Cerca Contatti Archivio
ALTRAGRICOLTURA NORD EST...

Notizie in primo piano
Fanghi velenosi e narrazioni tossiche: sulle alluvioni in Emilia-Romagna (di Wu Ming).
«Le acque stan via anni e mesi, poi tornano ai loro paesi.» «L’acqua rosica anche il ferro.» (Proverbi delle terre del Delta padano) Mentre, dopo lo shock, ci si rende conto della gravità fuori scala di quel che è accaduto e sta accadendo in Emilia-Romagna, è necessario mettere in fila e smontare le retoriche a cui è ricorsa la classe dirigente della regione dai primi di maggio, fin dalle prime ore di alluvione. Qui useremo l’espressione «classe dirigente» in un’accezione ristretta, per riferirci ad amministratori e amministratrici del PD. Certo, in Emilia-Romagna non governa solo il PD, ci sono anche giunte di destra dichiarata, caratterizzate da politiche, superfluo dirlo, bieche. Nello specifico, spargono cemento quanto Bonaccini, Lepore o De Pascale. Del resto, basta vedere la situazione in Lombardia e Veneto, dove governano quasi ovunque. Su quel piano, la sola differenza è che la destra agisce con meno ipocrisia, meno lavaggi-in-verde. Ad ogni modo, la destra dichiarata in Emilia-Romagna è ancora l’eccezione, mentre il PD è la regola. Oltre a essere forza di pregresso – discende in linea diretta dai partiti (PCI, PDS e DS) che hanno amministrato il territorio per una sessantina d’anni – il PD governa la Regione, il capoluogo di regione con la sua Città metropolitana, sette capoluoghi di provincia su nove con le relative Province, e la maggior parte dei più di trecento Comuni. Il PD è dunque, senza alcun dubbio, il principale referente politico dell’economia reale emiliano-romagnola. Rappresenta precisi interessi economici, gli stessi che hanno devastato ambiente e territorio con le conseguenze che abbiamo sotto gli occhi. Per capire il tracollo del “modello emiliano-romagnolo” sotto una distesa di fanghi tossici, è al PD e al suo mondo – il sistema delle cooperative e delle partecipate, il sottobosco di associazioni parapartitiche, gli intellettuali saprofiti, gli alleati-subordinati fintamente «più a sinistra», i «movimentisti» integrati con tanto di centri sociali di sottogoverno ecc. – che bisogna guardare. È necessario, prima di tutto, smontare un po’ di cornici narrative. Troppo spesso si invoca una «manutenzione» che in realtà è manomissione, e si parla di «messa in sicurezza del territorio» intendendo altre infrastrutture, altri disboscamenti. Si parla di «ripartire», si scaricano le responsabilità su capri espiatori, ci si rifà al «cambiamento climatico» come se si parlasse di una fatalità.
continua...
- lunedì 5 giugno 2023

«Anche l'acqua ad uso potabile in Lombardia è contaminata dai Pfas»: l'indagine-denuncia di Greenpeace Italia. I gestori: «Nessun allarme, controllata e sicura».
(di Silvia Morosi – corriere.it - 18 maggio 2023) Greenpeace ha ideato una mappa delle sostanze chimiche artificiali altamente persistenti negli acquedotti lombardi. Maglia nera alla provincia di Lodi. A Milano poco meno di un campione su tre è risultato contaminato. La replica dei gestori: «Bevete serenamente l’acqua del rubinetto» Introdotte sul mercato globale a metà del secolo scorso, hanno trovato ampia applicazione perché idrorepellenti, stabili e resistenti alle alte temperature. Una volta disperse in natura, però, sono estremamente resistenti, tanto da essere state definite anche "inquinanti eterni". I PFAS - acronimo inglese di PerFluorinated Alkylated Substances –(https://www.corriere.it/salute/23_maggio_18/pfas-acqua-cosa-sono-perche-sono-pericolosi-22141af4-f54e-11ed-aaca-ae87232f956c.shtml) sono infatti sostanze alchiliche perfluorurate e polifluorurate, che contengono almeno un atomo di carbonio. Una nuova indagine di Greenpeace Italia ha mostrato la loro presenza anche nelle acque lombarde destinate al consumo umano. Con conseguenti problemi per la salute (https://www.corriere.it/salute/19_febbraio_28/pfas-rischi-salute-reali-scheda-08274836-3b31-11e9-93f1-9df6eb3103e9.shtml#:~:text=In%20una%20conferenza%20tenuta%20a,fluorurati%20sin%20dagli%20anni%20Sessanta.). Lo studio è stato condotto grazie a numerose richieste di accesso agli atti (FOIA) indirizzate a tutte le ATS (Agenzia di Tutela della Salute) e agli enti gestori delle acque potabili lombarde: dei circa 4mila campioni analizzati dagli enti preposti tra il 2018 e il 2022, circa il 19% del totale (pari a 738 campioni) è risultato positivo alla presenza di PFAS. «Un inquinamento che rischia di essere molto sottostimato, se si considera che le analisi condotte finora sono parziali e non capillari. Si può dire, quindi, con certezza che sono migliaia i cittadini lombardi che, dal 2018, hanno inconsapevolmente bevuto acqua contenente PFAS, usata anche per cucinare o irrigare campi e giardini», chiarisce Greenpeace Italia (a questo link è possibile consultare tutti i rapporti di analisi che Greenpeace Italia ha ricevuto da gestori delle acque e ATS nell’ambito di questa inchiesta) (https://greenpeace.it/PFAS_Greenpeace/campionamenti.zip).
continua...
- venerdì 19 maggio 2023

Ciao Orlando, è morto il compagno Orlando Bollettin.
Ieri, lunedi 15 maggio 2023, se ne è andato Orlando, compagno infaticabile e di grande umanità. Così lo vogliamo ricordare, compagno in tante iniziative in difesa della terra, del diritto universale ad avere un cibo sano, del diritto ad una vita dignitosa per tutti... Ciao Orlando
continua...
- martedì 16 maggio 2023

QUANDO SI GUARDA IL DITO ANZICHÉ LA LUNA.
(POSTED ON 19 APRILE 2023 BY ECOPOLISNEWSLETTER) L’abnorme accusa di associazione a delinquere per il gruppo locale di Ultima Generazione infiamma il dibattito pubblico, rischiando di far passare in secondo piano la crisi climatica. Ha suscitato un certo clamore, anche a livello nazionale, la notizia dell’indagine della Digos di Padova sul gruppo locale di Ultima Generazione che ha portato il pm Benedetto Roberti a formulare l’ipotesi di reato di associazione a delinquere. Gli episodi contestati, già ampiamente raccontati dalla stampa, si riferiscono ad azioni svolte in città tra la primavera e l’autunno dello scorso anno e vanno dall’ostacolo del traffico stradale al deturpamento di beni culturali.
continua...
- giovedì 20 aprile 2023

Gli allevatori siciliani si organizzano insieme agli allevatori della Campania per rilanciare la zootecnia del Mezzogiorno.
Si è tenuta nei giorni scorsi a Regalbuto, nell’Ennese, un incontro promosso da Altragricoltura Sicilia e dalla Rete dei Municipi Rurali con la partecipazione di centinaia di allevatori siciliani e di una rappresentanza dei produttori di mozzarelle di bufala della Campania. Durissimo attacco alle istituzioni che invece di lavorare per eliminare brucellosi e TBC speculano facendo circolare montagne di denaro pubblico senza risolvere i problemi ma solo per “gestire i finanziamenti”. La denuncia contro le lobbies che vorrebbero mettere le mani sugli allevamenti di bufale. La richiesta di chiarezza alla politica. Il dialogo con il Governo dell’Isola e l’Assemblea regionale siciliana.
continua...
- venerdì 7 aprile 2023

A Padova riprende l'iniziativa delle associazioni di base per avere un territorio comunale libero da OGM.

La COALIZIONE "PADOVA OGM FREE" invita i cittadini a esplicitare al sindaco la propria contrarietà agli OGM.

Entra in azione..., compila il form alla pagina web , ed invia una email al Sindaco, al Vice-Sindaco di Padova e ai Capigruppo in seno al Consiglio Comunale per dire "NO agli OGM", anche nel comune di Padova."





News

FPP2 GRATIS, ANNUNCIO DI BIDEN, COSA ASPETTA DRAGHI?
Il presidente USA Biden, raccogliendo la richiesta che da tempo avanza Bernie Sanders, ha annunciato che gli Stati Uniti forniranno mascherine ffp2 gratis ai cittadini. >>



Pesticidi in Unione europea.
La European Food Safety Authority (EFSA) ha pubblicato un report sugli ortaggi e frutta più contaminati da pesticidi... studio pubblicato nel mese di febbraio 2021 che discute i dati del 2019. In tutta Europa, nell’anno 2019, sono stati analizzati 96.302 campioni e la frequenza media si attesta su 19 analisi per 100mila abitanti. I paesi più virtuosi sono la Lituania (125 analisi su 100mila abitanti), la Bulgaria (104 analisi) e il Lussemburgo (81 analisi). I meno virtuosi sono la Gran Bretagna (1,5 analisi), la Spagna (5 analisi) e la Polonia (7 analisi). L’Italia e la Francia si attestano sulla media europea di 19 analisi per 100mila abitanti, la Germania appena un po’ in più con 25 analisi. >>



Sesto Rapporto IPCC - Working Group I su nuove conoscenze e cambiamenti climatici.
In occasione della presentazione del rapporto del Working Group I dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc) che delinea le nuove conoscenze scientifiche in merito ai cambiamenti climatici, ai loro effetti e agli scenari futuri, di seguito sono proposti i dati del VI rapporto Ipcc riassunti e forniti dall’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isac) di Bologna. Sesto Rapporto IPCC – Working Group I Annalisa Cherchi, Susanna Corti, Sandro Fuzzi Lead Authors IPCC WG I Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima Consiglio Nazionale delle Ricerche Bologna INTRODUZIONE SU IPCC Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), creato dalle Agenzie delle Nazioni Unite UNEP (UN Environmental Program e WMO (World Meteorological Organisation) nel 1988, ha il compito di redigere a scadenza regolare rapporti di valutazione sulle conoscenze scientifiche relative al cambiamento climatico, ai suoi impatti, ai rischi connessi, e alle opzioni per la mitigazione e l’adattamento. È attualmente in corso di finalizzazione il 6° Rapporto IPCC (AR6). Ogni Rapporto IPCC si compone di tre parti, ognuna redatta a cura di un apposito Working Group (WG). Working Group I: valuta le nuove conoscenze scientifiche emerse rispetto al rapporto precedente. Working Group II: valuta gli impatti del cambiamento climatico sull’ambiente e la società e le azioni di adattamento necessarie. Working Group III: valuta le azioni di mitigazione del cambiamento climatico. Ogni WG redige un rapporto mediamente dell’ordine di 2-3000 pagine, accompagnato da un Riassunto tecnico che mette in evidenza i punti salienti del rapporto e un breve Summary for Policy Makers ad uso dei responsabili politici dei paesi associati all’ONU, nei quali sono condensate per punti essenziali tutte le informazioni analizzate nel dettaglio nei singoli rapporti. Ogni WG si compone mediamente di 200-250 scienziati (Lead Authors) scelti su proposta dei singoli governi dal Bureau IPCC. La partecipazione dei singoli scienziati è volontaria e non retribuita. È bene ricordare che i risultati dei Rapporti IPCC sono basati esclusivamente sull’esame critico di diverse migliaia di lavori scientifici pubblicati (14.000 solo per quanto riguarda il WG I). I Rapporti IPCC, la cui stesura impegna gli scienziati per circa tre anni, sono soggetti prima della stesura finale a due fasi di revisione da parte di diverse centinaia di altri scienziati esperti del settore e da parte di esperti dei singoli governi. Il giorno 9 agosto 2021 verrà presentato ufficialmente il Rapporto del Working Group I dedicato allo stato dell’arte delle basi scientifiche del cambiamento climatico e degli avanzamenti rispetto all’ultimo rapporto AR5. Gli altri due Rapporti di cui si compone AR6 sono tuttora in corso di elaborazione e verranno presentati nei primi mesi del 2022. Per quanto riguarda il Working Group I, sui 234 Lead Authors provenienti da 66 Paesi, tre sono gli scienziati appartenenti a un’istituzione di ricerca italiana, tutti ricercatori dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche. >>