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Con il Ceta tornano le farine animali di origine bovina: permessa la carne di manzo prodotta con i mangimi vietati dopo lo scandalo mucca pazza.

Con il Ceta, potrebbe tornare la carne di manzi nutriti con farine animali derivate da carcasse bovine, vietata in Europa dopo lo scandalo della ‘mucca pazza’. La denuncia è partita da Ong e sindacati agricoli francesi, a cui il governo ha risposto bollando la storia come fake news. Ma le cose non stanno proprio così. Come racconta un articolo di Le Monde, un buco nelle norme dell’accordo di libero scambio tra i paesi dell’Unione europea e il Canada permetterà l’importazione di carne di manzo alimentato con alcuni tipi di farina di origine animale.

I giornalisti del quotidiano francese, insieme a degli esperti in materia, hanno esaminato i regolamenti veterinari canadesi ed europei scoprendo che un vuoto normativo autorizza di fatto gli allevatori canadesi a nutrire i manzi con farine prodotte a partire dai resti delle carcasse di bovini macellati (sangue, grasso, pelle) e ad esportarne la carne in Europa. La conferma giunge anche dalle autorità canadesi che hanno dichiarato come “nonostante un divieto di principio dell’alimentazione dei ruminanti a base di farine derivata da ruminanti, la legislazione canadese autorizza l’utilizzo di certe proteine, come le farine di sangue e la gelatina”. E nessuna norma europea vieta espressamente l’importazione della carne da animali alimentati con queste farine, che quindi non si potranno bloccare alla frontiera.

Il governo francese, dal canto suo, ha riconosciuto di essersi sbagliato affermando categoricamente che in nessun modo il Ceta consentirà l’ingresso in Europa alla carne dei manzi allevati con farine animali bovine, giustificandosi dietro alla confusione derivante da una questione estremamente tecnica e cercando di minimizzare i rischi per i consumatori: questo tipo di farine, secondo l’esecutivo francese, non è comunque pericoloso per la salute, perché il midollo spinale viene scartato e i resti bovini vengono trattati a temperature molto alte, contromisure sufficienti per eliminare il prione, la proteina responsabile della trasmissione dell’encefalopatia spongiforme bovina (Bse), meglio nota come morbo della mucca pazza. L’uso di farine animali prodotte dalle carcasse dei bovini è una delle cause principali della grande epidemia di encefalopatia spongiforme bovina (Bse), meglio nota come morbo della mucca pazza, che a partire dal 1986 ha colpito oltre 190 mila capi di bestiame e circa 230 persone. Proprio in seguito al grande scandalo della ‘mucca pazza’ l’Unione europea ha deciso di vietare l’uso di farine animali nell’alimentazione dei bovini, così da ridurre il rischio di contaminazione crociata e evitare quella che è a tutti gli effetti una forma di cannibalismo. Nel 2012 è stato riautorizzato l’impiego di farine animali, ma solo di quelle prodotte da maiali, pollame e pesci.

A sorprende di più in questa storia, afferma Le Monde, è il fatto che il governo francese era già stato avvertito di questo vuoto normativo nel settembre del 2017 dalla commissione indipendente di valutazione del Ceta. Ma fino a pochi giorni fa continuava a negare tutto. (di Giulia Crepaldi)
https://ilfattoalimentare.it

giovedì 29 agosto 2019


 
News

Accordo con Gottardo blocca la «marcia dei 100» di Tigotà
Guerra tra Poveri. Padova e Broni (Pavia), vittoria dei lavoratori della logistica. Gli addetti - spinti dalla proprietà - avevano protestato contro il picchetto Cobas dei facchini Qualcuno aveva addirittura scomodato il paragone con la marcia dei 40mila a Mirafiori. La lotta dei lavoratori della logistica Gottardo di Padova e Broni era stata messa in secondo piano dalla contro manifestazione di un centinaio di lavoratori dei Tigotà catena di negozi di cosmetici e per la casa che protestavano contro i blocchi che impedivano lapprovvigionamento dei punti vendita della stessa proprietà per la movimentazione merci. Per fortuna tutto si è concluso ieri con l’accordo siglato alla prefettura di Pavia con cui i sindacati Adl e Si Cobas portano a casa gran parte delle loro richieste che hanno fatto partire la mobilitazione dei facchini e da lunedì riporterà alla normalità il lavoro dei negozi Tigotà. E si spera zittisca anche la spirale mediatica che aveva alimentato lo scontro fra poveri. >>



Costa Rica. Ucciso il leader della comunità indigena e difensore dei diritti umani Bribri Sergio Rojas Ortiz
In Costa Rica è stato ucciso nei giorni scorsi il leader della comunità indigena Bribri, Sergio Rojas Ortiz. Nel paese centroamericano, come nel resto dell’America Latina, ci sono dei conflitti tra popolazioni indigene e proprietari terrieri. Le popolazioni autoctone nel mondo sono costituite da circa 370 milioni di persone, vale a dire più del 5% della popolazione mondiale e purtroppo sono inserite tra le popolazioni più svantaggiate e povere del mondo. >>



Rapporto Caritas. In 10 anni poveri quasi triplicati.
Dal 2007 i poveri aumentati del 182%, uno su due è giovane o minorenne. In crescita anche i senza dimora. In Italia c'è un "esercito di poveri" in attesa che "non sembra trovare risposte e le cui storie si connotano per un'allarmante ronicizzazione e multidimensionalità dei bisogni". Lo sottolinea Caritas nel Rapporto 2018 su povertà e politiche di contrasto. Il numero dei poveri assoluti - ricorda l'organizzazione rilanciando i dati Istat - "continua ad aumentare" e supera i 5 milioni. "Dagli anni pre-crisi ad oggi il numero dei poveri è aumentato del 182%, un dato che dà il senso dello stravolgimento" causato dalla crisi. "Esiste uno 'zoccolo durò di disagio che assume connotati molto simili a quelli esistenti prima della crisi economica del 2007-2008 con la sola differenza che oggi il fenomeno è sicuramente esteso a più soggetti". Tra gli individui in povertà assoluta i minorenni sono un milione 208mila (il 12,1% del totale) e i giovani nella fascia 18-34 anni 1 milione 112mila (il 10,4%): "Oggi quasi un povero su due è minore o giovane". >>