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Emergenza Acqua, una firma contro il Piano Territoriale Regionale

Le disponibilità di acque dolci sono in forte riduzione. Come afferma il Rapporto ambientale del Ptrc, nel prossimo futuro “si potranno verificare limitazioni nella disponibilità di risorse idriche”, siamo cioè in presenza di un “eccesso di uso” e di una “perdita di qualità”. Il bilancio idrico è negativo. I prelievi superano in quantità la capacità di ricarica degli acquiferi, mentre sono compromessi i processi di autodepurazione delle riserve naturali. Fonti e falde sotterranee (i cui pozzi hanno oramai raggiunto le “acque fossili” ad oltre 300 metri di profondità) sono sempre più impoverite e inquinate.

Il ciclo dell’acqua, quindi, va posto al centro della progettazione urbana per ridurre anche i carichi organici provenienti da attività civili e industriali. Una gestione sostenibile delle acque (che abbia cioè come obiettivi il risparmio e la rigenerazione) dipende in larga misura, oltre che da una corretta programmazione e gestione dei servizi idrici integrati (così come si propone il Piano di settore per la Tutela delle Acque, la protezione e la conservazione delle risorse idriche), anche dalla progettazione dell’ambiente urbano, dalla dotazione di infrastrutture e dalla normativa tecnica di gestione. I principi della sustainable sanitation come branca della bioedilizia vanno integrati nei criteri urbanistici volti alla sostenibilità degli ecosistemi urbani. Le soluzioni tecniche-gestionali per la raccolta delle acque di pioggia, la separazione effettiva delle reti nere da quelle bianche, il trattamento e il riuso il più possibile in loco delle acque grigie devono diventare norma prescrittiva per qualsiasi nuovo intervento edificatorio o di recupero, riqualificazione e ristrutturazione del patrimonio esistente. Le Norme tecniche di attuazione del PTRC devono perciò contenere prescrizioni più precise per la concessione di autorizzazioni a qualsiasi tipo di nuovo intervento edilizio, seguendo il principio della “invariante idraulica”, ovvero: a)la compensazione del maggior deflusso dovuto all’impermeabilizzazione dei suoli con opportuni volumi di laminazione; b)il divieto di recapito delle acque di pioggia nella rete fognaria nera; c)il recapito, l’accumulo e il riuso delle acque grigie una volta depurate in loco (fitobiodepurazione, ecc.) per usi non alimentari (irrigazione, lavaggio, superfici esterne, scarico WC, ecc.) e smaltimento al suolo (strati superficiali del sottosuolo) delle acque non contaminate.

Estratto dalla osservazione al PTRC sul tema dell’acqua presentata dai Cantieri Sociali EstNord Sulla osservazione è stata aperta una raccolta di firme al fine di costringere la Regione, sotto il peso della pubblica opinione, a modificare l’impostazione del Piano di Coordinamento, che si limita solamente a dare suggerimenti ed a fissare linee di indirizzo, lasciando il compito di dettare le prescrizioni ad ogni singolo comune. Non c’è chi non veda come tale impostazione possa determinare disomogeneità tra comune e comune e non garantisca il raggiungimento dell’obiettivo di salvaguardare il bene comune rappresentato dalla disponibilità di acqua. Vai al link per leggere l’osservazione completa.

Osservazione al Ptrc: Gestione delle risorse idriche per usi civili Integrazione alle norme tecniche Premessa Le disponibilità di acque dolci sono in forte riduzione. Come afferma il Rapporto ambientale del Ptrc, nel prossimo futuro “si potranno verificare limitazioni nella disponibilità di risorse idriche” (p.3), siamo cioè in presenza di un “eccesso di uso” e di una “perdita di qualità”. Il bilancio idrico è negativo. I prelievi superano in quantità la capacità di ricarica degli acquiferi, mentre sono compromessi i processi di autodepurazione delle riserve naturali. Fonti e falde sotterranee (i cui pozzi hanno oramai raggiunto le “acque fossili” ad oltre 300 metri di profondità) sono sempre più impoverite e inquinate. Il ciclo dell’acqua, quindi, va posto al centro della progettazione urbana per ridurre anche i carichi organici provenienti da attività civili e industriali. Una gestione sostenibile delle acque (che abbia cioè come obiettivi il risparmio e la rigenerazione) dipende in larga misura, oltre che da una corretta programmazione e gestione dei servizi idrici integrati (così come si propone il Piano di settore per la Tutela delle Acque, la protezione e la conservazione delle risorse idriche), anche dalla progettazione dell’ambiente urbano, dalla dotazione di infrastrutture e dalla normativa tecnica di gestione. I principi della sustainable sanitation come branca della bioedilizia vanno integrati nei criteri urbanistici volti alla sostenibilità degli ecosistemi urbani. Le soluzioni tecniche-gestionali per la raccolta delle acque di pioggia, la separazione effettiva delle reti nere da quelle bianche, il trattamento e il riuso il più possibile in loco delle acque grigie devono diventare norma prescrittiva per qualsiasi nuovo intervento edificatorio o di recupero, riqualificazione e ristrutturazione del patrimonio esistente. Si propone pertanto di inserire nelle Norme tecniche di attuazione del PTRC prescrizioni più precise per la concessione di autorizzazioni a qualsiasi tipo di nuovo intervento edilizio, seguendo il principio della “invariante idraulica”, ovverosia: a) la compensazione del maggior deflusso dovuto all’impermeabilizzazione dei suoli con opportuni volumi di laminazione; b) il divieto di recapito delle acque di piogge nella rete fognaria nera; c) il recapito, l’accumulo e il riuso delle acque grigie una volta depurate in loco (fitobiodepurazione, ecc.) per usi non alimentari (irrigazione, lavaggio, superfici esterne, scarico WC, ecc.) e smaltimento al suolo (strati superficiali del sottosuolo) delle acque non contaminate. Capitolo IV Sistema delle acque Art. 16 – Risorse idriche Punto 2. I Comuni e le Provincie , nei propri strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica, (promuovono l’adozione di) adottano misure per l’eliminazione degli sprechi idrici, per la riduzione dei consumi idrici, per incrementare il riciclo ed il riutilizzo dell’acqua e (incentivano) condizionano il rilascio di autorizzazioni agli interventi di nuova edificazione o di recupero, riqualificazione e ristrutturazione del patrimonio esistente all’utilizzo di tecnologie per il recupero e il riutilizzo delle acque reflue. In particolare ogni intervento edilizio dovrà prevedere: a) la compensazione del maggior deflusso dovuto all’impermeabilizzazione dei suoli compensandoli con opportuni volumi di laminazione; b) escludere il recapito delle acque meteorologiche nella rete fognaria nera; c) prevedere il recapito, l’accumulo e la depurazione (fotobiodepurazione o altri sistemi) delle acque grigie d) il riuso delle acque grigie una volta depurate in loco per usi non alimentari (irrigazione, lavaggio, superfici esterne, scarico WC, ecc.) e lo smaltimento al suolo (strati superficiali del sottosuolo) delle acque non contaminate. NB In neretto le parti aggiunte, in (sottolineato) le parti soppresse. Per i padovani sarà possibile firmare le osservazioni al PTRC: - sabato 13 e domenica 14: festa TERRA TERRA che si terrà a Battaglia Termea Parco INPS organizzato da La Vespa (sabato dalle ore 16,00, la domenica mattina, pomeriggio e sera) (solo una parte delle osservazioni); - dal 23 al 28 giugno: Mista in piazza, festa in p.zza Caduti della Resistenza (padova), al banchetto di Legambiente, dalle 19,00 alle 24,00; - dal 26 al 28 giugno: Festambiente della Saccisica, a Piove di Sacco patronato di S. Anna, dalle 19,30 alle 23,30. a cura di Lorenzo Cabrelle
Ecopolis

venerdì 12 giugno 2009


 
News

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