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La startup modello delle fragole a «chilometro zero» sequestrata per sfruttamento dei migranti.

Il blitz della Guardia di Finanza alla StraBerry, pluripremiata ditta di raccolta dei frutti di bosco fondata da un giovane imprenditore ex bocconiano. Un centinaio gli immigrati che lavoravano senza tutele, per più di nove ore al giorno. Una startup fondata da un giovane imprenditore ex bocconiano e dalle nobili origini. Un business a chilometro zero con frutta e ortaggi coltivati a 15 chilometri dal Duomo e venduti nei quartieri del centro città con le Apecar. Un progetto, quello ideato dal trentunenne Guglielmo Stagno d’Alcontres, vincitore dell’Oscar Green di Coldiretti nel 2013 e nel 2014 e più volte preso ad esempio per il suo impegno per l’ambiente. Ma la StraBerry di Cassina de’ Pecchi, che vale 7 milioni e mezzo di euro, adesso è finita sotto sequestro per sfruttamento della manodopera. Un centinaio gli immigrati che lavoravano senza tutele, per più di nove ore al giorno e pagati 4,5 euro l’ora.
lunedì 24 agosto 2020
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20 agosto 2014 – 20 agosto 2020, CIAO ERIS

20 agosto 2014 – 20 agosto 2020, sono passati sei anni da quando il compagno Eris Spagnol ci ha lasciati. Molti non hanno avuto la fortuna di condividerne l’umanità e la generosità, è molto probabile che abbiano goduto di una bevuta del buon prosecco di Guia, il “Muliana” fatto da Eris; ecco in quel buon vino c’è tanto del suo lavoro e della sua maniera d’intendere la vita, con queste poche righe, vogliamo ricordarlo anche per loro. Oggi non mancheremo di salutare Eris stappando e condividendo una delle sue bottiglie: un brindisi per Eris, compagno, contadino - vignaiolo a Guia di Valdobbiadene, produttore di un grande e amato prosecco, il Muliana, sempre attento alla promozione della agricoltura contadina e biologica in opposizione a quella dell’agroindustria. Per questa sua dedizione alla terra riportiamo un ricordo tratto dalle pagine di "https://milanoinmovimento.com/":
giovedì 20 agosto 2020
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«Il bonus 600 euro ha fatto emergere un bisogno enorme. Serve un reddito di base»

Partite Iva e precari. Parlano gli avvocati della Mobilitazione generale degli avvocati e l'associazione per il reddito di base Basic Income Network - Italia: "In Italia c’è un enorme bisogno di misure strutturali per la tutela dei lavoratori poveri. Quasi cinque milioni lo hanno chiesto, ma è durato solo tre mesi. Ora è finito, i problemi restano e sono più gravi. Va ripensato un nuovo Welfare a partire da un reddito di base e una riforma universale degli ammortizzatori sociali". Il 25 settembre parte la campagna europea per chiedere l'istituzione in Europa di un reddito di base incondizionato. Serve un milione di firme, saranno raccolte anche in Italia.
sabato 15 agosto 2020
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Il patrimonio comune deve avere un uso sociale. La cattedrale Davanzo di Padova..

di AltrAgricoltura Nord Est e le realtà promotrici del D.E.S. - - - - - - - Il cemento armato ha un ruolo particolare nella storia dell’architettura veneta. A partire da Carlo Scarpa, nella seconda metà del Novecento non sono mancate le proposte, sempre minoritarie, a volte distorte, per un uso non brutalmente funzionale dell’innovazione nella tecnologia architettonica più usata nel secolo scorso. Giuseppe Davanzo, architetto trevigiano, nella seconda metà degli anni Sessanta diede prova di questa possibilità nella costruzione del Foro Boario di Padova, cioè del nuovo mercato del bestiame in sostituzione del precedente, collocato in Prato della Valle. Il progetto ottenne numerosi riconoscimenti anche internazionali: la tecnica del prefabbricato, oggi sinonimo di cementificazione selvaggia e di consumo di suolo, era ancora agli albori, e nella realizzazione di Davanzo si pone come ponte con la tradizione – elemento in comune con Scarpa, alla ricerca di una mediazione fra tecnologie all’avanguardia e dialogo con il passato. La struttura, infatti, si ispira a un tendone a due pennacchi, rappresentati dalle lanterne: il luogo dove, anticamente, avvenivano gli scambi di bestiame torna al centro del moderno commercio. Lo stabilimento non funzionò tuttavia che per pochi anni, a causa del mutamento della legislazione in termini di commercio e macellazione. Di proprietà comunale, dalla metà degli anni Settanta la sua destinazione d’uso resta incerta, fra prospettive di abbattimento e tentativi, da parte della popolazione, di restituirlo alla comunità; fra questi il progetto di AltrAgricoltura, che da anni utilizza una parte degli spazi per i suoi fini associativi, perseguendo un’agricoltura maggiormente rispettosa dell’ambiente e un accorciamento della filiera produttiva. Negli ultimi anni, però, le giunte comunali si sono mosse nella direzione di un affidamento a una multinazionale privata, Leroy Merlin, mentre alcune associazioni padovane si sono unite per formulare una proposta alternativa, orientata verso la costruzione di un Distretto di Economia Solidale (DES). Qui sotto ci raccontano quel che è successo negli ultimi anni.
sabato 1 agosto 2020
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ACEGASAPSAMGA: utili 2020 in aumento.

Nella riunione dell’8 luglio scorso tra il Comitato Acqua, Il Vice Sindaco di Padova Micalizzi, il consigliere comunale Ferro, i funzionari di AcegasApsAmga e dell’Ato Bacchiglione, il gestore ha fatto la proposta di costituire il fondo per sostenere le utenze disagiate con euro 20.000,00 a titolo di “liberalità”. Nei giornali locali di ieri, 30 luglio, l’Amministratore delegato di AcegasApsAmga dichiara che i dati contabili dei primi 6 mesi del 2020 sono in crescita e migliori del 2019, i quali a loro volta erano migliori del 2018 e del 2017. Due dati importanti dei primi 6 mesi del 2020 che spiegano tutto e che dimostrano come la crisi Covid pesi sugli utenti e non sul gestore: Il MOL (Margine operativo lordo) è di 66,7 milioni (+2,5%). L’utile è di 174 milioni (+0,6%). Usando i dati del bilancio consolidato di HERA 2018 (il 2019 non è ancora pubblicato), AcegasApsAmga ha un MOL del Servizio idrico integrato di 56.694.000, che risulta essere superiore al MOL di tutti gli altri servizi gestiti da AcegasApsAmga. Di fronte a simili dati AcegasApsAmga propone la misera somma di 20.000,00 euro per sostenere le utenze disagiate, mentre sugli altri punti vengono accampati problemi che non esistono o che sono risolvibili. La nostra posizione è sempre la stessa. La delibera approvata e resa esecutiva il 28 gennaio 2019 va applicata in tutti i suoi aspetti e non mette minimamente in pericolo L’EQUILIBRIO ECONOMICO FINANZIARIO del settore.
venerdì 31 luglio 2020
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DUE ANNI DAL CROLLO DEL PONTE MORANDI (GE) 14 AGOSTO PRESIDIO NAZIONALE A TREVISO, PIAZZA DUOMO, ORE 10.

Manifestazione a Treviso 14 agosto 2020. Verità e giustizia per le morti firmate Benetton. Lettera aperta a tutte le persone per presa di coscienza e azione a 2 anni dalla strage dovuta al crollo del Ponte Morandi. Solidali con le famiglie di tutte le vittime dell'insicurezza delle Autostrade, con tutte le lavoratrici e i lavoratori sfruttati dalle imprese controllate dalla famiglia Benetton in tutto il mondo, con la lotta del popolo Mapuche in Patagonia per la restituzione delle loro terre e la liberazione di Facundo Huala e di tutti i prigionieri politici detenuti nelle carceri di Cile e Argentina, abbiamo percorso in questi anni un cammino di discussione, confronto e denuncia tra varie realtà per chiedere verità e giustizia per le morti e le violenze sistematiche causate dai Benetton o da chi per loro. Come lo scorso anno, il prossimo 14 Agosto torneremo a Treviso in piazza Duomo, a due anni dalla strage del crollo del ponte Morandi, davanti alla sede del gruppo finanziario Edizione, che controlla Atlantia e tutte le imprese collegate alla famiglia Benetton.
domenica 26 luglio 2020
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Altro che Green deal, ci vogliono riportare all’agricoltura chimica intensiva.

Mentre l’azienda tedesca Bayer ha patteggiato negli Usa oltre 10 miliardi di dollari per chiudere le 95 mila cause ereditate dalla Monsanto per seri danni alla salute correlati all’uso del glifosato - atto che rappresenta di fatto una forma di ammissione di colpa - in Italia Elena Cattaneo continua a sostenerlo e chiede al Governo di riabilitarlo con una mozione. È la prima mozione che la senatrice a vita Cattaneo presenta in Aula da quando è stata nominata ormai sette anni or sono. E curiosamente si concentra non sul settore di cui è più competente, quale la ricerca sulle staminali che l’ha resa una ricercatrice autorevole e affermata, ma su uno in cui non ha competenze specifiche. Evidentemente è così che si prepara all’approssimarsi della scadenza per il rinnovo dell’autorizzazione del glifosato in Europa. Una sostanza, è bene ricordarlo, che l’IARC classifica come probabile cancerogeno.
giovedì 23 luglio 2020
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Glifosato, il Senato dice sì a tutto. Ma contro Cattaneo l'ira degli scienziati: "Folle posizione pro diserbanti".

Quattro mozioni, due a favore e due contro l'uso dei pesticidi, tutte approvate. Tra esse una della senatrice a vita. I testi in Aula e gli studi che provano i danni causati dall'uso degli erbicidi. Delle mozioni presentate in Senato, tutte approvate, due erano a favore e altrettante contro l'utilizzo del glifosato, il famigerato erbicida considerato causa di danni all'ambiente e alla salute delle persone. A scatenare le polemiche e le ire di parte della comunità scientifica e la preoccupazione di diverse associazioni è il testo firmato dalla scienziata e senatrice a vita, Elena Cattaneo, che di fatto disinnesca le mozioni che vincolano il governo a un'azione decisa contro l'uso del noto diserbante.
mercoledì 22 luglio 2020
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La Corte europea interviene: la Commissione difenda meglio le api.

Le misure adottate dall’UE a protezione delle api e degli altri insetti impollinatori selvatici non sono state efficaci e non hanno fermato il declino di queste specie. Sono le conclusioni cui giunge la Corte dei Conti europea in una relazione sul tema, pubblicata il 9 luglio. La Corte ha constatato che l’intervento dell’UE nel suo complesso manca di coerenza e che la strategia UE per gli impollinatori del 2018 non dispone dei meccanismi necessari per essere efficace.
lunedì 20 luglio 2020
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GRANDI OPERE PICCOLE IDEE.

“Il passato che non trapassa”, dovremmo dire. Il “Decreto semplificazioni” produce, fin dal primo sguardo, una sgradevole sensazione di déja vu: l’esperienza psichica che – cito la Treccani – “richiama alla mente cose già viste, già vissute e sperimentate, specialmente con riferimento […] a mode e tendenze prive di originalità, identiche ad altre precedentemente viste”. Si era detto che se una qualche utile lezione si sarebbe potuta trarre dallo shock del coronavirus, questa sta nella necessità di cambiare le pessime pratiche che ci hanno portato alla rovina. Di cogliere dove si è sbagliato, e invertire la direzione di marcia. Beh, guardando questo “piano” – falsopiano dovremmo dire – proposto dal governo dovremmo concludere che abbiamo sofferto invano. Più che una semplificazione delle cose è una semplificazione del pensiero quella che emerge. Un aspetto che appare tanto più evidente se al livello della formalizzazione procedurale del decreto si incrocia quello dei contenuti materiali cui esso si applica: delle “cose da fare” in modo semplificato e a cui destinare le risorse pubbliche necessarie. Insomma: delle Opere Pubbliche da finanziare e realizzare con la dovuta necessità e urgenza. E’ su questo che si valuta una politica. Ed è su questo che il Governo toppa.
sabato 18 luglio 2020
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