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Resistenza agli antibiotici in calo, ma l’Italia è sempre la maglia nera in Europa. La fotografia dell’Istituto superiore di sanità.
La resistenza agli antibiotici è in calo, ma in Italia resta più alta della media europea. Lo rivela l’Istituto superiore di sanità, che in occasione dello European Antibiotic Awareness Day (18 novembre) e della World Antibiotic Awareness Week (18–24 novembre) ha pubblicato due documenti che descrivono lo stato della resistenza agli antibiotici e delle infezioni nel 2018: il rapporto di Sorveglianza nazionale dell’antibiotico-resistenza e quello di Sorveglianza delle infezioni ematiche da enterobatteri produttori di carbapenemasi (CPS). Il primo documento fotografa i tassi di resistenza alle principali classi di antibiotici usati nella pratica clinica per otto batteri patogeni tenuti sotto stretto controllo: Staphylococcus aureus, Streptococcus pneumoniae, Enterococcus faecalis, Enterococcus faecium, Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa e Acinetobacter spp.
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- martedì 3 dicembre 2019

Resistenza agli antibiotici in calo, ma l’Italia è sempre la maglia nera in Europa. La fotografia dell’Istituto superiore di sanità.
La resistenza agli antibiotici è in calo, ma in Italia resta più alta della media europea. Lo rivela l’Istituto superiore di sanità, che in occasione dello European Antibiotic Awareness Day (18 novembre) e della World Antibiotic Awareness Week (18–24 novembre) ha pubblicato due documenti che descrivono lo stato della resistenza agli antibiotici e delle infezioni nel 2018: il rapporto di Sorveglianza nazionale dell’antibiotico-resistenza e quello di Sorveglianza delle infezioni ematiche da enterobatteri produttori di carbapenemasi (CPS). Il primo documento fotografa i tassi di resistenza alle principali classi di antibiotici usati nella pratica clinica per otto batteri patogeni tenuti sotto stretto controllo: Staphylococcus aureus, Streptococcus pneumoniae, Enterococcus faecalis, Enterococcus faecium, Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa e Acinetobacter spp.
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- martedì 3 dicembre 2019

IL MOVIMENTO 5 STELLE PRONTO A SVENDERE ANCHE L’ACQUA PUBBLICA.
Mentre la crisi climatica è divenuta realtà quotidiana, rendendo l’emergenza ambientale la priorità presente e futura di ogni comunità territoriale, il Movimento 5 Stelle si appresta a compiere l’ultima giravolta, abbandonando la battaglia per l’acqua pubblica agli interessi delle lobby finanziarie. Non erano bastate le clamorose inversioni di rotta sulle grandi opere (dal Tav al Tap) sulle trivellazioni nel mare e, da ultima, sull’ex-Ilva di Taranto; per rendere definitiva la completa omologazione di chi, partito per aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno, è finito nei panni di quest’ultimo, mancava un ultimo tassello: la legge sull’acqua pubblica. E’ il Sole 24ore di domenica 1 dicembre a salutare entusiasticamente la svolta, con tanto di interviste ai protagonisti: l’On. Daga (5stelle, prima firmataria della legge voluta dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua, ancora formalmente in discussione alla Commissione Ambiente della Camera), l’On. Braga (Pd, che porta a casa bottino pieno) e il dr. Guerrini (ARERA, l’ente regolatore che, fin da subito, ha sabotato il referendum). Il tema dell’articolo riguarda l’accordo sulla gestione idrica del Mezzogiorno -unico territorio ancora libero dalla “banda dei quattro” (ACEA, IREN, A2A, HERA)- con l’annunciata costituzione di una mega-utility pubblico/privato, che consegnerà ai capitali finanziari l’acquedotto più grande d’Europa e il relativo e ricchissimo patrimonio idrico. Un grande business che completerà il quadro della finanziarizzazione del servizio idrico e la sua sottrazione al controllo delle comunità locali. Esattamente il contrario di quanto votato a maggioranza assoluta dal popolo italiano, con 27 milioni di elettori che si erano pronunciati per l’acqua bene comune, la sua sottrazione alle leggi del mercato e la sua gestione territoriale e partecipativa.
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- lunedì 2 dicembre 2019

PADOVA - Che fine ha fatto la delibera di iniziativa popolare sull'acqua? La delibera di iniziativa popolare sull'acqua deve essere applicata..
“L’erogazione del quantitativo minimo vitale di acqua non può essere sospesa. In caso di morosità nel pagamento, il gestore provvede a installare un apposito meccanismo limitatore dell’erogazione, idoneo a garantire la fornitura giornaliera essenziale per persona, tenendo anche conto della pressione di erogazione dell’impianto”. La limitazione dell’erogazione dell’acqua viene invece vietata per le utenze disagiate: una misura, questa, dall’alto valore sociale, a tutela del cittadino a basso reddito e che conferma l’acqua come bene comune, vitale per ciascuna persona e perciò irrinunciabile. Lo ha riconosciuto, il Consiglio comunale di Padova in data 28 gennaio 2019, approvando la Delibera di Iniziativa Popolare sull’Acqua, che va a modificare la vigente Carta del Servizio Idrico Integrato di Padova. Nella Delibera sono anche previsti i conseguenti passi che il gestore deve compiere a fronte dell’inadempienza dell’utente. Si va dal sollecito bonario alla verifica delle condizioni sociali ed economiche dell’utente, dal tentativo di conciliazione alla richiesta di intervento per costatare le effettive motivazioni della morosità. L’utente può sempre ricorrere, entro i termini stabiliti, all’autorità giudiziaria.
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- lunedì 25 novembre 2019

Oltre 1,7 miliardi di euro di fondi ex gescal inutilizzati o stornati per altri utilizzi. Rete delle Città In Comune e Unione Inquilini: inaccettabile!
Di fronte al dramma montante del bisogno casa devono essere usati per dare risposte concrete a chi è o rischia di finire in mezza ad una strada. Politiche abitative? La Rete delle Città In Comune e L'Unione Inquilini ha scoperto che esiste un vero e proprio “tesoretto” stimabile in almeno 1.7 miliardi di euro, che giace da anni inutilizzato presso Cassa depositi e Prestiti o alcune Regioni e Comuni, oppure utilizzato per altri tipi di intervento che non hanno nulla a che fare con la realizzazione di case popolari.
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- domenica 24 novembre 2019

A Padova riprende l'iniziativa delle associazioni di base per avere un territorio comunale libero da OGM.

La COALIZIONE "PADOVA OGM FREE" invita i cittadini a esplicitare al sindaco la propria contrarietà agli OGM.

Entra in azione..., compila il form alla pagina web , ed invia una email al Sindaco, al Vice-Sindaco di Padova e ai Capigruppo in seno al Consiglio Comunale per dire "NO agli OGM", anche nel comune di Padova."





News

Accordo con Gottardo blocca la «marcia dei 100» di Tigotà
Guerra tra Poveri. Padova e Broni (Pavia), vittoria dei lavoratori della logistica. Gli addetti - spinti dalla proprietà - avevano protestato contro il picchetto Cobas dei facchini Qualcuno aveva addirittura scomodato il paragone con la marcia dei 40mila a Mirafiori. La lotta dei lavoratori della logistica Gottardo di Padova e Broni era stata messa in secondo piano dalla contro manifestazione di un centinaio di lavoratori dei Tigotà catena di negozi di cosmetici e per la casa che protestavano contro i blocchi che impedivano lapprovvigionamento dei punti vendita della stessa proprietà per la movimentazione merci. Per fortuna tutto si è concluso ieri con l’accordo siglato alla prefettura di Pavia con cui i sindacati Adl e Si Cobas portano a casa gran parte delle loro richieste che hanno fatto partire la mobilitazione dei facchini e da lunedì riporterà alla normalità il lavoro dei negozi Tigotà. E si spera zittisca anche la spirale mediatica che aveva alimentato lo scontro fra poveri. >>



Costa Rica. Ucciso il leader della comunità indigena e difensore dei diritti umani Bribri Sergio Rojas Ortiz
In Costa Rica è stato ucciso nei giorni scorsi il leader della comunità indigena Bribri, Sergio Rojas Ortiz. Nel paese centroamericano, come nel resto dell’America Latina, ci sono dei conflitti tra popolazioni indigene e proprietari terrieri. Le popolazioni autoctone nel mondo sono costituite da circa 370 milioni di persone, vale a dire più del 5% della popolazione mondiale e purtroppo sono inserite tra le popolazioni più svantaggiate e povere del mondo. >>



Rapporto Caritas. In 10 anni poveri quasi triplicati.
Dal 2007 i poveri aumentati del 182%, uno su due è giovane o minorenne. In crescita anche i senza dimora. In Italia c'è un "esercito di poveri" in attesa che "non sembra trovare risposte e le cui storie si connotano per un'allarmante ronicizzazione e multidimensionalità dei bisogni". Lo sottolinea Caritas nel Rapporto 2018 su povertà e politiche di contrasto. Il numero dei poveri assoluti - ricorda l'organizzazione rilanciando i dati Istat - "continua ad aumentare" e supera i 5 milioni. "Dagli anni pre-crisi ad oggi il numero dei poveri è aumentato del 182%, un dato che dà il senso dello stravolgimento" causato dalla crisi. "Esiste uno 'zoccolo durò di disagio che assume connotati molto simili a quelli esistenti prima della crisi economica del 2007-2008 con la sola differenza che oggi il fenomeno è sicuramente esteso a più soggetti". Tra gli individui in povertà assoluta i minorenni sono un milione 208mila (il 12,1% del totale) e i giovani nella fascia 18-34 anni 1 milione 112mila (il 10,4%): "Oggi quasi un povero su due è minore o giovane". >>