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Gilet gialli, quello che dovete sapere sulla guerriglia di Parigi.

Il più recente atto delle proteste dei gilet gialli è eclatante: vigili del fuoco manganellati dalla polizia. Frattura emblematica di una Francia in crisi. Una pioggia di manganelli si abbatte sui manifestanti in uno scontro che ha dell’incredibile: a Parigi la polizia in assetto antisommossa, mascherata e vestita di nero, carica e picchia dei vigili del fuoco in divisa e disarmati. È una scena che in pochi al mondo hanno visto questa settimana, specie in Francia. I media hanno in buona parte ignorato le ragioni dei pompieri francesi, che si sono uniti alle proteste nazionali dei gilet gialli, ormai in piazza da mesi. Nel mirino della protesta Emmanuel Macron e i suoi tentativi di apportare cambiamenti radicali alla società francese.

https://twitter.com/zei_squirrel/status/1222399567947272193?s=19 “Questo è l’inferno neoliberista creato da Macron,” si legge in un tweet che mostra video della guerriglia. “La polizia picchia i vigili del fuoco per le strade, mentre l’intera stampa occidentale ignora.” Come i bonzi, ma con le protezioni Indossando indumenti protettivi (e truccati da Joker), i vigili del fuoco si sono dati alle fiamme per le strade immolandosi simbolicamente, ma in modo molto incisivo. Avete visto in giro queste immagini? In quanti? I manifestanti si sono rivolti ai social media per denunciare il disinteresse generale nei confronti di un movimento che cresce ancora: queste sono le proteste più grandi e più sostenute in Francia dai tempi del famoso maggio 1968. In molti hanno affermato (e non credo abbiano torto) che se questa repressione fosse avvenuta in Venezuela o in Iran, sarebbe stata la notizia numero uno in tutto il mondo occidentale. Eppure, una ricerca di mercoledì mattina sulle home page del New York Times, di Google News e di Yahoo! Notizie non aveva rilevato copertura degli eventi del giorno precedente. Gilet gialli, i media in silenzio su alcuni gravi episodi Niente sui media anche quando il fotografo professionista Taha Gueffaf è stato portato di corsa in ospedale dopo che la polizia gli ha lanciato una granata. Gueffaf ha condiviso una radiografia delle sue ferite su Twitter, chiedendo al ministro degli interni Christophe Castaner perché ci fossero frammenti di granata di metallo nella sua gamba. https://twitter.com/MTGphotographe/status/1222263759693021188?ref_src=twsrc%5Etfw Nessuna reazione neanche da parte dei sostenitori dei diritti umani come il Comitato per la protezione dei giornalisti o Human Rights Watch: solo Iran come argomento di “tendenza” sul loro sito, in Francia sembra tutto ok, no? Una Francia neo liberista e repressiva I sondaggi di dicembre hanno portato il suo tasso di gradimento ad appena il 30%. Eppure, “forte” di questo consenso ai minimi storici, Macron continua a dire che la Francia non può essere riformata ma va “trasformata”. La sua politica di stampo Tatcherista punta a trasformare il Paese da socialdemocratico a neoliberista. Gilet gialli, storia di una sommossa L’innesco delle proteste dei gilet gialli è stato il piano del governo di apportare cambiamenti radicali al piano pensionistico francese, visto da molti come un gioiello della stato sociale. Macron intende unificare i 42 programmi pensionistici francesi in un unico programma unificato, che sostiene essere più equo e trasparente. Lo “standard nazionale” porterebbe l’età pensionabile da 62 a 67 anni, e questo provoca il malcontento in tutte le categorie. La resistenza popolare dura fin dall’inizio del suo mandato.

Proteste in tutto il paese, a tutti i livelli L’attuale serie di scioperi è iniziata all’inizio di dicembre, guidata dai sindacati dei trasporti che hanno chiuso gran parte del paese. La storica Metro di Parigi è stata gravemente danneggiato, così come i treni regionali. Anche molti porti francesi, tra cui Calais, Dunkerque, Marsiglia e Le Havre, sono stati bloccati dai lavoratori portuali. Gli avvocati, temendo che il loro piano pensionistico gli venga portato via, hanno scioperato in tutto il paese, gettando teatralmente le toghe in un simbolico gesto di sfida. I ballerini di balletto hanno eseguito uno spettacolo gratuito sui gradini del famoso teatro dell’Opera Palais Garnier a Parigi. I dipendenti del Louvre hanno chiuso il famoso Museo dicendo ai visitatori che “la Gioconda è in sciopero” e sostenendo che il piano di Macron avrebbe “abbassato le pensioni di tutti”.

Gli stessi pompieri francesi stanno protestando per i cambiamenti proposti nell’età pensionabile e il peggioramento delle condizioni. “Siamo l’ultimo anello della catena delle emergenze in Francia e siamo sopraffatti dalle chiamate”, ha dichiarato Frederic Perrin, capo del sindacato dei vigili del fuoco. “Ci servono personale e mezzi, e la garanzia che possiamo concentrarci sulla risposta alle emergenze e non servire da supplemento ai servizi sanitari assenti”. Durante le manifestazioni i vigili del fuoco hanno marciato in uniforme con altri gruppi in sciopero, fungendo da scudo umano nella convinzione che la polizia non avrebbe attaccato i loro primi soccorritori, con cui lavorano a stretto contatto ogni giorno. Il filmato di ieri dimostra che questa convinzione era tragicamente sbagliata. Ed è una frattura forte, forse un altro modo di “dividere per imperare”. Solo l’ultimo dei mezzi adoperati da chi ha il compito di schiacciare il dissenso in questa nuova “Francia del futuro” voluta da Macron. (di Gianluca Riccio)
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giovedì 30 gennaio 2020


 
News

Il Parlamento di Cipro boccia il CETA, Trattato Ue-Canada,
Il Parlamento di Cipro boccia il CETA, Trattato Ue-Canada, già in vigore provvisorio dal 21 settembre 2017, un piccolo Stato che blocca l'iter di ratifica di un accordo dalle conseguenze devastanti per l'agroalimentare, decisione esplosiva che speriamo sia ripresa da altri Stati europei, Italia innanzitutto. Con 37 voti contrari e solo 18 favorevoli (partito di Sinistra Akel e socialisti contrari, destra favorevole), il 31 luglio il Parlamento della piccola Cipro ha detto NO al trattato di libero scambio fra UE e Canada. Tutti i partiti, ad eccezione della destra, hanno votato contro il CETA, opponendo diverse motivazioni: dai rischi del tribunale ICS, costruito su misura per le multinazionali che vogliono fare causa agli stati, alla mancata protezione dei prodotti tipici, tra cui ricordiamo il formaggio di capra Halloum, esposti alla pirateria alimentare d'oltreoceano. E poi i pericoli dell’uso troppo disinvolto di pesticidi come il glifosato, che in Canada viene utilizzato per seccare il grano prima della raccolta, e la paura di accrescere ulteriormente il potere delle grandi imprese. >>



Covid e biologico: il 73% delle aziende in crisi a causa della pandemia.
Per oltre due aziende su tre del settore biologico la possibilità di reggere alla crisi economica sopraggiunta a causa dell’emergenza sanitaria è di massimo tre mesi. È questo uno dei primi dati dell’analisi voluta e sviluppata dalle tre maggiori organizzazioni del comparto, Aiab, FederBio e Assobiodinamica, a partire da una proposta della Fondazione italiana per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica (FIRAB), per rilevare l’impatto della pandemia da Covid19 sul biologico. >>



Coronavirus, 5,7 mln di litri di latte al giorno dall’estero
Ogni giorno 5,7 milioni di litri di latte straniero attraversano le frontiere e invadono l’Italia con cisterna o cagliate congelate low cost di dubbia qualità in piena emergenza coronavirus, proprio mentre alcune aziende di trasformazione cercano di tagliare i compensi riconosciuti agli allevatori italiani, con la scusa della sovrapproduzione. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati del Ministero della salute relativi ai primi quindici giorni del mese di marzo 2020 sui flussi commerciali dall’estero in latte equivalente. Bisogna fermare qualsiasi tentativo di speculazione sui generi alimentari di prima necessità come il latte che – sottolinea la Coldiretti – nell’ultima settimana di rilevazione sui consumi ha registrato un balzo del 47% degli acquisti da parte delle famiglie, sulla base dei dati IRI che evidenziano anche l’aumento degli acquisti di formaggi, dalla mozzarella (+35%) al Grana Padano e Parmigiano Reggiano (+38%). >>