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Il pollo da carne intensivo è una minaccia per la salute pubblica.

Il Parlamento europeo a Strasburgo boccia l’allevamento intensivo del pollo da carne Il Parlamento europeo, a Strasburgo, con una propria risoluzione ha chiesto alla competente Commissione europea di migliorare la salute e il benessere dei polli da carne. Nell’Unione europea si macellano, annualmente a fini alimentari circa sette miliardi di polli da carne. L'Unione europea è uno dei principali produttori di polli da carne a livello mondiale con 23.000 grandi allevamenti di polli da carne e impiega più di 250.000 persone.

In base allo studio della Commissione del 21 novembre 2017 sull'applicazione della direttiva 2007/43/CE, il 34 % dei polli da carne viene allevato a densità di 33 kg/m2 in conformità della regola generale, il 40 % è allevato a densità comprese tra 34 e 39 kg/m2 mentre il 26 % è allevato alla massima densità (fino a 42 kg/m2) consentita dalla direttiva. Dall’indagine emerge anche un uso eccessivo di medicinali veterinari antimicrobici, in particolare come promotori della crescita e a fini di metafilassi e profilassi. Questo è uno dei principali fattori che influenzano lo sviluppo di batteri resistenti agli antimicrobici a livello mondiale che, sommato lo scarso benessere imputabile alle elevate densità di allevamento o allo stress termico, può provocare deficit immunologici e rendere i polli da carne più soggetti a malattie. Lo studio della Commissione ha inoltre evidenzia che la presenza di ceppi zoonotici multifarmacoresistenti di Campylobacter spp. e Salmonella spp. negli allevamenti di polli da carne e nelle carni di pollo costituisce una minaccia crescente per la salute pubblica, come segnalato dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC). In pratica il pollo da carne convenzionale allevato in Europa e in Italia è carente in fatto di benessere, di qualità ed è una minaccia per la salute pubblica.

Molto attento a questa situazione è poi il consumatore che, da un’indagine europea, in sede di acquisto di prodotti di origine animale, oltre il 50 % dei cittadini europei cerca informazioni sul metodo di produzione e potrebbe essere disposto a pagare di più per un maggiore benessere degli animali. A conferma di ciò oltre l'80 % dei cittadini europei auspica un miglioramento del benessere degli animali d'allevamento nell'UE. Una delle principali causa di questa situazione (qualità scadente e pericolo per la salute pubblica), è la selezione genetica basata sui tassi di crescita dei polli da carne che può compromettere la salute e il benessere di tali animali. Ad affermarlo è il parere scientifico dell'EFSA del 2010 sull'influenza dei parametri genetici sul benessere e sulla resistenza allo stress dei polli da carne commerciali. Negli allevamenti servono una maggiore esposizione dei polli alla luce naturale, aria pulita e più spazio, così come l’uso di una razza a “crescita lenta di polli.” Attualmente, gli allevamenti di pollame in Europa utilizzano razze di polli a crescita estremamente rapida e più sensibili alle malattie. La risoluzione mira a sviluppare sistemi di allevamento alternativi che consentano il benessere più elevato. Si evidenzia quindi che il benessere degli animali funge da misura preventiva di per sé in quanto contribuisce a ridurre il rischio che gli animali contraggano malattie e, di conseguenza, limita il ricorso agli antimicrobici e consente di conseguire risultati di produzione spesso più elevati; osserva che l'uso scorretto degli antimicrobici potrebbe renderli inefficaci e costituire pertanto un pericolo per la salute umana. Il Parlamento di Strasburgo invita la Commissione a elaborare politiche che incoraggiano l'adozione di sistemi di allevamento alternativi per i polli da carne, come pure per le razze tradizionali e/o di polli da carne che garantiscono migliori condizioni di benessere.

Molto attento a questa situazione è poi il consumatore che, da un’indagine europea, in sede di acquisto di prodotti di origine animale, oltre il 50 % dei cittadini europei cerca informazioni sul metodo di produzione e potrebbe essere disposto a pagare di più per un maggiore benessere degli animali. A conferma di ciò oltre l'80 % dei cittadini europei auspica un miglioramento del benessere degli animali d'allevamento nell'UE. Una delle principali causa di questa situazione (qualità scadente e pericolo per la salute pubblica), è la selezione genetica basata sui tassi di crescita dei polli da carne che può compromettere la salute e il benessere di tali animali. Ad affermarlo è il parere scientifico dell'EFSA del 2010 sull'influenza dei parametri genetici sul benessere e sulla resistenza allo stress dei polli da carne commerciali. Negli allevamenti servono una maggiore esposizione dei polli alla luce naturale, aria pulita e più spazio, così come l’uso di una razza a “crescita lenta di polli.” Attualmente, gli allevamenti di pollame in Europa utilizzano razze di polli a crescita estremamente rapida e più sensibili alle malattie. La risoluzione mira a sviluppare sistemi di allevamento alternativi che consentano il benessere più elevato. Si evidenzia quindi che il benessere degli animali funge da misura preventiva di per sé in quanto contribuisce a ridurre il rischio che gli animali contraggano malattie e, di conseguenza, limita il ricorso agli antimicrobici e consente di conseguire risultati di produzione spesso più elevati; osserva che l'uso scorretto degli antimicrobici potrebbe renderli inefficaci e costituire pertanto un pericolo per la salute umana. Il Parlamento di Strasburgo invita la Commissione a elaborare politiche che incoraggiano l'adozione di sistemi di allevamento alternativi per i polli da carne, come pure per le razze tradizionali e/o di polli da carne che garantiscono migliori condizioni di benessere.
http://www.biozootec.it/

lunedì 29 ottobre 2018


 
News

Rapporto Caritas. In 10 anni poveri quasi triplicati.
Dal 2007 i poveri aumentati del 182%, uno su due è giovane o minorenne. In crescita anche i senza dimora. In Italia c'è un "esercito di poveri" in attesa che "non sembra trovare risposte e le cui storie si connotano per un'allarmante ronicizzazione e multidimensionalità dei bisogni". Lo sottolinea Caritas nel Rapporto 2018 su povertà e politiche di contrasto. Il numero dei poveri assoluti - ricorda l'organizzazione rilanciando i dati Istat - "continua ad aumentare" e supera i 5 milioni. "Dagli anni pre-crisi ad oggi il numero dei poveri è aumentato del 182%, un dato che dà il senso dello stravolgimento" causato dalla crisi. "Esiste uno 'zoccolo durò di disagio che assume connotati molto simili a quelli esistenti prima della crisi economica del 2007-2008 con la sola differenza che oggi il fenomeno è sicuramente esteso a più soggetti". Tra gli individui in povertà assoluta i minorenni sono un milione 208mila (il 12,1% del totale) e i giovani nella fascia 18-34 anni 1 milione 112mila (il 10,4%): "Oggi quasi un povero su due è minore o giovane". >>



I colli del Prosecco si spopolano: “Troppi pesticidi, non si respira e ci si ammala”
Case in svendita tra i vigneti: l’abuso di fitofarmaci influenza il mercato immobiliare coneglianese. CONEGLIANO – Fuggono dai colli e cercano una casa in centro. Perché, lo smog cittadino, è preferibile ai pesticidi che, ogni primavera, rendono l’aria delle colline coneglianesi irrespirabile. L’utilizzo di fitofarmaci sui vigneti del Prosecco sta influenzando il mercato immobiliare. Da una parte si ha un centro città saturo, dove è difficilissimo trovare immobili in affitto, dall’altra un circondario collinare zeppo di abitazioni vuote, in vendita. Anzi: in svendita. >>



Semine di mais OGM Mon810 in Friuli Venezia Giulia: comunicato ufficiale del "Coordinamento Zero OGM"
Il Coordinamento Zero OGM comunica che, a seguito delle semine illegali di mais OGM MON 810, avvenute il 21 aprile 2018 da parte del Signor Giorgio Fidenato nei campi di Colloredo di Monte Albano ( UD ) e in data imprecisata a Vivaro ( PN ), lunedì 09 luglio 2018 gli agenti del Corpo Forestale del Friuli Venezia Giulia hanno provveduto all’estirpazione del mais ed al ripristino della legalità. Nella stessa giornata sono stati abbattuti complessivamente, su disposizione del Ministero delle Politiche Agricole, 6.000 mq. di mais geneticamente modificato, prima nei campi di Colloredo di Monte Albano, poi in quelli di Vivaro. >>