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Leroy Merlin, Castorama e Mr Bricolage: le catene del fai-da-te europee che vendevano legname illegale proveniente dalle foreste russe.

Sono quasi 100mila le tonnellate di legname tagliato illegalmente nella Taiga russa e finite nei principali negozi di bricolage europei. Un vero e proprio mercato sommerso nonostante il divieto dell’Unione Europea di importare legname da “fonti sospette”. Un divieto che risale al 2013 e che impone agli importatori di effettuare controlli. Tra le grandi catene del fai-da-te compaiono anche Leroy Marlin e Castorama. A dirlo è un rapporto (https://earthsight.org.uk/taigaking) dal titolo “Taiga King” della ONG Earthsight – riportato dal quotidiano inglese The Guardian – che ribadisce come si tratti di legno prelevato illegalmente dalla regione della Taiga dell’estremo oriente della Russia, dove la corruzione sta contribuendo alla rapida distruzione delle foreste vergini e dove hanno praticamente casa orsi, lupi, linci e tigri già in via di estinzione. Un vero e proprio disastro, se si considera che a tutto ciò si aggiungono i devastanti incendi degli ultimi mesi. Ogni anno nella Taiga si verificano incendi e quest’anno la situazione è stata davvero drammatica e senza precedenti.

1 - Il rapporto Taiga King. Si presume che più di 100.000 tonnellate di legname siano entrate in Germania, Francia e altri paesi dell’Unione europea come parte di uno dei più grandi scandali illegali di legname della Russia. L’attività è a sua volta collegata a due società registrate nel Regno Unito. È la regione di Khabarovsk Krai presumibilmente dietro gran parte di questo commercio illegale. E sarebbe l’azienda BM Group la principale colpevole che adesso, però, nega ogni illecito. Eppure, il suo presidente, Alexander Pudovkin, è stato arrestato lo scorso anno ed è indagato insieme a due funzionari governativi, accusati di abuso d’ufficio. Come scrive il Guardian, secondo i pubblici ministeri russi, Pudovkin avrebbe ammesso di aver pagato tangenti in cambio di sontosi sussidi statali e concessioni forestali e i contratti sono stati dati a Pudovkin senza gara d’appalto “con fondi statali consegnati per una segheria che non è mai stata costruita”. I pubblici ministeri affermano anche che la sua affiliata Asia Les avrebbe registrato illegalmente 600mila metri cubi di legno e che le licenze per il disboscamento sono state ottenute tramite corruzione e frode. La maggior parte del legno di Asia Les è finita in Cina. Ma il larice è stato spedito anche in Europa, dove è stato venduto per rivestimenti domestici e per costruire yacht. Il legno sarebbe stato spedito da San Pietroburgo al porto tedesco di Kiel e da lì ai negozi di bricolage in tutto il continente. Come si legge nel rapporto, il più grande cliente francese di BM, ISB France, fa parte del Gruppo ISB, un fornitore di legname segato e pannelli di legno a grossisti industriali e negozi di ferramenta come Mr Bricolage e Castorama. Il suo rivestimento in larice è in vendita nelle filiali di Leroy Merlin, una delle più grandi catene di vendita al dettaglio di fai da te in Europa con oltre 400 negozi in tutto il continente.

2 - Cosa dice il gruppo BM. Il gruppo BM ha affermato di avere “contratti di locazione forestali validi” e respinge di fatto il rapporto di Earthsight definendolo “parziale” e “errato”. Dopo lo scandalo già scoppiato nel 2019, il rapporto afferma che molti importatori europei hanno continuato ad acquistare legname sospetto. Alcuni hanno persino aumentato i loro ordini. Il larice sarebbe finito in vendita presso i negozi di bricolage francesi e in una grande catena tedesca, ma rimane molto probabile che sia arrivato anche nel Regno Unito.

3 - L’appello di Earthsight I risultati di Earthsight seguono un’indagine precedente che ha rivelato che il legno illegale proveniente dall’Ucraina era in vendita nelle filiali Ikea in Europa e arrivano alla conclusione che le autorità responsabili dell’applicazione del diritto dell’Ue non hanno affrontato il problema. I legislatori dell’UE stanno discutendo regole più rigide per affrontare il ruolo dell’Europa nel guidare la deforestazione globale attraverso il suo consumo di legno e altri “prodotti a rischio forestale” come carne di manzo e soia. “I governi devono agire con urgenza per impedirlo, sia approvando nuove leggi che applicando meglio quelle esistenti. Devono fermarsi”, conclude il direttore di Earthsight, Sam Lawson. (di GERMANA CARILLO) Fonte: Taiga King / The Guardian
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martedì 22 dicembre 2020


 
News

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Il Parlamento di Cipro boccia il CETA, Trattato Ue-Canada,
Il Parlamento di Cipro boccia il CETA, Trattato Ue-Canada, già in vigore provvisorio dal 21 settembre 2017, un piccolo Stato che blocca l'iter di ratifica di un accordo dalle conseguenze devastanti per l'agroalimentare, decisione esplosiva che speriamo sia ripresa da altri Stati europei, Italia innanzitutto. Con 37 voti contrari e solo 18 favorevoli (partito di Sinistra Akel e socialisti contrari, destra favorevole), il 31 luglio il Parlamento della piccola Cipro ha detto NO al trattato di libero scambio fra UE e Canada. Tutti i partiti, ad eccezione della destra, hanno votato contro il CETA, opponendo diverse motivazioni: dai rischi del tribunale ICS, costruito su misura per le multinazionali che vogliono fare causa agli stati, alla mancata protezione dei prodotti tipici, tra cui ricordiamo il formaggio di capra Halloum, esposti alla pirateria alimentare d'oltreoceano. E poi i pericoli dell’uso troppo disinvolto di pesticidi come il glifosato, che in Canada viene utilizzato per seccare il grano prima della raccolta, e la paura di accrescere ulteriormente il potere delle grandi imprese. >>



Covid e biologico: il 73% delle aziende in crisi a causa della pandemia.
Per oltre due aziende su tre del settore biologico la possibilità di reggere alla crisi economica sopraggiunta a causa dell’emergenza sanitaria è di massimo tre mesi. È questo uno dei primi dati dell’analisi voluta e sviluppata dalle tre maggiori organizzazioni del comparto, Aiab, FederBio e Assobiodinamica, a partire da una proposta della Fondazione italiana per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica (FIRAB), per rilevare l’impatto della pandemia da Covid19 sul biologico. >>