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IN VIOLAZIONE DELLE LEGGI, ANCORA UNA VOLTA, FIDENATO SEMINA O.G.M..

Fidenato, agricoltore friulano, con la supponenza di sempre e alcun rispetto delle leggi vigenti, ha seminato nuovamente Ogm in campo aperto per la coltivazione del mais. Associazioni e Comitati protestano, le Autorità segnalano lo sfregio, anche tre deputate sostengono la protesta segnalando l’illegalità delle azioni di semina e coltivazione, tutti allibiti di fronte alla protervia dell’agricoltore e ai danni su terreni, animali, umani. Quali sono le news riguardo Fidenato? Chi ha allertato le autorità? Un “eroe” senza rispetto delle leggi vigenti, semina OGM, ma il nostro agricoltore non vive in un deserto, le sue azioni sono monitorate.

La semina fatta quest'anno da Fidenato a Colloredo di Monte Albano, in Friuli, era già stata segnalata da 47 realtà aderenti al Coordinamento Zero Ogm, anche con l’adesione del Comitato Stop TTIP di Udine che in più situazioni ha dibattuto vis à vis con lui la questione. Gli attivisti hanno quindi giustamente segnalato le azioni illegali alla Procura di Udine, alle Forze dell'ordine, al Ministero dell'Agricoltura e all'Assessorato regionale competente, denunciando l'accaduto. La questione è stata poi presa a cuore da tre deputate, Sara Cunial (Gruppo misto), facente parte della Commissione Ambiente, Silvia Benedetti (Gruppo misto) e Doriana Sarli (Movim.5 Stelle), entrambe della Commissione Agricoltura; le tre parlamentari hanno portato, all'attenzione di Nas e dell’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e della Repressione Frodi, l’avvenuta semina 2021 di mais Ogm. Hanno poi formalizzato una denuncia, domandando ragione delle semine e della mancata distruzione delle piante al Ministro competente tramite un'interrogazione; di conseguenza, hanno sollecitato le autorità affinché vengano adottati i provvedimenti necessari «per punire l'illecito e chi lo ha eseguito», come ha dichiarato la Cunial. Quali sono le motivazioni delle parlamentari e quali le posizioni dei Coordinamenti e Comitati contrari agli OGM? Sara Cunial ha giustamente dichiarato «L'Italia ha scelto ripetutamente di ripudiare gli Ogm. Esistono leggi nazionali ed europee che stabiliscono la possibilità di limitare o vietare la coltivazione di organismi geneticamente modificati sul territorio nazionale. Sempre più studi ormai certificano i rischi di queste colture: per la salute delle persone, degli animali e per l'ambiente. Quello basato su piante Ogm è un modello industriale che contraddice i dettami della Commissione Europea in termini di sostenibilità, salvaguardia della biodiversità, riduzione dell'uso dei pesticidi, Farm to fork, nonché una grave minaccia per le piccole e medie produzioni locali e, in generale, per tutto il comparto delle produzioni biologiche e di qualità che caratterizzano il made in Italy”.

Come Comitato STOPTTIP/STOPCETA di Udine, siamo evidentemente schierati a favore delle iniziative promosse per garantire l'applicazione delle leggi e ci auguriamo che l'autorità pubblica, certamente nessun altro, intervenga superando una situazione di impasse in tempi brevi. Ricordiamo al signor Fidenato che la libertà d'impresa è condizionata dal sistema di norme vigenti e che un campo seminato ad OGM si trova inserito in un territorio popolato da persone e cittadini di cui lo Stato si assume la tutela con leggi proprie, non c’è la licenza di inquinare terreni e avvelenare animali e umani. Di quali rischi si parla con l’uso di OGM (Organismi geneticamente modificati)? I cibi derivati da coltivazioni OGM nascondono rischi pure per la salute dell’uomo, anche se non è possibile parlare di danni certi, ma solo di rischi potenziali, come ci ha spiegato più volte con onestà il prof. Gianni Tamino, biologo, già europarlamentare. Ogni volta che si ingerisce un prodotto alimentare transgenico, questo può provocare allergie o intossicazioni che possono produrre effetti a distanza di tempo. E’ il caso, ad esempio, della patata “Amflora” della BASF (Bayer-Monsanto), patata autorizzata dalla Commissione Europea per usi industriali, ma con sottoprodotti impiegabili come mangimi. Questa patata transgenica contiene fattori di resistenza a ben due antibiotici, kanamicina e neomicina, ancora utilizzati in medicina umana. Per queste ragioni l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Agenzia europea per i farmaci erano contrarie all’autorizzazione. Fortunatamente in data 13 dicembre 2013 il Tribunale dell’Unione europea ha annullato l’autorizzazione concessa dalla Commissione Europea.

Un ulteriore e rilevante problema è posto, come già detto, dall’impiego dei diserbanti associati agli OGM, soprattutto il glifosato, pubblicizzato come quasi innocuo perché rapidamente metabolizzato, ma già nel 1999 riconosciuto responsabile di un aumento di linfomi non Hodgkin correlati all’uso di glifosato e agli effetti dei suoi metaboliti. Più recentemente, nel marzo 2015, l’Agenzia Internazionale per le Ricerche sul Cancro (IARC) ha classificato il glifosato come probabile cancerogeno per l’uomo, segnalando come significative le quantità nelle aree coltivate a soia e mais OGM. E allora, Fidenato rinunci ad agire per un modello agricolo dannoso alla salute e irrispettoso delle leggi vigenti. (dI Emilia Accomando - stopttipud@gmail.com) Fonte: friulisera.it, giornale online, direttore Fabio Folisi
https://friulisera.it/

giovedì 21 ottobre 2021


 
News

Pesticidi in Unione europea.
La European Food Safety Authority (EFSA) ha pubblicato un report sugli ortaggi e frutta più contaminati da pesticidi... studio pubblicato nel mese di febbraio 2021 che discute i dati del 2019. In tutta Europa, nell’anno 2019, sono stati analizzati 96.302 campioni e la frequenza media si attesta su 19 analisi per 100mila abitanti. I paesi più virtuosi sono la Lituania (125 analisi su 100mila abitanti), la Bulgaria (104 analisi) e il Lussemburgo (81 analisi). I meno virtuosi sono la Gran Bretagna (1,5 analisi), la Spagna (5 analisi) e la Polonia (7 analisi). L’Italia e la Francia si attestano sulla media europea di 19 analisi per 100mila abitanti, la Germania appena un po’ in più con 25 analisi. >>



Sesto Rapporto IPCC - Working Group I su nuove conoscenze e cambiamenti climatici.
In occasione della presentazione del rapporto del Working Group I dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc) che delinea le nuove conoscenze scientifiche in merito ai cambiamenti climatici, ai loro effetti e agli scenari futuri, di seguito sono proposti i dati del VI rapporto Ipcc riassunti e forniti dall’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isac) di Bologna. Sesto Rapporto IPCC – Working Group I Annalisa Cherchi, Susanna Corti, Sandro Fuzzi Lead Authors IPCC WG I Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima Consiglio Nazionale delle Ricerche Bologna INTRODUZIONE SU IPCC Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), creato dalle Agenzie delle Nazioni Unite UNEP (UN Environmental Program e WMO (World Meteorological Organisation) nel 1988, ha il compito di redigere a scadenza regolare rapporti di valutazione sulle conoscenze scientifiche relative al cambiamento climatico, ai suoi impatti, ai rischi connessi, e alle opzioni per la mitigazione e l’adattamento. È attualmente in corso di finalizzazione il 6° Rapporto IPCC (AR6). Ogni Rapporto IPCC si compone di tre parti, ognuna redatta a cura di un apposito Working Group (WG). Working Group I: valuta le nuove conoscenze scientifiche emerse rispetto al rapporto precedente. Working Group II: valuta gli impatti del cambiamento climatico sull’ambiente e la società e le azioni di adattamento necessarie. Working Group III: valuta le azioni di mitigazione del cambiamento climatico. Ogni WG redige un rapporto mediamente dell’ordine di 2-3000 pagine, accompagnato da un Riassunto tecnico che mette in evidenza i punti salienti del rapporto e un breve Summary for Policy Makers ad uso dei responsabili politici dei paesi associati all’ONU, nei quali sono condensate per punti essenziali tutte le informazioni analizzate nel dettaglio nei singoli rapporti. Ogni WG si compone mediamente di 200-250 scienziati (Lead Authors) scelti su proposta dei singoli governi dal Bureau IPCC. La partecipazione dei singoli scienziati è volontaria e non retribuita. È bene ricordare che i risultati dei Rapporti IPCC sono basati esclusivamente sull’esame critico di diverse migliaia di lavori scientifici pubblicati (14.000 solo per quanto riguarda il WG I). I Rapporti IPCC, la cui stesura impegna gli scienziati per circa tre anni, sono soggetti prima della stesura finale a due fasi di revisione da parte di diverse centinaia di altri scienziati esperti del settore e da parte di esperti dei singoli governi. Il giorno 9 agosto 2021 verrà presentato ufficialmente il Rapporto del Working Group I dedicato allo stato dell’arte delle basi scientifiche del cambiamento climatico e degli avanzamenti rispetto all’ultimo rapporto AR5. Gli altri due Rapporti di cui si compone AR6 sono tuttora in corso di elaborazione e verranno presentati nei primi mesi del 2022. Per quanto riguarda il Working Group I, sui 234 Lead Authors provenienti da 66 Paesi, tre sono gli scienziati appartenenti a un’istituzione di ricerca italiana, tutti ricercatori dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche. >>



Il comitato “Noi braccianti esclusi da tutti”, il SIFUS e la LILCA a Roma in presidio.
Roma 26-04-202 – Ogni pazienza ha un limite. Il SiFUS ed il comitato ” noi braccianti agricoli esclusi da tutto”, organizzano, mercoledì 5 maggio prossimo, alle ore 10.00 , in Piazza di Monte Citorio, un Presidio di protesta dei Braccianti Agricoli contro il Governo Draghi. >>