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Ecco cosa succede quando si privatizza l'acqua.
Durante questi giorni, a seguito dell’approvazione del decreto Ronchi alla camera che privatizza l’acqua, si è provato a scrivere articoli (non esaustivi) che spieghino cosa succede quando si privatizza la gestione dell’acqua. Aprilia e la provincia di Latina ne sono un esempio concreto, speriamo che questo possa essere di riflessione e di esempio, per quello che accadrà nei prossimi anni, se non riusciremo a fermare questa legge.
Ad Aprilia, come in tutto l’ATO4 (38 Comuni) la Privatizzazione dell’acqua è avvenuta nel 2002 (seconda provincia d’Italia in ordine di tempo dopo Arezzo) quando la Conferenza dei Sindaci ha messo a gara la gestione del servizio idrico per formare una società mista pubblico privata (51% pubblico, 49% privato).
Il socio privato è la VEOLIA WATER, una delle più grandi multinazionali che gestisce l’acqua in ogni parte del mondo.
Per capire di chi stiamo parlando:
Veolia Water in cifre... (dati al 2008)
N° 1 al mondo nei servizi idrici;
12,56 miliardi di euro di fatturato nel 2008;
Più di 131 milioni di persone servite in acqua potabile/depurazione nel mondo;
93 433 dipendenti;
Attiva in 64 paesi;
Più di 4 400 contratti di gestione nel mondo
Insomma il MIGLIOR PRIVATO che ci sia sulla piazza!!!
lunedì 23 novembre 2009
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Fao: il vertice si chiude senza soluzioni.
La dichiarazione finale del vertice mondiale sulla sicurezza alimentare delude: scarsa attenzione ai piccoli produttori contadini, pochissime risorse stanziate dai governi ricchi, spazio di manovra per le multinazionali e distrazione sull'impatto dei cambiamenti climatici.
giovedì 19 novembre 2009
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In difesa dell'acqua pubblica.
In Italia siamo sempre in leggera controtendenza.
In Francia, a Parigi l’acqua ritornerà pubblica dal primo gennaio 2010. Il sindaco Bertrand Delanoe non ha rinnovato i contratti con le multinazionali Veolia e Suez . L’acqua sarà gestita da un ente pubblico: “Eau de Paris”. Il risparmio per i parigini sarà di almeno 30 milioni di euro all'anno.
giovedì 19 novembre 2009
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Votata la fiducia al Governo. Il decreto Ronchi viene approvato con 320 voti favorevoli e 270 contrari. Le organizzazioni annunciano mobilitazioni di massa.
Come se non bastassero le notti a Palazzo Grazioli, le gaffe commesse in ambito internazionale e finanche lo scudo fiscale. Ora il popolo dovrà sopportare anche che lo Stato limiti il suo diritto d’accesso all’acqua. Questa volta però, il popolo non è intenzionato ad incassare.
giovedì 19 novembre 2009
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CI RIMANE SOLTANTO L'ARIA.
Cosa succede se la globalizzazione raggiunge il rubinetto di casa
Nessun uomo è tanto pazzo da vendere la terra su cui cammina. Così, stando alla leggenda, il grande capo indiano avrebbe risposto al negoziatore bianco che gli offriva la scelta tra la guerra di sterminio e l’acquisto delle terre ataviche della sua tribù. Che cosa direbbe oggi quel capo indiano di noi che, dopo aver fatto ovunque commercio della terra su cui camminiamo, ci apprestiamo a venderci anche l’acqua che beviamo?
giovedì 19 novembre 2009
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Acqua pubblica. Ai privati .
Il governo pone la fiducia sulla privatizzazione dell'acqua. Il governo pone la fiducia sulla privatizzazione dell'acqua
"Un giorno ci faranno pagare anche l'aria che respiriamo". Il vecchio adagio del mugugno popolare presto si potrà applicare a un bene pubblico e prezioso come l'acqua. Che sarà privatizzata - cosa privata - entro il prossimo mercoledì. Non serviranno a nulla le proteste dell'opposizione riformista e cattolica, nè l'invito a riflettere rivolto al PdL da parte degli alleati della Lega. Sul decreto Ronchi è stata posta, per la ventottesima volta, la questione di fiducia. Si blinda la decisione del governo filoimprenditoriale di togliere l'acqua al popolo, e lo si fa bruciando, di fatto, tutte le regole della democrazia parlamentare.
mercoledì 18 novembre 2009
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A Roma la marcia dei trattori.
«Salvare le aziende agrozootecniche senza se e senza ma», «Assurdo: 365 giorni di lavoro per morire di fame». Si potrebbe sintentizzare con queste poche parole, prese in prestito da due dei tanti striscioni presenti ieri in piazza S. Giovanni a Roma - da dove si è snodato un corteo che ha raggiunto poi piazza Vittorio - la grave crisi che sta vivendo, e non da oggi, l'agricoltura italiana. Ieri, dopo le numerose mobilitazioni che hanno interessato tutto il meridione, i tanti comitati spontanei nati tra gli agricoltori siciliani, Altragricoltura, Codifas (Consorzio difesa agricoltura siciliana), il Comitato degli agricoltori metapontini e tanti altri sono arrivati nella capitale - proprio nella giornata di apertura del vertice Fao sulla «sicurezza alimentare» - per protestare contro i prezzi bassi delle materie prime alimentari e lo strapotere delle multinazionali o della grande distribuzione, per il diritto al futuro.
mercoledì 18 novembre 2009
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La terra, un nuovo affare da 100 miliardi di dollari.
La terra nel portfolio. Milioni di ettari di terre agricole, in paesi come Etiopia, Madagascar, Sudan, Eritrea, Cambogia, Mali, Filippine, stanno finendo segretamente nelle mani di investitori (hedge funds, private equity groups, banche di investimenti e simili). È il global land grab, l'accaparramento - chiamiamolo furto - globale delle terre coltivabili, lo scandalo più nuovo ai danni della sovranità e della sicurezza alimentare. Lo hanno denunciato ieri in un'azione davanti alla Fao il movimento contadino internazionale La Via Campesina (148 organizzazioni aderenti in 69 paesi) e l'organizzazione non governativa Grain.
martedì 17 novembre 2009
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«Un Forum. pieno di vita e un vertice ammuffito»
Briciole di ottimismo, di fronte a una catastrofe di proporzioni impossibili anche solo da immaginare. «Il Forum non si è mosso in una prospettiva emergenziale, si è discusso di come costruire alleanze e mobilitazioni anche se i governi ci sono ostili, tutta un'altra marcia rispetto al rituale ammuffito della Fao». Luca Colombo, ricercatore della Fondazione Diritti Genetici, coautore del libro Diritti al cibo. Agricoltura sapiens e governance alimentare (Jaca Book), è soddisfatto.
martedì 17 novembre 2009
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MONDO INFAME
Fao, il nulla in 5 punti
In una Roma blindata si è aperto il vertice della Fao, che si concluderà domani. Assenti molti big. Approvato un documento, ma senza impegni concreti
«La fame è la più terribile arma di distruzione di massa che esista sul pianeta». Così il presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, è intervenuto al vertice Fao sulla sicurezza alimentare, che si è aperto ieri in una Roma blindata. Non che manchino i mezzi per sconfiggerla - ha detto ancora Lula - ma chi tiene i cordoni della borsa mondiale, preferisce impiegarli per il profitto. Infatti, «di fronte alla crisi, i leader mondiali non hanno esitato a spendere centinaia e centinaia di miliardi di dollari per salvare le banche, mentre ne sarebbe bastata la metà per far fronte all'emergenza alimentare».
martedì 17 novembre 2009
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