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LE NOSTRE VITE CONTANO! LE CASSETTE SONO VUOTE, ORA RIDISTRIBUIRE LA RICCHEZZA!.

noltriamo l’invito delle realtà “Berta-Catai-PaP” a partecipare al presidio di sabato 13 giugno in Piazza dei Signori (PD), vicino alla scalinata della Gran guardia. Sabato 13 | Ore 11 --------------- A marzo venuto tutto a galla. Un invisibile virus ha involontariamente scoperchiato l'ingiustizia su cui è fondata questa società. Lavoratori e lavoratrici mandati al macello, operatori e operatrici della sanità abbandonati ma chiamati eroi, le differenze sociali che si approfondiscono vertiginosamente, due mesi di lockdown ed ecco scatenarsi una crisi sociale ed economica di portata epocale. Davanti alle ingiustizie noi siamo abituati a fare una sola cosa: rimboccarci le maniche. Sportelli telefonici, doposcuola on-line e soprattutto due mesi di distribuzione di pacchi spesa a chi si è trovato in difficoltà economica. Tutto con la sola forza della solidarietà popolare e del mutualismo, senza sponsor o sovvenzioni, tutto finanziato attraverso donazioni volontarie. In questi mesi abbiamo approfondito conoscenze e collaborazioni, abbiamo incontrato tante persone, tante storie. Abbiamo sostenuto più di 200 persone che ricadevano al di fuori del circuito di solidarietà istituzionale, e come noi in città e in tutta Italia si è espressa una grande attivazione dal basso per non lasciare nessun* indietro.

Ora che gradualmente sembra tornare la “normalità”, qual è la situazione? Nonostante la riapertura dei luoghi di lavoro e l'arrivo di alcuni ammortizzatori sociali che hanno consentito a qualcun* di non aver più bisogno di un sostegno mutualistico, tantissime persone continuano ad essere in forte difficoltà: chi ha perso il lavoro, chi già prima era in estrema difficoltà, chi non ha ancora ricevuto gli ammortizzatori sociali e chi non riesce a richiederli perché non soddisfa alcune delle prescrizioni pur essendo in uno stato di grave necessità. Ora anche la nostra attività dovrà fermarsi. Dopo quasi 4000€ raccolti, il flusso di donazioni si è ridotto. Sappiamo che insistendo potremmo raccoglierne ancora un po', ma si farebbe sempre più difficile e non sarebbe comunque sostenibile nel lungo periodo. Di fatto questa come tante altre azioni di solidarietà rappresenta una sorta di patrimoniale dal basso verso il basso, ma nel nostro Paese la grande ricchezza è concentrata nelle mani di pochi: quello che serve è una ridistribuzione dall'alto verso il basso. Da mesi insistiamo su questo e affianchiamo al mutualismo rivendicazioni chiare per una "billionaire tax", un'imposta progressiva sui grandi e grandissimi patrimoni che serva a finanziare provvedimenti come un "reddito di emergenza" della durata di almeno un anno ed esteso a molti più soggetti di quelli attuali, oltre che provvedimenti strutturali su sanità, istruzione, ambiente, diritto alla casa e creazione di nuovi posti di lavoro dignitosi.

È il momento di una fase 2, ma dei diritti. Perché la povertà e l’impoverimento diffuso sono un’emergenza in questo Paese da prima della pandemia, perché non si può pensare di delegare tutto al terzo settore facendo leva ideologicamente sulla buona volontà delle persone (quando si mettono volontari e volontarie a fare da “assistenti civici”, non si tratta più di solidarietà ma di lavoro gratuito). Servono interventi strutturali e risposte serie dalle istituzioni, che non possono affidare al privato o alle imprese la soluzione di questi problemi e devono invece farsi carico dell’interesse collettivo. Anche gli enti locali, e il comune di Padova per primo, possono e devono prendere posizioni chiare nei confronti di regione e governo, e adottare tutti i provvedimenti praticabili in sostegno a chi si trova in difficoltà, tra cui ad esempio: * Sospensione del criterio di residenza per ricevere aiuti comunali ed estensione anche a non regolari. * Piena applicazione della delibera sull’acqua pubblica approvata dal consiglio comunale nel gennaio 2019: blocco dei distacchi e utilizzo degli utili di Hera per la creazione di un fondo a sostegno per chi non riesce a pagare le utenze. * Procedure semplificate per la richiesta di contributi a sostegno del pagamento di affitto e bollette. * Rafforzamento dei fondi esistenti per il sostengo al pagamento delle utenze domestiche. Da finanziarsi anche tramite i risparmi sulle utenze che l'amministrazione comunale ha ottenuto durante il lockdown e quelli derivanti dalle rinegoziazioni dei debiti degli enti locali previste dai decreti di questi mesi. * Vigilanza sugli appalti comunali affinché le aziende garantiscano i diritti di lavoratrici e lavoratori.

Scendiamo in piazza, perché le nostre vite contano! Lavoratori e lavoratrici, disoccupat* e cassa integrat*, migranti, studentesse e studenti, pensionat*, volontarie e volontari, attivist* di ogni genere: insieme siamo una potenza. Ridistribuire la ricchezza subito! Vogliamo giustizia sociale!
Catai

venerdì 12 giugno 2020


 
News

Il Parlamento di Cipro boccia il CETA, Trattato Ue-Canada,
Il Parlamento di Cipro boccia il CETA, Trattato Ue-Canada, già in vigore provvisorio dal 21 settembre 2017, un piccolo Stato che blocca l'iter di ratifica di un accordo dalle conseguenze devastanti per l'agroalimentare, decisione esplosiva che speriamo sia ripresa da altri Stati europei, Italia innanzitutto. Con 37 voti contrari e solo 18 favorevoli (partito di Sinistra Akel e socialisti contrari, destra favorevole), il 31 luglio il Parlamento della piccola Cipro ha detto NO al trattato di libero scambio fra UE e Canada. Tutti i partiti, ad eccezione della destra, hanno votato contro il CETA, opponendo diverse motivazioni: dai rischi del tribunale ICS, costruito su misura per le multinazionali che vogliono fare causa agli stati, alla mancata protezione dei prodotti tipici, tra cui ricordiamo il formaggio di capra Halloum, esposti alla pirateria alimentare d'oltreoceano. E poi i pericoli dell’uso troppo disinvolto di pesticidi come il glifosato, che in Canada viene utilizzato per seccare il grano prima della raccolta, e la paura di accrescere ulteriormente il potere delle grandi imprese. >>



Covid e biologico: il 73% delle aziende in crisi a causa della pandemia.
Per oltre due aziende su tre del settore biologico la possibilità di reggere alla crisi economica sopraggiunta a causa dell’emergenza sanitaria è di massimo tre mesi. È questo uno dei primi dati dell’analisi voluta e sviluppata dalle tre maggiori organizzazioni del comparto, Aiab, FederBio e Assobiodinamica, a partire da una proposta della Fondazione italiana per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica (FIRAB), per rilevare l’impatto della pandemia da Covid19 sul biologico. >>



Coronavirus, 5,7 mln di litri di latte al giorno dall’estero
Ogni giorno 5,7 milioni di litri di latte straniero attraversano le frontiere e invadono l’Italia con cisterna o cagliate congelate low cost di dubbia qualità in piena emergenza coronavirus, proprio mentre alcune aziende di trasformazione cercano di tagliare i compensi riconosciuti agli allevatori italiani, con la scusa della sovrapproduzione. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati del Ministero della salute relativi ai primi quindici giorni del mese di marzo 2020 sui flussi commerciali dall’estero in latte equivalente. Bisogna fermare qualsiasi tentativo di speculazione sui generi alimentari di prima necessità come il latte che – sottolinea la Coldiretti – nell’ultima settimana di rilevazione sui consumi ha registrato un balzo del 47% degli acquisti da parte delle famiglie, sulla base dei dati IRI che evidenziano anche l’aumento degli acquisti di formaggi, dalla mozzarella (+35%) al Grana Padano e Parmigiano Reggiano (+38%). >>