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Contributo all'ospedale Shifa di Gaza.

Gaza 3 Maggio 2018. Stamattina la dott.sa Fadya Malhas responsabile del Dipartimento Maternità e Laila Mohammed Elmasharfa responsabile ostetricia, hanno comunicato che i due 2 cardiotocografi, CTG, sono arrivati allo Shifa Hospital. L‘acquisto delle due attrezzature è stato possibile grazie al contributo di tanti donatori che avevano risposto all’appello del dottor Medhat Abbas Direttore Generale dell’ospedale pubblico Shifa di Gaza City, per un aiuto economico finalizzato all’acquisto di medicinali e dispositivi/ attrezzature. L’utilizzo dei CTG riguarda le attività di misurazione della frequenza cardiaca fetale, dei movimenti fetali e la misurazione delle contrazioni uterine. Il progetto ambizioso della Responsabile del Dipartimento Maternità dello Shifa Hospital è quello di collegare ad un server con monitor i CTG per permettere un monitoraggio dei casi, continuo e a distanza.

Le attrezzature erano state ordinate lo scorso mese di marzo, ma a causa dell’assedio che attanaglia la striscia di Gaza i materiali, da Ramallah, sono arrivati oggi. Al contributo dei donatori di Gazzella si è aggiunto quello dei familiari di Lidia, amica e compagna, che lo scorso mese di gennaio ci ha lasciato. Per lei hanno donato un carrello quale supporto di un CTG. In allegato le foto inviate da Fadya e Laila Un profondo ringraziamento, Giuditta.

Destinare a Gazzella Onlus il 5 per mille ci permette di continuare le attività nella Striscia di Gaza a sostegno dei bambini feriti o con disabilità. E' per noi una priorità continuare a raggiungere le famiglie e portare solidarietà concreta, per questo vi chiediamo di sostenerci ad essere presenti in Palestina. Il nostro codice fiscale: 97256870581 Per contributi Iban: IT 54 D 05018 03200 0000 110 5 specificare Contributo a favore Shifa hospital.


Gazzella Onlus

lunedì 7 maggio 2018


 
News

Ammazzarsi non è la soluzione.
Giovanni Viola, trentenne, si è impiccato nella sua azienda agricola. Giovanni era sposato, era padre di un bambino, era un produttore agricolo capace, era una brava persona che non accettava la situazione economica in cui era precipitato. Per tutto questo non ha retto. Le brave persone non fanno mai del male agli altri, non ci riescono, e per questo ieri dopo pranzo si è recato nella sua azienda e li ha compiuto l’ultimo atto - assurdo e per nulla condivisibile - della sua breve vita. Siamo alla resa dei conti, quello di ieri non è il gesto disperato di un singolo. NO! Vittoria sta vivendo la crisi economica e sociale più ampia della sua storia recente. Migliaia di titolari di aziende agricole, artigianali e commerciali si trovano nelle stesse condizioni economiche e psicologiche in cui si trovava Giovanni. Nessuno ha compreso quanto sia ampio il livello di disperazione di questa terra. Quella di ieri è solo una piccola frazione della punta dell’iceberg che ci sta venendo addosso. Il rischio, che va subito contrastato è l’emulazione. Togliersi la vita non è la soluzione. >>



SOLIDARIETA' AL POPOLO MAPUCHE!
“Operazione Uragano”. È il nome che i carabinieri cileni hanno scelto per un’azione repressiva contro 8 leader del popolo mapuche, il popolo “originario” che da secoli lotta per la sua terra. Gli 8 erano stati arrestati, in via preventiva, per associazione terroristica, accusati di aver prodotto attacchi incendiari. >>



Le Ong possono chiedere il riesame delle autorizzazioni agli OGM, perché ambiente e salute sono connessi. Il Tribunale dell’Ue dà torto alla Commissione.
Il Tribunale dell’Ue ha annullato la decisione con la quale la Commissione europea aveva respinto la richiesta di un’organizzazione non governativa, la TestBioTech, volta ad ottenere il riesame dell’autorizzazione all’immissione in commercio di prodotti contenenti soia geneticamente modificata. La richiesta dell’Ong era stata avanzata sulla base di un regolamento dell’Unione che consente alle organizzazioni non governative di partecipare ai processi decisionali in materia ambientale, il cosiddetto “regolamento di Aarhus”. La Commissione Ue aveva obiettato che gli aspetti legati alla valutazione sanitaria degli alimenti o dei mangimi OGM non potevano essere esaminati nel contesto del regolamento di Aarhus, dal momento che tali aspetti non riguardavano la valutazione dei rischi ambientali, bensì il settore della sanità. >>