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OMOGENEIZZATI Ormoni nella carne di mia figlia

OMOGENEIZZATI Ormoni nella carne di mia figlia Sono la mamma di una bambina di 13 mesi; un mese fa, durante una visita di controllo, la pediatra si è accorta che a mia figlia sta crescendo il seno.
La dottoressa mi ha spiegato che molto probabilmente nella carne che do a mia figlia ci sono degli ormoni, e sospendendone l’uso tutto dovrebbe tornare alla normalità. Questo fatto mi ha scioccato, la mia bambina da quando le ho introdotto la carne mangia solo omogeneizzati (di note marche), perché sono più digeribili e sicuri. Le ho sempre dato gli omogeneizzati di marca perché, credendo alle pubblicità, ero sicura di fare la cosa giusta per la mia piccola. Adesso mi chiedo, come facciano questi preparati, fatti su misura per i nostri bambini a far crescere il seno a mia figlia? Vorrei solo far sapere alle mamme cosa c’è nei prodotti che danno ai loro bambini, perché penso che ognuna di noi cerchi di dare il meglio ai propri figli, e che non siano prese in giro come mi sento io adesso.

Penso solo che queste ditte che speculano ai danni di bambini innocenti debbano essere punite, dovrebbero esserci dei controlli severi almeno per gli alimenti dell’infanzia. (...). Ora però ho un altro problema da risolvere, dove possono comprare la carne fresca per la mia bambina, potendo essere sicura che non sia gonfiata?
Manuela Tettamanti
martedì 7 gennaio 2003


News

Covid e biologico: il 73% delle aziende in crisi a causa della pandemia.
Per oltre due aziende su tre del settore biologico la possibilità di reggere alla crisi economica sopraggiunta a causa dell’emergenza sanitaria è di massimo tre mesi. È questo uno dei primi dati dell’analisi voluta e sviluppata dalle tre maggiori organizzazioni del comparto, Aiab, FederBio e Assobiodinamica, a partire da una proposta della Fondazione italiana per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica (FIRAB), per rilevare l’impatto della pandemia da Covid19 sul biologico. >>



Coronavirus, 5,7 mln di litri di latte al giorno dall’estero
Ogni giorno 5,7 milioni di litri di latte straniero attraversano le frontiere e invadono l’Italia con cisterna o cagliate congelate low cost di dubbia qualità in piena emergenza coronavirus, proprio mentre alcune aziende di trasformazione cercano di tagliare i compensi riconosciuti agli allevatori italiani, con la scusa della sovrapproduzione. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati del Ministero della salute relativi ai primi quindici giorni del mese di marzo 2020 sui flussi commerciali dall’estero in latte equivalente. Bisogna fermare qualsiasi tentativo di speculazione sui generi alimentari di prima necessità come il latte che – sottolinea la Coldiretti – nell’ultima settimana di rilevazione sui consumi ha registrato un balzo del 47% degli acquisti da parte delle famiglie, sulla base dei dati IRI che evidenziano anche l’aumento degli acquisti di formaggi, dalla mozzarella (+35%) al Grana Padano e Parmigiano Reggiano (+38%). >>



Accordo con Gottardo blocca la «marcia dei 100» di Tigotà
Guerra tra Poveri. Padova e Broni (Pavia), vittoria dei lavoratori della logistica. Gli addetti - spinti dalla proprietà - avevano protestato contro il picchetto Cobas dei facchini Qualcuno aveva addirittura scomodato il paragone con la marcia dei 40mila a Mirafiori. La lotta dei lavoratori della logistica Gottardo di Padova e Broni era stata messa in secondo piano dalla contro manifestazione di un centinaio di lavoratori dei Tigotà catena di negozi di cosmetici e per la casa che protestavano contro i blocchi che impedivano lapprovvigionamento dei punti vendita della stessa proprietà per la movimentazione merci. Per fortuna tutto si è concluso ieri con l’accordo siglato alla prefettura di Pavia con cui i sindacati Adl e Si Cobas portano a casa gran parte delle loro richieste che hanno fatto partire la mobilitazione dei facchini e da lunedì riporterà alla normalità il lavoro dei negozi Tigotà. E si spera zittisca anche la spirale mediatica che aveva alimentato lo scontro fra poveri. >>