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Ceta, da oggi in vigore il trattato di libero scambio Ue-Canada. Le misure principali.

L'accordo prevede l'eliminazione del 98% dei dazi presenti. Per l'Italia tutela rafforzata per 41 prodotti: dal prosciutto di Parma alla Mozzarella di Bufala Campana. Le critiche di Coldiretti e Greenpeace: "Regalo anche alle grandi lobby". Calenda: "No a spinte protezionistiche". Per il via libera definitivo serve l'ok del Parlamento. Il 26 settembre il testo al Senato. MILANO - Entra in vigore oggi in via provvisioria il Ceta, il trattato di libero scambio tra Unione Europea e Canada. L'accordo, per essere pienamente operativo dovrà essere ratificato dai singoli Parlementi. In Italia il testo arriverà nell'aula del Senato il prossimo 26 settembre.
sabato 23 settembre 2017
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Il governo italiano, nel totale silenzio mediatico, ha approvato il CETA.

Oggi (30/05/2017) il premier canadese Justin Trudeau si trova in visita a Roma. Come al solito, sui media nazionali e sui Tg la notizia verrà trattata come un fatto di folklore: gli abiti della first lady, la visita ai monumenti, le solite dichiarazioni di facciata sul terrorismo. Il quotidiano La Repubblica ha già cominciato con un articolo che lo ritrae in una foto con la maglietta di Francesco Totti. Aprite l’articolo in questione e cercate nel testo la parola “Ceta”: nessun risultato. Non è un caso.
venerdì 22 settembre 2017
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Sentenza pro-OGM della Corte europea ma il divieto in Italia permane.

La burocrazia e la giustizia dell’UE hanno tempi fuori dal tempo. Il 13 settembre 2017 la Corte di giustizia europea ha emesso una sentenza sul Regolamento europeo del 2003 che regolamenta l'autorizzazione e la commercializzazione degli organismi geneticamente modificati e che, esplicitamente, consente ai Paesi membri di adottare misure emergenziali qualora siano presenti ed attuali gravi rischi per la salute umana e animale o, in generale, per l’ambiente. Tale Regolamento ha permesso a molti Paesi dell’UE, tra cui l’Italia, di vietare la coltivazione di mais OGM.
lunedì 18 settembre 2017
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Palestina: l’ONU traccia un bilancio drammatico di 50 anni di occupazione israeliana.

L’agenzia delle Nazioni Unite su commercio e sviluppo ha misurato gli effetti della militarizzazione, dell’espansione degli insediamenti dei coloni e delle restrizioni commerciali: la ricchezza procapite è rimasta ferma ai livelli del 1999 e a Gaza un giovane su due è senza lavoro. Nel 2017 l’occupazione israeliana dei Territori palestinesi compie cinquant’anni. L’agenzia delle Nazioni Unite UNCTAD (United Nations Conference on Trade and Development) ha misurato gli effetti sulla West Bank -compresa Gerusalemme Est- e sulla Striscia di Gaza di quella che ha definito come la “più lunga occupazione della storia recente”. L’ha fatto in un dettagliato report (http://unctad.org/en/pages/PublicationWebflyer.aspx?publicationid=1845) presentato il 12 settembre a Ginevra.
giovedì 14 settembre 2017
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Ogm, la Corte Ue: "Stop solo se accertati rischi per la salute".

La sentenza della Corte di Giustizia: Stati e Commissione possono proibire la produzione solo se sono accertati pericoli per la popolazione o per l'ambiente.
mercoledì 13 settembre 2017
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Sta per scoppiare una nuova bolla?

All’indomani del 2007 l’impegno solenne era stato quello di chiudere una volta per tutte il casinò finanziario e di ridurne potere e influenza. Non solo non è stato fatto, ma oggi ci troviamo in una situazione probabilmente peggiore. Lo scoppio di una nuova bolla non sembra essere questione di “se” ma di “quando”. Le banche centrali hanno immesso migliaia di miliardi nella speranza di fare ripartire l’economia dopo la crisi esplosa dieci anni fa. Una montagna di liquidità usata soprattutto per acquistare titoli di Stato. Se questo può avere aiutato l’Italia a ridurre lo spread e a gestire il proprio debito pubblico, un effetto non secondario è stato quello di spingere al rialzo la quotazione delle obbligazioni private, anche perché negli ultimi anni la BCE ha comprato direttamente titoli di alcune delle maggiori multinazionali europee.
domenica 10 settembre 2017
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L’apartheid climatico e i media.

È giunto il momento di parlare del cambiamento climatico che rende disastri come Harvey catastrofi umane. In tv dicono che questo tipo di precipitazioni non ha precedenti. Che nessuno l’avesse previsto, e come quindi nessuno potesse prepararsi adeguatamente. Quel che non sentirete è il motivo per cui eventi climatici del genere stiano avvenendo con tale regolarità. Ci è stato detto che non si vuole “politicizzare” una tragedia umana, il che è comprensibile. Ma ogni volta che fingono che un disastro meteo sia una punizione divina, i giornalisti prendono una decisione altamente politica. Si vuole evitare controversie e non dire una scomoda verità. Perché la verità è che questi eventi sono stati previsti da tempo dagli scienziati del clima.
domenica 10 settembre 2017
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Gli orrori libici: fosse comuni per i migranti uccisi in viaggio.

Soccorritori avvisati solo per ricomporre le vittime. E l’Ong Moas ferma i salvataggi in mare. Quando negli uffici della Mezzaluna Rossa squilla il telefono non scatta nessuna corsa contro il tempo. Sanno già di cosa si tratta. «Cadaveri da ricomporre, non c’è nessuno da soccorrere». Va avanti così da mesi. Gli operatori sono stati addestrati per salvare vite, ma in Libia è sempre troppo tardi. Alle volte li restituisce il mare, altre vengono scoperti per caso in una buca di sabbia. «Spesso non si riesce neanche a capire se si tratta di migranti uccisi dagli scafisti, di combattenti eliminati nei regolamenti di conti tra bande di paramilitari, oppure entrambi i casi», spiega una fonte locale.
sabato 9 settembre 2017
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¿DÓNDE ESTÁ MALDONADO?

Lo scorso primo agosto a Cushamen, in Patagonia, durante una manifestazione per la liberazione di Facundo Jones Huala, leader riconosciuto dei Mapuche, viene fatto sparire un attivista ventottenne originario di Buenos Aires. Si chiama Santiago Maldonado e per l’Argentina torna lo spettro della desaparicion forzada.
sabato 2 settembre 2017
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Giù le mani dalle nostre terre in Patagonia: i mapuche sfidano Benetton.

Un gruppo di nativi rivendicano il possesso delle terre ancestrali. Ma Benetton replica, non indigeni, ma immigrati dal Cile. Forse, quando decisero di acquistare dei vastissimi appezzamenti di terreno in Patagonia, i Benetton non ricordavano un film del 1974 diretto da Hector Olivera e tratto da un romanzo di Osvaldo Bayer. Il film si chiamava ''La Patagonia rebelde'' (parlava di ribellioni sindacali) e non ci vuol molto a capirne la traduzione italiana che sottolinea lo spirito di una terra che da secoli si è sentita oppressa e sfruttata e che, quando ha potuto, ha tentato di rialzare la testa, di ribellarsi, appunto. Come accaduto a Buenos Aires, con la manifestazione seguita alla scomparsa di un atticista mapuche, Santiago Maldonado.
sabato 2 settembre 2017
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