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Prodotti alimentari sviluppati tramite "editing genetico" (Nuovi O.G.M.): da oggi è possibile rilevarli con un test.

Nel nostro Paese è vietato coltivare OGM, e la normativa sugli OGM a livello europeo è chiara, vanno sottoposti a valutazione del rischio, tracciabilità ed etichettatura. Ma è possibile sapere se un prodotto è stato sviluppato tramite editing genetico prima che arrivi sul mercato europeo? Ora sì! Grazie a un nuovo metodo open source appena sviluppato, siamo oggi in grado di scovare se delle colture immesse (o da immettere) sul mercato siano state geneticamente modificate tramite le nuove tecniche di editing genetico, cioè quelle tecniche di ingegneria genetica che consentono di ottenere nuove sequenze senza aggiungere materiale genetico estraneo. Non si può escludere, infatti, che oltre all’effetto voluto, queste tecniche provochino alterazioni genetiche non intenzionali tali da influire sulla sicurezza dei prodotti per le persone e l’ambiente. La ricerca è stata condotta da John Fagan, un pioniere dei test sugli OGM. Il dottor Fagan attualmente dirige l’Health Research Institute (HRI Labs) – laboratorio indipendente senza scopo di lucro e organizzazione di ricerca scientifica con sede negli Stati Uniti. La ricerca è stata finanziata da Greenpeace insieme a un gruppo di ONG e associazioni impegnate sul tema degli OGM di Europa, Nuova Zelanda e Stati Uniti, insieme a un’azienda europea della grande distribuzione organizzata (GDO).

Questo metodo innovativo smentisce l’industria del biotech e alcuni enti regolatori secondo cui i prodotti ottenuti tramite editing genetico (i cosiddetti “nuovi” OGM) sarebbero indistinguibili da colture simili non-OGM e per questo non potrebbero essere regolamentate secondo la normativa europea sugli OGM. Grazie al test ora è possibile rilevare in laboratorio una colza OGM resistente agli erbicidi che è stata sviluppata tramite editing genetico: una scoperta che consente ai Paesi Ue di effettuare controlli in modo che questa coltura OGM, non autorizzata al commercio in Europa secondo la normativa vigente, non entri illegalmente nelle filiere alimentari e mangimistiche. Fino ad ora, i Paesi membri non avevano modo di verificare la presenza di questa colza OGM, coltivata in alcune parti degli Stati Uniti e del Canada, tra quella importata. Il metodo è altamente sensibile e specifico e soddisfa gli standard normativi dell’Unione europea per la rilevazione degli OGM. La robustezza e l’affidabilità sono state convalidate dal laboratorio di analisi sugli OGM dell’Agenzia per l’ambiente austriaca (Umweltbundesamt). Il nuovo metodo consentirà alle aziende alimentari, alla GDO, agli enti di certificazione e agli ispettorati nazionali per la sicurezza alimentare di verificare che i prodotti non contengano questo tipo di colza OGM, ma soprattutto dimostra che la normativa europea sugli OGM può essere applicata anche agli OGM ottenuti attraverso l’editing genetico, mantenendo così gli elevati standard di sicurezza alimentare dell’Ue.

La Corte di giustizia europea ha stabilito infatti appena due anni fa che gli organismi ottenuti tramite editing genetico rientrano nelle norme comunitarie sugli OGM, e come tali devono essere gestiti, in base al principio di precauzione sancito nei trattati istitutivi dell’Ue e alla base delle norme europee sulla sicurezza alimentare. Non ci sono più scuse per non applicare i requisiti di sicurezza e di etichettatura degli OGM esistenti a questi cosiddetti “nuovi” OGM! Ora però toccherà alla Commissione europea e ai governi nazionali valorizzare questo lavoro e sviluppare metodi di screening in grado di identificare sia prodotti geneticamente modificati noti che sconosciuti. Ci aspettiamo che la ministra Bellanova, che ha più volte guardato con attenzione alle tecniche di gene editing, mostri lo stesso interesse per questo test.


www.greenpeace.org/italy

sabato 26 settembre 2020


 
News

Il comitato “Noi braccianti esclusi da tutti”, il SIFUS e la LILCA a Roma in presidio.
Roma 26-04-202 – Ogni pazienza ha un limite. Il SiFUS ed il comitato ” noi braccianti agricoli esclusi da tutto”, organizzano, mercoledì 5 maggio prossimo, alle ore 10.00 , in Piazza di Monte Citorio, un Presidio di protesta dei Braccianti Agricoli contro il Governo Draghi. >>



Pratiche commerciali scorrette, sottocosto e aste al doppio ribasso. Accordo tra GDO e aziende.
Il percorso per arginare pratiche commerciali scorrette che danneggiano produttori agricoli e consumatori ha fatto un altro passo avanti, con l’accordo sottoscritto giorni fa tra le imprese della grande distribuzione (rappresentate in ANCC-Coop, ANCD-Conad, Federdistribuzione e DM-Associazione Distribuzione Moderna) e le organizzazioni del comparto agricolo, sui principi comuni utili alla definizione di una legge che recepisca la direttiva europea sulle pratiche commerciali scorrette. L’iniziativa segue un primo accordo analogo, raggiunto a novembre tra rappresentanti della distribuzione e industria alimentare. In vista di scadenze imminenti, considerato che gli stati membri dovrebbero recepire entro maggio la direttiva europea in materia, approvata nel 2019. «Iniziative come queste sono frutto delle sollecitazioni arrivate nel corso degli anni dalle associazioni che si battono per tutelare i lavoratori del comparto agricolo», spiega Fulvio Ciconte, direttore di Terra!, una delle associazioni che più si è battuta per combattere queste pratiche. Il provvedimento, che fa riferimento alla tutela della vendita dei prodotti agricoli in modo più ampio rispetto alla direttiva europea, è stato approvato alla Camera e pochi giorni fa in Commissione Agricoltura del Senato, «ma dovrà poi tornare alla Camera perché ha subito modifiche», spiega Ciconte. >>



Lavoro: in agricoltura 18.000 stagionali in meno nel 2020 (-1,9%), perse 2 milioni di giornate lavorate (-2,4%)
Lavoro: in agricoltura 18.000 stagionali in meno nel 2020 (-1,9%), perse 2 milioni di giornate lavorate (-2,4%) >>