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Amazon è il simbolo dello spreco capitalista.

Quest’anno il Prime day di Amazon è stato il 21 e 22 giugno. Mentre i mezzi d’informazione hanno regalato al monopolista del commercio elettronico mondiale una valanga di pubblicità gratis – informando i lettori sui grandi affari che avrebbero potuto fare in quei due giorni comprando articoli scontati su Amazon (a volte inserendo perfino i link agli acquisti) – il canale britannico Itv News ha mandato in onda un servizio che ha spinto il pubblico a pensarci due volte prima di abbandonarsi al consumismo. Nell’inchiesta di Itv News il corrispondente Richard Pallot ha rivelato che il magazzino di Amazon a Dunfermline, nell’est della Scozia, distrugge ogni anno milioni di prodotti invenduti. Molti di questi prodotti non erano stati neanche tirati fuori dall’imballaggio.
martedì 13 luglio 2021
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Glifosato: la valutazione positiva dell’EFSA si basava su dati scientifici “accomodanti”.

Non affidabili 34 dei 53 studi di genotossicità, gli altri “parzialmente affidabili”. L’Ue si fida troppo della lobby dell’industria dei pesticidi. Il glifosato è il pesticida più utilizzato al mondo. L’esposizione agli erbicidi a base di glifosato è stata collegata ad alcuni tipi di cancro, nonché a effetti negativi sullo sviluppo e sul sistema ormonale. Nel 2015-2017 le ONG e il Parlamento europeo sono riusciti a ridurre l’autorizzazione al glifosato nell’Unione europea da 15 anni a 5 anni. Un risultato ottenuto grazie a una campagna che ha aumentato la consapevolezza sulla tossicità dei prodotti a base di glifosato, sui principali problemi alla base del sistema di autorizzazione dei pesticidi e su come esistono alternative al glifosato in agricoltura. Nel marzo 2019 quattro europarlamentari verdi hanno ottenuto una sentenza della Corte di giustizia in cui si afferma che l’EFSA dovrebbe pubblicare tutti gli studi (segreti) sui rischi di cancro del glifosato. L’ONG SumOfUs ha richiesto all’EFSA 54 studi di genotossicità e ha avviato un’azione di finanziamento pubblico per poter pagare scienziati indipendenti per lo screening di questi studi.
mercoledì 7 luglio 2021
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“Non voglio vederti fermo”. Amazon, le rivelazioni shock di 3 dipendenti italiani: “Viviamo in macchina, trattati come robot”.

Reportage di TPI dallo stabilimento Amazon in provincia di Rovigo. I lavoratori lamentano il monitoraggio continuo delle loro azioni: "Sono stato redarguito perché mi è cascata una penna". I sindacati confermano: "Le persone sono trattate da robot umani". L'azienda non ha fornito un alloggio a molti dipendenti, che si arrangiano come possono. Alcuni dormono in camper fuori dalla zona industriale e persino in macchina nei sacchi a pelo. L’uomo Amazon non cammina, non corre, l’uomo Amazon marcia. “La chiamano così, la marcia Amazon”, spiega una lavoratrice del BLQ1, nome in codice per lo stabilimento di quattro piani e 189 mila metri quadrati situato esattamente sul confine tra San Bellino e Castelguglielmo, due piccoli Comuni a poco più di venti chilometri da Rovigo, 2.500 anime in tutto nelle brume del Polesine. Carla (nome di fantasia) fa parte dell’esercito arruolato lo scorso 21 settembre, giorno dell’inaugurazione, “con circa 220 posti a tempo indeterminato”, puntualizza l’azienda, “a cui si aggiungeranno nelle prossime settimane quelli a supporto delle attività per il picco di Natale”.
sabato 3 luglio 2021
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Pioggia di cemento sulla risaia storica bolognese. #VanghePulite

Una ‘bomba di cemento’ potrebbe colpire l’ultima risaia storica nel bolognese. La minaccia proviene dal progetto di costruire un gigantesco polo logistico. Cittadini e ambientalisti protestano, anche attraverso una petizione, per sventare il disastro. I sedicenti paladini degli agricoltori – Coldiretti in primis – plaudono invece all’iniziativa, a fianco degli amministratori della cosa pubblica. #VanghePulite. Malalbergo, l’antica risaia del bolognese Una zona agricola di grande valore naturale ospita l’ultima risaia del bolognese, a Malalbergo, che risale alla prima metà del secolo scorso. Dai tempi in cui gli argini venivano scavati a mano ai giorni nostri, l’ultima raccolta del riso risale a ottobre 2020. L’area – soggetta a vincolo paesaggistico in quanto zona umida – è riconosciuta quale nodo ecologico complesso, ai sensi della c.d. direttiva habitat. Ed è perciò protetta, quale baluardo di biodiversità, nel contesto della Rete Natura 2000. (1)
venerdì 2 luglio 2021
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Cosa sta succedendo in India e perché dovremmo saperlo.

Non stupitevi se non lo sapete. Non stupitevi se un sistema di informazione fermo a contare le vittime italiane tra i morti di un qualsivoglia massacro non ve l’ha mai detto. Sono decine di migliaia i contadini che da 8 mesi (8 mesi!) sono accampati alle porte di Nuova Delhi, in India. A separarli dal resto della città, il filo spinato e le camionette della polizia. Forse sono meno pop dei Black Lives Matter, ma sono tanti, affamati e pronti a tutto. Cosa vogliono i contadini indiani? E perché dovrebbe interessarci? Dal colonialismo all’imperialismo in India I fatti, anzitutto. Quando, nel 1947, gli inglesi se ne andarono dall’India, arrivarono al loro posto gli americani. Finiva il colonialismo, iniziava l’imperialismo. L’India dell’epoca, arretrata e vessata dalle carestie, si ritrovò catapultata nella green revolution. In poche parole, vagonate di pesticidi e concentrazione di tutta la produzione su grano e riso, a discapito di tutte le altre forme di agricoltura. Un meccanismo che non ha solo fermato le carestie, ma che ha anche creato una sovrapproduzione. E, si sa, quando c’è sovrapproduzione c’è disuguaglianza.
giovedì 1 luglio 2021
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"MUCCA PAZZA L'UE REVOCA IL DIVIETO DI USARE NEGLI ALLEVAMENTI MANGIMI CON PROTEINE DI ORIGINE ANIMALE"

Durante l'epidemia di Covid 19 politici e commentatori televisivi all'unisono ribadivano che "....niente sarà più come prima!" intendendo di avere imparato la lezione che la natura, supersfruttata dal sistema di produzione capitalista, ci stava impartendo, beh in realtà tutto si sta velocemente riconfigurando peggio di prima: "MUCCA PAZZA L'UE REVOCA IL DIVIETO DI USARE NEGLI ALLEVAMENTI MANGIMI CON PROTEINE DI ORIGINE ANIMALE" L’Unione Europea ha deciso martedì 22 giugno di togliere il divieto di somministrare negli allevamenti mangimi a base di proteine animali, come prevedeva un provvedimento approvato anni fa dopo lo scandalo della mucca pazza. È quanto riferisce il Guardian in un lungo articolo dove sostiene che la modifica del regolamento entrerà vigore nel mese di agosto, nonostante il tentativo di opporsi da parte di una coalizione di parlamentari europei, guidata dai Verdi. La decisione è stata approvata da tutti gli Stati con l’astensione di Francia e Irlanda. Nell’alimentazione di bovini e ovini l’uso di proteine ​​animali trasformate (PAP) ricavate da carcasse di mammiferi, era stato vietato dall’UE nel 1994, dopo lo scandalo della mucca pazza (tecnicamente detta BSE, o encefalopatia spongiforme bovina).
martedì 29 giugno 2021
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Il glifosato danneggia il sistema immunitario degli insetti. La scoperta dei ricercatori americani.

Il glifosato danneggia direttamente il sistema immunitario degli insetti. Questo potrebbe spiegare perché il suo impiego è associato a catastrofiche morìe di api e non solo, e perché potrebbe avere conseguenze anche su specie pericolose per l’uomo. Il nesso tra scomparsa di insetti utili e uso di glifosato è stato dimostrato da tempo, ma finora c’erano state pochissime ricerche sul meccanismo attraverso il quale si esplicherebbe questo tipo di tossicità. Ora però uno studio pubblicato su PLoS Biology dai ricercatori della Johns Hopkins University di Baltimora dimostra che cosa succede, almeno su due specie di insetti il cui destino è strettamente intrecciato con quello dell’uomo: la tarma della cera Galleria mellonella, detta anche camola del miele, e la zanzara Anopheles gambiae, vettore del plasmodio della malaria.
domenica 20 giugno 2021
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L'ACQUA NON SI VENDE!

La battaglia per l’acqua pubblica va rilanciata alle amministrative e nel nuovo corso di Conte: resistiamo agli arrembaggi dei privati. Luigi Gallo Luigi Gallo Deputato M5S, già presidente Commissione Cultura POLITICA - 18 GIUGNO 2021 La battaglia per l’acqua pubblica va rilanciata alle amministrative e nel nuovo corso di Conte: resistiamo agli arrembaggi dei privati La battaglia per l’acqua pubblica va rilanciata alle amministrative e nel nuovo corso di Conte: resistiamo agli arrembaggi dei privati Dieci anni fa si è svolto il referendum per l’acqua pubblica, che ha sancito, con 27 milioni di Sì, la vittoria degli italiani e del bene comune sulla logica del profitto. Un risultato grandioso che parte da lontano, a cui si è giunti in seguito al cammino di ognuno di noi che ha partecipato ai comitati spontanei, ha subito intimidazioni, ha raccolto firme per la legge di iniziativa popolare e per il referendum. Non possiamo lasciare spazio alla delusione di fronte al blocco a tenaglia di partiti come il Pd e la Lega e a quello delle aziende dell’acqua, che analogamente a quanto accaduto con la vicenda Benetton per le autostrade, paventano richieste di risarcimenti miliardari.
sabato 19 giugno 2021
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NON E' STATO UN INCIDENTE: ADIL E' STATO AMMAZZATO IN NOME DEL PROFITTO!

+++ Comunicato- stampa Si Cobas Lavoratori Autorganizzati+++ Stamane, durante lo sciopero nazionale della Logistica Adil Belakhdim, nostro coordinatore della sede di Novara e membro del Coordinamento nazionale SI Cobas, è morto travolto da un Tir che ha forzato un picchetto davanti la LIDL di Biandrate (Novara). Il presidio, composto da alcune decine di lavoratori, è stato investito da un autista criminale, che alla vista del presidio non ha esitato a premere l'acceleratore dell'automezzo travolgendo prima due lavoratori che a malapena sono riusciti a malapena a salvarsi e che ora sono ricoverati in ospedale, e poi schiacciando il nostro compagno, passandogli addosso e scappando. Adil aveva 37 anni, era sposato e con due bambini piccoli, ed è stato per anni operaio della Tnt, quando aveva scelto di tornare al suo paese per avviare una attività. Le cose non andarono come erano state da lui programmate, e così era tornato da noi in Italia e si era attivato nel SI Cobas.
venerdì 18 giugno 2021
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Il biossido di titanio non è più ritenuto sicuro come additivo per mangimi.

Il biossido di titanio non può più essere ritenuto sicuro se usato come additivo nei mangimi per animali, ha concluso l'EFSA. La valutazione effettuata dal gruppo di esperti scientifici dell'EFSA sugli additivi e i prodotti o le sostanze usati nei mangimi (FEEDAP) fa seguito alla conclusione raggiunta dal gruppo di esperti EFSA sugli additivi alimentari e gli aromatizzanti (FAF) secondo cui il medesimo composto non può più essere considerato sicuro se usato come additivo alimentare.
venerdì 18 giugno 2021
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