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Dall'agricoltura un efficace contributo alle energie rinnovabili.

L’agricoltura italiana può dare un forte contributo alla lotta alla riduzione delle emissioni inquinanti, in linea con gli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto. Questo grazie a uno sviluppo delle energie rinnovabili in grado di contemperare da un lato la sostenibilità ambientale dell’impresa e, dall’altro, la tutela, anche economica, dell’agricoltore.
È questo, in sintesi, il messaggio lanciato dal convegno sulle agrienergie sostenibili, organizzato a Roma da Legambiente, insieme al ministero delle Politiche agricole e all’Unione delle Province italiane. «La ricetta - spiega Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente - risiede proprio nella tipicità del nostro sistema agricolo. Solo partendo dal riconoscimento delle caratteristiche della nostra agricoltura, orientata alla qualità piuttosto che alla quantità, alla tipicità piuttosto che all’omologazione della produzione industrializzata, al legame con il territorio di provenienza piuttosto che alla delocalizzazione e all’utilizzo di Ogm, sarà possibile affrontare correttamente la nuova sfida per il nostro territorio». Per favorire le coltivazioni agricole destinate alla produzione di energia rinnovabile, Legambiente richiama l’attenzione sulla necessità di una preventiva valutazione dei bilanci idrici ed energetici e su un utilizzo di appropriate tecniche colturali. In tal modo, si ridurrebbe sensibilmente l’uso, a fini energetici, di coltivazioni che richiedono grandi usi di acqua, che aggravano le crisi idriche già in atto, e non si trascurerebbe, per il bilancio energetico, la quantità di energia che si consuma nella produzione e nel trasporto. Inoltre, attraverso l’utilizzo di appropriate tecniche colturali (quali per esempio, il sovescio, l’interramento dei residui, le minime lavorazioni dei terreni), si potrebbe aumentare la quantità di carbonio organico nel terreno con conseguente notevole riduzione dell’emissione di CO2 atmosferica. Queste considerazioni spingono quindi a promuovere filiere virtuose, corte e rispettose delle vocazioni anche paesaggistiche dei territori. Un importante contributo in questo senso è venuto dalla legge finanziaria per il 2007 che rilancia il settore dei biocarburanti fissando quote minime da immettere al consumo, incentivazioni attraverso la defiscalizzazione e programmi per favorire la creazione di una filiera nazionale di biocarburanti. Attualmente la filiera dei biocarburanti (biodiesel ed etanolo) in Europa avanza, con una produzione di circa 4 milioni di tonnellate e una crescita del 66 per cento. Un settore forte in Germania, dove rappresenta circa la metà della produzione, mentre quella italiana è sempre più diretta all'esportazione. La priorità per promuovere questa nuova agricoltura, sostiene sempre Legambiente, è rappresentata dalla necessità di garantire un adeguato sostegno economico alle filiere agroenergetiche finalizzato a risolvere le criticità economiche e ambientali del settore agricolo italiano. Tali criticità sono rappresentate, infatti, dal reddito agrario, dalla disponibilità futura dell’acqua, da un eccessivo uso di fossili per i processi produttivi, di gasolio, di prodotti fitosanitari e fertilizzanti, dalla corretta gestione igenico-sanitaria degli allevamenti, dalla biosicurezza, dai nitrati derivanti dai reflui zootecnici, dalla senilizzazione del settore agricolo e dall’abbandono del presidio territoriale. (FONTE Il Sole 24 Ore)


martedì 20 marzo 2007


News

Covid e biologico: il 73% delle aziende in crisi a causa della pandemia.
Per oltre due aziende su tre del settore biologico la possibilità di reggere alla crisi economica sopraggiunta a causa dell’emergenza sanitaria è di massimo tre mesi. È questo uno dei primi dati dell’analisi voluta e sviluppata dalle tre maggiori organizzazioni del comparto, Aiab, FederBio e Assobiodinamica, a partire da una proposta della Fondazione italiana per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica (FIRAB), per rilevare l’impatto della pandemia da Covid19 sul biologico. >>



Coronavirus, 5,7 mln di litri di latte al giorno dall’estero
Ogni giorno 5,7 milioni di litri di latte straniero attraversano le frontiere e invadono l’Italia con cisterna o cagliate congelate low cost di dubbia qualità in piena emergenza coronavirus, proprio mentre alcune aziende di trasformazione cercano di tagliare i compensi riconosciuti agli allevatori italiani, con la scusa della sovrapproduzione. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati del Ministero della salute relativi ai primi quindici giorni del mese di marzo 2020 sui flussi commerciali dall’estero in latte equivalente. Bisogna fermare qualsiasi tentativo di speculazione sui generi alimentari di prima necessità come il latte che – sottolinea la Coldiretti – nell’ultima settimana di rilevazione sui consumi ha registrato un balzo del 47% degli acquisti da parte delle famiglie, sulla base dei dati IRI che evidenziano anche l’aumento degli acquisti di formaggi, dalla mozzarella (+35%) al Grana Padano e Parmigiano Reggiano (+38%). >>



Accordo con Gottardo blocca la «marcia dei 100» di Tigotà
Guerra tra Poveri. Padova e Broni (Pavia), vittoria dei lavoratori della logistica. Gli addetti - spinti dalla proprietà - avevano protestato contro il picchetto Cobas dei facchini Qualcuno aveva addirittura scomodato il paragone con la marcia dei 40mila a Mirafiori. La lotta dei lavoratori della logistica Gottardo di Padova e Broni era stata messa in secondo piano dalla contro manifestazione di un centinaio di lavoratori dei Tigotà catena di negozi di cosmetici e per la casa che protestavano contro i blocchi che impedivano lapprovvigionamento dei punti vendita della stessa proprietà per la movimentazione merci. Per fortuna tutto si è concluso ieri con l’accordo siglato alla prefettura di Pavia con cui i sindacati Adl e Si Cobas portano a casa gran parte delle loro richieste che hanno fatto partire la mobilitazione dei facchini e da lunedì riporterà alla normalità il lavoro dei negozi Tigotà. E si spera zittisca anche la spirale mediatica che aveva alimentato lo scontro fra poveri. >>