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Il "tavolo della sovranità alimentare" dice no agli Ogm


Venezia (g.t.) Si chiama "tavolo della sovranità alimentare" e vi aderiscono le associazioni ambientaliste, dei consumatori e dei lavoratori del settore agricolo che oggi nell'aula magna della Facoltà di agraria di Agripolis a Legnaro terranno la loro assemblea generale per ribadire il fallimento delle politiche agrarie comunitarie dalle quali «traggono beneficio soprattutto le multinazionali e le grandi catene distributive (Coop, Despar, Auchan) che pagano sempre meno i prodotti alla fonte e, grazie, ai propri marchi riescono a realizzare profitti incredibili». Una "due giorni" di mobilitazione decisa alla vigilia della comunicazione da parte del Governo alla Ue delle opzioni relative all'applicazione della riforma della politica agricola comunitaria (Pac) che ha avuto un'anteprima ieri a Venezia a palazzo Ferro Fini dove il "tavolo" ha illustrato ai consiglieri Mauro Tosi (Rifondazione), Guido Trento (Margherita), Lucio Tiozzo (Ds) e Daniele Stival (Lega) le proprie proposte. «Nel Veneto - è stato sintetizzato - come del resto in Italia e in Europa, è necessario avviare una diversa politica agraria che cominci con il dire un chiaro "no" agli Ogm e valorizzi il "ciclo corto" per avvicinare il produttore al consumatore e le produzioni biologiche che non devono essere più intese come "nicchia" sofisticata destinata a pochi».

Il centrosinistra ha illustrato una mozione che chiede alla Giunta veneta di impegnare il Governo italiano a incentivare il mantenimento dell'agricoltura e della zootecnia nelle zone svantaggiate; favorire l'insediamento dei giovani agricoltori; promuovere l'agricoltura biologica; a provvedere d'intesa con le Regioni alla formulazione dei nuovi indirizzi per i piani di sviluppo rurale.
sabato 24 luglio 2004


News

Eni e la politica estera dell’Unione europea: il consigliere a rischio “conflitto di interessi”
Nathalie Tocci, nel cda della multinazionale degli idrocarburi da metà maggio 2020, è stata nominata consigliere speciale dell’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Unione europea, Joseph Borrell. Quest’ultimo ammette le incongruenze e promette “mitigazioni” per evitare sovrapposizioni. Ma per Re:Common le misure adottate sono “insufficienti”. Consigliere di amministrazione di Eni e ora anche consigliere speciale dell’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Unione europea. È la storia di Nathalie Tocci, nominata lo scorso 13 maggio amministratore non esecutivo del cda della multinazionale degli idrocarburi partecipata dallo Stato italiano al 30%. Quasi due mesi dopo, Tocci ha ricevuto dalla Commissione europea l’incarico di “fornire consulenza sull’elaborazione della strategia globale dell’Ue” accanto allo spagnolo Josep Borrell. >>



Il Parlamento di Cipro boccia il CETA, Trattato Ue-Canada,
Il Parlamento di Cipro boccia il CETA, Trattato Ue-Canada, già in vigore provvisorio dal 21 settembre 2017, un piccolo Stato che blocca l'iter di ratifica di un accordo dalle conseguenze devastanti per l'agroalimentare, decisione esplosiva che speriamo sia ripresa da altri Stati europei, Italia innanzitutto. Con 37 voti contrari e solo 18 favorevoli (partito di Sinistra Akel e socialisti contrari, destra favorevole), il 31 luglio il Parlamento della piccola Cipro ha detto NO al trattato di libero scambio fra UE e Canada. Tutti i partiti, ad eccezione della destra, hanno votato contro il CETA, opponendo diverse motivazioni: dai rischi del tribunale ICS, costruito su misura per le multinazionali che vogliono fare causa agli stati, alla mancata protezione dei prodotti tipici, tra cui ricordiamo il formaggio di capra Halloum, esposti alla pirateria alimentare d'oltreoceano. E poi i pericoli dell’uso troppo disinvolto di pesticidi come il glifosato, che in Canada viene utilizzato per seccare il grano prima della raccolta, e la paura di accrescere ulteriormente il potere delle grandi imprese. >>



Covid e biologico: il 73% delle aziende in crisi a causa della pandemia.
Per oltre due aziende su tre del settore biologico la possibilità di reggere alla crisi economica sopraggiunta a causa dell’emergenza sanitaria è di massimo tre mesi. È questo uno dei primi dati dell’analisi voluta e sviluppata dalle tre maggiori organizzazioni del comparto, Aiab, FederBio e Assobiodinamica, a partire da una proposta della Fondazione italiana per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica (FIRAB), per rilevare l’impatto della pandemia da Covid19 sul biologico. >>