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Padova - Il quartiere Palestro è di chi lo vive. Neomutalismo e solidarietà contro speculazione e abbandono.

Da tre anni il nostro sportello sindacale CLAP, rivolto a lavoratori e lavoratrici autonomi/e e precari/ie, ha sede al civico 7 di via Brigata Padova, all'interno degli spazi autogestiti del BiosLab. L'occupazione di quei locali ha fatto seguito allo sgombero di una precedente occupazione, sempre nello stesso complesso Inps, sempre orientata alla riapertura di spazi sociali, progetti e iniziative destinate a chi vive il quartiere e la città di Padova.

Abbiamo appreso dai giornali locali che il Movimento per il "buonsenso" ha sollecitato lo sgombero di questi spazi e di quelli occupati in quartiere da altre realtà, gruppi e associazioni, nel caso in cui non venga avviata la procedura per la regolarizzazione della posizione degli/delle occupanti. Non possiamo che accogliere con favore l'invito alla regolarizzazione, ricordando che sin dalla prima occupazione diverse richieste di interlocuzione per avviare un processo di regolarizzazione con la proprietà dell'Inps sono state avanzate da parte degli/delle stessi/e occupanti, anche tentando la mediazione tramite l'amministrazione comunale di allora, a guida PD, che purtroppo all'epoca era troppo impegnata nella campagna elettorale.

In occasione di quella richiesta era stata messa nero su bianco la disponibilità a trovare un accordo in questo senso, vista la necessità di un recupero strutturale dei locali (già avviato a spese dello Spazio), fornendo e facendo protocollare una proposta progettuale e culturale e la documentazione fotografica dello stato di abbandono in cui giacevano gli immobili, sfitti da decenni, e riaperti finalmente al quartiere. Peraltro, alla richiesta erano allegate centinaia di firme raccolte tra i vicini e gli abitanti del quartiere Palestro durante i primi mesi di occupazione. Inoltre, coerentemente con questo intento, negli anni passati come CLAP, insieme alle altre progettualità che vivono e fanno vivere gli spazi del BiosLab, abbiamo provato più volte a partecipare alle riunioni condominiali delle palazzine, proponendo di farci carico delle spese relative agli stabili. Anche in questo caso, non abbiamo avuto alcuna risposta, ma solo chiusura del dialogo e silenzio da parte degli amministratori e funzionari INPS. Non possiamo che ribadire la nostra disponibilità a partecipare ad un tavolo di confronto che coinvolga Inps, Comune di Padova ed altri gruppi e associazioni attivi nel rione Palestro per l'assegnazione degli spazi del quartiere. Lo facciamo anche, come residenti nello stesso rione, alla luce della preoccupazione per l'evidente operazione di speculazione edilizia e di gentrification a cui stiamo assistendo, laddove a fronte di decine di appartamenti di proprietà pubblica sfitti e abbandonati al vero degrado – come denunciato dallo stesso "Movimento" - si preferisce costruire edifici di lusso dai costi esorbitanti, prefigurando chiaramente quali siano i progetti di intervento sociale, economico e urbanistico nel nostro rione. Ci sembra che la puntualità dell'intervento del "Movimento del buonsenso", vada ancora una volta esattamente nella direzione di sostenere questo processo, sempre dalla parte dei più forti e ricchi, e mai a sostegno dei percorsi di socialità e di iniziative orientate a migliorare le condizioni di vita di ciascuno/a di noi. Ci chiediamo infatti cosa abbia da dire il sedicente "Movimento" di fronte all'abbandono delle case di proprietà pubblica, all'impoverimento della popolazione e al degrado – quello vero – dei beni comuni nel quartiere, invece di utilizzare ritriti e ipocriti (o forse servili) richiami alla legalità, la stessa che ha permesso questa decadenza in favore dei processi di speculazione in corso.

Come Camere del Lavoro Autonomo e Precario insistiamo sulla necessità di far vivere gli spazi abbandonati dall'Inps come uno dei baluardi di resistenza contro lo smantellamento dei diritti, dei servizi, del welfare e dei legami sociali che la speculazione e l'incuria legalizzati hanno prodotto negli ultimi decenni nel nostro quartiere. Un torto fatto a uno@, è un torto fatto a tutt@ Camere del Lavoro Autonomo e Precario Padova
CLAP Padova

mercoledì 4 luglio 2018


 
News

Rapporto Caritas. In 10 anni poveri quasi triplicati.
Dal 2007 i poveri aumentati del 182%, uno su due è giovane o minorenne. In crescita anche i senza dimora. In Italia c'è un "esercito di poveri" in attesa che "non sembra trovare risposte e le cui storie si connotano per un'allarmante ronicizzazione e multidimensionalità dei bisogni". Lo sottolinea Caritas nel Rapporto 2018 su povertà e politiche di contrasto. Il numero dei poveri assoluti - ricorda l'organizzazione rilanciando i dati Istat - "continua ad aumentare" e supera i 5 milioni. "Dagli anni pre-crisi ad oggi il numero dei poveri è aumentato del 182%, un dato che dà il senso dello stravolgimento" causato dalla crisi. "Esiste uno 'zoccolo durò di disagio che assume connotati molto simili a quelli esistenti prima della crisi economica del 2007-2008 con la sola differenza che oggi il fenomeno è sicuramente esteso a più soggetti". Tra gli individui in povertà assoluta i minorenni sono un milione 208mila (il 12,1% del totale) e i giovani nella fascia 18-34 anni 1 milione 112mila (il 10,4%): "Oggi quasi un povero su due è minore o giovane". >>



I colli del Prosecco si spopolano: “Troppi pesticidi, non si respira e ci si ammala”
Case in svendita tra i vigneti: l’abuso di fitofarmaci influenza il mercato immobiliare coneglianese. CONEGLIANO – Fuggono dai colli e cercano una casa in centro. Perché, lo smog cittadino, è preferibile ai pesticidi che, ogni primavera, rendono l’aria delle colline coneglianesi irrespirabile. L’utilizzo di fitofarmaci sui vigneti del Prosecco sta influenzando il mercato immobiliare. Da una parte si ha un centro città saturo, dove è difficilissimo trovare immobili in affitto, dall’altra un circondario collinare zeppo di abitazioni vuote, in vendita. Anzi: in svendita. >>



Semine di mais OGM Mon810 in Friuli Venezia Giulia: comunicato ufficiale del "Coordinamento Zero OGM"
Il Coordinamento Zero OGM comunica che, a seguito delle semine illegali di mais OGM MON 810, avvenute il 21 aprile 2018 da parte del Signor Giorgio Fidenato nei campi di Colloredo di Monte Albano ( UD ) e in data imprecisata a Vivaro ( PN ), lunedì 09 luglio 2018 gli agenti del Corpo Forestale del Friuli Venezia Giulia hanno provveduto all’estirpazione del mais ed al ripristino della legalità. Nella stessa giornata sono stati abbattuti complessivamente, su disposizione del Ministero delle Politiche Agricole, 6.000 mq. di mais geneticamente modificato, prima nei campi di Colloredo di Monte Albano, poi in quelli di Vivaro. >>