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Da Bruxelles i riders lanciano la sfida al capitalismo delle piattaforme: «Uniamoci»

Forza lavoro. Un'assemblea con i ciclo-fattorini di dodici paesi ha deciso la costituzione della prima federazione trasnazionale contro Uber, Foodora e Deliveroo. Il controattacco è basato sui diritti, salari e solidarietà collettiva e europea. Dal cuore dell’Europa è stata lanciata una sfida a Deliveroo, Ubereats, Glovo e Foodora: sessanta lavoratori delle piattaforme di delivery, organizzati localmente in collettivi o in sindacati e provenienti da dodici paesi (Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Norvegia, Olanda, Spagna, Svizzera e Regno Unito) si sono trovati a Bruxelles per un’assemblea che ha dato vita alla prima federazione transnazionale dei riders (Transnational Federation of Couriers).

Le richieste che sono state avanzate dai lavoratori e dalle lavoratrici sono molte ma quelle che sono state riconosciute come più urgenti e importanti sono da una parte l’abolizione del cottimo e la richiesta di una paga oraria, dall’altra la trasparenza rispetto all’uso dell’algoritmo e dei dati da parte delle piattaforme. Caratteristica principale della traduzione digitale del lavoro è infatti il ritorno del cottimo, il pagamento a consegna, a corsa. È questo un sistema di retribuzione basato sulla prestazione del “lavoratore autonomo”, spesso calcolata sui chilometri percorsi, che non considera la messa a disposizione del tempo del rider che, aspettando gli ordini nelle strade e nelle piazze, è con il suo zaino un autentico cartellone pubblicitario dell’azienda. Più consegne si fanno più si guadagna, dunque, ma anche più si è costretti a correre e più si rischiano incidenti e infortuni, come tristemente si legge nelle pagine di cronaca. I data, poi, la vera ricchezza – denunciano i riders – del capitalismo di piattaforma: come funziona l’algoritmo? Come vengono attribuite le consegne ai lavoratori? E soprattutto, come vengono trattati i dati raccolti dalle piattaforme di delivery? Quello che si sa per certo è che Deliveroo, dopo aver mappato per anni le città in cui è attivo e arrivano a conoscere con precisione scientifica abitudini alimentari, gusti e potere d’acquisto dei consumatori, ha costruito le cosiddette “dark kitchens” per le “Roo editions”. In Francia e in Inghilterra, in zone periferiche della grandi città, si confezionano i cibi che prima venivano richiesti ai ristoranti. Non più un semplice intermediario: il canguro del delivery ha intenzione di eliminare dal rapporto che lega riders, consumatori e ristoranti proprio questi ultimi, sostituendosi a loro. Alla base di questa nuova enorme possibilità di profitto sta la voracità della compagnia che, dopo aver accumulato dati per anni, ora può mettere a frutto la mappatura dei consumi che ha a disposizione – una ricchezza che invece, rivendicano i lavoratori, dovrebbe essere restituita a tutti, consumatori e lavoratori.

L’appello da Bruxelles è lanciato, e la lotta che vuole essere portata avanti ha immediatamente un carattere transazionale. Se il capitalismo di piattaforma agisce in maniera globalmente differenziata, è ora più che mai essenziale da una parte mettere a disposizione di tutti i lavoratori della cosiddetta “gig economy” delle inchieste sulle forme locali di sfruttamento, affinché si possano prevedere le possibili trasformazioni nei diversi paesi, dall’altra preparare un contrattacco che non si limiti alla dimensione europea ma che possa porsi sullo stesso livello delle piattaforme, quello globale.

Che si dimentichi la concorrenza tra lavoratori veicolata dalla gamification e dalla prestazione, che si creino alleanze transnazionali e transcontinentali, che chiunque voglia unirsi alla lotta contro lo sfruttamento nel lavoro digitale possa trovare riferimento e aiuto, che sia una federazione aperta e solidale, che si porti avanti una lotta intersezionale: questo quello che vuole creare la prima Transnational Federation of Couriers (Federazione Transnazionale dei Fattorini). E Uber, che ha appena annunciato Uberworks, non avrà gioco facile. La sfida è lanciata. (di Clara Mogno)
Il Manifesto

sabato 27 ottobre 2018


 
News

Rapporto Caritas. In 10 anni poveri quasi triplicati.
Dal 2007 i poveri aumentati del 182%, uno su due è giovane o minorenne. In crescita anche i senza dimora. In Italia c'è un "esercito di poveri" in attesa che "non sembra trovare risposte e le cui storie si connotano per un'allarmante ronicizzazione e multidimensionalità dei bisogni". Lo sottolinea Caritas nel Rapporto 2018 su povertà e politiche di contrasto. Il numero dei poveri assoluti - ricorda l'organizzazione rilanciando i dati Istat - "continua ad aumentare" e supera i 5 milioni. "Dagli anni pre-crisi ad oggi il numero dei poveri è aumentato del 182%, un dato che dà il senso dello stravolgimento" causato dalla crisi. "Esiste uno 'zoccolo durò di disagio che assume connotati molto simili a quelli esistenti prima della crisi economica del 2007-2008 con la sola differenza che oggi il fenomeno è sicuramente esteso a più soggetti". Tra gli individui in povertà assoluta i minorenni sono un milione 208mila (il 12,1% del totale) e i giovani nella fascia 18-34 anni 1 milione 112mila (il 10,4%): "Oggi quasi un povero su due è minore o giovane". >>



I colli del Prosecco si spopolano: “Troppi pesticidi, non si respira e ci si ammala”
Case in svendita tra i vigneti: l’abuso di fitofarmaci influenza il mercato immobiliare coneglianese. CONEGLIANO – Fuggono dai colli e cercano una casa in centro. Perché, lo smog cittadino, è preferibile ai pesticidi che, ogni primavera, rendono l’aria delle colline coneglianesi irrespirabile. L’utilizzo di fitofarmaci sui vigneti del Prosecco sta influenzando il mercato immobiliare. Da una parte si ha un centro città saturo, dove è difficilissimo trovare immobili in affitto, dall’altra un circondario collinare zeppo di abitazioni vuote, in vendita. Anzi: in svendita. >>



Semine di mais OGM Mon810 in Friuli Venezia Giulia: comunicato ufficiale del "Coordinamento Zero OGM"
Il Coordinamento Zero OGM comunica che, a seguito delle semine illegali di mais OGM MON 810, avvenute il 21 aprile 2018 da parte del Signor Giorgio Fidenato nei campi di Colloredo di Monte Albano ( UD ) e in data imprecisata a Vivaro ( PN ), lunedì 09 luglio 2018 gli agenti del Corpo Forestale del Friuli Venezia Giulia hanno provveduto all’estirpazione del mais ed al ripristino della legalità. Nella stessa giornata sono stati abbattuti complessivamente, su disposizione del Ministero delle Politiche Agricole, 6.000 mq. di mais geneticamente modificato, prima nei campi di Colloredo di Monte Albano, poi in quelli di Vivaro. >>