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ALTRAGRICOLTURA NORD EST...

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DOMENICA 20/10 UNA SERATA PER IL ROJAVA
Dibattito con l'ex-combattente YPG Marco Gelhat e cena di finanziamento per la Mezzaluna Rossa Kurdistan Italia Onlus Prima che inizi una nuova sfibrante settimana di lavoro, uscite di casa e venite ad aiutarci a portare cure e assistenza a chi una casa non ce l'ha più. Saremo ad AltrAgricultura (Corso Australia 61) dalle 18 fino alle 24, dove prepareremo una cena i cui proventi saranno interamente devoluti alla Mezzaluna Rossa Kurdistan, unica ONG ancora presente nella Siria del Nord. Saranno nostri ospiti Marco Gelhat, ex-combattente nelle fila delle Unità di Protezione del Popolo (YPG), e il coordinatore di Rete Kurdistan Polesine Giuliano Giovannini. Il loro sguardo lucido e la loro esperienza potranno aiutarci a capire cosa sta davvero accadendo in Siria del Nord. Il dibattito con loro inizierà alle ore 18:30. A seguire cena e concerto. Vi aspettiamo numerose e numerosi!
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- venerdì 18 ottobre 2019

La Turchia sta per invadere il nord della Siria. Mercoledì alle 17.30 presidio davanti al Comune di Padova
E' necessaria una solidarietà attiva verso i compagni curdi. Fin dalle prossime ore inizierà sicuramente la più grande azione militare dell'esercito turco nel nord della Siria, con il via libera complice degli Stati Uniti. Il Rojava – regione storicamente abitata da popolazioni curde, spina dorsale della guerra vittoriosa contro le milizie fasciste dell’Isis – sta per essere invaso dalle truppe del sultano Erdogan. L’esercito più forte della Nato dopo quello statunitense tenterà di schiacciare il Rojava: terra libera dall’estremismo islamico, terra in cui si è affermato e consolidato il confederalismo democratico propugnato dal compagno Abdullah Öcalan. Terra in cui un forte protagonismo delle donne curde sta trasformando profondamente la società patriarcale islamica.
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- martedì 8 ottobre 2019

Accordo con Gottardo blocca la «marcia dei 100» di Tigotà
Guerra tra Poveri. Padova e Broni (Pavia), vittoria dei lavoratori della logistica. Gli addetti - spinti dalla proprietà - avevano protestato contro il picchetto Cobas dei facchini Qualcuno aveva addirittura scomodato il paragone con la marcia dei 40mila a Mirafiori. La lotta dei lavoratori della logistica Gottardo di Padova e Broni era stata messa in secondo piano dalla contro manifestazione di un centinaio di lavoratori dei Tigotà catena di negozi di cosmetici e per la casa che protestavano contro i blocchi che impedivano lapprovvigionamento dei punti vendita della stessa proprietà per la movimentazione merci. Per fortuna tutto si è concluso ieri con l’accordo siglato alla prefettura di Pavia con cui i sindacati Adl e Si Cobas portano a casa gran parte delle loro richieste che hanno fatto partire la mobilitazione dei facchini e da lunedì riporterà alla normalità il lavoro dei negozi Tigotà. E si spera zittisca anche la spirale mediatica che aveva alimentato lo scontro fra poveri.
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- domenica 6 ottobre 2019

Le arance italiane in Cina inaugurano la via della seta! Peccato che il Paese asiatico sia il principale produttore al mondo!
Quattro mesi fa i giornali annunciavano con una certa enfasi la notizia delle arance rosse di Sicilia da spedire in Cina per inaugurare la via della seta. Pochi hanno preso in considerazione le difficoltà logistiche per fare arrivare a destinazione e in buone condizioni, container pieni di arance con un viaggio di 40 giorni. È vero che nella bella stagione arrivano in Italia container refrigerati riempiti di kiwi dalla Nuova Zelanda, perché i nostri ci sono solo in inverno, ma si tratta di frutti che resistono allo stress del trasporto e alla conservazione. Anche le mele si conservano per mesi in ottimo stato se tenute in magazzini a temperature, umidità e atmosfera controllata, ma per le arance è diverso. Gli agrumi rossi si conservano per circa due settimane, e questo intervallo è troppo breve per arrivare a Pechino. Bisognava fare delle prove per risolvere il problema. L’operazione è stata portata avanti da Oranfrizer, la maggiore azienda della filiera siciliana degli agrumi. Test non facile, considerando un tempo di navigazione di circa 40 giorni per arrivare a Shanghai e la procedura fitosanitaria che consiste nel mantenere nei primi 21 giorni la temperatura delle arance nel container al di sotto dei 2,1 °C.
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- martedì 1 ottobre 2019

L’ORA DELLA CONVERGENZA, IL MOMENTO DI ATTACCARE.
1. In un testo di transizione, ma ancora mosso dal desiderio di ricostruire «la storia interna della classe operaia», Mario Tronti propone una lettura originale delle lotte americane degli anni Trenta e Quaranta dello scorso secolo. Per un verso, e già a partire dal 1916, censisce l’uso operaio della catastrofe bellica: scioperi in abbondanza che chiedono aumenti salariali, e li ottengono, costellano negli USA tanto la Prima che la Seconda guerra mondiale. Ma la fine della Grande Guerra, dopo un ciclo vincente di lotte, porta con sé sconfitte tragiche e, dopo il 1919, la violenza padronale contro “rossi” e sindacalisti rivoluzionari. E gli anni Venti – «l’età del jazz» raccontata magistralmente da Francis Scott Fitzgerald – sono segnati da una ripresa in forza dei profitti, che «traboccano» nella società pacificandola ulteriormente e alimentando la speculazione più selvaggia. D’improvviso il 1929, il crollo finanziario e con esso la Grande Depressione. È nel tentativo di comprendere quest’ultima che Tronti suggerisce una posizione per alcuni versi contraddittoria con quanto in precedenza teorizzato: «È ovvio dire che gli operai non hanno voluto la crisi. Molto meno ovvio, e anzi un po’ scandaloso, è sostenere che la crisi non fu il prodotto delle lotte operaie, ma della passività operaia». Indubbio un certo afflato dialettico. Poche righe prima infatti leggiamo: «Le lotte operaie sono un insostituibile strumento di autocoscienza del capitale». Eppure la mossa pare feconda, e utile per afferrare alcuni tratti distintivi della crisi esplosa nel 2008, e da allora mai sopita. Sarebbe sbagliato affermare che il movimento alterglobale e le tante lotte giovanili del primo decennio del nuovo millennio non abbiano in alcun modo condizionato l’iniziativa capitalistica. Non possiamo di certo affermare, però, che siano stati gli scioperi del lavoro precario a far esplodere la bolla dei mutui subprime. Precarie e precari, semmai, hanno preferito la fuga – pensiamo all’esodo della forza-lavoro qualificata dal Sud al Nord Europa. Senza esagerare con la comparazione storica, possiamo asserire che la crisi (oramai) permanente che ci perseguita dal 2008 è stata sollecitata da un eccesso di comando capitalistico sulla società. O anche, ma non si tratta di affermazione contrastante: la crisi è un’offensiva capitalistica contro il prezzo della forza-lavoro, nella consapevolezza che questa ha conquistato un’autonomia irriducibile, governabile solo a mezzo di ricatto e terrore.
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- lunedì 30 settembre 2019

A Padova riprende l'iniziativa delle associazioni di base per avere un territorio comunale libero da OGM.

La COALIZIONE "PADOVA OGM FREE" invita i cittadini a esplicitare al sindaco la propria contrarietà agli OGM.

Entra in azione..., compila il form alla pagina web , ed invia una email al Sindaco, al Vice-Sindaco di Padova e ai Capigruppo in seno al Consiglio Comunale per dire "NO agli OGM", anche nel comune di Padova."





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Accordo con Gottardo blocca la «marcia dei 100» di Tigotà
Guerra tra Poveri. Padova e Broni (Pavia), vittoria dei lavoratori della logistica. Gli addetti - spinti dalla proprietà - avevano protestato contro il picchetto Cobas dei facchini Qualcuno aveva addirittura scomodato il paragone con la marcia dei 40mila a Mirafiori. La lotta dei lavoratori della logistica Gottardo di Padova e Broni era stata messa in secondo piano dalla contro manifestazione di un centinaio di lavoratori dei Tigotà catena di negozi di cosmetici e per la casa che protestavano contro i blocchi che impedivano lapprovvigionamento dei punti vendita della stessa proprietà per la movimentazione merci. Per fortuna tutto si è concluso ieri con l’accordo siglato alla prefettura di Pavia con cui i sindacati Adl e Si Cobas portano a casa gran parte delle loro richieste che hanno fatto partire la mobilitazione dei facchini e da lunedì riporterà alla normalità il lavoro dei negozi Tigotà. E si spera zittisca anche la spirale mediatica che aveva alimentato lo scontro fra poveri. >>



Costa Rica. Ucciso il leader della comunità indigena e difensore dei diritti umani Bribri Sergio Rojas Ortiz
In Costa Rica è stato ucciso nei giorni scorsi il leader della comunità indigena Bribri, Sergio Rojas Ortiz. Nel paese centroamericano, come nel resto dell’America Latina, ci sono dei conflitti tra popolazioni indigene e proprietari terrieri. Le popolazioni autoctone nel mondo sono costituite da circa 370 milioni di persone, vale a dire più del 5% della popolazione mondiale e purtroppo sono inserite tra le popolazioni più svantaggiate e povere del mondo. >>



Rapporto Caritas. In 10 anni poveri quasi triplicati.
Dal 2007 i poveri aumentati del 182%, uno su due è giovane o minorenne. In crescita anche i senza dimora. In Italia c'è un "esercito di poveri" in attesa che "non sembra trovare risposte e le cui storie si connotano per un'allarmante ronicizzazione e multidimensionalità dei bisogni". Lo sottolinea Caritas nel Rapporto 2018 su povertà e politiche di contrasto. Il numero dei poveri assoluti - ricorda l'organizzazione rilanciando i dati Istat - "continua ad aumentare" e supera i 5 milioni. "Dagli anni pre-crisi ad oggi il numero dei poveri è aumentato del 182%, un dato che dà il senso dello stravolgimento" causato dalla crisi. "Esiste uno 'zoccolo durò di disagio che assume connotati molto simili a quelli esistenti prima della crisi economica del 2007-2008 con la sola differenza che oggi il fenomeno è sicuramente esteso a più soggetti". Tra gli individui in povertà assoluta i minorenni sono un milione 208mila (il 12,1% del totale) e i giovani nella fascia 18-34 anni 1 milione 112mila (il 10,4%): "Oggi quasi un povero su due è minore o giovane". >>