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Oggi è il momento del dolore: siamo tutti Giovanni Viola. Da domani non potrete più voltare la testa.

Comunicato stampa. Vittoria, 8 aprile 2018 “La notizia della morte di Giovanni Viola, giovane agricoltore di Vittoria che ha deciso di togliersi la vita a causa della pesante condizione di difficoltà finanziaria in cui era precipitata la sua attività, è una ferita profonda per gli agricoltori italiani che come lui devono fare i conti con una situazione economicamente sempre più pesante. Altragricoltura e il Movimento Riscatto si stringono alla sua famiglia ed ai suoi cari con tutto l’affetto di cui sono capaci assicurando loro l’impegno concreto alla solidarietà ed a rafforzare la lotta e la mobilitazione per uscire dalla morsa della crisi che porta al suicidio ed al lutto le famiglie degli agricoltori.”

Insieme alla solidarietà dalla Puglia di Mimmo Viscanti (presidente del Movimento Riscatto), con questa dichiarazione Tano Malannino, presidente di Altragricoltura, e Maurizio Ciaculli, coordinatore Regionale per Altragricoltura e Movimento Riscatto, annunciano la partecipazione ai funerali che si celebreranno domani a Vittoria mentre il Comune ha dichiarato il lutto cittadino. Aggiungono Malannino e Ciaculli: “Da troppo tempo abbiamo denunciato la crisi da indebitamento della aziende delle aree in cui si produce agricoltura mediterranea senza che chi ha avuto responsabilità di governo in questi ultimi decenni la abbia riconosciuta. Per troppo tempo abbiamo spiegato che la crisi da indebitamento non è dovuta alla incapacità degli agricoltori di fare impresa ma di un modello imposto che ha trasformato l’Italia in una piattaforma commerciale e di speculazione sull'agroalimentare in cui il lavoro agricolo non è più riconosciuto. Per troppo tempo non abbiamo avuto risposte alla richiesta di riforma e di cambiamento delle scelte mentre veniva raccontata la favola del meraviglioso Made in Italy che esporta. La verità è quella di un pesante impoverimento nella aree rurali e nelle comunità che vivono di agricoltura, di un crollo drammatico dei prezzi al campo e dei redditi che investe soprattutto le aree dell’ortofrutta e del piccolo allevamento, di una responsabilità gravissima di chi dovrebbe garantire che le risorse pubbliche e i sostegni vadano al lavoro ed alla produzione e non alla speculazione. Come Altragricoltura siamo impegnati da tempo e in molti modi a sostenere le ragioni degli agricoltori e la necessità di una svolta profonda ed ora, di fronte al dramma della morte di un giovane agricoltore, chiamiamo le istituzioni di territorio, gli agricoltori, i cittadini al salto di qualità necessario per imporre alla politica l’urgenza di quelle risposte e di quel cambiamento che non possono più attendere. Serve unità e organizzazione per raggiungere gli obiettivi che da tempo ci poniamo: la riforma che restituisca regole, reddito a chi produce, il diritto ad un cibo di territorio, sano e a un prezzo giusto ai cittadini” La notizia della morte di Giovanni arriva mentre è in preparazione ad Acate una giornata regionale organizzata dalla Rete dei Municipi Rurali, da Altragricoltura e da LiberiAgricoltori per affrontare le questioni della crisi e le proposte per superarla. Il 17 aprile è la giornata mondiale di lotta contadina indetta da Via Campesina internazionale e, quest’anno, Altragricoltura chiama alla mobilitazione nazionale ripartendo dalla Sicilia e dedicando quella giornata a tutti gli agricoltori italiani che in questi ultimi decenni anni hanno perso la vita a causa di una crisi voluta dalle scelte politiche e dalla responsabilità personale di chi ci ha governato.

Gianni Fabbris, coordinatore nazionale di Altragricoltura e della Presidenza di LiberiAgricoltori, ha sottolineato : “L’iniziativa programmata per il 17 aprile nella fascia trasformata del Ragusano, sarà l’occasione per raccogliere le forze per sostenere le ragioni degli agricoltori siciliani e meridionali con una nuova fase di iniziative e di lotte attorno a proposte efficaci superando la sola denuncia di una crisi ormai chiarissima. Non ci servono più passerelle, pacche sulla spalla, solidarietà pelosa. Non ci servono nemmeno il velleitarismo, lo spontaneismo o (peggio) la strumentalità di mobilitazioni che non guardano al risultato. Chi ci ha governato in questi ultimi decenni negando la crisi non può più avere alibi e non può più girare la testa. Cosi pure, noi stessi che, insieme a tanti altri, ci siamo battuti per denunciarla dobbiamo alzare il tiro della nostra capacità di sostenere le aziende, di mettere in campo proposte e processi concreti che impongano al governo le Riforme e la Svolta che salvi la nostra agricoltura produttiva e contrasti la speculazione finanziaria e commerciale”. Gianni Fabbris per Altragricoltura e Giovanni Aiuto (Presidente regionale di LiberiAgricoltori Sicilia) annunciano per il 17 aprile una iniziativa regionale nella fascia trasformata (ad Acate) in cui verranno annunciate le proposte urgenti di riforma e organizzative in una discussione anche con i sindaci della Rete dei Municipi Rurali e le realtà rurali per definire le iniziative da sottoporre al Governo Nazionale ed a quello Regionale.

Gianni Fabbris e Furio Venarucci (vicepresidente nazionale di LiberiAgricoltori) hanno concordato in una telefonata un messaggio che verrà inviato a tutte le sedi di Altragricoltura e di LiberiAgricoltori in Italia per esprimere il cordoglio e la vicinanza (oltre che la solidarietà concreta) con la famiglia di Giovanni Viola e per alzare la vigilanza e la mobilitazione contro la crisi in preparazione dell’iniziativa che si terrà a Roma il 23 maggio in cui verrà lanciata la Costituente dell’Alleanza per la Riforma dell’Agroalimentare italiano sempre più urgente per rafforzare il quadro delle forze che si battono contro la crisi e definire gli indispensabili percorsi organizzativi. Una delegazione di Altragricoltura e LiberiAgricoltori sarà presente domani al funerale di Giovanni con uno striscione su cui è scritto: “Siamo tutti Giovanni Viola” portando la solidarietà, l’affetto, la rabbia e la determinazione di tutto il movimento italiano di lotta contro la crisi agricola
http://perlaterra.net

domenica 8 aprile 2018


 
News

Ammazzarsi non è la soluzione.
Giovanni Viola, trentenne, si è impiccato nella sua azienda agricola. Giovanni era sposato, era padre di un bambino, era un produttore agricolo capace, era una brava persona che non accettava la situazione economica in cui era precipitato. Per tutto questo non ha retto. Le brave persone non fanno mai del male agli altri, non ci riescono, e per questo ieri dopo pranzo si è recato nella sua azienda e li ha compiuto l’ultimo atto - assurdo e per nulla condivisibile - della sua breve vita. Siamo alla resa dei conti, quello di ieri non è il gesto disperato di un singolo. NO! Vittoria sta vivendo la crisi economica e sociale più ampia della sua storia recente. Migliaia di titolari di aziende agricole, artigianali e commerciali si trovano nelle stesse condizioni economiche e psicologiche in cui si trovava Giovanni. Nessuno ha compreso quanto sia ampio il livello di disperazione di questa terra. Quella di ieri è solo una piccola frazione della punta dell’iceberg che ci sta venendo addosso. Il rischio, che va subito contrastato è l’emulazione. Togliersi la vita non è la soluzione. >>



SOLIDARIETA' AL POPOLO MAPUCHE!
“Operazione Uragano”. È il nome che i carabinieri cileni hanno scelto per un’azione repressiva contro 8 leader del popolo mapuche, il popolo “originario” che da secoli lotta per la sua terra. Gli 8 erano stati arrestati, in via preventiva, per associazione terroristica, accusati di aver prodotto attacchi incendiari. >>



Le Ong possono chiedere il riesame delle autorizzazioni agli OGM, perché ambiente e salute sono connessi. Il Tribunale dell’Ue dà torto alla Commissione.
Il Tribunale dell’Ue ha annullato la decisione con la quale la Commissione europea aveva respinto la richiesta di un’organizzazione non governativa, la TestBioTech, volta ad ottenere il riesame dell’autorizzazione all’immissione in commercio di prodotti contenenti soia geneticamente modificata. La richiesta dell’Ong era stata avanzata sulla base di un regolamento dell’Unione che consente alle organizzazioni non governative di partecipare ai processi decisionali in materia ambientale, il cosiddetto “regolamento di Aarhus”. La Commissione Ue aveva obiettato che gli aspetti legati alla valutazione sanitaria degli alimenti o dei mangimi OGM non potevano essere esaminati nel contesto del regolamento di Aarhus, dal momento che tali aspetti non riguardavano la valutazione dei rischi ambientali, bensì il settore della sanità. >>