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AGRICOLTURA, “La crisi viene da lontano”

Quaranta (Prc) analizza l’attuale momento di uno dei settori più importanti dell’economia calabrese.
CATANZARO. “Ormai la crisi che affligge il settore agricolo è sotto gli occhi di tutti. E non si tratta di una crisi dovuta a una calamità naturale o ad una contingenza momentanea, si tratta di una crisi organica che ha pesanti ripercussioni sulla tenuta stessa del settore. Le cause sono molte e interconnesse, ma vengono sicuramente da lontano”. Lo sostiene il segretario provinciale del Partito della Rifondazione Comunista di Catanzaro, Francesco Quaranta, secondo il quale in questo contesto di crisi “un ruolo importante lo ha avuto la politica agricola comunitaria (Pac) che, dopo aver devastato il tessuto rurale facendo si che decine di migliaia di piccoli agricoltori abbandonassero la loro terra, con il disaccoppiamento sta dando il colpo di grazia a ciò che è rimasto. Infatti, con il pagamento di contributi comunitari non più legati alla produzione (disaccoppiamento), oltre che legittimare le frodi compiute, si creerà una cristallizzazione del settore a favore delle grandi aziende che vivono di rendita e manderà del tutto in crisi tutte quelle piccole e medie aziende che finora hanno tentato di rimanere attive, accelerando così l’abbandono del territorio e impedendo di fatto il già misero ingresso di giovani in agricoltura” Quaranta, che indica nella valorizzazione dei prodotti di qualità la strada da seguire per rilanciare il comparto, ritiene “urgente ed inderogabile intervenire in modo organico, ripartendo da chi lavora in agricoltura, da chi ha intenzione di produrre con serietà e in modo veramente sostenibile, sostenendo tutte quelle produzioni tipiche e di eccellenza che il nostro territorio può produrre, ma questo deve avvenire non attraverso una distribuzione a pioggia dei finanziamenti ma sostenendo la ricerca e la cooperazione, quella vera, tra le realtà produttive. Occorre inoltre - secondo l’esponente del Prc -impedire che l’Italia diventi campo di sperimentazioni per le multinazionali che stanno facendo pressioni a tutti i livelli per contaminare la nostra agricoltura con i loro prodotti Ogm. Rispetto a questi problemi è necessario che nel centrosinistra ci sia una chiara presa di posizione - conclude Quaranta - smettendo di considerare il settore agricolo un pozzo senza fondo dove attingere voti ma un settore strategico e vitale per la Calabria”. Tratto da il "Giornale di Calabria"


martedì 7 dicembre 2004


News

Ammazzarsi non è la soluzione.
Giovanni Viola, trentenne, si è impiccato nella sua azienda agricola. Giovanni era sposato, era padre di un bambino, era un produttore agricolo capace, era una brava persona che non accettava la situazione economica in cui era precipitato. Per tutto questo non ha retto. Le brave persone non fanno mai del male agli altri, non ci riescono, e per questo ieri dopo pranzo si è recato nella sua azienda e li ha compiuto l’ultimo atto - assurdo e per nulla condivisibile - della sua breve vita. Siamo alla resa dei conti, quello di ieri non è il gesto disperato di un singolo. NO! Vittoria sta vivendo la crisi economica e sociale più ampia della sua storia recente. Migliaia di titolari di aziende agricole, artigianali e commerciali si trovano nelle stesse condizioni economiche e psicologiche in cui si trovava Giovanni. Nessuno ha compreso quanto sia ampio il livello di disperazione di questa terra. Quella di ieri è solo una piccola frazione della punta dell’iceberg che ci sta venendo addosso. Il rischio, che va subito contrastato è l’emulazione. Togliersi la vita non è la soluzione. >>



SOLIDARIETA' AL POPOLO MAPUCHE!
“Operazione Uragano”. È il nome che i carabinieri cileni hanno scelto per un’azione repressiva contro 8 leader del popolo mapuche, il popolo “originario” che da secoli lotta per la sua terra. Gli 8 erano stati arrestati, in via preventiva, per associazione terroristica, accusati di aver prodotto attacchi incendiari. >>



Le Ong possono chiedere il riesame delle autorizzazioni agli OGM, perché ambiente e salute sono connessi. Il Tribunale dell’Ue dà torto alla Commissione.
Il Tribunale dell’Ue ha annullato la decisione con la quale la Commissione europea aveva respinto la richiesta di un’organizzazione non governativa, la TestBioTech, volta ad ottenere il riesame dell’autorizzazione all’immissione in commercio di prodotti contenenti soia geneticamente modificata. La richiesta dell’Ong era stata avanzata sulla base di un regolamento dell’Unione che consente alle organizzazioni non governative di partecipare ai processi decisionali in materia ambientale, il cosiddetto “regolamento di Aarhus”. La Commissione Ue aveva obiettato che gli aspetti legati alla valutazione sanitaria degli alimenti o dei mangimi OGM non potevano essere esaminati nel contesto del regolamento di Aarhus, dal momento che tali aspetti non riguardavano la valutazione dei rischi ambientali, bensì il settore della sanità. >>