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MONSELICE, Fiaccolata per le vie del centro.

Rendiamo sano il futuro nostro e dei nostri bambini A Monselice venerdì 11 maggio 2018 - ORE 20:45 UN FIUME DI LUCI PER USCIRE DAL TUNNEL DELL'INQUINAMENTO DELLA NOSTRA TERRA Luci di quanti hanno a cuore la salute di tutti Luci di quanti vogliono il rispetto della legalità e del nostro territorio Perché la Terra ci è data in prestito dai nostri figli e dobbiamo salvaguardarla! fiaccolata per le vie del centro appuntamento alle ore 20.45 in Piazza Mazzini

TUTTI I CITTADINI SONO INVITATI A PARTECIPARE ... grandi e piccoli e al termine del corteo microfono aperto per chi vorrà intervenire Non più diossine, PCB, furani, mercurio, css, rifiuti e scarti vari usati nei cementifici Non più acqua inquinata e aria piena di gas tossici e cancerogeni Pretendiamo il rispetto dell'articolo 32 della Costituzione Italiana: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività" Esigiamo città con l'aria pulita e un'economia rispettosa dell'ambiente Difendiamo un territorio in cui godere della natura dei Colli Euganei e delle nostre bellezze storiche

DIMOSTRIAMO ALLE NUOVE GENERAZIONI CHE L'IMPEGNO CONSENTE DI RENDERE MIGLIORE IL MONDO PORTIAMO LA LUCE IN UNA CITTA' E IN UN TERRITORIO RIMASTI PER TROPPO TEMPO NEL BUIO TOSSICO DELLE CIMINIERE DEI CEMENTIFICI è ora il momento di far sentire forte e chiara la nostra voce BASTA INDUSTRIE INSALUBRI! UN ALTRO FUTURO E' POSSIBILE Movimento civico Cambiamo Aria

Per sostenere le iniziative è possibile versare un contributo utilizzando questo codice IBAN IT53 Y 01030 62660 000061185748 - intestato a Comitato Popolare "lasciateci respirare" - specificare la Causale: "NO CSS"
Movimento civico Cambiamo Aria

venerdì 11 maggio 2018


 
News

Ammazzarsi non è la soluzione.
Giovanni Viola, trentenne, si è impiccato nella sua azienda agricola. Giovanni era sposato, era padre di un bambino, era un produttore agricolo capace, era una brava persona che non accettava la situazione economica in cui era precipitato. Per tutto questo non ha retto. Le brave persone non fanno mai del male agli altri, non ci riescono, e per questo ieri dopo pranzo si è recato nella sua azienda e li ha compiuto l’ultimo atto - assurdo e per nulla condivisibile - della sua breve vita. Siamo alla resa dei conti, quello di ieri non è il gesto disperato di un singolo. NO! Vittoria sta vivendo la crisi economica e sociale più ampia della sua storia recente. Migliaia di titolari di aziende agricole, artigianali e commerciali si trovano nelle stesse condizioni economiche e psicologiche in cui si trovava Giovanni. Nessuno ha compreso quanto sia ampio il livello di disperazione di questa terra. Quella di ieri è solo una piccola frazione della punta dell’iceberg che ci sta venendo addosso. Il rischio, che va subito contrastato è l’emulazione. Togliersi la vita non è la soluzione. >>



SOLIDARIETA' AL POPOLO MAPUCHE!
“Operazione Uragano”. È il nome che i carabinieri cileni hanno scelto per un’azione repressiva contro 8 leader del popolo mapuche, il popolo “originario” che da secoli lotta per la sua terra. Gli 8 erano stati arrestati, in via preventiva, per associazione terroristica, accusati di aver prodotto attacchi incendiari. >>



Le Ong possono chiedere il riesame delle autorizzazioni agli OGM, perché ambiente e salute sono connessi. Il Tribunale dell’Ue dà torto alla Commissione.
Il Tribunale dell’Ue ha annullato la decisione con la quale la Commissione europea aveva respinto la richiesta di un’organizzazione non governativa, la TestBioTech, volta ad ottenere il riesame dell’autorizzazione all’immissione in commercio di prodotti contenenti soia geneticamente modificata. La richiesta dell’Ong era stata avanzata sulla base di un regolamento dell’Unione che consente alle organizzazioni non governative di partecipare ai processi decisionali in materia ambientale, il cosiddetto “regolamento di Aarhus”. La Commissione Ue aveva obiettato che gli aspetti legati alla valutazione sanitaria degli alimenti o dei mangimi OGM non potevano essere esaminati nel contesto del regolamento di Aarhus, dal momento che tali aspetti non riguardavano la valutazione dei rischi ambientali, bensì il settore della sanità. >>