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Gruppi di Acquisto Solidale

Oggi AltrAgricoltura Nord Est ha dato il via all'iniziativa dei Gruppi di Acquisto Solidale "Il Ciclo Corto" per un'altra agricoltura. In conferenza stampa si è chiarito che si tratta di una fase sperimentale, già in stato avanzato, che durerà ancora per i prossimi due mesi. L'obiettivo è verificare la possibilità di aprire uno spazio politico di discussione sulla possibilità di costruire nuovi modelli di agricoltura capaci di produrre e rendere disponibili all'intera società, per quantità ed accesso, cibo sicuro, gustoso, a prezzi equi per i produttori e i consumatori. L'iniziativa costituisce un terreno di verifica ambizioso che a conclusione potrà offrire alle associazioni dei consumatori, ambientaliste, ai cittadini la possibilità di condividere ed orientare, con le proprie esperienze specifiche, un modello agricolo diverso, attento agli equilibri ambientali, al benessere animale, alla sicurezza alimentare. Alleghiamo di seguito la documentazione che abbiamo distribuito in conferenza stampa: 1)- I GRUPPI DI ACQUISTO SOLIDALE “IL CICLO CORTO” PER UN’ALTRAGRICOLTURA; 2)- La scelta dei prodotti agricoli da inserire nel paniere degli alimenti dei Gruppi di Acquisto Solidali “Il Ciclo Corto”per un’altragricoltura. CRITERI per scegliere un cibo sano; 3)- Presentazione del Paniere settimanale dei prodotti; 4)- Lista dei prodotti disponibili all'oggi (vedi al link: http://gas.altragricolturanordest.it/listini/distribuzione.asp ); 5)- Scheda prodotto di origine animale che accompagnerà ogni prodotto della spesa, facsimile; 6)- Scheda prodotto di origine vegetale che accompagnerà ogni prodotto della spesa, facsimile; 7)- Modello tipo di adesione all'associazione per costituire un GAS "Il Ciclo Corto". per informazioni: e-mail: infogas@altragricolturanordest.it - altragricoltura@altragricolturanordest.it www.altragricolturanordest.it -

I GRUPPI DI ACQUISTO SOLIDALE “IL CICLO CORTO” PER UN’ALTRAGRICOLTURA. AltrAgricoltura Nord Est e tante Associazioni insieme per un progetto di trasparenza, di democrazia, sulla distribuzione e l’accesso al cibo. Così vogliamo sintetizzare la nostra proposta di altri gruppi d’acquisto, diciamo altri, perchè conosciamo la molteplicità di esperienze esistite ed esistenti, le loro ricchezze e i loro limiti. Altri gruppi d’acquisto non per affossare l’esistente ma come nuova realtà che vuole costruire, in rete, percorsi di lunga scadenza, dove l’autoriproduzione e l’autorganizzazione di altri gruppi può diventare momento di pressione che fa sentire il fiato sul collo alla Grande Distribuzione Organizzata che decide cosa dobbiamo mangiare, a che prezzo ed anche quando! Non è da noi pensare, in questo tempo caotico e velocissimo di globalizzazione, la possibilità di costruire alternativa alla G.D.O. o alle transnazionali, ma vogliamo avere la possibilità di ritagliarci spazi, tempi e vita diversi. Vogliamo immaginare la possibilità di costruire rapporti tra persone diversi, vogliamo che la donna e l’uomo non agiscano, non scelgano per conto delle merci, ma diventino loro decisori e protagonisti. Detto questo come premessa, vogliamo sperimentare questa nostra possibilità fin da subito. Come cittadini stanchi delle menzogne mediatiche pilotate su prezzi, alta qualità, genuinità, freschezze varie, disgrazie climatiche che irrompono nella scena quotidiana flagellando valli e pianure, distruggendo colture ecc. ecc. fino ad arrivare alla peste aviaria; stanchi di un mix che produce zucchine il giorno di natale con prezzi da capogiro, insalatine già pronte da consumarsi facendo un mutuo, carne che costa meno se arriva dall’Argentina o da qualsiasi paese che sia distante migliaia di km; stanchi di vedere la nostra campagna con le mappe, seguendo lunghi tragitti in mezzo a capannoni, strade e autostrade dove ci si rende conto che la campagna si sta esaurendo e gli agricoltori, quelli veri, sono esausti. Di che stupirci se i bambini a scuola quando viene richiesto di disegnare un pollo o una gallina prima pensano ad Amadori e poi disegnano il busto di pollo visto all’Auchan, o al Lidl, o alla Despar!? Non siamo consumatori, non siamo agricoltori, siamo tutti cittadini. Una verità che ci permette di realizzare un progetto dove cittadini/consumatori e cittadini/agricoltori si incontrano e creano un sistema di scambio di prodotti, dove le basi dell’accordo sono che il cittadino/consumatore trova dei prodotti di qualità e freschezza, non avvelenati chimicamente e ad un prezzo inferiore a quello del supermercato, e il cittadino/agricoltore trova un reddito maggiore di quello percepito attraverso la G.D.O.. Così nel gusto e nella sicurezza del prodotto viene riconosciuta l’etica, la passione e tradizione per le proprie colture, la funzione di presidio territoriale, il rispetto degli ecosistemi e dell’ambiente, della salute in genere. Non vogliamo e non chiediamo il lifting alla campagna per trasformare tutto in agriturismi a cinque stelle con maneggio e piscine; non chiediamo neppure che i giovani agricoltori lavorino 365 giorni all’anno per un vivere futuro sganciato dal frutto che producono ma legato alla sola capacità burocratica di chiedere sovvenzioni ed indennizzi dalla nuova Europa. Noi vogliamo concretizzare un’altragricoltura rispettosa degli uomini, degli animali, dell’ambiente. I Gruppi d’Acquisto Solidale “Il Ciclo Corto” per un’altragricoltura vogliono essere uno dei motori della diffusione delle produzioni locali e tradizionali (preferibilmente piccole) radicate nel territorio circostante (filiera corta) e motore della sostenibilità ambientale e sociale dell'agricoltura; un momento reale di difesa del reddito sociale taglieggiato dalle politiche delle grandi catene dei supermercati e delle multinazionali dei settori agroalimentare, chimico e biotecnologico. Le grandi aziende agroalimentari, negli ultimi anni, hanno trasformato il cibo da fonte di vita a semplice merce, inoltre hanno applicato il principio del massimo profitto che comporta la massima produzione al minimo costo, con il risultato, sul piano economico, di originare un abbattimento dei prezzi all'ingrosso insostenibile per gli agricoltori. Uno a uno chiudono bottega, e in nome di questo sistema viene sacrificata la sicurezza alimentare dell’intera società. Continue crisi sanitarie come “mucca pazza”, “sars”, “diossina nei polli”, cartine tornasole del funzionamento di questo sistema agroalimentare, ci fanno percepire il cibo come elemento di pericolo (e lo è veramente fino a che insieme non cambiamo i processi per produrlo e consumarlo). Rifiutare questo modo di produrre il cibo, che si rivela essere una delle cause prime della fame nel sud del mondo e dei disastri ambientali in tutto il pianeta, è una scelta responsabile e necessaria degli agricoltori, dei cittadini e della società civile. Gli anni recenti hanno visto la “società civile” sempre più protagonista di grandi cambiamenti: iniziative per la difesa del territorio, la tutela del paesaggio, l’accesso ad un reddito equo come diritto per tutti, la volontà di spezzare logiche produttive, che concentrando il reddito nelle mani di pochi grandi gruppi finanziari hanno ridotto alla bancarotta la quasi totalità delle aziende agricole italiane, costituiscono le premesse per pensare una nuova e vera qualità della vita. Questi elementi nati dal “basso”, vissuti capillarmente, in forma democratica e partecipata, nella società sono elementi importanti da cui vogliamo partire per proporre il progetto. Il Progetto dei Gruppi d’Acquisto Solidale “Il Ciclo Corto” per un’altragricoltura è aperto e rivolto a tutti i cittadini e a tutte le forze sociali e politiche, a tutte le associazioni formali ed informali nel territorio della nostra regione. Socializzazione e democrazia Il Gruppo d’Acquisto ha obiettivi comuni: soddisfare il bisogno alimentare e, valutando non solo l’aspetto economico che rimane importantissimo, anche la salvaguardia della nostra salute e dell’ambiente. Il cibo che vogliamo deve far conoscere chi sono tutti gli attori della sua produzione: dal produttore al trasformatore; il “prodotto” cibo deve dichiarare da quale territorio proviene; deve dichiarare quali sono stati gli accorgimenti che ha subito. Il gruppo d’acquisto in possesso di queste informazioni partecipa e condivide la produzione stessa. Il cittadino/consumatore diventa attore della stessa filiera produttiva, non solo controllore, che può denunciare le malefatte, ma partecipe di un progetto collettivo: dal seme alla tavola, rendere accessibile un cibo sano e di qualità a tutti. Il gruppo di acquisto, come momento di aggregazione e di solidarietà, diventa occasione di scambio culturale, di informazione, di organizzazione di eventi, di comunicazione sociale, di diffusione di pratiche di consumo critiche e ragionate. Consumo critico e risparmio Il gruppo favorisce lo sviluppo comune di una mentalità di consumo responsabile e critico, attento ai bisogni reali e non succube dei bisogni indotti dalle politiche di marketing; il gruppo, lasciando totale autonomia al singolo partecipante, aiuta a decidere i propri consumi e quindi le proprie spese. Il ciclo corto agricoltore/cittadino-consumatore/cittadino consente un mutuo vantaggio tra le parti: prevedendo l’eliminazione di diversi passaggi di distribuzione e relativi costi si effettua un risparmio consistente che viene distribuito con equità tra il cittadino, nella forma di risparmio concreto, ed il contadino come una quota di reddito aggiuntivo a riconoscimento della qualità complessiva del suo lavoro e del prodotto. Nella pratica degli acquisti collettivi, inoltre, si risparmia anche su quei prodotti espressione di razze animali e specie vegetali di altissima eccellenza qualitativa. Infatti, oltre che il quantitativo come elemento di determinazione di un prezzo vantaggioso, l’esclusione di intermediari determina un prezzo accessibile a tutti. Gusto e salute non sono un lusso d’elite ma elementi fondanti del gruppo d’acquisto. Sostenere le piccole produzioni Con lo strumento degli acquisti collettivi è possibile fornire una possibilità di sbocco alle produzioni di molti piccoli produttori che, anche se organizzati, sono volutamente esclusi dai supermercati, che per la loro strategia preferiscono sempre più come fornitori aziende medio-grandi. Questo sostegno ai piccoli produttori è importante perché si contrappone all’industria agroalimentare fondata sulla produzione di cibo indistinto, slegato dalle tipicità delle specifiche territoriali, uguale in tutto il pianeta; risponde alla fase di ristrutturazione del settore indirizzato alla delocalizzazione dei sistemi produttivi nei paesi del sud del mondo. La dove c’è ricchezza di materie prime (cereali e soia), di energia, di manodopera a bassissimo costo, di sistemi sanitari e di controllo insufficienti, con normative a dir poco elastiche, senza rispetto verso i lavoratori e verso l'ambiente, che permettono produzioni alimentari su larga scala a prezzi talmente concorrenziali da determinare la continua moria di aziende agricole nel nostro paese ed in Europa. Approvvigionarsi presso aziende internazionali che producono le proprie derrate nel sud del mondo, con normative diverse dalle nostre in senso peggiorativo, è la continuazione della politica del minimo costo e massimo profitto. Tutto questo non porta beneficio al cittadino/consumatore che non vede calare mai i prezzi, e che prevede solo utili spalmati tra i gestori della catena produttiva industriale e distributiva. Economia locale ed occupazione I produttori piccoli sono, normalmente, ad elevata intensità di mano d'opera (ore di lavoro utilizzate per un prodotto), rispetto alle aziende grandi che sono per lo più ad elevata intensità di capitale (quota di finanziamenti utilizzata per un prodotto). La scelta dei primi rispetto ai secondi è quindi uno strumento importante per creare occupazione, ovvero per fare in modo che i soldi che spendiamo servano a pagare in misura maggiore chi ha lavorato rispetto alle banche o agli azionisti. I Gruppi d'Acquisto Solidale “Il Ciclo Corto” per un’altragricoltura vanno nella direzione della creazione e dello sviluppo dell’economia agricola locale, quella definita a ciclo corto (qui produco, qui trasformo, qui consumo), in cui ci si scambia per lo più beni e servizi all'interno di una regione. Produzioni agricole che hanno nel metodo di eccellenza il loro punto di forza, tutte Free O.G.M., Igp e Dop, meglio se biologiche. Questo processo di filiera “dal campo alla tavola” è un modo per contare rispetto all'economia globale e quindi limitare gli effetti speculativi della cattiva globalizzazione. In questo processo si valorizzano le varietà vegetali e le razze animali, così come le tradizioni alimentari locali, minacciate dalle egemonie monoculturali. I Gruppi di Acquisto costituiscono, quindi, anche una pratica concreta di alternativa economica e culturale. Come Funzionano i Gruppi di Acquisto “Il Ciclo Corto” per un’altragricoltura? Il funzionamento di base di un Gruppo d'Acquisto, una volta costituito informalmente, è abbastanza semplice: i partecipanti al gruppo usufruiscono in primo luogo di un paniere di prodotti su cui intendono eseguire gli acquisti collettivi; in base a questa lista, con l’aiuto di un responsabile del gruppo, le diverse famiglie o persone compilano un ordine, quindi gli ordini vengono raccolti e sommati per definirne uno complessivo di gruppo che, successivamente, viene trasmesso al produttore. Quando arriva la merce dal produttore, questa viene suddivisa tra le famiglie che appartengono al gruppo e ognuno paga per la propria parte. Una struttura professionale curerà tutti aspetti inerenti alla funzionalità ed efficienza delle attività . I Gruppi d’Acquisto devono dotarsi di una sede che può benissimo essere una stanza di una famiglia un garage, o un luogo messo a disposizione dai Comuni per svolgere le attività sociali. I gruppi di acquisto fin dal loro nascere vengono assistititi da un gruppo di operatori specializzati e preparato per garantire efficienza alle filiere. La conoscenza Scegliere prodotti locali da la possibilità di conoscere meglio il processo produttivo e quindi il comportamento della azienda agricola che li produce. Tutte le produzioni sono normate da disciplinari che escludono nei processi produttivi l’uso degli O.G.M., delle molecole chimiche, dannose per l’ambiente e potenzialmente pericolose per la salute; non meno devono esprimere e garantire un forte rispetto per gli animali e l’ambiente . I Gruppi d’Acquisto possono contare su un rapporto diretto con i produttori non solo nella ricerca di costruzione di ambiti di dibattito collettivo sui prezzi, sul mercato, sulle qualità, sulle iniziative da prendere nei quartieri e nel territori, ma anche nella frequentazione dell’azienda per conoscere il lavoro oltre che per degustare i prodotti, instaurando un rapporto “altro”, non solamente commerciale ma fiduciario con il produttore. Quando si conosce la storia di un prodotto che si mangia o si utilizza, cambia anche il rapporto verso di esso. L'oggetto o il cibo escono dall'anonimato ed acquistano una loro storia. Culture e colture I prodotti locali spesso si accompagnano a colture e culture tradizionali della propria zona; le une e le altre rischiano di scomparire sotto le spinte di uniformità del mercato globale. Mangiare prodotti tradizionali è un modo per allungare la loro vita e proteggere la biodiversità, oltre che conservare un mondo di sapori e saperi. La salute I Gruppi d’Acquisto si orientano verso prodotti biologici o ecologicamente compatibili, o comunque a basso impatto ambientale. La prima motivazione di tale scelta è la salute, sia di chi consuma o utilizza il prodotto, sia di chi lo produce. Possiamo in questo modo mangiare cibi naturali, rispettando chi li produce e recuperando i sapori i gusti della tradizione. In tal modo si contribuisce a salvare la biodiversità dall’annientamento imposto dalla cattiva globalizzazione delle multinazionali alimentari. Le attenzioni alle condizioni di lavoro L'economia mondiale, nell'era della globalizzazione, sta portando ad una corsa verso il fondo nelle condizioni di lavoro. Le multinazionali spostano la loro produzione dove i costi sono più bassi, ovvero dove la manodopera è pagata meno ed i diritti dei lavoratori sono meno rispettati. Il prezzo basso a cui possiamo comprare un pollo proveniente dall'Asia o del Brasile è una magra consolazione se pensiamo che i posti di lavoro in Italia si trovano a competere con paghe enormemente inferiori in qualche angolo del mondo. L'unico modo per uscire da questa peggioramento delle condizioni di lavoro, che danneggia tutti, è richiedere un livello minimo accettabile di condizioni di lavoro che debba essere rispettato in qualsiasi parte del mondo. Preferire i prodotti delle fattorie della tua regione significa mangiare un prodotto ottenuto senza lo sfruttamento oltre ogni limite della manodopera. L'ambiente A questa si unisce ovviamente l'attenzione posta verso la conservazione della natura e quindi anche la salute delle generazioni future, condividendo che le risorse ambientali terra, acqua e aria non sono infinite . Non staremo a fare l'elenco dei guai ambientali della nostra società per spiegare che l'acquisto di prodotti ecocompatibili ha un effetto diretto sulla diminuzione dei pesticidi, dell'inquinamento, del consumo di risorse e di energia. Trasporto e imballo Scegliere prodotti locali significa in primo luogo ridurre l'inquinamento, il consumo di energia ed il traffico per il trasporto della merce. Nell'economia globale i beni viaggiano da una parte all'altra del pianeta senza conteggiare i costi indiretti dei trasporti come l'inquinamento, l'utilizzo delle strade, gli incidenti stradali, le schizofreniche code del traffico. Chi paga questi costi e l’intera collettività, Scegliere prodotti locali è un modo per diminuire il nostro carico ambientale, oltre che a guadagnarci in freschezza. L’acquisto collettivo riduce naturalmente l’imballo, cartone polistirolo, borsette per piccolissime quantità vengono eliminate ed inoltre si può aprire la discussione sull’imballo sempre più riciclabile.

LA SCELTA DEI PRODOTTI AGRICOLI DA INSERIRE NEL PANIERE DEGLI ALIMENTI DEI Guppi di Acquisto Solidali “Il Ciclo Corto”per un’altragricoltura. CRITERI per scegliere un cibo sano. L’ associazione AltrAgricoltura Nord Est é nata dal processo di riflessione collettiva e di critica alla globalizzazione di merci e capitali nella straordinaria mobilitazione e nell’incontro tra la società civile ed il mondo dell’associazionismo solidale ed antiliberista, a Genova, estate del 2001. A Genova, in piazza Rossetti, la piazza tematica dedicata all’agricoltura, fu coniato uno slogan: “ IL CIBO NON È UNA MERCE !” Questa semplice parola d’ordine rappresenta, ancor oggi molto del nostro pensiero ed azione. Il cibo è un diritto naturale e quindi deve essere universalmente producibile ed accessibile, non può essere oggetto di speculazione finanziaria, non può essere avvelenato con gli OGM, con i pesticidi, con gli ormoni o riempito di antibiotici; Il cibo è un elemento che rigenera la vita e quindi deve portare i valori del rispetto della vita per gli uomini, per gli animali, per l’ambiente; Il cibo è portatore di cultura, di tradizione e di identità collettiva e quindi bisogna valorizzarne la produzione a ciclo corto, espressione di metodi produttivi legati alla terra ed alla specificità territoriale, che racchiudono saperi, sapori e lavoro riconoscibile; In questi pochi punti vive la possibilità di produrre un cibo sano, buono e per tutti. Tutti sappiamo che agricoltura e alimentazione sono da tempo terreno di saccheggio e speculazione di grandi multinazionali finanziarie con il risultato che l’importante non è come si fa il cibo ma come viene contrattato in borsa!! Tutto questo i cittadini lo pagano giorno per giorno sulla propria pelle rimettendoci la salute, i riferimenti culturali, l’indipendenza alimentare e politica, il reddito. Difendere e rivendicare l’applicazione di questi diritti lesi è importante ed è ancora possibile. Rendere accessibile per tutti il cibo sano, sicuro e buono significa cambiare l’attuale sistema industriale di produzione degli alimenti, iniquo e malsano. Noi pensiamo sia possibile arrivare a condizionare consumi e tipo di produzioni agricole, facendo tesoro delle tante esperienze passate, costruendo nuovi legami diretti contadini-cittadini. Possiamo costruire ed autogestire esperienze di cambiamento oggi, legate alle particolarità dei territori, per arrivare, domani, a fare cambiare su larga scala la produzione agroindustriale. Il semplice atto di scegliere un cibo dallo scaffale del rivenditore al posto di un altro promuove o penalizza un sistema produttivo al posto di un altro. Oggi il cittadino esercita la sua domanda di cibo sano senza avere però la capacità di orientare la produzione. Il cittadino consumatore è soggetto passivo delle scelte delle grandi catene distributive che, attraverso marketing e pubblicità, dai costi sociali stratosferici, organizzano i consumi secondo le loro strategie e per i loro interessi. AltrAgricoltura, assieme ad altre associazioni di base, pensa sia possibile ridare potere contrattuale ai cittadini costruendo una stretta alleanza con i contadini. E’ necessario, in maniera collettiva e partecipata, produrre e consumare cibo e merci che hanno in sè i seguenti criteri: 1. certezza di assenza di OGM (organismi geneticamente modificati) nella catena alimentare; 2. nessun uso di farine animali nei mangimi, nel rispetto del benessere animale; 3. garanzia di assenza di residui chimici sui prodotti agricoli per impedire l’uso indiscriminato della chimica di sintesi e dei fitofarmaci nelle produzioni agricole; 4. limitazione certa di edulcoranti, coloranti, conservanti ed impedirne l’uso quando non sia provata la loro assoluta non pericolosità; 5. valorizzazione delle produzioni rispettose del benessere animale, della biodiversità e degli equilibri ambientali; 6. sostegno alle produzioni legate alle specificità territoriali: ambiente, cultura, storia. 7. incentivi al ciclo corto (comunale/provinciale/regionale) di produzione del cibo, dal campo alla tavola; 8. Riduzione al massimo dell’impatto ambientale dei flussi di trasporto per aumentare il risparmio energetico, facilitare il controllo diretto della tracciabilità di filiera produttiva e garantire la freschezza del prodotto; 9. Garanzia all’agricoltore riconoscendo al suo lavoro quella parte del reddito che la catena distributiva gli espropria; 10. Aumento del potere d’acquisto del cittadino/consumatore dato che la catena distributiva toglie almeno un 20% di risparmio, rispetto ai prodotti di pari qualità sul mercato: Praticare il diritto di scegliere il proprio cibo e i propri metodi produttivi, realizzare la propria Sovranità Alimentare, aiuta, fin d’ora, ad individuare percorsi e produzioni che ci avvicinano, in un cammino anche virtuoso, a quanto sopraesposto. Di seguito riassumiamo brevemente i metodi produttivi che, in concerto e con diversa capacità di incisività, permettono di dare corpo ad un percorso di concreta critica alla produzione agroindustriale, mediante l’autorganizzazione dal basso di un’altragricoltura, condivisa come patrimonio comune e inalienabile.I prodotti alimentari costituenti il paniere dei gruppi di acquisto solidale sono originati dai seguenti metodi produttivi: Agricoltura biologica La prima forma riconosciuta è l'agricoltura biologica, che si basa sulle seguenti regole: 1. evitare il ricorso a mezzi chimici di sintesi contro i parassiti; 2. praticare la lotta biologica per difendere le coltivazioni; 3. utilizzare varietà di piante resistenti ai parassiti; 4. difendere l'equilibrio del terreno, senza sfruttarlo eccessivamente; 5. fertilizzare il terreno solo con materie organiche e minerali di origine naturale; 6. lavorare il terreno secondo tecniche non distruttive; 7. praticare la rotazione delle colture. In questo modo l'azienda agricola diventa un'organizzazione complessa, dove convivono diverse coltivazioni, siepi, bosco, insetti e altri animali. L'Unione Europea ha stabilito quali sono le regole da rispettare per l'agricoltura biologica (Regolamento CEE 2092/91), lasciando poi agli stati membri la loro applicazione; Secondo tali regole vengono istituiti dei marchi che certificano l'applicazione del metodo di coltivazione biologica sui prodotti agricoli. I produttori che intendono utilizzare il marchio devono farne richiesta alle Regioni e scegliere l'organismo di certificazione che verifica il rispetto delle regole. In seguito alle nuove disposizioni italiane (G.U. del 24/1/97), gli organismi riconosciuti per la certificazione biologica sono otto: AIAB, Associazione Suolo e Salute, BioAgriCoop, CCPB, Codex (ex Demeter), Ecocert Italia, Istituto Mediterraneo di Certificazione (ex AMAB), Quality Assurance System International Services; a questi si affiancano altri organismi regionali. Quando troviamo sui prodotti uno di questi marchi, sappiamo che la coltivazione è stata condotta secondo le regole della agricoltura biologica. Agricoltura convenzionale a Lotta Integrata Oltre alla agricoltura biologica, un altro modo per ridurre l'uso di pesticidi è il metodo della lotta integrata, anch'esso riconosciuto e regolamentato dall'Unione Europea (Regolamento CEE 2078). La lotta integrata si basa su di un utilizzo limitato di prodotti chimici, affiancati dai metodi naturali di difesa dai parassiti. L'attuazione locale del regolamento europeo ed i controlli sui produttori che intendono seguire questo tipo di coltivazione sono affidati alle Regioni. Purtroppo non esistono marchi che certifichino il prodotto in modo chiaro per il consumatore, si può però richiedere l'elenco dei produttori che seguono il metodo di lotta integrata all'Assessorato all'Agricoltura della Regione dato che il produttore è iscritto nei registri regionali della lotta integrata. Per il consumatore biologico "puro", la lotta integrata può apparire come una soluzione di compromesso. Bisogna però dire che la sua maggiore facilità di applicazione rispetto al biologico ne può consentire una estensione molto più rapida. Produzione tipiche convezionali normate Free Ogm, produzioni dop e igp. Queste produzioni sono originate da produttori provenienti quasi sempre da esperienze di filiera industriale che hanno scelto di darsi delle regole quadro per produrre un cibo sano, legato alle tradizioni e Free OGM. Questi produttori si attengono a disciplinari di produzione redatti assieme ad associazioni di categoria o da enti locali (Provincia, Regione); si impegnano a non utilizzare sostanze o metodi produttivi ritenuti insalubri per l’uomo, gli animali, l’ambiente. Sono produttori da noi conosciuti direttamente in anni di iniziative comuni e di confronto sulle problematiche professionali del settore. In genere si tratta di aziende agricole molto piccole (azienda famigliare) e seguono regole di buona agricoltura normate da disciplinari collettivi ed autocertificate (per i produttori che conosciamo direttamente). A questo proposito una attività consigliata per i soci del gruppo d'acquisto è la gita domenicale presso il produttore, con la possibilità di osservare come avviene la lavorazione, discutere di metodi e criteri di produzione ed effettuare qualche assaggio sul ...campo. Una ulteriore attenzione che si deve porre è quella di preferire varietà locali per difendere la nostra regione dall'impoverimento della sua biodiversità. L'ASSOCIAZIONE ALTRAGRICOLTURA NORD EST PRESENTA IL PROGETTO: Gruppi di Acquisto Solidale “Il Ciclo Corto” per un’altragricoltura. La finalità del progetto Gruppi di Acquisto Solidale “Il Ciclo Corto” per un’altragricoltura è quella di sviluppare e approfondire le tematiche del consumo responsabile, della difesa del reddito sociale, della realizzazione di sistemi produttivi rispettosi dell’ambiente, dell’uomo, degli animali. Ridefiniamo l’economia che regola il sistema produttivo e lo scambio di merci misurandone la vicinanza alle esigenze reali dell'uomo e dell'ambiente, formulando un'etica del “produrre e consumare” in modo critico che unisca le persone invece di dividerle, che metta in comune tempo e risorse invece di tenerli separati. L’obiettivo è di accorciare la lunga catena del consumo e di favorire, concretamente, nei cittadini/agricoltori e cittadini/consumatori comportamenti e scelte sostenibili, cioè capaci di garantire futuro. Il progetto Gruppi di Acquisto Solidale “Il Ciclo Corto” per un’altragricoltura si rivolge a tutti i cittadini che vogliono: · Sapere cosa mangiano veramente; · Acquistare a prezzi accessibili alimenti sicuri e buoni, che escludono Organismi Geneticamente Modificati, antibiotici, promotori di crescita, farine animali, residui chimici; · Riconoscere al cibo, alle pratiche inerenti alla sua produzione, funzione etica nella rigenerazione della vita, della natura in generale; · Salvaguardare la fertilità della terra, l’ambiente e le risorse naturali; · Valorizzare le produzioni agricole a ciclo corto, espressione di metodi produttivi a conduzione diretta, a basso impatto ambientale; · Tutelare il lavoro agricolo e la sua qualità, assicurando solidarietà di filiera etica per un’equa remunerazione dei lavoratori; · Sostenere le aziende agricole locali che praticano l’agricoltura biologica; · Sostenere le aziende agricole locali e filiere produttive normate, ecocompatibili ed ecosostenibili, che praticano agricoltura convenzionale escludendo l’uso di OGM, della chimica e della bioingegneria; · Difendere la biodiversità della natura, secondo i principi della Sovranità Alimentare; · Diffondere una cultura che miri al rispetto della pace, della solidarietà, dei diritti dell’uomo, degli animali, dell’ambiente; · Sostenere i progetti sociali di cooperazione internazionale e commercio equo-solidale nel mondo; Cassetta di spesa di verdura stagionale e spesa di frutta, carne, latte, formaggi, burro, uova, olio. Il progetto Gruppi di Acquisto Solidale “Il Ciclo Corto” per un’altragricoltura intende proporre, un paniere di alimenti provenienti da coltivazioni biologiche o convenzionali normate Free OGM e senza residui chimici con cadenza settimanale e/o quindicinale, Si rivolge ai cittadini interessati a ricevere, consegnata direttamente presso vari luoghi di aggregazione sociale, da individuare o da costruire, a casa o presso il luogo di lavoro, una spesa di carne, latticini, verdura, frutta di stagione e locale per quanto possibile: una cassetta di prodotti derivati da coltivazione biologica o convenzionale normato Free OGM e senza residui chimici. Composizione di questa settimana: Vedere specchietto allegato o il link: http://gas.altragricolturanordest.it/listini/distribuzione.asp La spesa è accompagnata dalle schede di prodotto che identificano l’origine ed il metodo produttivo per ogni alimento, il produttore, gli estremi del controllo e l’eventuale certificazione. Saranno inserite ricette, informazioni tecniche, merceologiche, storiche dei singoli prodotti. Il paniere resta in vigore fino alla successiva comunicazione. Per partecipare alla spesa è necessario associarsi ad una delle associazioni che si fanno carico della promozione dei singoli GAS “Il ciclo Corto”. Si punta a relazioni di acquisto “in abbonamento”, sulla base della reciproca soddisfazione e fiducia. Il G.A.S. lascia totale autonomia di scelta al singolo partecipante, sia nel merito della composizione della spesa che nei tempi per l’acquisto: nessuno è obbligato ad approvigionarsi ogni settimana. Ciascuno è libero di fare la spesa o no, ciascuno è libero di acquistare solo ciò che più apprezza. La composizione del paniere è determinata dai produttori tenendo conto della continuità, della stagionalità, conservabilità e della miglior qualità disponibile, quindi di riflesso anche le possibilità di composizione della propria “cassetta di spesa”. Per questa settimana sperimentiamo l’offerta di una trentina di prodotti ad un costo che a parità di qualità prevede: una remunerazione all’agricoltore sempre superiore a quanto gli riconosce il buyer della GDO e un prezzo al cittadino sempre inferiore rispetto ai prezzi di supermercato; la copertura del lavoro di raccolta ordini, della preparazione della cassetta di spesa, di promozione ed informazione. (per la cassetta di verdura fresca di stagione è prevista una cauzione di 6 €. per la particolare cassetta della verdura che va restituita poichè va riusata) Le consegne saranno effettuate il venerdì pomeriggio e il sabato mattina di ciascuna settimana. Chi fosse interessato all’acquisto di una o più cassette è pregato di dare comunicazione via e-mail o fax entro il martedì , massimo ore 18,00. In questi mesi realizziamo la fase sperimentale, in modo da raccogliere il massimo delle osservazioni, orientare e migliorare il servizio di conseguenza. Siamo aperti ad ogni consiglio e osservazione utile, oltre che ad intervenire nei luoghi e nei momenti più opportuni per far conoscere i vantaggi della nostra iniziativa. riferimento Flavia c/o Associazione AltrAgricoltura Nord Est Via Monte Sabotino, 26 – 35141 Padova Tel. 049.8710128 – fax 049.8736516 e-mail: infogas@altragricolturanordest.it

Associazione AltrAgricoltura Nord Est DOMANDA DI ADESIONE al Gruppo d’Acquisto Solidale “Il Ciclo Corto” per un’altragricoltura, del quartiere ...................., dell’associazione Altragricoltura Nord Est, sita in via Monte Sabotino, 26 – 35141 Padova E’ costituita l’ Associazione socio-culturale, denominata “Altragricoltura del nord est”. Non ha fini di lucro ed ha per scopo l'operare nel campo sociale e cooperativistico al fine di: · sviluppare processi etici in agricoltura, con processi produttivi ecocompatibili; · diffondere una cultura che miri al rispetto della pace, della solidarietà, dei diritti dell’uomo, degli animali e dell’ ambiente; · salvaguardare la fertilità della terra, l’ambiente e le risorse naturali; · valorizzare le produzioni agricole a ciclo corto, espressione di metodi produttivi, a conduzione diretta, a basso impatto ambientale; · tutelare il lavoro agricolo e la sua qualità; · difendere la biodiversità della natura, secondo i principi della Sovranità Alimentare; · riconoscere al cibo e alle pratiche inerenti alla sua produzione, funzione etica nella rigenerazione della vita, degli uomini, della natura in generale; · diffondere le produzioni biologiche; · evidenziare al consumo prodotti agricoli anche espressione di metodi produttivi convenzionali, purché privi di Organismi Geneticamente Modificati; · promuovere le filiere produttive normate, eco-compatibili, ecosostenibili ; · sostenere, nelle politiche comunitarie, i piccoli produttori biologici e gli agricoltori convenzionali nelle cui fattorie siano escluse le coltivazioni OGM, · privilegiare pratiche produttive senza l’uso della chimica e della bioingenieria; · assicurare solidarietà di filiera etica per un'equa remunerazione dei lavoratori; · perseguire gli scopi sopra richiamati, tra i soci e tra i cittadini consumatori, verso i quali l’associazione svolge attività culturale e sociale, · coinvolgere e investire, sulle finalità sopra indicate, le autorità politiche comunali , provinciali e regionali. L’associazione può svolgere qualunque altra attività connessa e affine a quelle sopra indicate, nonché compiere tutti quegli atti e concludere tutte le operazioni contrattuali, di natura immobiliare, mobiliare, industriale e finanziaria, necessarie od utili alla realizzazione degli scopi sociali e comunque sia direttamente che indirettamente attinente ai medesimi. Attua le proprie finalità su tutto il territorio dello stato e si adegua alle richieste territorialmente competenti della Regione, al fine di ottenere l’iscrizione nei registri regionali dell’associazionismo. Potrà usufruire di tutte le normative comunitarie, nazionali e regionali emanate ed emanande. Gli strumenti utilizzati sono: - Acquisti collettivi di prodotti espressione di filiere e di metodi produttivi condivisi; - Assistenza ed informazione ai soci nel campo alimentare e nei settori ad esso collegati (modalità di produzione e di distribuzione, "ricette" per l'uso, impatto ambientale, ecc.); - Diffusione di prodotti provenienti dalla cooperazione sociale ed internazionale; - Promozione dei prodotti eco-compatibili e delle loro tecniche di produzione ed utilizzo; - Organizzazione di spettacoli e di momenti culturali ivi comprese pubblicazioni e iniziative di aggregazione sociale e politiche finalizzate al conseguimento degli obbiettivi sociali. Premesso tutto ciò: IL/LA SOTTOSCRITTO/A ……………………………………………………………………………………………………………. nato/a a………………………………………………………………………………………………. residente in via ……………………………………… città ……………………Cap ............ codice fiscale ………………………………………………………………………………………… numero di telefono ………………………………… Fax ..................………………………. Cellulare ……………………………………….. e-mail: ............................................... chiede l’adesione al Gruppo d’Acquisto Solidale “Il CICLO CORTO”, del quartiere ............................................, dell’associazione AltrAgricoltura Nord Est sita in Padova in via Monte Sabotino, 26 - 35100 Padova; versa a titolo di sottoscrizione la quota annuale di euro 5,00 (€. Cinque/00). Data……………………………………………………….. firma ………………………………………………………………. per ricevuta …………………………………………………………………. Associazione AltrAgricoltura Nord Est via Monte Sabotino, 26 – 35141 Padova Tel. 049.8710128 – Fax 049 8736516 e-mail: altragricoltura@altragricolturanordest.it infogas@altragricolturanordest.it www.altragricolturanordest.it P.I. 03422550289
Altragricoltura Nord Est

giovedì 25 novembre 2004


 
News

Pesticidi in Unione europea.
La European Food Safety Authority (EFSA) ha pubblicato un report sugli ortaggi e frutta più contaminati da pesticidi... studio pubblicato nel mese di febbraio 2021 che discute i dati del 2019. In tutta Europa, nell’anno 2019, sono stati analizzati 96.302 campioni e la frequenza media si attesta su 19 analisi per 100mila abitanti. I paesi più virtuosi sono la Lituania (125 analisi su 100mila abitanti), la Bulgaria (104 analisi) e il Lussemburgo (81 analisi). I meno virtuosi sono la Gran Bretagna (1,5 analisi), la Spagna (5 analisi) e la Polonia (7 analisi). L’Italia e la Francia si attestano sulla media europea di 19 analisi per 100mila abitanti, la Germania appena un po’ in più con 25 analisi. >>



Sesto Rapporto IPCC - Working Group I su nuove conoscenze e cambiamenti climatici.
In occasione della presentazione del rapporto del Working Group I dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc) che delinea le nuove conoscenze scientifiche in merito ai cambiamenti climatici, ai loro effetti e agli scenari futuri, di seguito sono proposti i dati del VI rapporto Ipcc riassunti e forniti dall’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isac) di Bologna. Sesto Rapporto IPCC – Working Group I Annalisa Cherchi, Susanna Corti, Sandro Fuzzi Lead Authors IPCC WG I Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima Consiglio Nazionale delle Ricerche Bologna INTRODUZIONE SU IPCC Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), creato dalle Agenzie delle Nazioni Unite UNEP (UN Environmental Program e WMO (World Meteorological Organisation) nel 1988, ha il compito di redigere a scadenza regolare rapporti di valutazione sulle conoscenze scientifiche relative al cambiamento climatico, ai suoi impatti, ai rischi connessi, e alle opzioni per la mitigazione e l’adattamento. È attualmente in corso di finalizzazione il 6° Rapporto IPCC (AR6). Ogni Rapporto IPCC si compone di tre parti, ognuna redatta a cura di un apposito Working Group (WG). Working Group I: valuta le nuove conoscenze scientifiche emerse rispetto al rapporto precedente. Working Group II: valuta gli impatti del cambiamento climatico sull’ambiente e la società e le azioni di adattamento necessarie. Working Group III: valuta le azioni di mitigazione del cambiamento climatico. Ogni WG redige un rapporto mediamente dell’ordine di 2-3000 pagine, accompagnato da un Riassunto tecnico che mette in evidenza i punti salienti del rapporto e un breve Summary for Policy Makers ad uso dei responsabili politici dei paesi associati all’ONU, nei quali sono condensate per punti essenziali tutte le informazioni analizzate nel dettaglio nei singoli rapporti. Ogni WG si compone mediamente di 200-250 scienziati (Lead Authors) scelti su proposta dei singoli governi dal Bureau IPCC. La partecipazione dei singoli scienziati è volontaria e non retribuita. È bene ricordare che i risultati dei Rapporti IPCC sono basati esclusivamente sull’esame critico di diverse migliaia di lavori scientifici pubblicati (14.000 solo per quanto riguarda il WG I). I Rapporti IPCC, la cui stesura impegna gli scienziati per circa tre anni, sono soggetti prima della stesura finale a due fasi di revisione da parte di diverse centinaia di altri scienziati esperti del settore e da parte di esperti dei singoli governi. Il giorno 9 agosto 2021 verrà presentato ufficialmente il Rapporto del Working Group I dedicato allo stato dell’arte delle basi scientifiche del cambiamento climatico e degli avanzamenti rispetto all’ultimo rapporto AR5. Gli altri due Rapporti di cui si compone AR6 sono tuttora in corso di elaborazione e verranno presentati nei primi mesi del 2022. Per quanto riguarda il Working Group I, sui 234 Lead Authors provenienti da 66 Paesi, tre sono gli scienziati appartenenti a un’istituzione di ricerca italiana, tutti ricercatori dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche. >>



Il comitato “Noi braccianti esclusi da tutti”, il SIFUS e la LILCA a Roma in presidio.
Roma 26-04-202 – Ogni pazienza ha un limite. Il SiFUS ed il comitato ” noi braccianti agricoli esclusi da tutto”, organizzano, mercoledì 5 maggio prossimo, alle ore 10.00 , in Piazza di Monte Citorio, un Presidio di protesta dei Braccianti Agricoli contro il Governo Draghi. >>