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PADOVA: QUEL PASTICCIACCIO DI LEROY MERLIN.

Con un po’ di ritardo vi giriamo un articolo uscito sul gazzettino ad inizio marzo: “Leroy Merlin ecco il piano definitivo” e la risposta che AltrAgricoltura ed i promotori del D.E.S. hanno prodotto. Il Comunicato inviato ai giornali locali non è stato per nulla recepito dalla stampa ed è caduto nel vuoto, anche se oggi sul Corriere della Sera è uscito un trafiletto che riguarda Leroy Merlin, molto simile a quello del Gazzettino, che trovate in allegato.

QUEL PASTICCIACCIO DI LEROY MERLIN Dal Gazzettino di martedì 10 marzo, si apprende che in settimana sarà protocollato l’ultimo documento relativo alla richiesta di valutazione ambientale in Provincia, per poi avviare il cantiere di “riqualificazione” dell’ex Foro Boario Davanzo, entro ottobre 2020. Si rimane un po’ stupiti nell’apprendere aggiornamenti in parte attendibili dai giornali e non dagli uffici tecnici di competenza, o dai soggetti dell’Amministrazione coinvolti in prima persona. Il nostro disagio e la vera perplessità nascono dalla duplice tempistica: i soliti colossi finanziari, verso i quali si è sempre più supini per paura di perderli, possono comunicare in tempo reale con tecnici, amministratori servizievoli o chi per loro, mentre i portatori d’interesse e gli stessi cittadini non possono accedere alla benché minima informazione. Anche se in questi anni si sono organizzati per affiancare l’Amministrazione affrontando le numerose complessità con criteri propositivi, innovativi, di costruzione e tutela di un bene comune. Ne deriva che l’amministrazione nelle figure del Sindaco Giordani e Vicesindaco Lorenzoni, non sono conseguenti e coerenti con le decisioni collettive (delibere di Giunta e Consiglio Comunale del marzo 2018 con cui si approva il D.E.S.) e, peggio, sottraendosi al risultato del processo partecipato ne inficiano qualsiasi possibilità di futuro sviluppo positivo.

La sintesi finale di Agenda21, prevedeva tra gli altri, due punti che, stando a quanto scritto nell’articolo del Gazzettino, non sono correttamente applicati: · Spostare il Gran teatro Geox subito. · Contrattare un congruo finanziamento per la realizzazione del Distretto di Economia Solidale con Leroy Merlin. E’ evidente che i dieci anni concessi al Geox per rimuovere le strutture fuori dall’area vincolata dalla Soprintendenza (dove?), siano sufficienti per far cadere nell’oblio ogni eventuale spostamento, giacché “insieme alla vocazione commerciale nell’area dovrebbe unirsi quella degli show con il nuovo teatro Geox che oggi tiene 2946 posti” (cit. Gazzettino 10 marzo 2020). Sempre l’articolo cita il D.E.S. sostenendo che “nell’area, ma nella zona di competenza comunale, troverà posto il Distretto di Economia Solidale”… ci si chiede come e quando? Poiché a oggi, i promotori del D.E.S. (depositari dell’unico studio di fattibilità proposto), non solo non sono considerati parte legittima di riferimento dall’Amministrazione, ma continuano a non avere informazioni certe in merito alle tempistiche e alle modalità di esecuzione: né da parte di Assessori che in passato si sono spesi per la realizzazione del Distretto, con dichiarazioni pubbliche (vedi assessore al commercio nell’ottobre 2019 o assessore al patrimonio ad aprile dello stesso anno), né da parte dei tecnici che nella separatezza dei loro uffici, appaiono a corto di giudizi di valore sulla loro città. Stiamo vivendo un tempo molto buio e anche sul piano della rappresentanza politica questo si manifesta con l’incapacità dell’Amministrazione di saper crescere con la comunità cittadina. La Comunità si è organizzata per dare luogo a “minoranze creative” espressione di una politica vicina ai reali bisogni delle persone, processi virtuosi usati dai cosiddetti percorsi partecipativi che poi così egualitari non sono. I Partiti al minimo della credibilità e della rappresentanza, invece di concedere spazi alle “buone pratiche politiche” esercitate dai cittadini, si ostinano a lottizzare, spartire, calcolare, mediare, politicizzare, sfalsare, mentire, svendere, privatizzare questa città di provincia altamente inquinata, grigia e sola! Troppe persone sono deluse, insoddisfatte dalla continua miopia e sordità degli amministratori: pretendono molto di più che moine di democrazia partecipata, falsi ascolti e banali consensi; auspicano che decisioni per il bene della collettività siano comprese prima e applicate poi dagli Amministratori, affinché le buone abitudini possano diventare consuetudini e facili pratiche del buon governo. Solo così la delega politica può evitare la degenerazione in retorica di patronato, in metodi obsoleti e clientelari, dove avanzi di segreterie di partiti fantasmi, si alternano alla goffaggine di principianti che confondono l’ambizione imprenditoriale e il volontariato interessato, con l’impegno politico, civile e sociale. AltrAgricoltura Nord Est e i promotori del D.E.S.


AltrAgricoltura Nord Est

venerdì 27 marzo 2020


 
News

Eni e la politica estera dell’Unione europea: il consigliere a rischio “conflitto di interessi”
Nathalie Tocci, nel cda della multinazionale degli idrocarburi da metà maggio 2020, è stata nominata consigliere speciale dell’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Unione europea, Joseph Borrell. Quest’ultimo ammette le incongruenze e promette “mitigazioni” per evitare sovrapposizioni. Ma per Re:Common le misure adottate sono “insufficienti”. Consigliere di amministrazione di Eni e ora anche consigliere speciale dell’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Unione europea. È la storia di Nathalie Tocci, nominata lo scorso 13 maggio amministratore non esecutivo del cda della multinazionale degli idrocarburi partecipata dallo Stato italiano al 30%. Quasi due mesi dopo, Tocci ha ricevuto dalla Commissione europea l’incarico di “fornire consulenza sull’elaborazione della strategia globale dell’Ue” accanto allo spagnolo Josep Borrell. >>



Il Parlamento di Cipro boccia il CETA, Trattato Ue-Canada,
Il Parlamento di Cipro boccia il CETA, Trattato Ue-Canada, già in vigore provvisorio dal 21 settembre 2017, un piccolo Stato che blocca l'iter di ratifica di un accordo dalle conseguenze devastanti per l'agroalimentare, decisione esplosiva che speriamo sia ripresa da altri Stati europei, Italia innanzitutto. Con 37 voti contrari e solo 18 favorevoli (partito di Sinistra Akel e socialisti contrari, destra favorevole), il 31 luglio il Parlamento della piccola Cipro ha detto NO al trattato di libero scambio fra UE e Canada. Tutti i partiti, ad eccezione della destra, hanno votato contro il CETA, opponendo diverse motivazioni: dai rischi del tribunale ICS, costruito su misura per le multinazionali che vogliono fare causa agli stati, alla mancata protezione dei prodotti tipici, tra cui ricordiamo il formaggio di capra Halloum, esposti alla pirateria alimentare d'oltreoceano. E poi i pericoli dell’uso troppo disinvolto di pesticidi come il glifosato, che in Canada viene utilizzato per seccare il grano prima della raccolta, e la paura di accrescere ulteriormente il potere delle grandi imprese. >>



Covid e biologico: il 73% delle aziende in crisi a causa della pandemia.
Per oltre due aziende su tre del settore biologico la possibilità di reggere alla crisi economica sopraggiunta a causa dell’emergenza sanitaria è di massimo tre mesi. È questo uno dei primi dati dell’analisi voluta e sviluppata dalle tre maggiori organizzazioni del comparto, Aiab, FederBio e Assobiodinamica, a partire da una proposta della Fondazione italiana per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica (FIRAB), per rilevare l’impatto della pandemia da Covid19 sul biologico. >>