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Il cibo è un’arma di ‘prevenzione di massa’ e, in quanto tale, ci salverà. A patto di saperlo scegliere.

Mangiare in maniera corretta e bilanciata, scegliendo al contempo gli alimenti giusti per preservare gli equilibri ambientali e ridurre gli effetti della crisi climatica è un obiettivo ambizioso e condiviso da molti. Chi persegue uno stile di vita sano con una visione di ampio respiro sa bene che la salute individuale, oltre a non poter prescindere dal cibo che si consuma, non può neppure prescindere dallo stato di salute dell’intero pianeta. Da questo dipende la qualità dell’aria, l’equilibrio climatico, la qualità delle acque e la possibilità stessa che piante e animali possano continuare a esserci, in quanto esseri viventi, ma anche in quanto alimenti.

Non è un caso, quindi, che non manchino le pubblicazioni su questo tema, ricche di contenuti oggi al centro di numerosi dibattiti. Abbiamo già parlato del volume della scrittrice e giornalista Eliana Liotta, intitolato Il cibo che ci salverà, pubblicato nel 2021 da La nave di Teseo editore. Tra i libri che trattano questo argomento ce n’è però anche un altro, edito da Altreconomia, con un titolo e tematiche molto simili. Il testo, intitolato Il cibo ci salverà. Un’arma di prevenzione di massa, si tratta di un volume divulgativo, scritto in questo caso da un medico, Giuseppe Tartaglione. Il libro è il frutto di una ricerca multidisciplinare sul tema dell’alimentazione e l’argomento è trattato in maniera esauriente e scientifica, ma allo stesso tempo pragmatica e utile per le proprie scelte quotidiane. Certamente l’opera di Tartaglione non ha l’appeal di un romanzo, ma rappresenta una guida completa per scegliere in modo consapevole il proprio ‘stile alimentare’ e la spesa quotidiana, coniugando non solo i principi della scienza dell’alimentazione con aspetti ecologici, ma anche sociali ed etici. Un volume ambizioso, quindi, per la vastità dei contenuti, che ha il pregio di rendere accessibili a tutti le conoscenze fondamentali sul cibo. L’autore spiega con chiarezza il rapporto tra i nutrienti e il nostro corpo, soprattutto rispetto al loro ruolo di protezione e prevenzione. La prima parte del volume descrive nel dettaglio l’effetto sul nostro metabolismo di ogni tipologia di alimenti, dall’Acqua allo Zucchero, e mette in guardia dai rischi legati al cibo ultra-processato. L’autore prende le mosse da un approccio che considera anhe la storia alimentare della nostra specie per sottolineare quanto le moderne diete ‘occidentali’ possano aumentare il rischio di sviluppare malattie cronico-degenerative.

La seconda parte del libro indaga invece il rapporto tra produzione agricola, distribuzione e consumo quotidiano, proponendo delle riflessioni e suggerimenti utili per fare una spesa che sia nello stesso tempo efficace, sostenibile e solidale, attenta alla salute e al benessere personale, ma anche a quello della comunità e del pianeta. Il cibo rappresenta quindi uno strumento di prevenzione non solo per le malattie individuali, ma anche per le malattie ambientali e sociali, come la crisi climatica e la disuguaglianze. Non manca infine un vademecum molto pratico per maneggiare il cibo in cucina e programmare una ‘giornata tipo’ a tavola. L’opera include inoltre, per chi fosse interessato a studiare più a fondo alcuni specifici argomenti, anche le fonti e ampli approfondimenti accessibili attraverso QRcode.

“L’alimentazione non è una fede – scrive l’autore –, non ci si deve ‘credere’: che mangiare in un modo piuttosto che in un altro abbia ripercussioni sulla salute è un dato di fatto. Questo non sorprende, considerando che, in media, mangiamo tre volte al giorno per tutto l’arco della vita e che, in quanto fonte di quasi tutte le molecole strutturali e funzionali che servono al corpo umano, l’alimentazione è il principale determinante ambientale per la salute ed il benessere, oltre che il principale elemento di impatto ecologico. L’alimentazione errata è oggi considerata responsabile di un numero di decessi maggiore rispetto a ogni altro fattore di rischio, e migliorarla potrebbe prevenire una morte su cinque a livello globale. Per questo la scienza dell’alimentazione dovrebbe far parte della formazione di ogni medico di medicina generale”. (di Chiara Cammarano)
https://ilfattoalimentare.it/

lunedì 10 ottobre 2022


 
News

FPP2 GRATIS, ANNUNCIO DI BIDEN, COSA ASPETTA DRAGHI?
Il presidente USA Biden, raccogliendo la richiesta che da tempo avanza Bernie Sanders, ha annunciato che gli Stati Uniti forniranno mascherine ffp2 gratis ai cittadini. >>



Pesticidi in Unione europea.
La European Food Safety Authority (EFSA) ha pubblicato un report sugli ortaggi e frutta più contaminati da pesticidi... studio pubblicato nel mese di febbraio 2021 che discute i dati del 2019. In tutta Europa, nell’anno 2019, sono stati analizzati 96.302 campioni e la frequenza media si attesta su 19 analisi per 100mila abitanti. I paesi più virtuosi sono la Lituania (125 analisi su 100mila abitanti), la Bulgaria (104 analisi) e il Lussemburgo (81 analisi). I meno virtuosi sono la Gran Bretagna (1,5 analisi), la Spagna (5 analisi) e la Polonia (7 analisi). L’Italia e la Francia si attestano sulla media europea di 19 analisi per 100mila abitanti, la Germania appena un po’ in più con 25 analisi. >>



Sesto Rapporto IPCC - Working Group I su nuove conoscenze e cambiamenti climatici.
In occasione della presentazione del rapporto del Working Group I dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc) che delinea le nuove conoscenze scientifiche in merito ai cambiamenti climatici, ai loro effetti e agli scenari futuri, di seguito sono proposti i dati del VI rapporto Ipcc riassunti e forniti dall’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isac) di Bologna. Sesto Rapporto IPCC – Working Group I Annalisa Cherchi, Susanna Corti, Sandro Fuzzi Lead Authors IPCC WG I Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima Consiglio Nazionale delle Ricerche Bologna INTRODUZIONE SU IPCC Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), creato dalle Agenzie delle Nazioni Unite UNEP (UN Environmental Program e WMO (World Meteorological Organisation) nel 1988, ha il compito di redigere a scadenza regolare rapporti di valutazione sulle conoscenze scientifiche relative al cambiamento climatico, ai suoi impatti, ai rischi connessi, e alle opzioni per la mitigazione e l’adattamento. È attualmente in corso di finalizzazione il 6° Rapporto IPCC (AR6). Ogni Rapporto IPCC si compone di tre parti, ognuna redatta a cura di un apposito Working Group (WG). Working Group I: valuta le nuove conoscenze scientifiche emerse rispetto al rapporto precedente. Working Group II: valuta gli impatti del cambiamento climatico sull’ambiente e la società e le azioni di adattamento necessarie. Working Group III: valuta le azioni di mitigazione del cambiamento climatico. Ogni WG redige un rapporto mediamente dell’ordine di 2-3000 pagine, accompagnato da un Riassunto tecnico che mette in evidenza i punti salienti del rapporto e un breve Summary for Policy Makers ad uso dei responsabili politici dei paesi associati all’ONU, nei quali sono condensate per punti essenziali tutte le informazioni analizzate nel dettaglio nei singoli rapporti. Ogni WG si compone mediamente di 200-250 scienziati (Lead Authors) scelti su proposta dei singoli governi dal Bureau IPCC. La partecipazione dei singoli scienziati è volontaria e non retribuita. È bene ricordare che i risultati dei Rapporti IPCC sono basati esclusivamente sull’esame critico di diverse migliaia di lavori scientifici pubblicati (14.000 solo per quanto riguarda il WG I). I Rapporti IPCC, la cui stesura impegna gli scienziati per circa tre anni, sono soggetti prima della stesura finale a due fasi di revisione da parte di diverse centinaia di altri scienziati esperti del settore e da parte di esperti dei singoli governi. Il giorno 9 agosto 2021 verrà presentato ufficialmente il Rapporto del Working Group I dedicato allo stato dell’arte delle basi scientifiche del cambiamento climatico e degli avanzamenti rispetto all’ultimo rapporto AR5. Gli altri due Rapporti di cui si compone AR6 sono tuttora in corso di elaborazione e verranno presentati nei primi mesi del 2022. Per quanto riguarda il Working Group I, sui 234 Lead Authors provenienti da 66 Paesi, tre sono gli scienziati appartenenti a un’istituzione di ricerca italiana, tutti ricercatori dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche. >>