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ALTRAGRICOLTURA NORD EST...

Notizie in primo piano
PAC post-2022, il fallimento della transizione ecologica in agricoltura.
Il Parlamento europeo ha approvato la PAC post-2022, il 23.11.21. La nuova Politica Agricola Comune – che vale quasi un terzo (32%) del bilancio UE – è però una riforma grigio fumo, come già annunciato. Anzi un fallimento, per la transizione ecologica e i suoi protagonisti. PAC post-2022, obiettivi traditi La nuova PAC post-2022 non recepisce gli obiettivi del nuovo Green Deal europeo né tantomeno quelli della strategia UE Farm to Fork. Laddove si dichiarava la volontà di ottenere una riduzione sostanziale dell’impiego di pesticidi (-50%) e dei fertilizzanti di sintesi (-20%), nonché di stimolare l’estensione delle colture bio al 25% della SAU (Superficie Agricola Utilizzata) entro il 2030.
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- lunedì 29 novembre 2021

Influenza aviaria 2021: quasi 3 milioni i tacchini e i polli coinvolti. Peggio che nel 2017.
L’epidemia di influenza aviaria sottotipo H5N1 ad alta patogenicità (HPAI) si espande nel nord Italia e i numeri cominciano a diventare importanti. Il bollettino dell’Istituto sperimentale delle Venezie ha contabilizzato 43 focolai (*) ad alta e bassa patogenicità dalla metà ottobre, quando è stato scoperto il primo caso a Ferrara. Secondo i dati fino ad ora sono stati colpiti dall’influenza aviaria 2,8 milioni di volatili: nella maggior parte si tratta di tacchini da carne, con alcuni allevamenti si galline ovaiole, polli da carne e altre specie minori. Uno solo il focolaio è scoppiato a Roma, in un allevamento non commerciale di circa 250 galline ovaiole, dove i controlli sono scattati in seguito all’insorgenza di una mortalità anomala tra gli animali. Le analisi hanno confermato che a colpire è stato un ceppo ad alta patogenicità del virus H5N1, lo stesso che ha interessato gli allevamenti del Nord Italia.
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- venerdì 19 novembre 2021

La nuova conquista coloniale della vita è cominciata.
I grandi predatori finanziari, ultimo arrembaggio Una “rivoluzione” perversa. Il 7 dicembre scorso è toccato alla compagnia privata che gestisce la Borsa di Chicago di dare l’avvisaglia aprendo all’acqua in California, per la prima volta, un prodotto finanziario speculativo, un “futures”. Essendo l’acqua buona per usi umani considerata oramai un elemento naturale vitale sempre più scarso, la finanza è intervenuta allo scopo, hanno detto, di “governare “ la penuria idrica assicurando alle imprese grandi utilizzatrici d’acqua (imprese agricole, viticultori, bevande dolci/gassate…) la disponibilità d’acqua grazie alla selezione degli usi operata dal prezzo dell’acqua stabilito dalla speculazione (com’è il caso del petrolio, dell’oro, del grano….).
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- giovedì 18 novembre 2021

Influenza aviaria: i mega allevamenti di polli sono i serbatoi perfetti di virus e malattie.
Mentre l’attenzione del mondo è ancora concentrata sulla pandemia da Sars-CoV-2, gli allevamenti intensivi di pollame stanno facendo i conti con un numero insolitamente alto di ceppi di influenza aviaria: almeno otto, stando alle segnalazioni, uno di più pericolosi dei quali è H5N8. Nello scorso dicembre, infatti, ha causato la morte improvvisa di oltre 100 mila polli di un allevamento della regione dell’Astrakhan, in Russia, cui è seguita la soppressione precauzionale di altri 900 mila volatili in un impianto della città di Vladimirskaya. Ma a spaventare di più è stato il fatto che, dei 150 lavoratori controllati, cinque donne e due uomini sono risultati contagiati. Un fatto insolito e preoccupante, uno spillover con un ceppo relativamente nuovo, al punto che l’incidente è stato subito comunicato all’Oms, ed è stato all’origine di un accorato appello televisivo della rappresentante dei consumatori della Federazione Russa Anna Popova. L’appello era di mettere a punto piattaforme vaccinali in grado di produrre vaccini in pochissimo tempo, visto che un’epidemia tra gli umani è “altamente probabile”. Il ceppo H5N8 negli ultimi anni ha colpito gli allevamenti di una cinquantina di Paesi.
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- lunedì 15 novembre 2021

Influenza aviaria, un focolaio anche a Roma. 700 mila animali interessati da ottobre, tra tacchini, galline, polli e struzzi.
L‘influenza aviaria torna a colpire in Italia: sono ormai 21 i focolai ad alta e bassa patogenicità registrati da metà ottobre quando è stato scoperto il primo caso a Ferrara. Secondo i dati dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, fino ad ora sono stati colpiti dall’influenza aviaria oltre 700 mila animali considerando tacchini, galline ovaiole, polli da carne e persino struzzi. L’ultimo focolaio è scoppiato a Roma, in un allevamento non commerciale di circa 250 galline ovaiole, dove i controlli sono scattati in seguito all’insorgenza di una mortalità anomala tra gli animali. Le analisi hanno confermato che a colpire è stato un ceppo ad alta patogenicità del virus H5N1, lo stesso che ha interessato gli allevamenti del Nord Italia.
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- domenica 14 novembre 2021

A Padova riprende l'iniziativa delle associazioni di base per avere un territorio comunale libero da OGM.

La COALIZIONE "PADOVA OGM FREE" invita i cittadini a esplicitare al sindaco la propria contrarietà agli OGM.

Entra in azione..., compila il form alla pagina web , ed invia una email al Sindaco, al Vice-Sindaco di Padova e ai Capigruppo in seno al Consiglio Comunale per dire "NO agli OGM", anche nel comune di Padova."





News

Pesticidi in Unione europea.
La European Food Safety Authority (EFSA) ha pubblicato un report sugli ortaggi e frutta più contaminati da pesticidi... studio pubblicato nel mese di febbraio 2021 che discute i dati del 2019. In tutta Europa, nell’anno 2019, sono stati analizzati 96.302 campioni e la frequenza media si attesta su 19 analisi per 100mila abitanti. I paesi più virtuosi sono la Lituania (125 analisi su 100mila abitanti), la Bulgaria (104 analisi) e il Lussemburgo (81 analisi). I meno virtuosi sono la Gran Bretagna (1,5 analisi), la Spagna (5 analisi) e la Polonia (7 analisi). L’Italia e la Francia si attestano sulla media europea di 19 analisi per 100mila abitanti, la Germania appena un po’ in più con 25 analisi. >>



Sesto Rapporto IPCC - Working Group I su nuove conoscenze e cambiamenti climatici.
In occasione della presentazione del rapporto del Working Group I dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc) che delinea le nuove conoscenze scientifiche in merito ai cambiamenti climatici, ai loro effetti e agli scenari futuri, di seguito sono proposti i dati del VI rapporto Ipcc riassunti e forniti dall’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isac) di Bologna. Sesto Rapporto IPCC – Working Group I Annalisa Cherchi, Susanna Corti, Sandro Fuzzi Lead Authors IPCC WG I Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima Consiglio Nazionale delle Ricerche Bologna INTRODUZIONE SU IPCC Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), creato dalle Agenzie delle Nazioni Unite UNEP (UN Environmental Program e WMO (World Meteorological Organisation) nel 1988, ha il compito di redigere a scadenza regolare rapporti di valutazione sulle conoscenze scientifiche relative al cambiamento climatico, ai suoi impatti, ai rischi connessi, e alle opzioni per la mitigazione e l’adattamento. È attualmente in corso di finalizzazione il 6° Rapporto IPCC (AR6). Ogni Rapporto IPCC si compone di tre parti, ognuna redatta a cura di un apposito Working Group (WG). Working Group I: valuta le nuove conoscenze scientifiche emerse rispetto al rapporto precedente. Working Group II: valuta gli impatti del cambiamento climatico sull’ambiente e la società e le azioni di adattamento necessarie. Working Group III: valuta le azioni di mitigazione del cambiamento climatico. Ogni WG redige un rapporto mediamente dell’ordine di 2-3000 pagine, accompagnato da un Riassunto tecnico che mette in evidenza i punti salienti del rapporto e un breve Summary for Policy Makers ad uso dei responsabili politici dei paesi associati all’ONU, nei quali sono condensate per punti essenziali tutte le informazioni analizzate nel dettaglio nei singoli rapporti. Ogni WG si compone mediamente di 200-250 scienziati (Lead Authors) scelti su proposta dei singoli governi dal Bureau IPCC. La partecipazione dei singoli scienziati è volontaria e non retribuita. È bene ricordare che i risultati dei Rapporti IPCC sono basati esclusivamente sull’esame critico di diverse migliaia di lavori scientifici pubblicati (14.000 solo per quanto riguarda il WG I). I Rapporti IPCC, la cui stesura impegna gli scienziati per circa tre anni, sono soggetti prima della stesura finale a due fasi di revisione da parte di diverse centinaia di altri scienziati esperti del settore e da parte di esperti dei singoli governi. Il giorno 9 agosto 2021 verrà presentato ufficialmente il Rapporto del Working Group I dedicato allo stato dell’arte delle basi scientifiche del cambiamento climatico e degli avanzamenti rispetto all’ultimo rapporto AR5. Gli altri due Rapporti di cui si compone AR6 sono tuttora in corso di elaborazione e verranno presentati nei primi mesi del 2022. Per quanto riguarda il Working Group I, sui 234 Lead Authors provenienti da 66 Paesi, tre sono gli scienziati appartenenti a un’istituzione di ricerca italiana, tutti ricercatori dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche. >>



Il comitato “Noi braccianti esclusi da tutti”, il SIFUS e la LILCA a Roma in presidio.
Roma 26-04-202 – Ogni pazienza ha un limite. Il SiFUS ed il comitato ” noi braccianti agricoli esclusi da tutto”, organizzano, mercoledì 5 maggio prossimo, alle ore 10.00 , in Piazza di Monte Citorio, un Presidio di protesta dei Braccianti Agricoli contro il Governo Draghi. >>