Discount Lidl, una Wal-Mart europea di serie B.
Pessime relazioni con lavoratori e fornitori. Un network sindacale si
organizza.
Lidl, la multinazionale tedesca dei discount, vuole diventare una Wal-Mart
euopea di serie B, imitandone le pessime relazioni sindacali e il clima d’
intimidazione in cui lavorano i dipendenti.
E’ questa l’accusa lanciata dai sindacati tedeschi e dalla Global Unions,
che sottolineano come il management tratti con eguale durezza lavoratori e
fornitori.
La situazione è particolarmente calda in Germania ma la politica della Lidl
è simile in tutti i Paesi europei dove opera.
Tra i comportamenti del management che i dipendenti devono subire vi sono
anche ispezioni ai vestiti, alle borse e alle proprie auto, al termine del
turno di lavoro, per combattere eventuali furti da parte dei lavoratori.
Anche nei Paesi in cui la compagnia ha dovuto adattarsi alle regole delle
normali relazioni sindacali, il clima lavorativo è brutto e i dipendenti
sono impauriti.
La scorsa settimana i sindacati europei del commercio si sono riuniti a
Tampere, in Finlandia, per avviare azioni coordinate, al fine di convincere
la compagnia tedesca che si deve adattare alle normali regole di
comportamento delle imprese in Europa.
I sindacati europei richiamano il documento congiunto sulla responsabilità
sociale delle imprese, sottoscritto nel novembre 2003 dai rappresentanti dei
lavoratori e delle aziende del settore del commercio, EuroCommerce e
UNI-Europa Commerce.
Intanto, ieri Wal-Mart, il colosso Usa dei supermercati, ha subito una dura
sconfitta nel referendum sull’insediamento di un centro commerciale di 60
acri a Inglewood, 113.000 abitanti, nei pressi di Los Angeles, il cui fulcro
avrebbe dovuto essere un grande punto vendita della Wal-Mart. Il progetto è
stato bocciato con il 66 per cento di “no” e il 34 per cento di “sì”. Contro
il progetto sono scesi in campo anche il leader dei consumatori
statunitensi, Ralph Nader, e il reverendo Jesse Jackson.
La California sta ponendo restrizioni agli insediamenti di grandi centri
commerciali, sia per il loro impatto ambientale ed urbanistico, sia per le
conseguenze sociali che hanno sul commercio locale. Wal-Mart vorrebbe
aprirne 40 in questo Stato ma il voto di ieri rischia di comprometterne i
progetti.(tratto da rsinews.it - 07/04/2004)
rsinews.it
lunedì 17 gennaio 2005
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