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Padova - Continua a tappe forzate il cortocircuito della giunta di centrosinistra di Padova sul progetto del Distretto di Economia Solidale:
Dopo avere comunicato ai promotori del Distretto di Economia Solidale che il D.E.S. non vedrà la luce, nonostante Agenda 21 ed un anno e mezzo di incontri con dirigenti e tecnici del settore edilizia pubblica sullo stato dei lavori di messa in sicurezza dell'area preposta allo scopo, la giunta di centrosinistra accelera la decisione unilaterale formalizzando in Consiglio Comunale una delibera che nella sostanza riporta l'edificio di Corso Australia da destinazione DES a magazzino comunale (!).
giovedì 20 maggio 2021
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La politica regala il biologico italiano alla Coldiretti. Appello di Altragricoltura alla società civile.
“Solo in Italia poteva accadere che in una delle poche iniziative parlamentari della legislatura, il Parlamento consegnasse letteralmente un intero settore del nostro patrimonio agroalimentare ad una sola organizzazione e solo in Italia può accadere che questa Organizzazione coincida nei fatti con un Organizzazione Professionale” questo il commento con cui Gianni Fabbris (presidente onorario di Altragricoltura e portavoce dell’Alleanza Sociale per la Sovranità Alimentare) ha commentato il voto quasi unanime con cui il Senato ha adottato il provvedimento tanto atteso sul biologico.
giovedì 20 maggio 2021
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Emergenza Gaza
Care/i amiche/i di Gazzella onlus,
la popolazione di Gaza è nuovamente sotto attacco israeliano, il quarto in dieci anni. i bombardamenti hanno causato, al 18 maggio, 1500 feriti e 224 morti dei quali 63 bambini. Sono state bombardate case, centri sanitari di prima assistenza, scuole ed uffici governativi, compreso il Ministero della Salute.
Siamo in continuo contatto con i nostri parteners di Gaza e non abbiamo notizia del ferimento o dell'uccisione di nessuno dei bambini assistiti da Gazzella.
mercoledì 19 maggio 2021
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L’Europa chiede più bio, ma per farlo servono i semi giusti, non quelli delle multinazionali.
Secondo la Fao negli ultimi 100 anni, è scomparso il 75% delle specie vegetali impiegate in agricoltura. Tra le principali cause della perdita di biodiversità troviamo l’uso di poche varietà vegetali che vengono coltivate su terreni sempre più estesi. L’altro elemento su cui riflettere è che il 60% dei semi venduti in tutto il mondo proviene da quattro aziende, che a loro volta producono pesticidi e concimi impiegati nell’agricoltura industrializzata. Questo modello ha dimostrato di avere effetti negativi sulla biodiversità agricola, ma anche su ambiente e salute umana. Parte delle sementi utilizzate non è “riproducibile” oppure l’auto-riproduzione a cura dell’agricoltore non risulta interessante perché instabile e poco produttiva.
lunedì 17 maggio 2021
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SENZ’ACQUA NON C’È VITA. LA CRISI E LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA NEL MONDO.
Vuoi lasciare alle future generazioni un mondo disastrato? Tutto ciò che devi sapere per capire, fermare o affrontare questa catastrofe. Cambiamento climatico. Intervista a Birame Boye, dottore in chimica-fisica applicata all’ambiente e nei trattamenti di acque per processi di ossidazione avanzata. (di Katia Novella Miller)
Lettura lunga / Intervista. Birame Boye si è formato come ingegnere chimico e tecnologo presso l’Università di Ivanovo, nell’Unione Sovietica, e ha approfondito i suoi studi nell’l’Università di Parigi XII Val de Marne, presso lo EIER in Burkina Faso, l’EPFL di Losanna in Svizzera e presso l’Università di Barcellona, dove ancora oggi lavora come ricercatore.
Attualmente Birame Boye si dedica anche allo studio di soluzioni tecnologiche sostenibili ai problemi ambientali, dell’acqua e alle energie rinnovabili. E’ direttore generale del Consorzio Eco e Verde MBI GREEN CONSORTIUM, con sede nella città di Barcellona, specializzato in trattamenti dell’acqua (potabilizzazione e disinfezione eco e sostenibile senza prodotti chimici aggiunti), di effluenti liquidi (acque residuali) e solidi urbani, industriali e ospedalieri (RSU, RSI e RH) e in energie rinnovabili, sempre sotto l’opzione zero residui, zero emissioni, zero scariche/discariche e con una visione circolare dell’economia.
Grazie Birame per averci concesso questa intervista nel corso della quale vorremmo approfondire un tema estremamente delicato che riguarda assolutamente tutti, tutti i continenti, tutti gli esseri viventi: la crisi e la privatizzazione dell’acqua.
Il nostro pianeta è pieno d’acqua, ma non è una risorsa illimitata. E inoltre, anche se il nostro mondo è ricco di questa risorsa, non tutta l’acqua è atta al consumo umano, vero?
BIRAME BOYE: ”E’ vero che viviamo circondati dall’acqua. E’ come se il mondo fosse un’isola o un gruppo di isole con fiumi, laghi e mari dentro l’oceano (o degli oceani). Noi percepiamo questa enorme quantità d’acqua come un’infinità davanti al nostro piccolo occhio e la nostra infima persona e abbiamo la sensazione che è inesauribile, illimitata. Ma la verità è che non lo è. Dell’immensità d’acqua che percepiamo, meno dell’1% è potabile e direttamente consumabile appena lo 0,025%; di questa percentuale, una ridotta quantità è alla portata di coloro che veramente ne hanno bisogno. Inoltre non soltanto l’acqua potabile è scarsa, ma anche quel poco che è raggiungibile è sotto un tale stress che è necessaria molta attenzione per il prossimo futuro se vogliamo evitare mali ancora peggiori di quelli che stiamo vivendo già ora”
KNM: Attualmente si calcola che il 55% della popolazione mondiale soffre di carenza idrica (scarsità d’acqua). E’ dovuto all’esigua quantità d’acqua potabile nel mondo, è questo il punto?
BIRAME BOYE: ”Probabilmente più del 55% della popolazione mondiale soffre di carenza idrica se si tiene conto che, purtroppo, in molti posti del pianeta l’acqua esistente è inadatta al consumo umano. In realtà esiste meno acqua di quanto pensiamo. Possiamo chiaramente capirlo se teniamo conto che molti nativi di paesi con acqua potabile stanno rimanendo senza la possibilità di consumarla direttamente, sia per la mancanza di mezzi di sfruttamento e trattamenti adeguati, sia per l’accaparramento da parte dei più ricchi, sia per la contaminazione provocata dalle attività industriali (che solitamente è anch’essa accaparramento)”.
KNM: Secondo IAGUA Spagna nel nostro pianeta ogni persona consuma 50 litri d’acqua al giorno. Logicamente si tratta di una quantità che non corrispondende alla realtà perché nel mondo ci sono aree che consumano di più e altre di meno. Quali sono?
BIRAME BOYE: ”Sicuramente hanno fatto un media mondiale globalizzando i dati in un determinato momento. La media che qui vediamo può essere di paesi con più mezzi economici, ma perfino nei paesi definiti ‘sviluppati’, il consumo è enorme in alcuni strati sociali, fino a 200 o 150 litri 1persona/al giorno, mentre in altre classi meno ricche è molto più basso. Ma disgraziatamente sono molti i paesi in cui il consumo giornaliero d’acqua è di circa 15 litri al giorno o meno e soltanto se riescono a trovare questa preziosa risorsa. Stiamo parlando dei paesi desertici e/o sotto condizioni estreme di siccità e dei così detti ‘paesi in sviluppo’ o con mezzi economici ridotti, perché ora tutto è una questione di denaro. Lo è così tanto che in alcuni luoghi del mondo un consumo di 2.500 litri giornalieri per abitante è considerato un lusso e non uno sperpero e una stravaganza”.
sabato 15 maggio 2021
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L’ALLARMANTE SISTEMA DI CREDITO SOCIALE CINESE E L’AUMENTO DEL CONTROLLO NEL MONDO.
Verso stati dittatoriali di sorveglianza. (di Katia Novella Miller).
REPORTAGE / Lettura lunga. Quanto vali? Socialmente oggi dipende molto da quanto denaro hai. Infatti la risposta legale, per assicurazioni, tribunali e via dicendo, potrebbe basarsi sulla quantità di soldi che guadagni, il tipo di lavoro che svolgi, il prezzo delle tue pertenenze o, emozionalmente, su quanto ti ama la tua famiglia. Ma nel prossimo futuro, potresti essere valutato in un modo diverso e il TUO COMPORTAMENTO ONLINE molto probabilmente sarà il fattore principale. In altre parole, il consueto criterio economico e finanziario delle ultime decadi – SOLDI – potrebbe smettere di essere il fattore principale. E la domanda ‘quanto vali?’ potrebbe diventare: sei un buon cittadino e quindi una buona persona? Perciò, se il denaro già oggi rappresenta una cattiva, ingiusta ed immorale misura che privilegia pochi, puoi essere sicuro che le cose possono peggiorare.
Semplicemente immagina un mondo in cui il tuo valore è deciso sulla base di quel che comperi nei negozi e online, dove ti trovi in ogni momento, chi sono i tuoi amici, come interagisci con loro, quante ore spendi guardando programmi in internet o giocando ai video games, che articoli leggi, che bollette o tasse paghi o non paghi. In molti paesi ‘avanzati’ non è difficile immaginare questo scenario perché molto di tutto ciò già avviene grazie a tutti quei social media di raccolta d’informazione, come Google, Facebook e Instagram. Ma ora immagina un sistema in cui tutti questi comportamenti sono valutati come positivi e negatvi e poi distillati in un singolo numero secondo regole fissate dal governo che produrrà poi il tuo punteggio come cittadino e dirà a tutti se sei una persona affidabile. Questo è esattamente quel che sta succedendo in Cina.
Il governo cinese ha deciso di creare un ‘Sistema di Credito Sociale’ per incrementare la ‘fiducia’ nel paese e costruire una cultura della ‘sincerità’. Ora è nella fase sperimentale ma dal 2020 sarà obbligatorio. E’ disegnato per raggiungere ogni aspetto dell’esistenza, sia online che nella vita reale. Il Sistema di Credito Sociale cinese controlla il comportamento consumeristico, la condotta nei social networks e le infrazioni nel mondo reale. Il comportamento e le azioni dei cittadini sono poi integrati in un singolo, algoritmicamente determinato punteggio di ‘sincerità’ che è ricevuto da ogni cittadino cinese, un indice numerico della loro affidabilità e virtù che determinerà le opportunità che gli saranno offerte, le libertà di cui potrà godere e i privilegi che gli saranno assicurati. Le classificazioni saranno pubbliche e usate per determinare l’elegibilità per prestiti, mutui, per un posto di lavoro, per comperare un biglietto aereo o del treno, per la scelta delle scuole a cui potranno andare i propri figli– e perfino determinerà l’opportunità di incontri amorosi.
sabato 15 maggio 2021
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"LA GOFFA RETROMARCIA DEL COMUNE di PADOVA. BERTA NON HA ANCORA CASA. BERTA VIVE!
Chi governa Padova evidentemente fa fatica a riconoscere il valore delle pratiche di mutualismo e di cura degli spazi urbani. Ragione di più per allargare e rafforzare la Rete di chi si impegna per promuovere la cultura e le pratiche legate ai beni comuni e agli usi civici.
Condividiamo il comunicato di Berta - Casetta del Popolo:
giovedì 13 maggio 2021
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125 ANNI DI SGOMBERI: DICHIARAZIONE ICAHD - International Alliance of Inhabitants SULL'ASSALTO ISRAELIANO ALLA PALESTINA OCCUPATA.
ICAHD E IAI CHIEDONO LA FINE IMMEDIATA DI TUTTE LE DEMOLIZIONI DELLE CASE, DEGLI SFRATTI E DELLA PIANIFICAZIONE DISCRIMINATORIA. FACCIAMO SENTIRE LE NOSTRE VOCI AI POPOLI E AI GOVERNI!
Nelle ultime settimane, la polizia e i paramilitari israeliani, insieme a gruppi violenti di coloni, hanno intensificato i loro attacchi contro i palestinesi di Gerusalemme. In particolare sono stati presi di mira i residenti di Sheikh Jarrah, che affrontano l'imminente sfratto da parte dei coloni israeliani, e i fedeli del Ramadan alla Moschea al-Aqsa e intorno alla Città Vecchia. Questi attacchi localizzati si sono ulteriormente intensificati in una campagna militare a tutto campo contro Gaza, totalmente assediata dal 2006 ma non disposta ad abbandonare i loro fratelli a Gerusalemme.
mercoledì 12 maggio 2021
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Le lobbies degli OGM tentano di rompere la diga. L’Europa decida da che parte stare.
Comunicato Stampa di Altragricoltura 2 maggio 2021
Per capire quale è la posta in gioco in questi giorni basta guardare alla mossa con cui l’UE fa retromarcia sulla questione degli NBT/NGT publicando uno studio sulle “nuove tecniche genomiche”, in cui suggerisce che l’attuale legislazione sugli OGM non è “adatta al progresso scientifico e tecnologico” delle nuove tecniche di modificazione genetica.
Un altro chiaro segnale di come le lobbies e le multinazionali siano all’attacco dello spazio “politico” dell’UE tentando di imporre la propria agenda e i propri interessi. Sarà, questo, il Lite Motiv di gran parte dei prossimi mesi con il tentativo di dipingere di “modernità, scienza, ecologia” le richieste sempre più arroganti della speculazione. Strategia tanto palese quanto facilitata dai ritardi, dalle debolezze e dalle contraddizioni con cui l’UE sta procedendo.
martedì 11 maggio 2021
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Quando i numeri ci indicano la via per cambiare l’agricoltura europea.
Eurostat ha pubblicato un aggiornamento dei dati con cui monitora l’andamento dell’agricoltura europea. Dalla loro lettura emergono elementi che vanno analizzati con più attenzione ma che, fin da subito, si mostrano di estremo interesse. Vediamo i più importanti e proviamo a contestualizzarli per una lettura critica che, potrebbe svelare qualche sorpresa.
Il valore totale della produzione agricola nel 2020 è stimato a 411,8 miliardi di euro, di cui circa la metà (52,8%) proviene da colture (di cui il 14,0% da ortaggi e piante orticole e l’11,2% da cereali) e poco meno di due quinti (38,6%) da animali e prodotti animali (di cui il 13,1% da latte e il 9,6% da suini). Il resto deriva da servizi agricoli e attività non agricole inseparabili.
Il reddito agricolo per unità di lavoro annuale (ULA) nell’UE è stato stimato inferiore dell’1,5% nel 2020 rispetto al 2019. Questo leggero calo a livello dell’UE include redditi agricoli inferiori in cinque dei sette maggiori produttori agricoli: Italia (-4,9 %), Paesi Bassi (-5,1%), Francia (-7,6%), Romania (-13,8%) e Germania (-14,6%, che rappresenta il tasso di diminuzione più netto tra gli Stati membri).
La maggior parte degli Stati membri, tuttavia, ha registrato aumenti di questo indice nel 2020. I maggiori rialzi sono stati in Lituania (+30,2%), Croazia (+13,2%), Spagna (+13,0%) e Ungheria (+11,6%).
martedì 11 maggio 2021
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