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Presidio per Afrin

LUNEDì 12 MARZO alle ore 17.30, a Padova, di fonte a Palazzo Moroni in via VIII febbraio Coalizione Civica organizza: PRESIDIO PER AFRIN. I bombardamenti delle forze armate turche verso il popolo curdo siriano nel cantone di Afrin si sono intensificati e la situazione è ormai fuori controlllo. Dopo aver votato all'unanimità in assemblea (Coalizione Civica) una mozione di condanna al massacro che sta avvenendo convochiamo anche a Padova, come in molte altre città, un presidio di fronte a Palazzo Moroni, per Afrin e per agire per fermare il massacro.

Afrin è uno dei tre cantoni del Rojava, dove da anni ormai i curdi, assieme agli altri popoli che abitano la regione, stanno provando a costruire una società basata su alcuni punti fermi che vanno dalla liberazione e dal protagonismo delle donne alla convivenza pacifica di tutte le culture e religioni, passando per un rapporto ecologico con la terra e per una giusta redistribuzione delle ricchezze. Dopo la forte resistenza all’ISIS e la sua sconfitta in quelle zone, da quasi due mesi la stessa Turchia sta attaccando Afrin e il Rojava con tutta la propria forza, per impedire che un progetto democratico diventi stabile nella zona. Sono state uccise decine di persone e centinaia sono i feriti, di cui la maggior parte donne e bambini. Ora l’esercito turco è alle porte della città, nelle periferie sono già in corso ulteriori bombardamenti.

Chiediamo con forza alla comunità internazionale e all’Unione Europea di non girarsi ancora dall’altra parte, di far cessare subito l’invasione dell’esercito turco nei cantoni del Rojava, di imporre una no fly zone che fermi i bombardamenti aerei. Chiediamo alle nostre Istituzioni Locali di intervenire e far pressione sul governo per impedire che la politica di aggressione di Erdogan, contraria ad ogni norma internazionale, possa proseguire. Fermare subito la strage ed il genocidio del popolo curdo.


Coalizione Civica

domenica 11 marzo 2018


 
News

Ammazzarsi non è la soluzione.
Giovanni Viola, trentenne, si è impiccato nella sua azienda agricola. Giovanni era sposato, era padre di un bambino, era un produttore agricolo capace, era una brava persona che non accettava la situazione economica in cui era precipitato. Per tutto questo non ha retto. Le brave persone non fanno mai del male agli altri, non ci riescono, e per questo ieri dopo pranzo si è recato nella sua azienda e li ha compiuto l’ultimo atto - assurdo e per nulla condivisibile - della sua breve vita. Siamo alla resa dei conti, quello di ieri non è il gesto disperato di un singolo. NO! Vittoria sta vivendo la crisi economica e sociale più ampia della sua storia recente. Migliaia di titolari di aziende agricole, artigianali e commerciali si trovano nelle stesse condizioni economiche e psicologiche in cui si trovava Giovanni. Nessuno ha compreso quanto sia ampio il livello di disperazione di questa terra. Quella di ieri è solo una piccola frazione della punta dell’iceberg che ci sta venendo addosso. Il rischio, che va subito contrastato è l’emulazione. Togliersi la vita non è la soluzione. >>



SOLIDARIETA' AL POPOLO MAPUCHE!
“Operazione Uragano”. È il nome che i carabinieri cileni hanno scelto per un’azione repressiva contro 8 leader del popolo mapuche, il popolo “originario” che da secoli lotta per la sua terra. Gli 8 erano stati arrestati, in via preventiva, per associazione terroristica, accusati di aver prodotto attacchi incendiari. >>



Le Ong possono chiedere il riesame delle autorizzazioni agli OGM, perché ambiente e salute sono connessi. Il Tribunale dell’Ue dà torto alla Commissione.
Il Tribunale dell’Ue ha annullato la decisione con la quale la Commissione europea aveva respinto la richiesta di un’organizzazione non governativa, la TestBioTech, volta ad ottenere il riesame dell’autorizzazione all’immissione in commercio di prodotti contenenti soia geneticamente modificata. La richiesta dell’Ong era stata avanzata sulla base di un regolamento dell’Unione che consente alle organizzazioni non governative di partecipare ai processi decisionali in materia ambientale, il cosiddetto “regolamento di Aarhus”. La Commissione Ue aveva obiettato che gli aspetti legati alla valutazione sanitaria degli alimenti o dei mangimi OGM non potevano essere esaminati nel contesto del regolamento di Aarhus, dal momento che tali aspetti non riguardavano la valutazione dei rischi ambientali, bensì il settore della sanità. >>