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Firma per dire a H&M basta con salari da fame!

“Ci ammaliamo spesso, almeno una volta al mese… Non mangiamo abbastanza e lavoriamo troppo per rendere al massimo, per produrre di più. Non ci fermiamo nemmeno per andare al bagno". [1] Questa è Pheareak. Lavora per produrre i vestiti di H&M in Cambogia. Gli indumenti che produce vengono venduti nei negozi in tutta Europa e comprati da persone come me e te. Con quello che guadagna Pheareak non riesce a mantenere la sua famiglia, né a pagare le spese mediche di base di cui hanno bisogno. Pheareak non è un caso isolato. Almeno altre 850.000 persone che lavorano nella catena di produzione di H&M vivono, ogni giorno, nelle sue stesse condizioni. [2] Nonostante H&M si sia impegnato ad alzare gli stipendi delle persone che lavorano nella sua catena di produzione, le condizioni sono rimaste invariate.

Tra 4 giorni gli azionisti di H&M si riuniranno a Stoccolma in occasione della loro assemblea annuale. Molti di noi sono clienti, acquistano o hanno acquistato capi di questo marchio; se giochiamo d’anticipo e ci attiviamo prima della data dell'incontro, per ricordare loro le condizioni in cui versano i loro lavoratori, non potranno ignorare le nostre richieste. Insieme possiamo fare in modo che H&M inizi a preoccuparsi seriamente della sua reputazione - e dei suoi profitti - e prenda provvedimenti per cambiare la situazione.

Firma per dire a H&M basta con salari da fame! ( https://act.wemove.eu/campaigns/h-m-mantieni-promesse?utm_source=civimail-13580&utm_medium=email&utm_campaign=Box_20180504IT ) Un salario di sussistenza è quello di cui lavoratori e lavoratrici come Phaereak hanno bisogno per poter far fronte a bisogni primari come l’alloggio, il cibo, le spese sanitarie e l’istruzione per i figli. In assenza di un salario di sussistenza gli operai sono costretti a lavorare un eccessivo numero di ore o svolgere più lavori contemporaneamente per poter sbarcare il lunario. [3] Alcuni potrebbero essere costretti a mandare i figli al lavoro piuttosto che a scuola. Centinaia di migliaia di lavoratori nelle catene di produzione di H&M continuano a guadagnare salari pietosi e a lavorare in condizioni precarie. Per esempio, chi lavora per H&M in Bangladesh guadagna circa 80€ al mese, secondo alcuni studi fatti. [4] Questa cifra rappresenta soltanto un quinto di quello che dovrebbe essere un salario di sussistenza e, certamente non è sufficiente per permettersi un’alimentazione sana, un alloggio adeguato, l’accesso alle cure mediche o per dare istruzione ai propri figli. [4] H&M è un grande marchio di moda e in quanto tale ha a cuore l’opinione dei suoi clienti e a come questi percepiscono l’azienda. Per questa ragione è anche sensibile alle pressioni dell’opinione pubblica. In passato, l’azienda ha già reagito alle richieste della comunità di WeMove. Questo significa che potranno farlo ancora una volta. Se 100.000 di noi si uniscono per ribadire agli azionisti H&M che abbiamo a cuore le condizioni nelle quali versano i lavoratori che producono i vestiti che indossiamo, possiamo riuscire ad aiutare oltre 850.000 persone – i lavoratori e le loro famiglie – le cui aspettative rischiano di rimanere fortemente deluse.

Fai sentire anche la tua voce. Noi membri della comunità di WeMove possiamo fare pressione affinché gli azionisti prendano sul serio l'impegno assunto per garantire un salario di sussistenza ai lavoratori impegnati nella catena di montaggio, e perché spingano il management di H&M ad agire subito. Il nostro partner CCC, Clean Clothes Campaign (Campagna Abiti Puliti), sarà presente al meeting degli azionisti che si terrà a giorni ed esporra le nostre preoccupazioni, presentando tutte le nostre firme, una per una. Ogni firma conta! Grazie per il tuo sostegno! Fernando (Bologna), David (Bruxelles), Julia (Varsavia) Virginia (Madrid), e tutta la squadra di WeMove P.S.: In battaglie come queste è tanto fondamentale rimanere uniti quanto collaborare con altri movimenti e organizzazioni. Uno dei nostri partners, CCC, Clean Clothes Campaign, [5] si batte da anni per far ottenere salari dignitosi ai lavoratori coinvolti nella catena di produzione di H&M. Fai sentire la tua voce! Riferimenti: [1]http://labourbehindthelabel.net/wp-content/uploads/2016/02/DoWeBuyIt-spreadssml-1.pdf [2] “Fair Living Wage – sustainability/our commitments/choose ad reward responsible partners/fair living wage” Documento ottenuto e visto da WeMove https://www.racked.com/2018/2/27/17016704/living-wage-clothing-factories [3] https://www.racked.com/2018/2/27/17016704/living-wage-clothing-factories [4]https://asia.floorwage.org/what https://cleanclothes.org/livingwage/wages-in-bangladesh https://cleanclothes.org/news/2018/04/12/h-m-is-trying-to-cover-up-its-unfulfilled-commitment-on-living-wage [5] Scopri di più sul sito della campagna: www.TurnAroundHM.org
https://act.wemove.eu

lunedì 7 maggio 2018


 
News

I colli del Prosecco si spopolano: “Troppi pesticidi, non si respira e ci si ammala”
Case in svendita tra i vigneti: l’abuso di fitofarmaci influenza il mercato immobiliare coneglianese. CONEGLIANO – Fuggono dai colli e cercano una casa in centro. Perché, lo smog cittadino, è preferibile ai pesticidi che, ogni primavera, rendono l’aria delle colline coneglianesi irrespirabile. L’utilizzo di fitofarmaci sui vigneti del Prosecco sta influenzando il mercato immobiliare. Da una parte si ha un centro città saturo, dove è difficilissimo trovare immobili in affitto, dall’altra un circondario collinare zeppo di abitazioni vuote, in vendita. Anzi: in svendita. >>



Semine di mais OGM Mon810 in Friuli Venezia Giulia: comunicato ufficiale del "Coordinamento Zero OGM"
Il Coordinamento Zero OGM comunica che, a seguito delle semine illegali di mais OGM MON 810, avvenute il 21 aprile 2018 da parte del Signor Giorgio Fidenato nei campi di Colloredo di Monte Albano ( UD ) e in data imprecisata a Vivaro ( PN ), lunedì 09 luglio 2018 gli agenti del Corpo Forestale del Friuli Venezia Giulia hanno provveduto all’estirpazione del mais ed al ripristino della legalità. Nella stessa giornata sono stati abbattuti complessivamente, su disposizione del Ministero delle Politiche Agricole, 6.000 mq. di mais geneticamente modificato, prima nei campi di Colloredo di Monte Albano, poi in quelli di Vivaro. >>



Pordenone, “prosciutti San Daniele dop contraffatti”: 103 indagati. Sequestrati 270mila salumi.
Sotto inchiesta anche responsabili e impiegati del macello di Aviano, allevatori, prosciuttifici, ispettori del Consorzio di tutela. Sedici posizioni segnalate ad altre procure. La Procura ipotizza anche truffe per ottenere un contributo previsto dal piano di sviluppo rurale della Comunità europea di 400mila euro, e per incassare ulteriori contributo per 520mila euro. >>