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ALTRAGRICOLTURA NORD EST...

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LIBERIAMO L’ACQUA - VOGLIAMO L’ACQUA BENE COMUNE PUBBLICO MONDIALE E FUORI DALLA BORSA!
Elena Mazzoni ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Mario Draghi (Presidente del Consiglio dei Ministri) e a R. Fico e a M. E. Alberti Casellati (presidenze camera e senato). Il 7 dicembre 2020 l’acqua è stata quotata nella Borsa di Chicago, su iniziativa del più potente fondo d'investimento speculativo mondiale, il Black Rock, suscitando forti reazioni di opposizione e di critica in tutto il mondo, l'Associazione Internazionale "Agorà degli Abitanti della Terra", con sede in Belgio, ha lanciato la campagna "Liberiamo l'acqua dalla Borsa" in Argentina, Belgio, Brasile, Cile, Francia, Italia, Québec, con il progetto di allargarla sempre di più ed il Forum Italiano dei movimenti per l'Acqua aveva lanciato una petizione di successo. Il 25 ottobre scorso, proseguendo nella linea imposta dal BlackRock, la Borsa di New York ha deciso di aprire una nuova classe di attivi finanziari, gestiti da una nuova categoria d’imprese le “Natural Assets Companies” (NAC), una vera e propria monetizzazione generale della natura sotto tutela della Borsa, per comprarsi pezzi di Pianeta da cui estrarre profitti. Se questa appropriazione finanziaria privata della natura non sarà arrestata, l'acqua e l'insieme del mondo naturale, saranno totalmente, in pochi anni, nelle mani di ristretti gruppi finanziari. Dalla messa dell’acqua in Borsa, che ha sancito la finanziarizzazione di un bene essenziale e drammaticamente scarso, assoggettandone la disponibilità alla logica di mercato e di profitto, nulla è cambiato e nessun passo indietro è stato compiuto.
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- martedì 11 gennaio 2022

Gruppi d'acquisto solidale, un fenomeno in crescita: 800mila aderenti in più dal 2018 al 2020.
Diventano tecnologici con le piattaforme digitali di acquisto collettivo. Diffusa creatività, soprattutto a Roma, talvolta connotata politicamente. Dietro le sigle, tante storie di impegno civile. MILANO - Digitando GAS su Google, dopo due pagine di risultati su bollette e forniture, escono finalmente i Gruppi di Acquisto Solidale, e per prima cosa si sorride. Nomi come Banda Gassotti, ErGAS (Economie Ribaltate), Felce e Mirtillo, Poco di Buono, GAS -TONE, GAS RivoluzioMario, Gaspita!, LasVeGas, A tutto GAS: sono esplosioni di creatività, soprattutto in quel di Roma, talvolta colorata politicamente. Dietro le sigle, tante storie di impegno civile e solidarietà che vanno molto oltre i comportamenti d’acquisto.
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- martedì 4 gennaio 2022

Il mondo malato e quelli di sotto.
Il disastro ambientale non può essere più nascosto. La violenza e la militarizzazione dei territori sono ormai la regola che accompagna, dalle Ande alla Val Susa, l’estrattivismo. Intanto riscaldamento climatico e pandemia da Covid-19 richiamano i medesimi problemi e rimandano alle stesse cause, prima di tutte lo scellerato e intensivo sfruttamento ambientale, umano e animale. In questo grigio panorama – nel quale cresce la guerra non dichiarata contro i migranti -, nuovi movimenti globali come Fridays For Future ed Extinction Rebellion hanno cominciato a dimostrare che l’impossibile è a portata di mano, che la salvezza del mondo che brucia e dell’umanità che lo abita non risiedono nella fede in tecnologie salvifiche né tanto meno nel greenwashing. Occorre allargare in tanti modi diversi lo sguardo e l’analisi, “o meglio abbassarli, perché è solo dal basso della piramide sociale, dalle ragioni di chi quotidianamente paga i costi di un sistema ingiusto e diseguale – scrive Sergio Segio, curatore del Rapporto Diritti globali 2021 Stato dell’impunità nel mondo – che si possono mettere in moto le dinamiche del cambiamento…”. Alcuni estratti dell’introduzione del Rapporto.
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- lunedì 3 gennaio 2022

13 milioni di polli, tacchini e altri volatili eliminati in Italia per l’influenza aviaria. Colpiti 272 allevamenti.
In Italia negli ultimi due mesi sono stati eliminati a causa dell’influenza aviaria 13 milioni di polli, tacchini, galline ovaiole, quaglie, anatre e qualche allevamento di galli e fagiani. Si tratta di numeri preoccupanti, anche se i focolai sono per il momento concentrati nelle province di Mantova, Verona e Padova, con qualche episodio in Lombardia e in Emilia-Romagna. Nei 27 paesi europei e nel Regno Unito (*) fra il 16 settembre e l’8 dicembre 2021, sono stati segnalati 867 focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI). Le rilevazioni indicano che l’Italia è stato il Paese più colpito per quanto riguarda gli allevamenti di pollame con ben 167 casi, seguita da Ungheria e Polonia (35 ciascuna). Una situazione così critica, si spiega perché le specie di volatili selvatici risultate positive al virus dell’influenza aviaria e quindi in grado di contaminare gli allevamenti sono quasi 50. Il ministero della salute in una circolare precisa che: “Se da un lato è ormai innegabile l’introduzione del virus (direttamente o tramite fattore umano) dal settore selvatico è anche vero che le intime connessioni logistiche e organizzative della filiera, l’elevata densità zootecnica del territorio, la persistenza in alcuni casi di debolezze sul fronte delle biosicurezze (sia strutturali ma forse ancor più a livello gestionale) e non ultime alcune criticità nella gestione dei focolai che ne hanno rallentato l’estinzione, hanno contribuito a diffondere l’epidemia nel territorio e a farla persistere sino ad oggi. Di particolare suggestione sembrerebbe anche l’osservazione che la ventilazione forzata, di cui negli ultimi anni si sono dotati molti allevamenti al fine di migliorare le condizioni di benessere degli animali, abbia un ruolo non trascurabile nella diffusione dell’infezione soprattutto in situazioni di particolare densità degli allevamenti”.
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- giovedì 23 dicembre 2021

Le Associazioni dell’agricoltura biologica, contadine, ambientaliste e della società civile chiedono il ritiro della proposta di legge del Movimento 5 Stelle sulla sperimentazione in campo dei nuovi OGM.
Ben 24 organizzazioni contadine, ambientaliste, dell'agricoltura biologica e del mondo sindacale - tra cui ARI Associazione Rurale Italiana - chiedono al Movimento 5 Stelle di ritirare la proposta di legge che accelera la sperimentazione in pieno campo dei #NuoviOGM. COMUNICATO STAMPA - Ieri alla Camera cinque deputati del Movimento 5 Stelle hanno presentato una proposta per accelerare il rilascio in ambiente dei prodotti ottenuti tramite editing genomico, già definiti dalla Corte di Giustizia Europea come OGM. Le associazioni ritengono inaccettabile questa ipotesi che rischia di compromettere per sempre la natura stessa di Paese “non-OGM”, la transizione ecologica dell'agricoltura italiana, la difesa dei diritti degli agricoltori e la libera scelta dei consumatori.
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- sabato 18 dicembre 2021

A Padova riprende l'iniziativa delle associazioni di base per avere un territorio comunale libero da OGM.

La COALIZIONE "PADOVA OGM FREE" invita i cittadini a esplicitare al sindaco la propria contrarietà agli OGM.

Entra in azione..., compila il form alla pagina web , ed invia una email al Sindaco, al Vice-Sindaco di Padova e ai Capigruppo in seno al Consiglio Comunale per dire "NO agli OGM", anche nel comune di Padova."





News

FPP2 GRATIS, ANNUNCIO DI BIDEN, COSA ASPETTA DRAGHI?
Il presidente USA Biden, raccogliendo la richiesta che da tempo avanza Bernie Sanders, ha annunciato che gli Stati Uniti forniranno mascherine ffp2 gratis ai cittadini. >>



Pesticidi in Unione europea.
La European Food Safety Authority (EFSA) ha pubblicato un report sugli ortaggi e frutta più contaminati da pesticidi... studio pubblicato nel mese di febbraio 2021 che discute i dati del 2019. In tutta Europa, nell’anno 2019, sono stati analizzati 96.302 campioni e la frequenza media si attesta su 19 analisi per 100mila abitanti. I paesi più virtuosi sono la Lituania (125 analisi su 100mila abitanti), la Bulgaria (104 analisi) e il Lussemburgo (81 analisi). I meno virtuosi sono la Gran Bretagna (1,5 analisi), la Spagna (5 analisi) e la Polonia (7 analisi). L’Italia e la Francia si attestano sulla media europea di 19 analisi per 100mila abitanti, la Germania appena un po’ in più con 25 analisi. >>



Sesto Rapporto IPCC - Working Group I su nuove conoscenze e cambiamenti climatici.
In occasione della presentazione del rapporto del Working Group I dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc) che delinea le nuove conoscenze scientifiche in merito ai cambiamenti climatici, ai loro effetti e agli scenari futuri, di seguito sono proposti i dati del VI rapporto Ipcc riassunti e forniti dall’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isac) di Bologna. Sesto Rapporto IPCC – Working Group I Annalisa Cherchi, Susanna Corti, Sandro Fuzzi Lead Authors IPCC WG I Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima Consiglio Nazionale delle Ricerche Bologna INTRODUZIONE SU IPCC Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), creato dalle Agenzie delle Nazioni Unite UNEP (UN Environmental Program e WMO (World Meteorological Organisation) nel 1988, ha il compito di redigere a scadenza regolare rapporti di valutazione sulle conoscenze scientifiche relative al cambiamento climatico, ai suoi impatti, ai rischi connessi, e alle opzioni per la mitigazione e l’adattamento. È attualmente in corso di finalizzazione il 6° Rapporto IPCC (AR6). Ogni Rapporto IPCC si compone di tre parti, ognuna redatta a cura di un apposito Working Group (WG). Working Group I: valuta le nuove conoscenze scientifiche emerse rispetto al rapporto precedente. Working Group II: valuta gli impatti del cambiamento climatico sull’ambiente e la società e le azioni di adattamento necessarie. Working Group III: valuta le azioni di mitigazione del cambiamento climatico. Ogni WG redige un rapporto mediamente dell’ordine di 2-3000 pagine, accompagnato da un Riassunto tecnico che mette in evidenza i punti salienti del rapporto e un breve Summary for Policy Makers ad uso dei responsabili politici dei paesi associati all’ONU, nei quali sono condensate per punti essenziali tutte le informazioni analizzate nel dettaglio nei singoli rapporti. Ogni WG si compone mediamente di 200-250 scienziati (Lead Authors) scelti su proposta dei singoli governi dal Bureau IPCC. La partecipazione dei singoli scienziati è volontaria e non retribuita. È bene ricordare che i risultati dei Rapporti IPCC sono basati esclusivamente sull’esame critico di diverse migliaia di lavori scientifici pubblicati (14.000 solo per quanto riguarda il WG I). I Rapporti IPCC, la cui stesura impegna gli scienziati per circa tre anni, sono soggetti prima della stesura finale a due fasi di revisione da parte di diverse centinaia di altri scienziati esperti del settore e da parte di esperti dei singoli governi. Il giorno 9 agosto 2021 verrà presentato ufficialmente il Rapporto del Working Group I dedicato allo stato dell’arte delle basi scientifiche del cambiamento climatico e degli avanzamenti rispetto all’ultimo rapporto AR5. Gli altri due Rapporti di cui si compone AR6 sono tuttora in corso di elaborazione e verranno presentati nei primi mesi del 2022. Per quanto riguarda il Working Group I, sui 234 Lead Authors provenienti da 66 Paesi, tre sono gli scienziati appartenenti a un’istituzione di ricerca italiana, tutti ricercatori dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche. >>