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Sicilia Coldiretti «Comuni e Provincia dicano no alle produzioni Ogm»

I dirigenti e i tecnici della Coldiretti di Catania si sono riuniti per esaminare il decreto sugli Ogm (Organismi Geneticamente Modificati) approvato nei giorni scorsi e pubblicato lo scorso 29 novembre (con il quale viene demandato alle Regioni la fissazione dei parametri e dei criteri per la "coesistenza" degli Ogm) ed hanno ribadito ancora una volta la grande preoccupazione delle imprese agricole e dell'organizzazione per la possibile introduzione degli Ogm sul nostro territorio.
L'ulteriore approfondimento della delicata tematica «ha convinto i partecipanti che il passaggio agli Ogm è dettato solo da motivi speculativi e di forte interesse economico, per i quali le multinazionali ed alcuni "potentati" cercano di carpire la buona fede di alcuni sprovveduti per introdurre nuovi metodi colturali e produttivi che, purtroppo, vanno certamente ad affossare le nostre produzioni tipiche, tradizionali e di qualità a totale discapito dei nostri produttori (già fortemente penalizzati dalla concorrenza incontrollata e sleale) e dei consumatori (che hanno il diritto di essere salvaguardati in materia di naturalezza e di sicurezza alimentare)». Per questo, nel corso della riunione, è stato espresso apprezzamento per le decisioni adottate dai Comuni di Caltagirone, Palagonia, Calatabiano, Mineo, Nicolosi, Biancavilla, ed altri che hanno già deliberato o si accingono a farlo, ed è stato deciso di reiterare l'invito ai sindaci ed ai presidenti dei Consigli, dei Comuni che non hanno ancora dato riscontro alla richiesta, formulata nel morzo scorso dalla Coldiretti, di "investire" i relativi consessi comunali per deliberare l'auspicata dichiarazione dei rispettivi territori "liberi da Ogm". Altrettanto sarà fatto con la Provincia Regionale di Catania. Hanno già aderito 14 Regioni, 27 Province e circa 1800 Comuni. Tratto da "la Sicilia.it"


martedì 7 dicembre 2004


News

Covid e biologico: il 73% delle aziende in crisi a causa della pandemia.
Per oltre due aziende su tre del settore biologico la possibilità di reggere alla crisi economica sopraggiunta a causa dell’emergenza sanitaria è di massimo tre mesi. È questo uno dei primi dati dell’analisi voluta e sviluppata dalle tre maggiori organizzazioni del comparto, Aiab, FederBio e Assobiodinamica, a partire da una proposta della Fondazione italiana per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica (FIRAB), per rilevare l’impatto della pandemia da Covid19 sul biologico. >>



Coronavirus, 5,7 mln di litri di latte al giorno dall’estero
Ogni giorno 5,7 milioni di litri di latte straniero attraversano le frontiere e invadono l’Italia con cisterna o cagliate congelate low cost di dubbia qualità in piena emergenza coronavirus, proprio mentre alcune aziende di trasformazione cercano di tagliare i compensi riconosciuti agli allevatori italiani, con la scusa della sovrapproduzione. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati del Ministero della salute relativi ai primi quindici giorni del mese di marzo 2020 sui flussi commerciali dall’estero in latte equivalente. Bisogna fermare qualsiasi tentativo di speculazione sui generi alimentari di prima necessità come il latte che – sottolinea la Coldiretti – nell’ultima settimana di rilevazione sui consumi ha registrato un balzo del 47% degli acquisti da parte delle famiglie, sulla base dei dati IRI che evidenziano anche l’aumento degli acquisti di formaggi, dalla mozzarella (+35%) al Grana Padano e Parmigiano Reggiano (+38%). >>



Accordo con Gottardo blocca la «marcia dei 100» di Tigotà
Guerra tra Poveri. Padova e Broni (Pavia), vittoria dei lavoratori della logistica. Gli addetti - spinti dalla proprietà - avevano protestato contro il picchetto Cobas dei facchini Qualcuno aveva addirittura scomodato il paragone con la marcia dei 40mila a Mirafiori. La lotta dei lavoratori della logistica Gottardo di Padova e Broni era stata messa in secondo piano dalla contro manifestazione di un centinaio di lavoratori dei Tigotà catena di negozi di cosmetici e per la casa che protestavano contro i blocchi che impedivano lapprovvigionamento dei punti vendita della stessa proprietà per la movimentazione merci. Per fortuna tutto si è concluso ieri con l’accordo siglato alla prefettura di Pavia con cui i sindacati Adl e Si Cobas portano a casa gran parte delle loro richieste che hanno fatto partire la mobilitazione dei facchini e da lunedì riporterà alla normalità il lavoro dei negozi Tigotà. E si spera zittisca anche la spirale mediatica che aveva alimentato lo scontro fra poveri. >>