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Lidl Francia, non solo i braccialetti di Amazon: il casco dei magazzinieri non scherza.

Da qualche mese si parla tanto dei braccialetti che Amazon ha brevettato per monitorare i propri dipendenti ed inviare impulsi/vibrazioni in caso di “errori”. I ministri italiani si sono subito affrettati a rassicurare l’opinione pubblica e smentire chi sosteneva che tale pratiche avranno vita facile grazie alle norme contenute nel Jobs Act. Ma siamo sicuri che quello di Amazon sia un caso isolato e fantascientifico? A giudicare da quanto mandato in onda lo scorso autunno dall’inchiesta del programma tv francese Cash Investigation non sembrerebbe proprio (https://youtu.be/s5uHC6TN2wo).

I giornalisti d’inchiesta transalpini si sono infatti calati (letteralmente) nei panni dei magazzinieri della Lidl, facendo assumere (ovviamente in incognito) uno di loro per provare in prima persona cosa voglia dire lavorare per la catena tedesca di hard-discount. Quello che ne è uscito fuori è stato impressionante: qui niente braccialetti ma una sorta di casco parlante che isola i dipendenti gli uni dagli altri e dà loro ordini in continuazione attraverso una voce robotizzata che registra anche quanto tempo impiegano e li sollecita a sollevare pesi uno dopo l’altro.

Per avere un’idea, il giornalista-magazziniere solleva, in un giorno, 1400 pacchi per un peso totale di 8 tonnellate. Ritmi e carichi giudicati dannosi per la salute da medici del lavoro che hanno analizzato la registrazione della frequenza cardiaca del magazziniere all’opera.

A lungo andare, ciò finisce per eliminare i più “lenti” (se non si sollevano 250 pacchi all’ora si viene regolarmente redarguiti e ammoniti) e distrugge la salute dei lavoratori, che tollerano finché il loro corpo non finisce per inviare un segnale dopodiché vengono estromessi perché “inidonei“. Siamo certi che l’Italia sia al riparo da pratiche del genere?
www.ilfattoquotidiano.it

mercoledì 14 marzo 2018


 
News

I colli del Prosecco si spopolano: “Troppi pesticidi, non si respira e ci si ammala”
Case in svendita tra i vigneti: l’abuso di fitofarmaci influenza il mercato immobiliare coneglianese. CONEGLIANO – Fuggono dai colli e cercano una casa in centro. Perché, lo smog cittadino, è preferibile ai pesticidi che, ogni primavera, rendono l’aria delle colline coneglianesi irrespirabile. L’utilizzo di fitofarmaci sui vigneti del Prosecco sta influenzando il mercato immobiliare. Da una parte si ha un centro città saturo, dove è difficilissimo trovare immobili in affitto, dall’altra un circondario collinare zeppo di abitazioni vuote, in vendita. Anzi: in svendita. >>



Semine di mais OGM Mon810 in Friuli Venezia Giulia: comunicato ufficiale del "Coordinamento Zero OGM"
Il Coordinamento Zero OGM comunica che, a seguito delle semine illegali di mais OGM MON 810, avvenute il 21 aprile 2018 da parte del Signor Giorgio Fidenato nei campi di Colloredo di Monte Albano ( UD ) e in data imprecisata a Vivaro ( PN ), lunedì 09 luglio 2018 gli agenti del Corpo Forestale del Friuli Venezia Giulia hanno provveduto all’estirpazione del mais ed al ripristino della legalità. Nella stessa giornata sono stati abbattuti complessivamente, su disposizione del Ministero delle Politiche Agricole, 6.000 mq. di mais geneticamente modificato, prima nei campi di Colloredo di Monte Albano, poi in quelli di Vivaro. >>



Pordenone, “prosciutti San Daniele dop contraffatti”: 103 indagati. Sequestrati 270mila salumi.
Sotto inchiesta anche responsabili e impiegati del macello di Aviano, allevatori, prosciuttifici, ispettori del Consorzio di tutela. Sedici posizioni segnalate ad altre procure. La Procura ipotizza anche truffe per ottenere un contributo previsto dal piano di sviluppo rurale della Comunità europea di 400mila euro, e per incassare ulteriori contributo per 520mila euro. >>