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Il fracking causa i terremoti, è ufficiale. La ricerca che lo conferma

Il fracking ha causato due terremoti in Cina. A confermarlo è stato un nuovo studio, secondo cui due scosse di magnitudo 5,3 che si sono verificate tra dicembre 2018 e gennaio 2019 nella provincia meridionale di Sichuan sono connesse alle operazioni di fracking effettuate nelle vicinanze. Purtroppo i timori nutriti da tempo adesso hanno un'ulteriore conferma. La fratturazione idraulica è una tecnica che spesso viene eseguita dopo una trivellazione all'interno di una formazione di roccia in cui sono presenti idrocarburi. Di fatto,vengono iniettate grandi quantità di acqua, sabbia e sostanze chimiche in profondità e a una elevata pressione per liberare petrolio e gas naturale dalle formazioni rocciose. Essa ha lo scopo di aumentarne la permeabilità e migliorare la produzione del petrolio o del gas dalle argille che si trovano nel giacimento.

La connessione tra questa tecnica invasiva e l'aumento dei terremoti è stata spesso messa in dubbio ma molte ricerche sembrano ormai andare in quella direzione. L'ultima è quella condotta dagli scienziati del Geological Survey of Japan, basata sulla scossa del 5 dicembre del 2018 e quella del gennaio 2019 nel bacino meridionale del Sichuan che hanno causato danni ingenti alle fattorie e alle altre strutture della zona. Il terremoto di dicembre è stato particolarmente distruttivo. In tutto sono state ferite gravemente 17 persone. Dal 2010, il cosiddetto blocco del gas di scisto di Changning, nel bacino del Sichuan meridionale, è stato il sito di varie operazioni di fracking, con vasti pozzi di iniezione orizzontali sempre più comuni dal 2014. Qui, il tasso di terremoti è aumentato drammaticamente nello stesso momento in cui è iniziato il fracking sistematico.

Negli Stati Uniti, lo smaltimento delle acque reflue derivanti dalle operazioni di petrolio e gas, dove l'acqua prodotta durante l'estrazione di idrocarburi viene iniettata nuovamente in strati rocciosi, è considerata la causa principale dei terremoti indotti, specialmente in Oklahoma, come avevamo spiegato anche qui. Tuttavia, vi è una crescente evidenza che il fracking potrebbe aver causato terremoti di dimensioni moderate anche nell'Ohio e nel Canada occidentale. Per Xinglin Lei, autore dello studio e colleghi, sia lo smaltimento delle acque reflue che il fracking hanno causato terremoti nel bacino del sud del Sichuan. E la loro certezza deriva da "una serie completa di prove". Essi hanno dapprima individuato la posizione dei terremoti, scoprendo che erano relativamente poco profondi (tra 2 e 10 km sotto la superficie), come ci si aspetterebbe dai sismi indotti. Inoltre, le due scosse coincidevano nel tempo e nello spazio con l'iniezione nei pads dei pozzetti vicini.

I loro calcoli hanno mostrato che la sovrapressione sui pori della roccia prodotta dalle iniezioni di fracking, era abbastanza forte da attivare faglie preesistenti nella regione. Questi difetti erano per lo più non mappati e non in un orientamento favorevole per rientrare nella casistica della normale attività tettonica. "A mio parere, i ripetuti terremoti moderati possono essere causati fino a quando l'iniezione continua, dal momento che un terremoto moderato rilascia uno sforzo molto limitato" ha detto Lei. Altri danni, ormai innegabili, legati allo sfruttamento delle fonti fossili. Lo studio è stato pubblicato su Seismological Research Letters. (di Francesca Mancuso)
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mercoledì 10 aprile 2019


 
News

Costa Rica. Ucciso il leader della comunità indigena e difensore dei diritti umani Bribri Sergio Rojas Ortiz
In Costa Rica è stato ucciso nei giorni scorsi il leader della comunità indigena Bribri, Sergio Rojas Ortiz. Nel paese centroamericano, come nel resto dell’America Latina, ci sono dei conflitti tra popolazioni indigene e proprietari terrieri. Le popolazioni autoctone nel mondo sono costituite da circa 370 milioni di persone, vale a dire più del 5% della popolazione mondiale e purtroppo sono inserite tra le popolazioni più svantaggiate e povere del mondo. >>



Rapporto Caritas. In 10 anni poveri quasi triplicati.
Dal 2007 i poveri aumentati del 182%, uno su due è giovane o minorenne. In crescita anche i senza dimora. In Italia c'è un "esercito di poveri" in attesa che "non sembra trovare risposte e le cui storie si connotano per un'allarmante ronicizzazione e multidimensionalità dei bisogni". Lo sottolinea Caritas nel Rapporto 2018 su povertà e politiche di contrasto. Il numero dei poveri assoluti - ricorda l'organizzazione rilanciando i dati Istat - "continua ad aumentare" e supera i 5 milioni. "Dagli anni pre-crisi ad oggi il numero dei poveri è aumentato del 182%, un dato che dà il senso dello stravolgimento" causato dalla crisi. "Esiste uno 'zoccolo durò di disagio che assume connotati molto simili a quelli esistenti prima della crisi economica del 2007-2008 con la sola differenza che oggi il fenomeno è sicuramente esteso a più soggetti". Tra gli individui in povertà assoluta i minorenni sono un milione 208mila (il 12,1% del totale) e i giovani nella fascia 18-34 anni 1 milione 112mila (il 10,4%): "Oggi quasi un povero su due è minore o giovane". >>



I colli del Prosecco si spopolano: “Troppi pesticidi, non si respira e ci si ammala”
Case in svendita tra i vigneti: l’abuso di fitofarmaci influenza il mercato immobiliare coneglianese. CONEGLIANO – Fuggono dai colli e cercano una casa in centro. Perché, lo smog cittadino, è preferibile ai pesticidi che, ogni primavera, rendono l’aria delle colline coneglianesi irrespirabile. L’utilizzo di fitofarmaci sui vigneti del Prosecco sta influenzando il mercato immobiliare. Da una parte si ha un centro città saturo, dove è difficilissimo trovare immobili in affitto, dall’altra un circondario collinare zeppo di abitazioni vuote, in vendita. Anzi: in svendita. >>