Cerca Contatti Archivio
 
Pesticidi, stop al clorpirifos in Europa? Secondo l’Efsa l’insetticida non dovrebbe essere riautorizzato

Il pesticida clorpirifos non deve essere riautorizzato. È questa, in poche parole, la raccomandazione dell’Efsa, che ha dato il suo parere preliminare sull’opportunità di concedere una nuova autorizzazione al controverso insetticida. Il periodo di approvazione del clorpirifos scadrà infatti nel gennaio e la domanda di rinnovo depositata dai produttori è tuttora sotto esame da parte dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare.

Il parere dell’Efsa è stato pubblicato su richiesta della Commissione europea, a lavori per la revisione della sicurezza del clorpirifos non ancora terminati. Ma già con i dati a disposizione gli esperti hanno espresso preoccupazioni per i possibili effetti genotossici e neurologici che si possono verificare durante lo sviluppo. Timori sostenuti dai dati epidemiologici, secondo i quali i bambini sono la categoria più a rischio. Per questo motivo, spiega l’Efsa, non è possibile stabilire un livello di esposizione sicuro.

Il clorpirifos è un pesticida che appartiene alla categoria degli organofosforati ed è stato approvato per la prima volta nel 1965 negli Stati Uniti, con l’obiettivo di sostituire il famigerato DDT. Negli anni, tuttavia, molti studi hanno associato la sua presenza nell’acqua di falda e nei terreni a disturbi neurologici, soprattutto nei bambini.

Proprio a causa di questi studi, anche l’Environmental Protection Agency (Epa) americana era del parere che il clorpirifos dovesse essere bandito perché pericoloso per la salute. Questo almeno finché, con l’insediamento del presidente Trump alla Casa Bianca, a capo dell’agenzia non è arrivato Scott Pruitt, che ha subito deciso di non vietare l’insetticida, impedendo anche nuove rivalutazioni fino al 2022. (di Giulia Crepaldi)
https://ilfattoalimentare.it

sabato 31 agosto 2019


 
News

Accordo con Gottardo blocca la «marcia dei 100» di Tigotà
Guerra tra Poveri. Padova e Broni (Pavia), vittoria dei lavoratori della logistica. Gli addetti - spinti dalla proprietà - avevano protestato contro il picchetto Cobas dei facchini Qualcuno aveva addirittura scomodato il paragone con la marcia dei 40mila a Mirafiori. La lotta dei lavoratori della logistica Gottardo di Padova e Broni era stata messa in secondo piano dalla contro manifestazione di un centinaio di lavoratori dei Tigotà catena di negozi di cosmetici e per la casa che protestavano contro i blocchi che impedivano lapprovvigionamento dei punti vendita della stessa proprietà per la movimentazione merci. Per fortuna tutto si è concluso ieri con l’accordo siglato alla prefettura di Pavia con cui i sindacati Adl e Si Cobas portano a casa gran parte delle loro richieste che hanno fatto partire la mobilitazione dei facchini e da lunedì riporterà alla normalità il lavoro dei negozi Tigotà. E si spera zittisca anche la spirale mediatica che aveva alimentato lo scontro fra poveri. >>



Costa Rica. Ucciso il leader della comunità indigena e difensore dei diritti umani Bribri Sergio Rojas Ortiz
In Costa Rica è stato ucciso nei giorni scorsi il leader della comunità indigena Bribri, Sergio Rojas Ortiz. Nel paese centroamericano, come nel resto dell’America Latina, ci sono dei conflitti tra popolazioni indigene e proprietari terrieri. Le popolazioni autoctone nel mondo sono costituite da circa 370 milioni di persone, vale a dire più del 5% della popolazione mondiale e purtroppo sono inserite tra le popolazioni più svantaggiate e povere del mondo. >>



Rapporto Caritas. In 10 anni poveri quasi triplicati.
Dal 2007 i poveri aumentati del 182%, uno su due è giovane o minorenne. In crescita anche i senza dimora. In Italia c'è un "esercito di poveri" in attesa che "non sembra trovare risposte e le cui storie si connotano per un'allarmante ronicizzazione e multidimensionalità dei bisogni". Lo sottolinea Caritas nel Rapporto 2018 su povertà e politiche di contrasto. Il numero dei poveri assoluti - ricorda l'organizzazione rilanciando i dati Istat - "continua ad aumentare" e supera i 5 milioni. "Dagli anni pre-crisi ad oggi il numero dei poveri è aumentato del 182%, un dato che dà il senso dello stravolgimento" causato dalla crisi. "Esiste uno 'zoccolo durò di disagio che assume connotati molto simili a quelli esistenti prima della crisi economica del 2007-2008 con la sola differenza che oggi il fenomeno è sicuramente esteso a più soggetti". Tra gli individui in povertà assoluta i minorenni sono un milione 208mila (il 12,1% del totale) e i giovani nella fascia 18-34 anni 1 milione 112mila (il 10,4%): "Oggi quasi un povero su due è minore o giovane". >>