Cerca Contatti Archivio
 
La guerra segna il crollo della sostenibilità.

Sono anni che ci riempiamo la bocca della parola sostenibilità, anni che sentiamo parlare del tavolo a tre gambe: la gamba della sostenibilità ambientale, quella della sostenibilità sociale, infine quella della sostenibilità economica. Un tavolo a quattro gambe sarebbe più stabile ma pare che la quarta gamba, nel caso specifico, non si trovi. Forse è per questo che la sostenibilità resta un concetto, dopo anni di discussioni sul tema, non ben definito, non ancora racchiuso entro confini definiti, come conferma il fatto che un gruppo di lavoro a Bruxelles si sta prendendo la briga di ricercare una definizione precisa della sostenibilità, in modo che su quella definizione si possa costruire, appunto con più precisione, una politica europea per l’ambiente, per la società, per l’economia.

n ogni caso, a questa parola ci siamo un po’ tutti affezionati, ci cogliamo una méta su cui impegnarsi, l’obiettivo di un’agricoltura se non addirittura di un mondo migliore. Qualcosa di sostenibile è qualcosa di positivo, traccia una strada percorribile verso condizioni generali migliori. Il tema di questi terribili giorni è che nella culla della sostenibilità, nella patria dei diritti e della democrazia, nella debole Europa forte solo dei suoi valori, tutto rischia di andare in fumo. La guerra segna il crollo della sostenibilità. Sotto i cingoli dei carri armati si spezzano le tre gambe del tavolo, non sta in piedi più niente. L’impegno per l’ambiente viene oscurato dal fumo nero delle bombe e finisce annichilito dal fuoco delle esplosioni, i traguardi sociali precipitano nella disperazione e nella paura di un buio scantinato adattato a rifugio, le aspettative economiche dei singoli crollano con gli edifici bombardati. Oggi in Ucraina, domani – non sia mai – in un possibile conflitto allargato. Al di là dei personaggi in campo, al di là della NATO e dell’Unione Europea, al di là della propaganda, al di là di tutto, siamo di fronte agli interessi strategici di una superpotenza da una parte e al diritto all’autodeterminazione di un popolo dall’altra. Trovare una sintesi che rappresenti una soluzione onorevole per entrambe le parti è praticamente impossibile. O vincerà Davide, o vincerà Golia.

In un frangente così drammatico, che riporta i meno giovani agli anni della Guerra Fredda e i più anziani alla Seconda Guerra Mondiale, si coglie la grandezza di un valore essenziale, di cui nemmeno la sostenibilità può fare a meno: la pace. (di Antonio Felice - https://greenplanet.net - 09/03/2022)


https://greenplanet.net

mercoledì 9 marzo 2022


 
News

FPP2 GRATIS, ANNUNCIO DI BIDEN, COSA ASPETTA DRAGHI?
Il presidente USA Biden, raccogliendo la richiesta che da tempo avanza Bernie Sanders, ha annunciato che gli Stati Uniti forniranno mascherine ffp2 gratis ai cittadini. >>



Pesticidi in Unione europea.
La European Food Safety Authority (EFSA) ha pubblicato un report sugli ortaggi e frutta più contaminati da pesticidi... studio pubblicato nel mese di febbraio 2021 che discute i dati del 2019. In tutta Europa, nell’anno 2019, sono stati analizzati 96.302 campioni e la frequenza media si attesta su 19 analisi per 100mila abitanti. I paesi più virtuosi sono la Lituania (125 analisi su 100mila abitanti), la Bulgaria (104 analisi) e il Lussemburgo (81 analisi). I meno virtuosi sono la Gran Bretagna (1,5 analisi), la Spagna (5 analisi) e la Polonia (7 analisi). L’Italia e la Francia si attestano sulla media europea di 19 analisi per 100mila abitanti, la Germania appena un po’ in più con 25 analisi. >>



Sesto Rapporto IPCC - Working Group I su nuove conoscenze e cambiamenti climatici.
In occasione della presentazione del rapporto del Working Group I dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc) che delinea le nuove conoscenze scientifiche in merito ai cambiamenti climatici, ai loro effetti e agli scenari futuri, di seguito sono proposti i dati del VI rapporto Ipcc riassunti e forniti dall’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isac) di Bologna. Sesto Rapporto IPCC – Working Group I Annalisa Cherchi, Susanna Corti, Sandro Fuzzi Lead Authors IPCC WG I Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima Consiglio Nazionale delle Ricerche Bologna INTRODUZIONE SU IPCC Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), creato dalle Agenzie delle Nazioni Unite UNEP (UN Environmental Program e WMO (World Meteorological Organisation) nel 1988, ha il compito di redigere a scadenza regolare rapporti di valutazione sulle conoscenze scientifiche relative al cambiamento climatico, ai suoi impatti, ai rischi connessi, e alle opzioni per la mitigazione e l’adattamento. È attualmente in corso di finalizzazione il 6° Rapporto IPCC (AR6). Ogni Rapporto IPCC si compone di tre parti, ognuna redatta a cura di un apposito Working Group (WG). Working Group I: valuta le nuove conoscenze scientifiche emerse rispetto al rapporto precedente. Working Group II: valuta gli impatti del cambiamento climatico sull’ambiente e la società e le azioni di adattamento necessarie. Working Group III: valuta le azioni di mitigazione del cambiamento climatico. Ogni WG redige un rapporto mediamente dell’ordine di 2-3000 pagine, accompagnato da un Riassunto tecnico che mette in evidenza i punti salienti del rapporto e un breve Summary for Policy Makers ad uso dei responsabili politici dei paesi associati all’ONU, nei quali sono condensate per punti essenziali tutte le informazioni analizzate nel dettaglio nei singoli rapporti. Ogni WG si compone mediamente di 200-250 scienziati (Lead Authors) scelti su proposta dei singoli governi dal Bureau IPCC. La partecipazione dei singoli scienziati è volontaria e non retribuita. È bene ricordare che i risultati dei Rapporti IPCC sono basati esclusivamente sull’esame critico di diverse migliaia di lavori scientifici pubblicati (14.000 solo per quanto riguarda il WG I). I Rapporti IPCC, la cui stesura impegna gli scienziati per circa tre anni, sono soggetti prima della stesura finale a due fasi di revisione da parte di diverse centinaia di altri scienziati esperti del settore e da parte di esperti dei singoli governi. Il giorno 9 agosto 2021 verrà presentato ufficialmente il Rapporto del Working Group I dedicato allo stato dell’arte delle basi scientifiche del cambiamento climatico e degli avanzamenti rispetto all’ultimo rapporto AR5. Gli altri due Rapporti di cui si compone AR6 sono tuttora in corso di elaborazione e verranno presentati nei primi mesi del 2022. Per quanto riguarda il Working Group I, sui 234 Lead Authors provenienti da 66 Paesi, tre sono gli scienziati appartenenti a un’istituzione di ricerca italiana, tutti ricercatori dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche. >>