si dichiarava la volontà di ottenere una riduzione sostanziale dell’impiego di pesticidi (-50%) e dei fertilizzanti di sintesi (-20%), nonché di stimolare l’estensione delle colture bio al 25% della SAU (Superficie Agricola Utilizzata) entro il 2030.
lunedì 29 novembre 2021
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Influenza aviaria 2021: quasi 3 milioni i tacchini e i polli coinvolti. Peggio che nel 2017.

L’epidemia di influenza aviaria sottotipo H5N1 ad alta patogenicità (HPAI) si espande nel nord Italia e i numeri cominciano a diventare importanti. Il bollettino dell’Istituto sperimentale delle Venezie ha contabilizzato 43 focolai (*) ad alta e bassa patogenicità dalla metà ottobre, quando è stato scoperto il primo caso a Ferrara. Secondo i dati fino ad ora sono stati colpiti dall’influenza aviaria 2,8 milioni di volatili: nella maggior parte si tratta di tacchini da carne, con alcuni allevamenti si galline ovaiole, polli da carne e altre specie minori. Uno solo il focolaio è scoppiato a Roma, in un allevamento non commerciale di circa 250 galline ovaiole, dove i controlli sono scattati in seguito all’insorgenza di una mortalità anomala tra gli animali. Le analisi hanno confermato che a colpire è stato un ceppo ad alta patogenicità del virus H5N1, lo stesso che ha interessato gli allevamenti del Nord Italia.
venerdì 19 novembre 2021
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