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Il "tavolo della sovranità alimentare" dice no agli Ogm


Venezia (g.t.) Si chiama "tavolo della sovranità alimentare" e vi aderiscono le associazioni ambientaliste, dei consumatori e dei lavoratori del settore agricolo che oggi nell'aula magna della Facoltà di agraria di Agripolis a Legnaro terranno la loro assemblea generale per ribadire il fallimento delle politiche agrarie comunitarie dalle quali «traggono beneficio soprattutto le multinazionali e le grandi catene distributive (Coop, Despar, Auchan) che pagano sempre meno i prodotti alla fonte e, grazie, ai propri marchi riescono a realizzare profitti incredibili». Una "due giorni" di mobilitazione decisa alla vigilia della comunicazione da parte del Governo alla Ue delle opzioni relative all'applicazione della riforma della politica agricola comunitaria (Pac) che ha avuto un'anteprima ieri a Venezia a palazzo Ferro Fini dove il "tavolo" ha illustrato ai consiglieri Mauro Tosi (Rifondazione), Guido Trento (Margherita), Lucio Tiozzo (Ds) e Daniele Stival (Lega) le proprie proposte. «Nel Veneto - è stato sintetizzato - come del resto in Italia e in Europa, è necessario avviare una diversa politica agraria che cominci con il dire un chiaro "no" agli Ogm e valorizzi il "ciclo corto" per avvicinare il produttore al consumatore e le produzioni biologiche che non devono essere più intese come "nicchia" sofisticata destinata a pochi».

Il centrosinistra ha illustrato una mozione che chiede alla Giunta veneta di impegnare il Governo italiano a incentivare il mantenimento dell'agricoltura e della zootecnia nelle zone svantaggiate; favorire l'insediamento dei giovani agricoltori; promuovere l'agricoltura biologica; a provvedere d'intesa con le Regioni alla formulazione dei nuovi indirizzi per i piani di sviluppo rurale.
sabato 24 luglio 2004


News

Ammazzarsi non è la soluzione.
Giovanni Viola, trentenne, si è impiccato nella sua azienda agricola. Giovanni era sposato, era padre di un bambino, era un produttore agricolo capace, era una brava persona che non accettava la situazione economica in cui era precipitato. Per tutto questo non ha retto. Le brave persone non fanno mai del male agli altri, non ci riescono, e per questo ieri dopo pranzo si è recato nella sua azienda e li ha compiuto l’ultimo atto - assurdo e per nulla condivisibile - della sua breve vita. Siamo alla resa dei conti, quello di ieri non è il gesto disperato di un singolo. NO! Vittoria sta vivendo la crisi economica e sociale più ampia della sua storia recente. Migliaia di titolari di aziende agricole, artigianali e commerciali si trovano nelle stesse condizioni economiche e psicologiche in cui si trovava Giovanni. Nessuno ha compreso quanto sia ampio il livello di disperazione di questa terra. Quella di ieri è solo una piccola frazione della punta dell’iceberg che ci sta venendo addosso. Il rischio, che va subito contrastato è l’emulazione. Togliersi la vita non è la soluzione. >>



SOLIDARIETA' AL POPOLO MAPUCHE!
“Operazione Uragano”. È il nome che i carabinieri cileni hanno scelto per un’azione repressiva contro 8 leader del popolo mapuche, il popolo “originario” che da secoli lotta per la sua terra. Gli 8 erano stati arrestati, in via preventiva, per associazione terroristica, accusati di aver prodotto attacchi incendiari. >>



Le Ong possono chiedere il riesame delle autorizzazioni agli OGM, perché ambiente e salute sono connessi. Il Tribunale dell’Ue dà torto alla Commissione.
Il Tribunale dell’Ue ha annullato la decisione con la quale la Commissione europea aveva respinto la richiesta di un’organizzazione non governativa, la TestBioTech, volta ad ottenere il riesame dell’autorizzazione all’immissione in commercio di prodotti contenenti soia geneticamente modificata. La richiesta dell’Ong era stata avanzata sulla base di un regolamento dell’Unione che consente alle organizzazioni non governative di partecipare ai processi decisionali in materia ambientale, il cosiddetto “regolamento di Aarhus”. La Commissione Ue aveva obiettato che gli aspetti legati alla valutazione sanitaria degli alimenti o dei mangimi OGM non potevano essere esaminati nel contesto del regolamento di Aarhus, dal momento che tali aspetti non riguardavano la valutazione dei rischi ambientali, bensì il settore della sanità. >>