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Olimpiadi a Venezia

L’assemblea dei comitati e delle associazioni A fronte della candidatura di Venezia e del Veneto a sede delle Olimpiadi: a) chiede alle istituzioni pubbliche locali di aprire immediatamente uno spazio di confronto pubblico e libero, diverso e autonomo dal comitato dei promotori, dove chiunque possa esprimere la propria opinione in merito;
martedì 20 ottobre 2009
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Via Campesina: dai piccoli agricoltori, le soluzioni per la crisi della biodiversità.

I delegati dei piccoli agricoltori provenienti da diverse parti del mondo, membri del movimento contadino internazionale Via Campesina, sono presenti alla Convenzione della conferenza sulla biodiversità a Nagoya, in Giappone. Essi rappresentano centinaia di milioni di piccoli agricoltori e famiglie di agricoltori in tutto il mondo.
lunedì 19 ottobre 2009
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Sulle Olimpiadi 2020 a Venezia …..

Sul tema olimpiadi 2020 credo che vada criticato prima di tutto il metodo della decisione: si è deciso senza alcun dibattito pubblico o confronto nelle sedi politiche, consigli comunali, provinciali, solo ora dopo che si è deciso si comincia a discuterne pubblicamente. Su questo tema sicuramente si poteva attivare un referendum cittadino viste le implicazioni che avrà sul territorio.
lunedì 19 ottobre 2009
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Già finito il miracolo cinese?

L’esponenziale crescita del PIL cinese ha subìto una battuta d’arresto tanto brusca quanto inattesa. Colpa della recessione di Stati Uniti ed Unione europea. Valeva davvero la pena per i cinesi abbandonare in massa le campagne per cedere alle tentazioni della società dei consumi ed a un’industrializzazione basata fino all’80% sulle esportazioni in Occidente? Indipendentemente dalla risposta a questo quesito, sono ora in molti a dover tornare sui propri passi.
lunedì 19 ottobre 2009
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PotenzAttiva

Incontro al Museo provinciale di Archeologia, 28 settembre 2009 a conclusione della scuola della decrescita a Nuova Siri - Comunicazione di Paolo Cacciari Mi rendo conto che in un momento di crisi economica così grave pensare ad una società che scelga consapevolmente e volontariamente di imboccare un percorso di decrescita dei consumi e delle produzioni di massa delle merci possa apparire una provocazione di cattivo gusto. Qualcuno ha detto che i promulgatori della decrescita sono intellettuali che hanno in odio l’umanità. Altri, più generosi, hanno detto che siamo piccoli borghesi schiacciati dal rimorso delle conseguenze che il nostro stile di vita provoca nel mondo. Al contrario, testardamente, penso che non sia immaginare una via di uscita reale e duratura dalla “crisi sistemica” in corso, multifattoriale e multidimensionale, senza riorientare i nostri sistemi sociali ed economici ai criteri della decrescita.
domenica 18 ottobre 2009
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Parigi, fiamme ai Campi Elisi per la protesta degli agricoltori.

PARIGI – Colonne di fumo di pneumatici bruciati e balle di fieno ai Campi Elisi, bloccati da gruppi di agricoltori che protestano contro il calo dei prezzi dei prodotti agricoli. I primi blocchi, con cassette di legno e balle di fieno, sono stati piazzati già alle 7.30 da manifestanti del settore cerealicolo: «Il mondo agricolo sta morendo», spiega Damien Greffin, presidente dei Giovani Agricoltori dell’Ile-de-France (la regione parigina); «Chiediamo un aumento dei prezzi delle materie prime: un chilo di grano si vende attualmente a 9 centesimi, contro un costo di produzione pari a 14 centesimi».
venerdì 16 ottobre 2009
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La fame nel mondo e la corsa del puledro.

Chi di noi non ha visto il comportamento del puledro quando camminando al fianco della madre pratica un moto “pendolare”, fatto di slanci in avanti e corse repentine, vivaci e spesso pericolose per chi guarda “distratto”. Tanto movimento e “ginnastica funzionale” per compiere solo modesti reali spostamenti in avanti. È la sensazione che abbiamo avuto dopo le dichiarazioni del Direttore Generale della FAO, Jacques Diouf che il 12 ottobre, in occasione dell'apertura del Forum di esperti internazionali su come nutrire il mondo nel 2050, in prospettiva di un grande incremento della popolazione mondiale ha sostenuto: “"Non ci sarà altra scelta che aumentare la produttività agricola, ... incrementando le rese con una maggio re intensità delle colture....” e ancora rispetto ai modelli: "se è vero che l'agricoltura biologica contribuisce alla riduzione di fame e povertà e dovrebbe essere incentivata, non è in grado da sola di nutrire una popolazione mondiale in rapido aumento". Tale posizione, oltre a suscitare sconcerto, è causa di un certo “sbandamento”. In più di un altra occasione infatti altri autorevoli rappresentanti dell'importante Agenzia (191 paesi oltre all'EU) hanno perfettamente sostenuto il contrario.
venerdì 16 ottobre 2009
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Dal PIL al BIL, anche il “Sole 24 ore” si accorge della differenza.

Anche il Sole 24 ore ha cambiato prospettiva: oltre alla solita classifica del PIL, il Prodotto Interno Lordo, quest’anno ha proposto anche quella del BIL, il Benessere Interno Lordo. Per quanto sia difficile ridurre in numeri la vera felicità, questa apertura segna un importante passo avanti che in futuro potrà forse portare a un cambio di mentalità.
giovedì 15 ottobre 2009
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RETE DEI MUNICIPI CONTADINI. Contro la crisi agricola e per la sovranità alimentare

Documento costitutivo per una rete stabile di iniziativa Policoro 17 Luglio 2009 Noi, rappresentanti di istituzioni territoriali e delle vertenze sociali di base per contrastare la crisi agricola nelle campagne ci siamo incontrati a Policoro il 17 Luglio 2009, nel mezzo di un processo senza precedenti che sta colpendo le aziende, il lavoro agricolo e i territori rurali fino a correre il rischio di compromettere la tenuta sociale e la convivenza civile in tanta parte del Paese.. Siamo uomini e donne impegnati nel governo delle nostre comunità nei Comuni e nelle Province, sedendo negli esecutivi o nei consigli elettivi; abbiamo aperto alle istanze degli agricoltori e dei cittadini i municipi e i luoghi istituzionali nel tentativo di contribuire a dare voce al loro malessere ed alle loro istanze e proposte e di cercare di colmare il vuoto ed i ritardi di risposte. Siamo militanti di comitati, associazioni, sindacati, reti sociali che stanno dando vita a vertenze territoriali e di settore contro la crisi agricola e per la Sovranità Alimentare; il primo dovere che ci assegniamo è quello di impedire la desertificazione del lavoro nelle campagne e di mantenere un territorio rurale vivo con uomini e donne al lavoro, prima condizione per dare alla Riforma dell’agricoltura la spinta necessaria a ricollocarla in un rapporto socialmente riconosciuto da tutta la società.
martedì 13 ottobre 2009
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Liberazione: intervista a Gianni Fabbris coordinatore nazionale di Altragricoltura.

La Rete dei Municipi contadini guarda al Chiapas potendo contare sull’esperienza di Decimoputzu… A Decimoputzu è successo qualcosa di straordinario: grazie alla collaborazione e l’incontro attivo fra il comitato di lotta degli agricoltori e dei pastori sardi e il Consiglio comunale è stato possibile bloccare le aste di vendita per 5400 aziende agropastorali, ormai a un passo dal baratro del fallimento. Il “modello Decimoputzu” non accetta come inevitabile la chiusura di gran parte del patrimonio produttivo agricolo italiano e vuole ripartire dai bisogni degli agricoltori, dei braccianti, e delle loro famiglie. Qual è il valore di quella battaglia? «La lotta di Decimoputzu è diventata, oggi, la lotta di centinaia di comitati sparsi un po’ in tutto il Mezzogiorno: quella per la sopravvivenza per migliaia di aziende agricole che, vittime di una crisi senza precedenti, hanno deciso di unirsi nella Rete dei Municipi Contadini. Oggi sono decine i municipi di piccoli comuni, in Sardegna, nel casertano, nel metapontino, in Sicilia, occupati da contadini che, di fatto, stanno bloccando i lavori dei consigli ma di cui nessuno parla. Sono centinaia le singole realtà in lotta per non soccombere ad una crisi iniziata, per il modo agricolo, dieci anni fa, quando la parola d’ordine era “globalizzare”. Allora le aziende agricole italiane hanno investito, in termini qualitativi e quantitativi della propria produzione. Ma intanto, qualcuno, nei “piani alti”, procedeva alla delocalizzazione, soprattutto in Nordafrica, della catena produttiva, trasformando l’Europa in un paese-consumatore. Risultato: distruzione dell’agricoltura mediterranea e impoverimento, soprattutto, del Mezzogiorno.
martedì 13 ottobre 2009
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