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Gli agricoltori del sud hanno conquistato la terra con le lotte. Ora devono conquistare il futuro.

vociperlaterra.it, editoriale dell’8 aprile 2021 di Lino Martone. Come organizzare le forme di lotta sociale, organizzando un legame strategico con l’obiettivo di una nuova Riforma Agraria, non è cosa semplice. Non è semplice nel senso, in primo luogo, che non bisogna illudersi che è strategica solo la diffusione di una grande campagna di assemblee di massa di orientamento, organizzativa e di informazione. Nella mia esperienza sindacale e politica ho diretto e sono stato in prima linea, assumendomi anche responsabilità e rischi di vita e penali, in tante lotte in Terra di Lavoro, provincia di Caserta.

A cominciare dal 68, nel gruppo dirigente di primo piano delle lotte studentesche, alle lotte agrarie con inizio nelle lotte bracciantili. L’affermazione piena nel nuovo potere sindacale con l’approvazione della Legge sul Collocamento; le dure lotte per l’affermazione piena del salario aggiuntivo ai braccianti impegnati nelle grandi aziende zootecniche bufaline, nelle aziende Cirio, Sme e a partecipazione statale. Successivamente le grandi e ferme lotte di massa per la contrattazione interprofessionale del prezzo del latte bufalino, del tabacco; la “guerra” sociale ferma e convinta per la salvaguardia del reddito contadino nel periodo di crisi del pomodoro; l’affermazione piena di quanto dovuto dallo Stato nel grande momento di crisi produttiva nel 2002, per conseguenze ambientali; il legale riconoscimento del reale bisogno di manodopera estera, per il quale demmo vita a una legale e riconosciuta associazione organizzativa del bisogno di manodopera agricola. L’ agitazione di massa, anche popolare, contro l’illusoria e distruttiva idea di dar vita a nuovi aeroporti e centri direzionali nelle zone più produttive della provincia di Caserta. In ultimo la ferma battaglia, tutt’ora in atto, contro il massacro bufalino per l’irresponsabile gestione dell’ipotetica infezione da brucellosi bufalina, insieme alla battaglia per impedire la piena costruzione di una turbogas in una delle zone agrarie più produttive della provincia di Caserta.

Al centro di questa mia lunga esperienza sindacale, professionale e politica, vi è un comportamento strategico che mi ha aiutato, diretto, condizionato e orientato. Il comportamento a cui mi ha educato uno dei miei maestri, il compagno Domenico Ianniello. Questo maestro dava vita, o quando veniva invitato a riunione di sezione o di circolo, non già a un incontro ideologico di orientamento e trasmissione di idee e proposte, ma iniziava strategicamente chiedendo in primo luogo informazioni di conoscenza, di come stavano le cose, quali erano le condizioni e quale la controparte. L’obiettivo era quello di analizzare e individuare i punti di unificazione, i problemi veri e le controparti, da cui far nascere l’iniziativa e l’Unità. Ciò predetto, occorre dar vita a una nuova, specifica campagna di incontri e conoscenze, soprattutto nelle piccole realtà dei comuni rurali, dando vita a nuovi gruppi organizzati, mutuando anche una grossa esperienza storica di chi, per altri obiettivi, diede vita all’esercito dei collettori. In tal quadro, personalmente, non condividi la sottolineatura per la quale non si tratterebbe di dar vita a un’attività sindacale; anzi proprio al contrario, si tratta di dar vita a nuove forze organizzate nelle nostre realtà rurali, sconvolgendo radicalmente il servilismo al potere delle vecchie organizzazioni in cambio di compensi.

Occorre dunque dar vita a un nuovo sistema organizzato capace di dar vita alla propugnata e dovuta nuova riforma agraria. Un riforma, su cui avviare da subito la giusta e dovuta riflessione, che ha al centro non la sconfitta del vecchio storico latifondo, ma il nuovo latifondo, fondato sul monopolio dei prodotti strategici nello scambio nazionale e internazionale. Per questo la nuova riforma agraria si fonda su un nuovo sistema di alleanze nello stesso artigianato, piccolo commercio e lavoro, insieme alle comunità rurali e cittadine per la sovranità e sanità alimentare. SU QUESTO PUNTO SI APRA IL DIBATTITO SPECIFICO SU CUI DARO’ IL MIO CONTRIBUTO.
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giovedì 8 aprile 2021


 
News

Pesticidi, in 10 anni raddoppiato l’impatto tossico su api e impollinatori.
L’impatto tossico dei pesticidi sulle api e altri impollinatori è raddoppiato in un decennio nonostante la quantità di quelli utilizzati sia diminuita perché “la tossicità totale applicata agli invertebrati è notevolmente aumentata dal 2005”. A denunciarlo è uno studio condotto dal professor Ralf Schulz, dell’Università di Coblenza e Landau in Germania, pubblicato dalla rivista Science e riportato nei giorni scorsi dal ‘Guardian’. I risultati hanno di fatto smentito l’ipotesi che il calo della quantità di pesticidi utilizzati stia riducendo il loro impatto ambientale così come l’idea che le colture OGM porterebbero a ridurne l’uso. >>



Acqua Bene Comune
Recentemente è comparso sui giornali locali un comunicato stampa del Comune di Padova sulla delibera di Giunta relativa all’aggiornamento del protocollo di intesa tra Comune ed AcegasApsAmga, perla “Agevolazione nella fornitura di acqua ai clienti svantaggiati”. E’sicuramente positivo “Operare congiuntamente per il sostegno dei cittadini in condizioni di grave disagio economico, condividendo le finalità di prevenire ed evitare il distacco delle utenze”, ma vogliamo ricordare che il 28 gennaio 2019 il Consiglio Comunale ha approvato una Delibera di Iniziativa Popolare sull’Acqua, secondo la quale il gestore non può mai sospendere la fornitura ma solamente limitare il flusso e la riduzione di flusso può avvenire solo dopo sentenza di un ente terzo, se tutti i tentativi di conciliazione non hanno avuto buon esito(punto 1 della delibera citata). >>



Eni e la politica estera dell’Unione europea: il consigliere a rischio “conflitto di interessi”
Nathalie Tocci, nel cda della multinazionale degli idrocarburi da metà maggio 2020, è stata nominata consigliere speciale dell’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Unione europea, Joseph Borrell. Quest’ultimo ammette le incongruenze e promette “mitigazioni” per evitare sovrapposizioni. Ma per Re:Common le misure adottate sono “insufficienti”. Consigliere di amministrazione di Eni e ora anche consigliere speciale dell’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Unione europea. È la storia di Nathalie Tocci, nominata lo scorso 13 maggio amministratore non esecutivo del cda della multinazionale degli idrocarburi partecipata dallo Stato italiano al 30%. Quasi due mesi dopo, Tocci ha ricevuto dalla Commissione europea l’incarico di “fornire consulenza sull’elaborazione della strategia globale dell’Ue” accanto allo spagnolo Josep Borrell. >>