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I riders a Bologna:«Mai più consegne senza diritti».

Gig Economy. Nuovo sciopero e una Critical Mass con neve e freddo. Le rivendicazioni dei "gig-workers": monte ore garantito, paga dignitosa, riconoscimento dei diritti sindacali. Dalle 19 alle 21 di ieri i ciclo-fattorini bolognesi che consegnano pasti a domicilio tramite le piattaforme digitali hanno provato bloccare la maggior parte degli incarichi e hanno partecipato a una «critical mass» per le strade del capoluogo emiliano. Lo sciopero è avvenuto in un altro giorno di neve. In condizioni simili si era svolta la prima giornata di astensione dal «gig-work» («lavoretto»): era il 13 novembre 2017. Lo slogan è stato efficace: «Una pizza non vale il rischio».

Una protesta simile è stata realizzata nel «Black Friday», il venerdì americano delle spese pazze a prezzi scontati. Era il 28 novembre. In piazza fattorini di Just eat, Deliveroo e Sgnam, riuniti nel collettivo «Riders union Bologna». Ancora dieci giorni fa, i riders della piattaforma «Glovo» hanno scioperato chiedendo il superamento della paga a cottimo e un’assicurazione su infortuni e malattia. Tra novembre e febbraio si è mosso anche il comune di Bologna che ha aperto un tavolo di confronto tra i «gig-workers» e le piattaforme. Da parte di queste ultime sono stati ancora pochi i segnali di apertura.

Il «pacco è servito: mai più consegne», questo lo slogan di ieri. Nonostante la neve e il freddo la «critical mass» ha attraversato la città, con gli ornmai caratteristici borsoni termini colorati e le giacche a vento delle multinazionali del «food delivery». Le rivendicazioni: un monte ore garantito, paga dignitosa, indennità in caso di pioggia, di smog e lavoro festivo, garanzia di riparazioni gratuite, riconoscimento dei diritti sindacali, congedo parentale, chiarezza sulla privacy e sull’assegnazione dei turni. (di Roberto Ciccarelli)


Il Manifesto

domenica 25 febbraio 2018


 
News

Il Tribunale dell’Ue respinge i ricorsi (di Bayer e Syngenta)) contro le restrizioni ai pesticidi neonicotinoidi pericolosi per le api. Accolto in gran parte quello sul fipronil.
Le restrizioni all’uso di tre pesticidi neonicotinoidi – clothianidin, tiametoxam e imidacloprid – introdotte dalla Commissione europea nel 2013 erano scientificamente giustificate, perché basate sulla valutazione dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), che aveva accertato l’esistenza di effetti inaccettabili di queste sostanze attive sulle api. Lo ha stabilito il Tribunale dell’Ue respingendo integralmente i ricorsi presentati dalla Bayer, che produce e commercializza l’imidacloprid e il clothianidin all’interno dell’Unione, e dal gruppo Syngenta, produttore del tiametoxam, nonché di sementi conciate. Syngenta aveva anche chiesto un risarcimento di almeno a 367,9 milioni di euro. >>



L’allarme di Coldiretti: “I limoni siciliani stanno scomparendo”
L’allarme di Coldiretti: “I limoni siciliani stanno scomparendo” – Non si capisce perché ci fanno acquistare a 3 euro il prodotto che arriva dall’altra parte del mondo e non consumare quello della nostra terra !!! >>



Ammazzarsi non è la soluzione.
Giovanni Viola, trentenne, si è impiccato nella sua azienda agricola. Giovanni era sposato, era padre di un bambino, era un produttore agricolo capace, era una brava persona che non accettava la situazione economica in cui era precipitato. Per tutto questo non ha retto. Le brave persone non fanno mai del male agli altri, non ci riescono, e per questo ieri dopo pranzo si è recato nella sua azienda e li ha compiuto l’ultimo atto - assurdo e per nulla condivisibile - della sua breve vita. Siamo alla resa dei conti, quello di ieri non è il gesto disperato di un singolo. NO! Vittoria sta vivendo la crisi economica e sociale più ampia della sua storia recente. Migliaia di titolari di aziende agricole, artigianali e commerciali si trovano nelle stesse condizioni economiche e psicologiche in cui si trovava Giovanni. Nessuno ha compreso quanto sia ampio il livello di disperazione di questa terra. Quella di ieri è solo una piccola frazione della punta dell’iceberg che ci sta venendo addosso. Il rischio, che va subito contrastato è l’emulazione. Togliersi la vita non è la soluzione. >>