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Muos, il pm chiede la confisca del sito e 4 condanne Per il dirigente regionale Arnone e tre imprenditori.

Si avvia alle fasi conclusive il processo con rito abbreviato che vede alla sbarra Giovanni Arnone e i titolari delle imprese che hanno lavorato al cantiere di Niscemi. Sono imputati per abusivismo edilizio e violazione della legge ambientale. Un anno di reclusione e 20mila euro di ammenda ciascuno, ma anche la confisca del Muos, attualmente in funzione, con il consequenziale abbattimento del sito per il ripristino dei luoghi. Si avvia alle fasi conclusive il processo con rito abbreviato che vede accusati tre imprenditori e il dirigente della Regione siciliana, Giovanni Arnone, di abusivismo edilizio e violazione della legge ambientale. Il sito dove sono state installate le parabole per la comunicazione satellitare militare Usa non sarebbe mai dovuto essere autorizzato, perché ricade in un'area di inedificabilità assoluta. È questa la tesi avanzata dalla Procura di Caltagirone, rappresentata dal procuratore capo Giuseppe Verzera, che ha portato a processo non solo questi quattro imputati che hanno scelto il rito abbreviato, ma anche altre tre persone per cui il procedimento, con rito ordinario, inizierà il 4 aprile.

Nell'udienza di oggi il pubblico ministero ha illustrato le sue richieste di condanna nei confronti del dirigente regionale Arnone, del presidente della Gemmo Spa Mauro Gemmo, e dei titolari di due imprese di subappalti: Concetta Valenti e Carmelo Puglisi. Gli imputati con rito ordinario sono Adriana Parisi, della Lageco, una delle società dell'Associazione temporanea d'imprese Team Muos Niscemi, vincitrice della gara del 26 aprile 2007, il direttore dei lavori Giuseppe Leonardi, e l'imprenditrice Maria Rita Condorello, della Cr Impianti.

Il dirigente Arnone, cioè colui che materialmente ha apposto la sua firma sugli atti che hanno dato il via libera alla realizzazione del Muos, ha chiesto di essere ascoltato e ha spiegato il perché del provvedimento, sottolineando come la sua decisione arrivasse dopo un lungo elenco di pareri positivi e di un accordo di natura militare. Oggi c'è stato spazio anche per gli avvocati di alcuni imputati e per quelli delle parti civili. Queste ultime, concordando con la Procura, hanno chiesto la condanna e il risarcimento, sottolineando la natura abusiva del Muos. L'udienza è stata rinviata al 23 febbraio, quando parleranno i legali degli altri imputati.


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sabato 10 febbraio 2018


 
News

I colli del Prosecco si spopolano: “Troppi pesticidi, non si respira e ci si ammala”
Case in svendita tra i vigneti: l’abuso di fitofarmaci influenza il mercato immobiliare coneglianese. CONEGLIANO – Fuggono dai colli e cercano una casa in centro. Perché, lo smog cittadino, è preferibile ai pesticidi che, ogni primavera, rendono l’aria delle colline coneglianesi irrespirabile. L’utilizzo di fitofarmaci sui vigneti del Prosecco sta influenzando il mercato immobiliare. Da una parte si ha un centro città saturo, dove è difficilissimo trovare immobili in affitto, dall’altra un circondario collinare zeppo di abitazioni vuote, in vendita. Anzi: in svendita. >>



Semine di mais OGM Mon810 in Friuli Venezia Giulia: comunicato ufficiale del "Coordinamento Zero OGM"
Il Coordinamento Zero OGM comunica che, a seguito delle semine illegali di mais OGM MON 810, avvenute il 21 aprile 2018 da parte del Signor Giorgio Fidenato nei campi di Colloredo di Monte Albano ( UD ) e in data imprecisata a Vivaro ( PN ), lunedì 09 luglio 2018 gli agenti del Corpo Forestale del Friuli Venezia Giulia hanno provveduto all’estirpazione del mais ed al ripristino della legalità. Nella stessa giornata sono stati abbattuti complessivamente, su disposizione del Ministero delle Politiche Agricole, 6.000 mq. di mais geneticamente modificato, prima nei campi di Colloredo di Monte Albano, poi in quelli di Vivaro. >>



Pordenone, “prosciutti San Daniele dop contraffatti”: 103 indagati. Sequestrati 270mila salumi.
Sotto inchiesta anche responsabili e impiegati del macello di Aviano, allevatori, prosciuttifici, ispettori del Consorzio di tutela. Sedici posizioni segnalate ad altre procure. La Procura ipotizza anche truffe per ottenere un contributo previsto dal piano di sviluppo rurale della Comunità europea di 400mila euro, e per incassare ulteriori contributo per 520mila euro. >>