PREZZI: IL GRANO DIMEZZA, LA PASTA NO: FORBICE SEMPRE PIU' AMPIA
PREZZI, DIMEZZATO IL COSTO DEL GRANO.
DAL CAMPO ALLA TAVOLA FORBICE SEMPRE PIU’ AMPIA.
Coldiretti Padova: all’origine quotazioni in calo per ortaggi, avicoli e cereali.
I prezzi alla produzione dei prodotti agricoli si sono ridotti del 6,5 per cento rispetto allo scorso anno mentre quelli al consumo di prodotti alimentari e bevande sono cresciuti del 5,8 per cento nello stesso periodo. «Numeri che dimostrano come la speculazione sta allargando la forbice tra prezzi alla produzione e quelli al consumo», afferma il direttore di Coldiretti Padova Walter Luchetta di fronte ai dati sull’inflazione divulgati dall’Istat sull’andamento dell’inflazione nel mese di settembre.
«Mentre le famiglie spenderanno 8 miliardi di euro in più nel 2008 per riempire il carrello della spesa – aggiunge nelle campagne si assiste ad un calo generalizzato dei compensi. Oggi anche a Padova per ogni euro speso dai cittadini in cibo, 60 centesimi vanno alla distribuzione commerciale, 23 all'industria e solo 17 per remunerare il prodotto agricolo».
Su tutti il record di aumenti della pasta (+24,9 per cento) che ha raggiunto valori medi di 1,6 euro al chilo, secondo il servizio Sms consumatori del Ministero delle Politiche Agricole, nonostante il fatto che il grano duro sia praticamente dimezzato attorno ai 0,28 euro al chilo. All'inizio dell'anno la pasta era a 1,4 euro al chilo mentre il grano a 0,48 euro al chilo e si è dunque verificato un progressivo e ingiustificato allargamento della forbice dei prezzi tra produzione e consumo.
«Una situazione drammatica nelle campagne – prosegue Luchetta per il forte aumento dei costi di produzione, del 56 per cento per i concimi necessari per fertilizzare il terreno, che sta mettendo in difficoltà gli agricoltori. Il danno generato dalla speculazione questa situazione per il mondo agricolo è quindi duplice perché da una parte si verifica una stagnazione dei consumi che riduce le potenzialità produttive delle imprese e dall'altro non consente una adeguata remunerazione del prodotto agricolo che, in tanti casi, non copre i costi vivi di produzione, anch'essi peraltro in costante e non controllata crescita».
In generale mentre per i prezzi al consumo i listini sono aumentati pressoché in tutte le categorie di prodotto, le quotazioni dei prodotti agricoli nei campi su base annuale sono aumentate solo per la frutta (+3 per cento) e per i vini (+1,7 per cento) mentre una forte riduzione si registra negli ortaggi (- 30,6 per cento) e nei cereali (-19,6 per cento). Tra i prodotti zootecnici, l'unico aumento è stato rilevato a settembre per i suini (+25,9 per cento) che avevano raggiunto livelli vicini ai minimi storici, mentre stabile è il dato dei bovini (+1,8 percento) e registrano una flessione i prezzi alla produzione degli avicoli (-13,7 per cento), del bestiame ovicaprino (-5,3 per cento) e dei lattiero-caseari (-3,3 per cento).
La Coldiretti è impegnata nel costruire un sistema di accorciamento e razionalizzazione della filiera che consenta di contenere gli aumenti del prezzo al consumo per i prodotti alimentari e allo stesso tempo di ripartire più equamente il valore aggiunto creato nella filiera attraverso l'adesione di imprese, di cooperative, di consorzi, di farmers market, ponendo criteri di semplificazione e razionalità al centro della filiera: dai mezzi tecnici, ai servizi, dalla produzione alla trasformazione associata, sino alla vendita diretta da parte dei produttori.
www.campagnamicapadova.it
giovedì 16 ottobre 2008
|