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Gli allevatori aderenti all’Unione agricoltori hanno manifestato in Broletto, ricevuti in Prefettura e Provincia.

Protesta per la legalità. L’ultimatum al Governo: multe latte subito a chi bara. BRESCIA
Che si arrivasse a protestare, sia pure in modo civile e discreto, per ingiungere al Governo di applicare una legge dello Stato (la legge 468 del ’92) non si era ancora visto. Di solito il sit in sono «contro» qualcuno o qualcosa. Ma è proprio così. Gli allevatori (poco più di un centinaio, numero volutamente contenuto) che manifestavano davanti al Broletto distribuendo ai passanti piccole confezioni di latte, erano proprio lì per chiedere che si applichi la legge, anche così com’è, ma subito. Non che la legge che regola le quote latte in Italia piaccia del tutto, anzi se ne chiede la riforma urgente. Ma nell’attesa, piuttosto dell’anarchia che sta sfasciando il sistema latte, si applichi pure una legge imperfetta. La legge dice che chi produce senza averne il diritto (la quota latte) deve pagare una multa. In realtà le stalle che ignorano sostanziosamente la norma sono solo 290 in Lombardia su 9 mila che mungono, ma tanto basta perché l’abbondanza deprima i prezzi, i caseifici paghino quando vogliono (anche a 180 giorni) e quanto vogliono, il prezzo del Grana scende colpendo anche i conferenti in cooperativa. Così le stalle chiudono e non quelle marginali, ma quelle più imprenditoriali, quelle che sanno mettere a fianco costi e ricavi, quelle che hanno investito. Un allevatore ha detto ieri al presidente della Provincia che non ha chiuso solo perché ha 15 dipendenti e pensa alle loro famiglie. I motivi delle gravi preoccupazioni per i danni che si stanno provocando ad un modello che ci è invidiato in tutto il mondo, che è patrimonio del Paese come la Fiat, e che anzi è vincente e tutt’altro che obsoleto, sono stati esposti dal presidente degli agricoltori Franco Bettoni al prefetto Annamaria Cancellieri ed al presidente della Provincia Alberto Cavalli. Il Prefetto ha apprezzato la domanda di rispetto delle regole, Cavalli ha detto di accogliere con piacere chi tiene viva la radice dell’economia bresciana rinviando agli incontri che gli allevatori avevano in contemporanea a Milano con Formigoni e la Beccalossi per la stesura di misure più incisive. Il problema è antico. Il mancato rispetto delle quote latte è contemporaneo al tentativo (maldestro) di applicarle. Perché ora la protesta? Perché gli eccessi non sono più riassorbiti dal mercato. La soluzione del resto è pronta nero su bianco. Il ministro Gianni Alemanno ha pronto un decreto da un anno che propone in sintesi una sanatoria per il passato e il versamento mensile delle multe latte per il futuro. Perché non lo firma? Pare che il problema sia politico: non si vuole scontentare la lega di Bossi. Ma se si andrà oltre il 10 gennaio, ha avvertito Bettoni, la rivolta degli onesti si farà meno discreta e creerà forti disagi alla città. (Gianmichele Portieri)


martedì 24 dicembre 2002


News

I colli del Prosecco si spopolano: “Troppi pesticidi, non si respira e ci si ammala”
Case in svendita tra i vigneti: l’abuso di fitofarmaci influenza il mercato immobiliare coneglianese. CONEGLIANO – Fuggono dai colli e cercano una casa in centro. Perché, lo smog cittadino, è preferibile ai pesticidi che, ogni primavera, rendono l’aria delle colline coneglianesi irrespirabile. L’utilizzo di fitofarmaci sui vigneti del Prosecco sta influenzando il mercato immobiliare. Da una parte si ha un centro città saturo, dove è difficilissimo trovare immobili in affitto, dall’altra un circondario collinare zeppo di abitazioni vuote, in vendita. Anzi: in svendita. >>



Semine di mais OGM Mon810 in Friuli Venezia Giulia: comunicato ufficiale del "Coordinamento Zero OGM"
Il Coordinamento Zero OGM comunica che, a seguito delle semine illegali di mais OGM MON 810, avvenute il 21 aprile 2018 da parte del Signor Giorgio Fidenato nei campi di Colloredo di Monte Albano ( UD ) e in data imprecisata a Vivaro ( PN ), lunedì 09 luglio 2018 gli agenti del Corpo Forestale del Friuli Venezia Giulia hanno provveduto all’estirpazione del mais ed al ripristino della legalità. Nella stessa giornata sono stati abbattuti complessivamente, su disposizione del Ministero delle Politiche Agricole, 6.000 mq. di mais geneticamente modificato, prima nei campi di Colloredo di Monte Albano, poi in quelli di Vivaro. >>



Pordenone, “prosciutti San Daniele dop contraffatti”: 103 indagati. Sequestrati 270mila salumi.
Sotto inchiesta anche responsabili e impiegati del macello di Aviano, allevatori, prosciuttifici, ispettori del Consorzio di tutela. Sedici posizioni segnalate ad altre procure. La Procura ipotizza anche truffe per ottenere un contributo previsto dal piano di sviluppo rurale della Comunità europea di 400mila euro, e per incassare ulteriori contributo per 520mila euro. >>