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REWE ENTRA IN CONAD. DELHAIZE PUNTA SU ESSELUNGA

I tedeschi entrano come nono socio nel consorzio italiano, aprendo uno scenario nuovo nel mondo della GDO. In Billa e Standa più prodotti biologici italiani. Esselunga: avanzano i belgi di Delhaize Il panorama della grande distribuzione organizzata italiana, sottoposta in questo anno difficile alla grave pressione di una crisi che erode fatturato e margini, sta cambiando con rapidità sorprendente. Sono proprio la contrazione dei volumi, con il mutamento genetico dei consumatori di casa nostra, e il drastico calo degli utili a spingere i giganti della Gdo italiana a cambiare volto, cercando nuove strategie e alleanze per garantirsi ancora un futuro.
"Giganti" tra le mura amiche, ma piccoli in Europa e piccolissimi nel mondo (basti pensare che la sola Wal-Mart americana fattura tanto quanto tutta la grande distribuzione italiana) e quindi assolutamente incapaci a resistere, da soli, a un attacco esterno. E´ questa la logica che ha portato all´ultimo accordo destinato ad avere forti ripercussione sul mercato nazionale: quello tra Conad e Rewe. Il gruppo tedesco, secondo in Europa nel settore, con i suoi 40 miliardi di euro di fatturato nel 2003, ha aderito al consorzio italiano attraverso la sua controllata Rewe Italia Spa, diventando così il nono socio di Conad. Il patto con i tedeschi - che in Italia operano con i marchi Standa, Billa e i discount Penny - per ora si limita a produrre cicli virtuosi negli acquisti e nella logistica, ma non può sfuggire un dato significativo: sia Conad che Rewe (così come Le Clerc, l´altro alleato del consorzio italiano nella gestione degli ipermercati) sono società cooperative, nate e cresciute con le stessa cultura aziendale della tutela dei soci-imprenditori e dei consumatori. «Il nostro fine non è il profitto annuale conseguito per valorizzare la società in Borsa, come è naturale che sia per le grandi aziende della Gdo quotate nei vari listini internazionali - spiega Frank Hensel, amministratore delegato di Rewe Italia Spa - Anche per questo Conad rappresenta per noi l´alleato ideale in Italia. Noi rispondiamo prima ai nostri soci che al mercato azionario». Queste prime sinergie fanno pensare a uno sviluppo, non così lontano nel tempo, di una strategia che porterà alla creazione di una centrale europea di acquisto che comprenderà le più grandi cooperative del Vecchio Continente. «Ma per adesso fermiamoci qui - sottolinea Camillo De Berardinis, vice presidente e amministratore delegato di Conad - Con Rewe abbiamo fatto un primo passo che porterà a significativi risparmi negli acquisti e nella logistica. Non creeremo una nuova super centrale per gli acquisti, tanto per intenderci, ma intendiamo sicuramente razionalizzare l´esistente». In sostanza, i marchi resteranno autonomi, così come le scelte commerciali, ma sicuramente questo è un primo passo che prelude a scenari più interessanti. Intanto Conad e Rewe Italia si attestano, oggi, al 12% del mercato e le due catene potranno, tra breve, sviluppare operazioni sinergiche per rafforzarsi nelle rispettive zone deboli, senza farsi concorrenza, ma anche senza pensare a fusioni o acquisizione di centri. «Esiste, questo sì, un diritto di prelazione tra i soci - spiegano Hensel e De Berardinis - ma nulla più». A prima vista, però, l´ingresso di Rewe, che fino a ieri in Italia deteneva una quota di mercato vicina al 2,5%, potrebbe danneggiare l´industria e i fornitori in generale, vista l´aumentata capacità di contrattazione. «Noi invece pensiamo - replica De Berardinis - che questa sia una opportunità nuova per i nostri fornitori. E´ vero che noi miglioreremo i margini di acquisto, ma è anche ancor più esatto che potremo aprire nuovi mercati all´industria alimentare italiana. Così come abbiamo fatto con Le Clerc, che oggi in Francia distribuisce la nostra linea "I sapori del gusto" con un notevole successo in termini di vendite. Tanto che stiamo per lanciare una campagna "Viva l´Italia 2" per sostenere ancor di più il progetto. E questo francese, così come accadrà con Rewe, era un mercato che i nostri fornitori raggiungevano con difficoltà». L´apertura dei canali esteri è confermata anche da Rewe Italia: «Abbiamo 200 prodotti biologici a marchio proprio in vendita nelle nostre catene. Fino a oggi, abbiamo acquistato solo referenze austriache e tedesche, ora contiamo finalmente di integrare l´offerta con prodotti italiani». In attesa che l´accordo Conad-Rewe, che sarà presentato oggi in Centromarca, muova i primi passi sul mercato, il mondo della Gdo italiana resta in fibrillazione per le voci di cessione su Esselunga. La trattativa tra Bernardo Caprotti, presidente e proprietario del gruppo, e Wal-Mart sembra segnare il passo, forse anche per i risultati molto negativi ottenuti dal gruppo americano nella sua esperienza tedesca. Si registra un nuovo tentativo di Coop, tramite Unipol, ma, in realtà, la trattativa più avanzata sarebbe quella con il gruppo belga Delhaize, intenzionato a rafforzarsi di nuovo sul Continente, dopo aver puntato molto, e con successo, negli Stati Uniti. Il vero nodo del contendere non sarebbe, ora, quello della valutazione del marchio Esselunga, bensì quella del patrimonio immobiliare.


giovedì 2 dicembre 2004


News

Il Parlamento europeo mette al bando Monsanto. L’azienda produttrice del RoundUp ha rifiutato di partecipare a un’audizione sull’erbicida glifosato.
I rappresentanti di Monsanto non possono più entrare al Parlamento europeo, dopo che la multinazionale statunitense ha rifiutato di partecipare alle audizioni su “I Monsanto Papers e il glifosato”, organizzate dalle commissioni ambiente e agricoltura per l’11 ottobre, in merito alle accuse secondo cui Monsanto, produttrice del RoundUp, avrebbe indebitamente influenzato le decisioni delle autorità regolatorie sui rischi dell’erbicida glifosato. >>



Veneto, i veleni della fabbrica nel sangue dei residenti.
Miteni Spa a Trissino. La «guerra dei Pfas» tracima i confini e diventa istituzionale e politica. Botta e risposta tra il governatore Zaia e la ministra Lorenzin. In 79 Comuni nelle province di Verona, Vicenza e Padova, 250 mila contaminati. La “guerra dei Pfas” tracima oltre i confini del Veneto. E diventa istituzionale, politica, ma soprattutto sui risarcimenti. Le sostanze perfluoro alchiliche (Pfas) hanno già avvelenato il sangue di più di 250 mila residenti in 79 Comuni fra le province di Verona, Vicenza e Padova. E come certificato dalla relazione dei carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Treviso fin dal 1990 la Miteni Spa a Trissino inquinava il suolo nell’impianto e il vicino torrente Poscola. >>



Nuovo scandalo negli Usa: la guerra sporca di Monsanto al biologico.
Un piano ben orchestrato e finanziato per attaccare il biologico, screditarlo, istillare nei consumatori la sensazione che sia un bluff. È quello messo in atto nel 2014 dai dirigenti di Monsanto, il principale fornitore mondiale di pesticidi e di semi geneticamente modificati. Lo scandalo, emerso in questi giorni, descrive come – ancora una volta – le multinazionali abbiano messo le mani sulla scienza per i loro poco confessabili interessi. >>