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Appello di Alex Zanotelli: «Mobilitiamoci! Sull'acqua ci giochiamo tutto» .
Questo è l’anno dell’acqua, l’anno in cui noi italiani dobbiamo decidere se l’acqua sarà merce o diritto fondamentale umano. Il 19 novembre 2009, il governo Berlusconi ha votato la legge Ronchi, che privatizza i rubinetti d’Italia. E’ la sconfitta della politica, è la vittoria dei potentati economico-finanziari. E’ la vittoria del mercato, la mercificazione della «creatura» più sacra che abbiamo: «sorella acqua».
mercoledì 10 febbraio 2010
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La realtà globale imposta in Honduras.
Il Tegucigolpe ribadisce che l'America centrale fa parte della zona di influenza e controllo diretta dagli Stati Uniti. Hanno deciso che, dopo la quasi-annessione del Messico, questa regione strategica non poteva essere una frontiera in disputa con il blocco del Sudamerica. Non potevano correre questo rischio quando la rivoluzione bolivariana, che capeggiava il Venezuela, stava acquistando una crescente influenza.
Se l'area dei Caraibi - tranne Cuba - costituisce il primo anello di sicurezza e sfruttamento dell' Impero, che continua ad imporre manu militari, nell’Istmo Centro- americano era indispensabile la continuazione del modello neocoloniale e neoliberale. Un Taiwan in Occidente. Pertanto, il compito di contrastare attivamente ogni tentativo di unificare questi micro-Stati, o impedire loro di cristallizzare modelli sociali più equi, è stato un compito fondamentale per Washington.
martedì 9 febbraio 2010
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I baroni della bistecca.
Brasile: i grandi allevatori di bovini - che un servizio del quotidiano inglese «The Guardian» chiama «baroni della bistecca» - si stanno dando da fare per ripulire la loro immagine piuttosto annerita dai fumi degli incendi che distruggono l'Amazzonia e dalle notizie sulle responsabilità degli allevamenti bovini circa le emissioni di metano, potente gas serra. L'80% della deforestazione amazzonica è ormai universalmente attribuita al complesso mangimi-pascoli. In immense aree forestate o semiforestate, gli alberi sono spazzati via per far spazio a campi a soia - che nutriranno allevamenti brasiliani ed europei - e soprattutto a superfici erbose dove brucano le mandrie. Il Brasile è il primo esportatore al mondo di carne di manzo; la Gran Bretagna uno dei principali importatori. La foresta nel piatto. I suddetti «baroni», sotto accusa per i loro peccati ambientali sia in patria (il governo di Lula si è formalmente impegnato a porre fine alla distruzione della foresta provocata dai pascoli bovini)
sia a livello internazionale (eloquente il rapporto di Greenpeace, «Amazzonia arrosto», pubblicato l'anno scorso) cercano aree meno osservate.
venerdì 5 febbraio 2010
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I fatti di Rosarno e i frutti avvelenati del mercato .
L’usa e getta degli indesiderabili, questa è la subcultura economica che ha prodotto i fatti di Rosarno. C’è tutto un sistema che si approfitta degli immigrati e che li costringe a vivere come non-persone. Poi arriva la persecuzione, la caccia al nero, con le cosche che una volta di più si mettono alla guida del paese, organizzando a modo loro le ronde e la tolleranza zero.
Si vive accanto a persone offese nella loro dignità e private di ogni diritto, ma nessuno protesta.
Si coltiva l’odio verso gli ultimi tra gli ultimi fino a perdere qualsiasi fondo di umanità.
Dobbiamo chiederci in quale modo di vivere ci stiamo perdendo se c’è odio verso chi soffre l’ingiustizia. A Rosarno siamo riusciti a cancellare il senso di giustizia.
giovedì 4 febbraio 2010
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Honduras: Grave conflitto tra cooperativa honduregna e impresa mineraria italiana.
La Goldlake Group, con sede in Gran Bretagna e a Gubbio, si vanta di essere la prima compagnia mineraria italiana ad investire in Honduras.
È controllata da Gold, holding proprietà della famiglia dell'impresario Franco Colaiacovo, che è costituita in forma di Società in accomandita per azioni, Sapa, e Società a responsabilità limitata, Srl (Franco Colaiacovo Gold Sapa e Gold Holding Srl).
Franco Colaiacovo Gold Sapa controlla, tra le molteplici attività (http://www.fcgold.it/Holding/Profilo.aspx), il 25 per cento del Gruppo Financo, holding di riferimento di Colacem e Colabeton, tra i primi tre produttori italiani di cemento e calcestruzzo; il 50 per cento di Nextrend, società che detiene il 3,175 per cento di Charme Investements, fondo chiuso di investimento specializzato in beni di lusso; Goldlake Italia, società di investimento nel settore minerario con vocazione multimetallica con sede in Italia e che possiede una quota di controllo della società Goldlake IP, impegnata nella filiera dell'oro alluvionale con un impianto di raffinazione ad Arezzo.
giovedì 4 febbraio 2010
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Ruminare Ogm-free.
La propaganda delle lobby pro Ogm - ieri, per esempio, a commento di una sentenza favorevole che il ministro Zaia si è impegnato a contrastare, Futuragra ha annunciato che «il conto alla rovescia per la semina è cominciato» - potrebbe far pensare a un'Europa già accerchiata dalle piante transgeniche. Invece non è così. In tutto il continente le coltivazioni di Ogm sono contenute entro un numero di ettari che sarebbero compresi nella superficie del comune di Roma, e lo stesso bacino del Mediterraneo (Egitto a parte) ne è ancora indenne.
mercoledì 3 febbraio 2010
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E’ tempo di decidere da che parte stare. Contro il razzismo e lo sfruttamento dei lavoratori migranti.
Primo marzo 2010, 24 ore senza di noi, la giornata senza immigrati.
Dopo la storica esperienza statunitense della “giornata senza immigrati” del primo maggio 2006, il primo marzo 2010 può diventare un’altra data storica da raccontare ai propri nipoti: uno sciopero nazionale per i lavoratori immigrati. Facendo nostra la parola d’ordine lanciata in Francia, è necessario dare un respiro internazionale alla lotta dei migranti, perché la loro situazione mostra forti analogie in tutta Europa.
lunedì 1 febbraio 2010
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Il Primo Marzo e Il filo giallo della disperazione
Il primo marzo del 2010, si svolgerà lo sciopero degli immigrati. Un'iniziativa promossa in Italia da un coordinamento di quattro donne, che ha già riscosso decine di migliaia di adesioni. Anche Aiab aderisce all'iniziativa e apre una mobilitazione generale da nord a sud, per partecipare alla giornata e invitare riflettere su cosa sarebbe la società senza i migranti, ma sopratutto senza la solidarietà, l'umanità e la ragionevolezza, proprie delle società civili. Una realtà, quella dei migranti, che in Italia interessa oltre 4 milioni e mezzo di lavoratori stranieri. Un grande situazione di disagio che lega a filo doppio la società all'agricoltura e ai suoi modelli dominanti. Pericolosamente adagiati, in Italia e nel mondo, sul sistema agro-alimentare che ha generato la scomparsa di milioni di “fattorie”, accelerato il processo di desertificazione e costretto intere popolazioni alla povertà e all'emigrazione.
venerdì 29 gennaio 2010
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IL GOVERNO, IN SORDINA, SDOGANA GLI OGM. UN GRANDE BOCCONE AVVELENATO PER I CITTADINI ITALIANI, UN NUOVO REGALO ALLE MULTINAZIONALI
Scegliendo di trascurare la sovranità alimentare dell´Italia e la nostra preziosa biodiversità, il Governo ha deciso di imboccare la strada che ci vedrà colonizzati dalle multinazionali chimico-farmaceutiche-biotech detentrici dei brevetti sugli OGM.
A quanto risulta dall´articolo che pubblica "La Stampa" ("L´Italia sdogana gli OGM" del 17 gennaio scorso), è imminente il 28 gennaio il via libera formale alla bozza sugli OGM, che prevede le linee guida per la coesistenza (tra colture tradizionali e colture OGM) richieste dall´Unione Europea, che tuttavia non sono state elaborate dalla grande maggioranza degli Stati membri fino ad oggi.
venerdì 22 gennaio 2010
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L'AFRICA A RISCHIO SACCHEGGIO.
Molti anni fa chi scrive rimase impressionato nell'apprendere che gli alpinisti che scalavano le cime del gruppo dell'Himalaya incontravano un numero di anno in anno crescente di rifiuti lungo i sentieri di alta quota, una parte dei quali, dai sacchetti di plastica alle bottiglie di plastica alle lattine di bibite o di birra, non biodegradabili.
La stessa delusione qualche mese fa, nell'apprendere che in pieno Oceano Pacifico, a nord delle Hawaii, si estende una vasta isola galleggiante di plastiche di varia dimensione e spessore, quasi un continente, in grado di minacciare uno dei più importanti ecosistemi del nostro pianeta.
C'è troppo disinteresse attorno a questi problemi, e quando c'è disinteresse, mancano anche le risorse per intervenire dal momento che nessuno mette denari in settori che non danno ritorni d'immagine. Oggi la notizia è però un'altra. E va nella stessa allarmante direzione del disimpegno ambientale: la notizia è il rischio del saccheggio del terreno fertile africano. L'IIED, International Institute for Environmental and Development, per conto della Fao e dell'Ifad, ha realizzato un rapporto sul fenomeno del "land grabbing" in quattro Paesi africani: Mali, Ghana, Etiopia e Madagascar.
venerdì 22 gennaio 2010
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