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DALLA SARDEGNA LATTE CAPRINO PER IL MERCATO NAZIONALE

Novanta aziende, un milione di litri di latte lavorati all’anno, una gamma di prodotti dal latte allo yogurt e alle creme spalmabili. Latte caprino da servire sul mercato nazionale
Oggi Galydhà non è una chimera, ma una interessantissima realtà imprenditoriale avviata a divenire leader in Italia nel settore del latte di capra e derivati. Con l’imprimatur di ministero delle Politiche agricole e associazioni nazionali di categoria. È quanto emerge dall’incontro che si è svolto nello stabilimento dell’azienda ogliastrina, a pochi chilometri da Villagrande, per tracciare un bilancio dell’attività svolta e delineare i programmi futuri. Alla presenza di Francesco Scala, dirigente del settore zootecnico del ministero dell’Agricoltura, Nino Andema e Gerardo Marigliano, rispettivamente presidente e direttore generale dell’Associazione Italiana Allevatori, e Paolo Scrocchi, responsabile servizi esteri dell’Associazione Nazionale Allevatori, il presidente di Galydhà Ignazio Meloni ha illustrato i risultati dei primi cinque mesi di produzione, dai quali emerge una certezza: il mercato risponde molto bene. «Stiamo presentando con successo il prodotto all’attenzione delle grandi catene di distribuzione e pensiamo di riuscire a vendere l’intera produzione di latte del 2004. Il nostro obiettivo è continuare a crescere, ampliando lo stabilimento e producendo entro l’anno i formaggi all’interno della nostra struttura, con l’obiettivo di arrivare nel 2005 al riconoscimento di dop», dice Meloni. Oggi i numeri di Galydhà sono di tutto rispetto.

Novanta aziende riunite in un consorzio, oltre un milione di litri di latte lavorati all’anno, e una gamma di prodotti diversificata in funzione di un mercato in forte espansione, dal latte allo yogurt e alle creme spalmabili. Attualmente l’azienda ha 14 dipendenti destinati a crescere nei prossimi anni. Un grande risultato per un progetto nato nel 1997, quando privati e cooperative dell’Ogliastra e della Barbagia Seulo, in stretta collaborazione con l’Università di Sassari, concepirono un progetto di ampio respiro teso allo sfruttamento commerciale di un prodotto, il latte di capra, presente in quantità considerevole sul territorio. Nell’area Ogliastra sono infatti presenti circa 57 mila caprini, mentre in tutta la provincia di Nuoro il numero di capi si aggira sui centomila. Nino Andema definisce Galydhà come un modello di sviluppo. «La forte connotazione territoriale dell’azienda - sottolinea - garantisce uno standard qualitativo elevatissimo. La materia prima è di livello assoluto, un latte biologico, dalle caratteristiche organolettiche e nutrizionali uniche, che lavorato con tecnologie avanzate sta conquistando il mercato. Il prodotto Italia vive di differenze ed è quella del biologico a base territoriale la strada da seguire». Colui che può ritenersi a ragione l’inventore di Galydhà è Salvatore Carta, allevatore per vent’anni, oggi direttore dell’azienda, che illustra con orgoglio la filosofia di Galydhà, fra tradizione e innovazione. «La quasi totalità delle nostra aziende - spiega - alleva le bestie allo stato brado, in modo tradizionale e perfettamente naturale, e riusciamo a raccogliere il dieci per cento del latte di tutta la provincia di Nuoro. Per il futuro speriamo di arrivare a 200 aziende consorziate e avviare un progetto di filiera».
giovedì 8 luglio 2004


News

Il Parlamento di Cipro boccia il CETA, Trattato Ue-Canada,
Il Parlamento di Cipro boccia il CETA, Trattato Ue-Canada, già in vigore provvisorio dal 21 settembre 2017, un piccolo Stato che blocca l'iter di ratifica di un accordo dalle conseguenze devastanti per l'agroalimentare, decisione esplosiva che speriamo sia ripresa da altri Stati europei, Italia innanzitutto. Con 37 voti contrari e solo 18 favorevoli (partito di Sinistra Akel e socialisti contrari, destra favorevole), il 31 luglio il Parlamento della piccola Cipro ha detto NO al trattato di libero scambio fra UE e Canada. Tutti i partiti, ad eccezione della destra, hanno votato contro il CETA, opponendo diverse motivazioni: dai rischi del tribunale ICS, costruito su misura per le multinazionali che vogliono fare causa agli stati, alla mancata protezione dei prodotti tipici, tra cui ricordiamo il formaggio di capra Halloum, esposti alla pirateria alimentare d'oltreoceano. E poi i pericoli dell’uso troppo disinvolto di pesticidi come il glifosato, che in Canada viene utilizzato per seccare il grano prima della raccolta, e la paura di accrescere ulteriormente il potere delle grandi imprese. >>



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