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Austria/Grecia. Zone libere da Ogm


Si moltiplicano le regioni di tutta Europa che si dichiarano “libere da Ogm”. Fino all’aprile scorso, solo in Italia, erano ben 439 i comuni che hanno approvato delibere contro l’introduzione di semi transgenici sul proprio territorio, 12 le regioni che hanno preso provvedimenti analoghi. Adesso l’Austria e la Grecia hanno chiesto all’Unione europea di essere dichiarate Zone libere da Ogm. Qualora ricevessero risposte positive, i due paesi potrebbero proibire la coltivazione e l’importazione di semi geneticamente modificati. Sarebbero i primi recinti anti-Ogm all’interno della Ue, dopo la recente abolizione della moratoria sul mais transgenico. Il dossier presentato dall’Austria argomenta la pericolosità dei geni introdotti nelle piante di mais e colza per combattere i parassiti: oltre a distruggere gli insetti nocivi, i geni potrebbero avere effetti imprevedibili sugli altri insetti e gli animali autoctoni delle Alpi. Anche il gene di tolleranza all’erbicida [è il kit di vendita dei prodotti transgenici: pesticidi e semi, i cui geni sono stati modificati per resistere a uno specifico pesticida], introdotto dai laboratori dei giganti del transgenico, può avere un forte impatto sull’ecosistema circostante. Le piante infestanti prossime alle coltivazioni transgeniche, una volta contaminate, possono a loro volta sviluppare resistenza nei confronti dei pesticidi, il che indurrebbe ad aumentare inutilmente la dose di prodotti chimici con gravi danni sull’ambiente circostante. Alcune piante transgeniche possono inoltre essere all’origine di una pericolosissima resistenza agli antibiotici. La decisione di Grecia e Austria potrebbe comunque creare nuovi elementi di tensione tra l’Unione europea e gli Stati uniti, che già in occasione della moratoria avevano denunciato l’Ue alla Wto, accusandola di infrangere le regole del “libero” commercio. [A.M.]


mercoledì 28 luglio 2004


News

Pesticidi, in 10 anni raddoppiato l’impatto tossico su api e impollinatori.
L’impatto tossico dei pesticidi sulle api e altri impollinatori è raddoppiato in un decennio nonostante la quantità di quelli utilizzati sia diminuita perché “la tossicità totale applicata agli invertebrati è notevolmente aumentata dal 2005”. A denunciarlo è uno studio condotto dal professor Ralf Schulz, dell’Università di Coblenza e Landau in Germania, pubblicato dalla rivista Science e riportato nei giorni scorsi dal ‘Guardian’. I risultati hanno di fatto smentito l’ipotesi che il calo della quantità di pesticidi utilizzati stia riducendo il loro impatto ambientale così come l’idea che le colture OGM porterebbero a ridurne l’uso. >>



Acqua Bene Comune
Recentemente è comparso sui giornali locali un comunicato stampa del Comune di Padova sulla delibera di Giunta relativa all’aggiornamento del protocollo di intesa tra Comune ed AcegasApsAmga, perla “Agevolazione nella fornitura di acqua ai clienti svantaggiati”. E’sicuramente positivo “Operare congiuntamente per il sostegno dei cittadini in condizioni di grave disagio economico, condividendo le finalità di prevenire ed evitare il distacco delle utenze”, ma vogliamo ricordare che il 28 gennaio 2019 il Consiglio Comunale ha approvato una Delibera di Iniziativa Popolare sull’Acqua, secondo la quale il gestore non può mai sospendere la fornitura ma solamente limitare il flusso e la riduzione di flusso può avvenire solo dopo sentenza di un ente terzo, se tutti i tentativi di conciliazione non hanno avuto buon esito(punto 1 della delibera citata). >>



Eni e la politica estera dell’Unione europea: il consigliere a rischio “conflitto di interessi”
Nathalie Tocci, nel cda della multinazionale degli idrocarburi da metà maggio 2020, è stata nominata consigliere speciale dell’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Unione europea, Joseph Borrell. Quest’ultimo ammette le incongruenze e promette “mitigazioni” per evitare sovrapposizioni. Ma per Re:Common le misure adottate sono “insufficienti”. Consigliere di amministrazione di Eni e ora anche consigliere speciale dell’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Unione europea. È la storia di Nathalie Tocci, nominata lo scorso 13 maggio amministratore non esecutivo del cda della multinazionale degli idrocarburi partecipata dallo Stato italiano al 30%. Quasi due mesi dopo, Tocci ha ricevuto dalla Commissione europea l’incarico di “fornire consulenza sull’elaborazione della strategia globale dell’Ue” accanto allo spagnolo Josep Borrell. >>