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"Multe latte, sistema deviato Lo testimonierò",

«Ho presentato un esposto al procuratore Giuseppe Pignatone di Roma a novembre. Lì ho evidenziato tutte le criticità che ho illustrato alla stampa, ma non solo. Ho aggiunto in quell’esposto nomi e cognomi delle situazioni più paradossali che ho fatto emergere: stalle chiuse che hanno dichiarato di produrre centinaia di quintali di latte, altre che hanno dichiarato di produrre latte sì ma con percentuali di grasso bassissime, cosa che fa ridere qualsiasi tecnico che se ne intenda un minimo, e così via». È passato in questi mesi anche per il Vicentino l’ormai ex senatore dei 5Stelle Luigi Gaetti, già vicepresidente della commissione “Antimafia”: non è stato ricandidato in base alla regola del “massimo due mandati” del M5s (era stato consigliere comunale a Curtatone a inizio del 2000). Ma la sua battaglia non finisce: «È già fissato l’incontro con i nostri parlamentari della commissione Agricoltura. Passerò il testimone».

DAI GIUDICI. La denuncia ufficiale depositata da Gaetti a novembre non fece molto rumore: «Del lavoro della Procura non so nulla, ovviamente. A livello pubblico è stato solo silenzio. Ma faccio notare che nessuno in quattro mesi - Ministero, Agea, Coldiretti, Cia, altre categorie - ha osato dire che quello che avevo sostenuto era sbagliato. Hanno solo ignorato il tutto: un silenzio assordante. E intanto stanno arrivando le cartelle esattoriali, le multe, anche per l’ultima annata delle quote latte dal 2014 al 23015». Ma Gaetti non si tira indietro: «Mi hanno chiamato alcuni avvocati perché i loro clienti si oppongono alle cartelle esattoriali: chiedono di potermi citare come teste. E io ho detto sì. Sono ben pronto ad andare a testimoniare davanti a un giudice quello che ho scoperto, perché questa è la verità: i dati sono lì, e sono pronto a consegnarli a qualsiasi giudice. Mi fa piacere che si arrivi alla verità, anche se è scomoda e non viene capita neanche da alcuni allevatori. Nel frattempo le mie indagini su altre dinamiche di fondi europei malgestiti stanno avanzando». LA DENUNCIA. La vicenda delle quote latte e delle multe è più che ventennale e complicatissima. Ma Gaetti, in un lungo lavoro di incrocio dei dati, è sicuro di aver accesso una luce nella stanza buia: «Vorrei far capire bene una cosa: io non denuncio il problema del comportamento di qualche allevatore. Denuncio ben altro: un intero sistema che è sbagliato e le responsabilità di chi ha venduto quote di latte “di carta” per milioni di euro, senza esserne detentore con diritto. Il business è lì: la compravendita di quote assegnate in modo non corretto». Il quadro scoperto da Gaetti è chiaro: «Quelli che abbiamo incrociato sono tutti ufficiali, con ben tre banche dati diverse: quella forniti da Agea alla commissione del Senato, quella dell’istituto di Teramo data all’Antimafia, e poi i dati Aia. E sono numeri che evidenziano 1343 stalle che non risultano attive e dichiarano di produrre latte, più altre stalle che non hanno vacche ma figurano di produrre comunque, più altre che dichiarano produzioni inaudite quantità di latte per ogni vacca reale che hanno. Tutte anomalie che abbiamo evidenziato. Cosa nascondono? Io credo anche che ci sia anche quote di latte estero che viene fatto passare come latte Dop per fare formaggi e altro. Per questo lo ripeto: il problema non è di qualche allevatore, ma di un sistema che voglio scardinare».

I FONDI EUROPEI PERSI. «La mia analisi - prosegue Gaetti - è solo per l’ultima annata, 2014-15, quella più recente e con dati ormai affinati. Ma è ovvio che dimostrando il marcio dell’ultima annata agraria si capisce bene che l’analisi avrebbe dovuto farla, anche sulle precedenti, il Ministero delle politiche agricole, con molti più mezzi di me». E gli anni precedenti allora? «Credo sia lavoro che hanno svolto i Ros per la Procura: peraltro hanno la mia relazione che indica loro con chiarezza anche come vanno fatti i calcoli sul latte prodotto, cosa che in passato invece era confusa. Tenga conto che anche solo l’ultima annata agraria ha portato 30 milioni di multa ai nostri allevatori, e stanno arrivando le cartelle esattoriali. Significa che negli anni sono stati miliardi. Ma c’è molto di più: analizzando un po’ tutti i fondi Ue ho dimostrato come sia stata fatta tutta una serie di rettifiche che interessano non solo il settore lattiero-caseario ma anche altri (ortofrutta, pomodori, ecc.) in base ai quali noi abbiamo perso per una malgestione di fondi Ue ben 2 miliardi e 381 milioni. Quali? Ci sono 70 milioni di multa data ad Agea perché non ha fatto i controlli sul lattiero-caseario. E 30 milioni per i pomodori, e così via. Se a fine anno non presenti all’Ue i risultati dei controlli che dovevi fare, ti multano. Lo ripeto: dal 1999 a oggi abbiamo perso 2,381 miliardi. E quindi va cambiato il sistema: la soluzione passa solo per un’azione politica sulle norme, passando per Agea. Io ho già passato documentazione al gruppo M5s: non ci fermeremo». • (di Piero Erle)


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sabato 14 aprile 2018


 
News

LE VARIANTI CONTESTATE. IL POLPO DI LEROY MERLIN INDIGESTO AI COMITATI “NON RIDUCE L’IMPATTO”
In tanti modi si può “cucinare” il polpo, ma lo svincolo tentacolare che smisterà il traffico verso il centro commerciale di Leroy Merlin, all’ex foro boario, resta sempre indigesto ai comitati della zona e agli ambientalisti del Comitato difesa alberi e territorio. Il problema di fondo è che quel progetto moltiplica il traffico e l’inquinamento, aumenta il consumo di suolo e strozza un pezzo di città, in cambio di un interesse pubblico che per i comitati è tutto da verificare. >>



Il Tribunale dell’Ue respinge i ricorsi (di Bayer e Syngenta)) contro le restrizioni ai pesticidi neonicotinoidi pericolosi per le api. Accolto in gran parte quello sul fipronil.
Le restrizioni all’uso di tre pesticidi neonicotinoidi – clothianidin, tiametoxam e imidacloprid – introdotte dalla Commissione europea nel 2013 erano scientificamente giustificate, perché basate sulla valutazione dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), che aveva accertato l’esistenza di effetti inaccettabili di queste sostanze attive sulle api. Lo ha stabilito il Tribunale dell’Ue respingendo integralmente i ricorsi presentati dalla Bayer, che produce e commercializza l’imidacloprid e il clothianidin all’interno dell’Unione, e dal gruppo Syngenta, produttore del tiametoxam, nonché di sementi conciate. Syngenta aveva anche chiesto un risarcimento di almeno a 367,9 milioni di euro. >>



L’allarme di Coldiretti: “I limoni siciliani stanno scomparendo”
L’allarme di Coldiretti: “I limoni siciliani stanno scomparendo” – Non si capisce perché ci fanno acquistare a 3 euro il prodotto che arriva dall’altra parte del mondo e non consumare quello della nostra terra !!! >>