Cerca Contatti Archivio
 
L’ORA DELLA CONVERGENZA, IL MOMENTO DI ATTACCARE.

1. In un testo di transizione, ma ancora mosso dal desiderio di ricostruire «la storia interna della classe operaia», Mario Tronti propone una lettura originale delle lotte americane degli anni Trenta e Quaranta dello scorso secolo. Per un verso, e già a partire dal 1916, censisce l’uso operaio della catastrofe bellica: scioperi in abbondanza che chiedono aumenti salariali, e li ottengono, costellano negli USA tanto la Prima che la Seconda guerra mondiale. Ma la fine della Grande Guerra, dopo un ciclo vincente di lotte, porta con sé sconfitte tragiche e, dopo il 1919, la violenza padronale contro “rossi” e sindacalisti rivoluzionari. E gli anni Venti – «l’età del jazz» raccontata magistralmente da Francis Scott Fitzgerald – sono segnati da una ripresa in forza dei profitti, che «traboccano» nella società pacificandola ulteriormente e alimentando la speculazione più selvaggia. D’improvviso il 1929, il crollo finanziario e con esso la Grande Depressione. È nel tentativo di comprendere quest’ultima che Tronti suggerisce una posizione per alcuni versi contraddittoria con quanto in precedenza teorizzato: «È ovvio dire che gli operai non hanno voluto la crisi. Molto meno ovvio, e anzi un po’ scandaloso, è sostenere che la crisi non fu il prodotto delle lotte operaie, ma della passività operaia». Indubbio un certo afflato dialettico. Poche righe prima infatti leggiamo: «Le lotte operaie sono un insostituibile strumento di autocoscienza del capitale». Eppure la mossa pare feconda, e utile per afferrare alcuni tratti distintivi della crisi esplosa nel 2008, e da allora mai sopita. Sarebbe sbagliato affermare che il movimento alterglobale e le tante lotte giovanili del primo decennio del nuovo millennio non abbiano in alcun modo condizionato l’iniziativa capitalistica. Non possiamo di certo affermare, però, che siano stati gli scioperi del lavoro precario a far esplodere la bolla dei mutui subprime. Precarie e precari, semmai, hanno preferito la fuga – pensiamo all’esodo della forza-lavoro qualificata dal Sud al Nord Europa. Senza esagerare con la comparazione storica, possiamo asserire che la crisi (oramai) permanente che ci perseguita dal 2008 è stata sollecitata da un eccesso di comando capitalistico sulla società. O anche, ma non si tratta di affermazione contrastante: la crisi è un’offensiva capitalistica contro il prezzo della forza-lavoro, nella consapevolezza che questa ha conquistato un’autonomia irriducibile, governabile solo a mezzo di ricatto e terrore.
lunedì 30 settembre 2019
Leggi l'articolo...


PENSARE LA RIVOLTA. Sabato 12 OTTOBRE alle ore 19:30 Vi aspettiamo ad AltrAgricoltura Nord Est per la presentazione del libro: “Pensare la rivolta. Un percorso storico e filosofico” di Mimmo Sersante e Willer Montefusco. Saranno presenti gli autori.

Cari e care, con l'aiuto di Gianni Cavallini, medico cooperante con Saving Humans Mediterranea, vi introdurremo all'ultimo libro di Mimmo Sersante e Willer Montefusco, "PENSARE LA RIVOLTA" edito da DeriveApprodi per la collana DOC(K)S. Appuntamento nella nostra sede di Corso Australia, 61 - Padova - ore 19:30. il programma prevede aperitivo, presentazione ed a conclkudere buffet.
sabato 28 settembre 2019
Leggi l'articolo...


Circus Show | I giocolieri ad AltrAgricoltura Nord Est.

Venerdì 27 settembre 2019 dalle ore 19:00 alle 23:30, ad AltrAgricoltura Nord Est in Corso Australia 61 a Padova: Clown, acrobati, maghi, mangiafuoco, ballerini e giocolieri arrivano ad AltrAgricoltura Nord Est per emozionare il pubblico con le loro performance, fatte di canti, balli, musica, spettacolo e divertimento.
lunedì 23 settembre 2019
Leggi l'articolo...


CETA – Ad un anno dall’approvazione ecco i primi risultati: crollo disastroso di export per Grana Padano e Parmigiano, mentre il Canada festeggia l’impennata della produzione del loro Parmesan (nient’altro che falso Parmigiano)…!

Coldiretti: CETA, crolla export di Grana Padano e Parmigiano: noi l’avevamo detto! Anniversario flop per il CETA, con -32% sull’export di Grana Padano e Parmigiano Reggiano nel primo semestre 2019, mentre il Canada festeggia la produzione di ben 6,3 milioni di chili di Parmesan (falso Parmigiano Reggiano), in aumento del 13% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e la netta crescita dell’esportazione in Italia di grano trattato con glifosato in preraccolta. Un crollo devastante delle esportazioni in Canada di questi simboli agroalimentari del Made in Italy, che si sono ridotte praticamente di un terzo, scendendo a soli 1,4 milioni di chili nel primo semestre del 2019, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Tra i prodotti interessati dalla flessione anche un altro campione tutto italiano come l’olio di oliva, che registra un brusco calo delle esportazioni in Canada, pari al 20% nelle quantità e al 27% in valore.
domenica 22 settembre 2019
Leggi l'articolo...


Il piano segreto di Bolsonaro per distruggere l’Amazzonia.

Brasile. Svelato un audio del «progetto Barão de Rio Branco» che prevede la costruzione di dighe, autostrade e ponti, lo sfruttamento minerario, l’occupazione di terreni coltivabili e l’insediamento di popolazioni non indigene. Obiettivo dell’operazione: riaffermare la sovranità sulla regione È stato un altro duro colpo all’immagine del governo Bolsonaro la sua esclusione dalla lista dei relatori al vertice sul clima che si terrà lunedì a New York. «Il Brasile non ha presentato alcun piano con iniziative per migliorare il suo impegno» per l’ambiente, ha spiegato Luis Alfonso de Alba, inviato speciale del segretario generale dell’Onu Antonio Guterres per l’organizzazione dell’evento.
domenica 22 settembre 2019
Leggi l'articolo...


Coca-cola e made in Italy – la nuova filosofia di Farinetti.

"Non ho venduto l'anima al diavolo. La cessione della Lurisia a Coca-Cola è un'ottima notizia per l'Italia. Le multinazionali non vanno demonizzate e bisogna lavorare con loro perché si comportino meglio”. “Sono favorevole a esportare le eccellenze italiane nel mondo e, in questo senso, sono contrario al cosiddetto chilometro zero». Eataly ha ceduto le storiche acque minerali e il chinotto piemontesi alla multinazionale per antonomasia. E pensare che nei punti vendita di Eataly, fondata da Oscar Farinetti e da lui controllata per il 40 per cento (un altro 40 da cooperative del sistema Coop e un 20 dal fondo di investimento Tamburi), da sempre non si vende Coca-Cola in nome dell’italianità... Ma l’etica del capitalismo pulito e corretto ha fatto emergere da sempre le sue contraddizioni. Dal kilometro zero all’accordo tra Birra Peroni ed Eataly è stato un attimo, alla faccia della millantata superiorità della birra artigianale, il rapporto tra chi coltiva e produce sotto casa... come se niente fosse si passa dalla Nastro Azzurro alla spina, all’acqua e alle bibite prodotte da Coca- cola.
sabato 21 settembre 2019
Leggi l'articolo...


Prosciuttopoli: in salumeria 2 milioni di prosciutti Dop di Parma e San Daniele che gli ispettori del ministero hanno giudicato inadatti.

Alla fine di agosto in redazione arrivano voci di un provvedimento di sblocco per oltre 2 milioni di prosciutti, che i funzionari dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (Icqrf) del Ministero delle politiche agricole (Mipaaft) avevano “bloccato” nei magazzini di stagionatura, non ritenendoli idonei a diventare prosciutti Dop di Parma e di San Daniele. Dopo una settimana scopriamo che la Giunta di appello dell’Istituto Parma qualità (IPq) (ente che certifica la qualità del prosciutto), ha accolto il ricorso dei macellatori rigettando le accuse del mancato rispetto del disciplinare formulate dai funzionari dell’IPq nominati dal Mipaaft, dando così il via libera alla commercializzazione. Le motivazioni non si conoscono, ma questa non è una novità. Nello scandalo che abbiamo chiamato “Prosciuttopoli” gli unici testi pubblici sono le sentenze dei magistrati di Torino e Pordenone che, tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019, hanno condannato macellatori e prosciuttifici a smarchiare e ritirare oltre 1 milione di falsi prosciutti Dop, ottenuti da razze non permesse dal disciplinare ma destinati a entrare nel circuito dei Parma e San Daniele.
mercoledì 11 settembre 2019
Leggi l'articolo...


Dopo Miteni. Un inquinamento sistemico Non solo PFAS.

Dalla grandissima riserva di acque, alla fertilità dei suoli, dalle meravigliose città, alle ville palladiane che costellano il paesaggio delle campagne, ai panorami delle vette delle Prealpi, ai grandi fiumi e al mare Adriatico. Di tutto ciò, rimane ben poco. La rapacità di una classe di imprenditori poco colta e di politici che governano sfruttando all’estremo le risorse ha divorato tutto, in nome del profitto. L’acqua potabile è giunta alla fine: i gestori non sanno più dove allacciare gli acquedotti per sostituire le grandi riserve sotterranee, perdute per sempre a causa delle contaminazioni chimiche (primi i PFAS) e i fiumi sono cloache chimiche. A pochi passi dalla catastrofe finale, non è più possibile curare questa terra con regole e leggi del secolo scorso. Il mito della crescita infinita mostra in Veneto tutta la sua fallacia. Prescindendo dalla criminalità ambientale, le regole che dovrebbero proteggere il territorio si dimostrano inefficaci, aggirabili, pensate per proteggere non tanto la salute e l’ambiente, quanto il profitto. Va capovolto il paradigma che ha consentito tutto ciò, in Veneto e nel pianeta.
martedì 10 settembre 2019
Leggi l'articolo...


Pessimo esordio ministra Bellanova su CETA.

Spingere la ratifica di un accordo commerciale disastroso per i diritti e l’ambiente, spacciandolo per uno strumento di tutela del “Made in Italy” agroalimentare: questa la strategia della nuova ministra dell’agricoltura sul CETA. Se il buongiorno si vede dal mattino possiamo dire che il PD rimane un partito neoliberista incapace di una svolta reale che vada oltre le enunciazioni generiche.
martedì 10 settembre 2019
Leggi l'articolo...


Prosecco invenduto: si tenta l'asta per la terza volta. Domani alle 12 scade il termine per le offerte degli interessati.

NERVESA DELLA BATTAGLIA – Base d’asta sotto di 100mila euro rispetto alle aspettative per l’uva Prosecco dal Consorzio Bosco Montello, ente che fa capo ai 5 comuni montelliani e che ha tra le sue proprietà un’azienda agricola ben avviata. Lo scorso anno la vendita dell’uva prodotta era stata un successo con 370mila euro incassati da una ditta di Trapani ma quest’anno siamo già al terzo tentativo di vendita senza che si faccia avanti un compratore interessato all’uva. Le aspettative alimentate dall’attribuzione UNESCO di “Patrimonio dell’umanità” alle colline del prosecco sono state quindi inaspettatamente deluse.
lunedì 2 settembre 2019
Leggi l'articolo...


Avanti Ultima pag.
News