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Finalmente bocciato il Tav e il partito del Pil.

Il 16 giugno la Corte dei conti dell’Unione Europea ha bocciato il progetto del Tav Torino-Lione: sballato (cioè falso) il preventivo dei costi, quasi raddoppiati rispetto al progetto iniziale; sballati i tempi di realizzazione (doveva essere completato nel 2015; ora nel 2029; ma non era nemmeno iniziato alla prima data né potrà essere completato alla seconda); sballate le previsioni di merci e passeggeri (cosa che fa del progetto un pozzo senza fondo); sballati soprattutto i benefici ambientali vantati: se le merci da trasportare fossero quelle (false) ipotizzate, si andrebbe in pari con le emissioni climalteranti solo al 2050; ma se fossero anche solo la metà i tempi di recupero raddoppiano. Niente di nuovo: si sapeva già tutto. Lo sta mettendo in chiaro da ormai 30 anni, mano a mano che il progetto cambia e si precisa, il movimento NoTav della Valsusa, sostenuto da incontestabili pareri tecnici di gran parte dei trasportisti italiani; ma anche dalla Corte dei conti francese e perfino dalla bislacca analisi costi-benefici del prof. Marco Ponti, che pure era basata su assunzioni molto favorevoli al progetto, benché difficilmente sostenibili. Insieme al Tav Torino Lione la Corte ha bocciato sei (compreso il traforo del Brennero) degli otto progetti analizzati, tutti relativi al programma Ten-T (i cosiddetti “corridoi europei”) varato quasi trent’anni fa, contestualmente al trattato di Maastricht, e mandati avanti nonostante che sull’intero programma pesassero sempre nuovi pareri negativi.
giovedì 18 giugno 2020
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"ALLEVAMENTI INTENSIVI, VULNERABILI ALLE PANDEMIE E COLPEVOLI DI CREARLE"

Secondo uno studio, il coronavirus darà il colpo di grazia al settore della carne rimasto vittima di un "ciclo di auto-sabotaggio". E Goldman Sachs avvisa gli investitori sul rischio di puntare sul bestiame. "Allevamenti intensivi, vulnerabili alle pandemie e colpevoli di crearle" Quasi tre grandi imprese su quattro nei settori della carne, del pesce e di latticini sono “ad alto rischio” di pandemia e sono ritenute incapaci di prevenire l’insorgere di nuove malattie tra i capi allevati. È quanto emerge dall’ultimo rapporto di Fairr, una rete di investitori e istituzioni che collaborano per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle problematiche legate agli allevamenti intensivi. Il documento conclude che il Covid-19 potrebbe essere il colpo di grazia all’industria della carne che si è dimostrata “a grave rischio di creare e diffondere una futura pandemia”.
sabato 13 giugno 2020
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L’orrore negli allevamenti di polli Aia: animali ammassati e imbottiti di antibiotici per crescere velocemente.

Quella dei polli è una breve vita di sofferenza. Selezionati per ingrassare velocemente e nutriti con mangimi iperproteici, il peso del loro petto è tale che quando vengono mandati al macello, a sole sei settimane di vita, hanno difficoltà a deambulare, problemi cardiaci e respiratori. Sono allevati in capannoni che possono contenere sino a 30mila animali, 20 per metro quadrato, senza la possibilità di accedere all’aperto. Una nuova inchiesta di Essere Animali documenta ciò che succede in un allevamento fornitore di Aia, principale produttore italiano di carne avicola. Assunto per un mese in una grande azienda del Piemonte proprietaria di diversi allevamenti e fornitore di Aia, un investigatore con telecamera nascosta ha documentato il ciclo di vita dei polli e le condizioni in cui versano prima di arrivare a tavola.
venerdì 12 giugno 2020
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LE NOSTRE VITE CONTANO! LE CASSETTE SONO VUOTE, ORA RIDISTRIBUIRE LA RICCHEZZA!.

noltriamo l’invito delle realtà “Berta-Catai-PaP” a partecipare al presidio di sabato 13 giugno in Piazza dei Signori (PD), vicino alla scalinata della Gran guardia. Sabato 13 | Ore 11 --------------- A marzo venuto tutto a galla. Un invisibile virus ha involontariamente scoperchiato l'ingiustizia su cui è fondata questa società. Lavoratori e lavoratrici mandati al macello, operatori e operatrici della sanità abbandonati ma chiamati eroi, le differenze sociali che si approfondiscono vertiginosamente, due mesi di lockdown ed ecco scatenarsi una crisi sociale ed economica di portata epocale. Davanti alle ingiustizie noi siamo abituati a fare una sola cosa: rimboccarci le maniche. Sportelli telefonici, doposcuola on-line e soprattutto due mesi di distribuzione di pacchi spesa a chi si è trovato in difficoltà economica. Tutto con la sola forza della solidarietà popolare e del mutualismo, senza sponsor o sovvenzioni, tutto finanziato attraverso donazioni volontarie. In questi mesi abbiamo approfondito conoscenze e collaborazioni, abbiamo incontrato tante persone, tante storie. Abbiamo sostenuto più di 200 persone che ricadevano al di fuori del circuito di solidarietà istituzionale, e come noi in città e in tutta Italia si è espressa una grande attivazione dal basso per non lasciare nessun* indietro.
venerdì 12 giugno 2020
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Piano Colao: come prima, più di prima.

Bisognerebbe sinceramente ringraziare il manager Vittorio Colao che, in mesi di duro lavoro nella clausura del suo loft nella city londinese, ha prodotto un piano per la rinascita dell’Italia chiaro, netto, senza fronzoli più del necessario e comprensibile a tutti. Un piano che ha un grande pregio: se, come tutti hanno affermato, la drammatica esperienza della pandemia rappresenta un monito e uno stimolo a rimettere in discussione un modello economico e sociale che ha dimostrato di non garantire protezione ad alcuno, il piano Colao è la summa di tutto ciò che NON si dovrebbe fare.
giovedì 11 giugno 2020
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FONDI PUBBLICI IN PASTO AI MAIALI.

L’INDAGINE DI Green Peace in Lombardia, una delle regioni italiane con più capi allevati, rivela le ombre di un sistema malato. Sono 168 i comuni in Lombardia a rischio ambientale per eccessivi carichi di azoto. Eppure in Lombardia gli allevamenti intensivi continuano a ricevere importanti finanziamenti pubblici, mentre le piccole aziende che producono in modo ecologico scompaiono in silenzio. (https://attivati.greenpeace.it/petizioni/allevamenti-intensivi-lombardia/?utm_source=donor%20%2B%20lead&utm_medium=email&utm_campaign=food&utm_content=10062020_inchiesta&cta=share)
giovedì 11 giugno 2020
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Esiste un legame tra allevamenti intensivi e aumento delle epidemie?

l ruolo della produzione zootecnica nella nascita e diffusione di nuovi virus. Articolo prodotto da F.De Augustinis per "La Stampa", in collaborazione con One-Earth, un progetto di informazione indipendente sulla perdita di equilibrio del pianeta legata alla distruzione degli habitat e all’attuale sistema di produzione alimentare.
venerdì 29 maggio 2020
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Il mondo del bio contro il rapporto EFSA sui rischi da multiresiduo.

Le rappresentanze del biologico e le associazioni ambientaliste contestano il rapporto EFSA (Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare) dal titolo “Cumulative dietary risk characterisation of pesticides that have chronic effects on the thyroid”, che minimizza gli effetti sulla salute dei multiresidui. Il report, riguardante i risultati di due studi pilota retrospettivi su rischi per la salute umana da esposizione cumulativa a multiresiduo di pesticidi per via alimentare, è giunto alla rassicurante conclusione che da tale esposizione non vi sarebbero conseguenze negative per alcuni effetti cronici sulla tiroide e per due effetti acuti sul Sistema Nervoso Centrale (gli unici indagati).
giovedì 21 maggio 2020
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Giovedì 21 scioperano i lavoratori e i braccianti invisibili per la politica ma visibili per gli sfruttatori. L'appello ai consumatori: non comprate frutta e verdura.

Per la politica siamo centinaia di migliaia di esseri umani invisibili. Giovedì 21 maggio saremo invisibili anche nelle campagne italiane, durante lo sciopero dei braccianti proclamato dall’Unione Sindacale di Base Lavoro Agricolo. Dal momento che frutta e verdura vengono giudicati più importanti di noi, sarà nostra cura recapitare alle prefetture italiane cesti di prodotti della terra, quella terra sulla quale ci spacchiamo la schiena ogni giorno per pochi spiccioli, con orari massacranti, senza diritti, né dignità.
mercoledì 20 maggio 2020
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Covid 19 a Gaza. Arrivati gli aiuti di Gazzella onlus.

Care amiche e cari amici, l’assedio israeliano sulla Striscia di Gaza da 14 anni, ha determinato una situazione di invivibilità per circa 2 milioni di palestinesi. L’infezione del Covid19 non ha risparmiato la striscia di Gaza, anche se ad oggi si contano, fortunatamente, solo 17 casi positivi e circa 2000 persone in quarantena. Nelle foto allegate (http://www.gazzella-onlus.com/2020/05/04/covid-19-a-gaza-arrivati-gli-aiuti-di-gazzella-onlus) alcuni momenti della distribuzione alle famiglie nella striscia di Gaza, di pacchi igienici comprati con i fondi raccolti da Gazzella nei mesi di marzo e aprile.
lunedì 4 maggio 2020
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