Quote latte, protesta degli agricoltori. Hanno incontrato Provincia e prefetto, chiedono subito la riforma.
PAVIA. «Il varo immediato entro il 2002 della riforma della legge 468»: la richiesta viene dal consiglio direttivo della Federlombarda agricoltori, impegnata a ritmo serrato sulle quote latte. La richiesta è stata portata ieri mattina dalla delegazione pavese al presidente della Provincia Silvio Beretta ed al Prefetto Alberto Ardia. Un interessamento che Beretta ha garantito. «Abbiamo il dovere-diritto di interessarci - ha detto - e favorire approfondimenti». Le sollecitazioni della Federlombarda agricoltori in sostanza sono dirette a Regione, Parlamento e Governo.
Si chiedono «il varo immediato entro il 2002 della riforma della legge 468, ma nell'attesa l'osservanza di tale leggee ritiro della qualifica di primo acquirente a chi non la rispetta».
E poi: «il recupero dell'intera quota "B" tagliata e compensazione prioritaria nell'attesa di tale recupero»; «la libera circolazione delle quote sull'intero territorio nazionale».
Inoltre si chiede «la salvaguardia delle quote di montagna, oggi danneggiate anche dall'invenzione delle vendite dirette di pianura» e «un sistema sanzionatorio immediato e dissuasivo, già dalla campagna in corso, senza nessuna preclusione per una sanatoria sul passato».
Tutto ciò, sempre secondo la Federlombarda agricoltori, «dovrebbe essere abbinato all'attesa sull'indagine in corso sul latte in nero, altra calamità del settore, pena il lento smantellamento del sistema zootecnico lombardo».
Gli agricoltori quindi alzano la voce, considerato che la provincia di Pavia vanta la presenza di 200 stalle e la produzione di 1 milione di quintali di latte.
Sul fronte del prezzo del latte si è mossa anche la Coldiretti lombarda che richiama Assolatte «al rispetto degli impegni assunti in materia di trattativa per il rinnovo del prezzo del latte alla stalla.
Il presidente Nino Andena ha sottolineato come «Assolatte non possa esimersi dal rispondere a due quesiti di fondo, che sono: perchè non vuole rispettare i tempi dichiarati in Cabina di regia che prevedono l'avvio e la conclusione della trattativa entro la fine dell'anno; perchè si ostina a proporre ribassi ingiustificati del prezzo ai produttori, mentre da una parte il mercato reale del latte e dei principali prodotti lattiero-caseari è in tensione positiva e dall'altra lo stesso latte alimentare al consumo ha subìto in percentuale considerevoli aumenti».
A tale proposito Andena ritiene che «non mantenere la parola data e provocare allarmismi ingiustificati tra i produttori è un esercizio inutile e addirittura controproducente».
martedì 24 dicembre 2002
|