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Gestione fondi Ue all'agricoltura, 10 avvisi di garanzia: "Costi superiori del 900% rispetto ad altri Paesi".

Indagine della procura di Roma: "In Francia una spesa di 20 milioni annui, in Italia di 80". Indagati i vertici del sistema del ministero (Agea e Sin), che eroga circa 7 miliardi di contributi comunitari a un milione e mezzo di imprenditori. In corso una gara Consip per il nuovo bando da 550 milioni ma si registra un forte ritardo. ROMA - Centinaia di milioni sprecati nella gestione dei fondi europei all'agricoltura. È, questa, la pesante accusa contenuta nell'avviso di garanzia inviato dalla procura di Roma a dieci amministratori del sistema che in Italia eroga contributi europei ai produttori per il sostegno della produzione agricola. "La gestione dei sussidi agli agricoltori in Italia - scrivono i pm - è costata una somma 900 per cento superiore a quella di altri Paesi Europei". Il sistema informatico di cui si avvaleva, scrivono ancora i pm, era "inefficiente e di qualità molto scadente".

• IL SISTEMA DI EROGAZIONE DI FONDI UE ALL'AGRICOLTURA Il sistema di erogazione di fondi comunitari all'agricoltura italiana è articolato e complesso, composto dall'Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea) che svolge per conto del ministero dell'Agricoltura le funzioni di 'organismo pagatore' italiano. Si tratta di un volume di affari di oltre 7 miliardi di euro per circa un milione e mezzo di beneficiari. Agea ha in particolare una partecipata, la Sin (che al 49% è di un socio privato), che si occupa del governo e del controllo del Sistema Informativo Agricolo Nazionale (Sian). I sostituti procuratori Alberto Pioletti e Giancarlo Cirielli, coordinati dalll'aggiunto Paolo Ielo, indagano da tempo su questa cassaforte la cui costituzione risale ai tempi in cui era ministro dell'Agricoltura Gianni Alemanno. Il principale filone d'indagine, che vede indagati per frode i dieci destinatari dell'avviso di garanzia, è il contratto con il quale l'Agea affidò alla società privata Sin - nel 2006, per la durata di 9 anni - la gestione e lo sviluppo del Sian. • LE ACCUSE: "GARA TAGLIATA SU MISURA, PREZZI SPROPORZIONATI E INGIUSTIFICATI" Secondo le accuse dei pm, l'attività "fraudolenta" è consistita nell'aver "tagliato su misura" quella gara per favorire il raggruppamento temporaneo di impresa che aveva gestito in passato quel servizio e che faceva capo ad Almaviva. Nel non aver "mai provveduto all'istituzione del comitato di valutazione verifica e collaudo che aveva il compito di stabilire la congruità tecnico economica dei progetti predisposti da Sin". Nell'aver fornito un prodotto informatico "inefficiente e di qualità molto più scadente rispetto a quello richiesto da Agea". • "PREZZO 900 PER CENTO SUPERIORE A QUELLI DI ALTRI PAESI UE" Nell'aver creato un sistema fittizio di linee e codici per gonfiare i costi del sistema informatico. E nell'aver "previsto un costo per la gestione del Sian per 713 milioni di euro. "Prezzo assolutamente ingiustificato e spoporzionato - scrivono i pubblici ministeri - rispetto al valore della prestazione erogata e comunque superiore di circa il 900 per cento rispetto a quello sostenuto da altri Paesi dell'Ue che provvedono alla gestione di un numero analogo se non superiore di sussidi agli agricoltori (come la Francia dove i sistema Telepac comparabile al Sian in termini di scopi, funzionalità e dimensioni, ha un costo complessivo non superiore ai 23 milioni annui)".

• INDAGINE PARTITA SU DENUNCIA DELL'AD DEL GOVERNO MONTI L'indagine era partita su denuncia di Ernesto Carbone, che ha fatto il presidente e amministratore delegato di Agea dal maggio 2011 al gennaio 2013 mandato là dall'allora ministro dell'Agricoltura Mario Catania (governo Monti), per fare chiarezza sulla gestione dell'Agenzia. Carbone (il cui emolumento era di 60 mila euro annui contro i 480 mila dei suoi predecessori) se ne andò dall'Agea consegnando una voluminosa denuncia in procura. Ma della 'cassaforte' dell'agricoltura italiana s'è occupata anche la commissione della Camera sulla 'Digitalizzazione della Pubblica Amministrazione' presieduta dal deputato dem Paolo Coppola. • LA GARA EUROPEA OGGETTO DELL'INDAGINE Sian, la banca dati più grande e complessa del comparto agricolo e forestale, da vent'anni è gestita sempre dagli stessi imprenditori privati. Dal 2007 il sistema è in mano alla Sin, spa partecipata per il 51 per cento da Agea (società del ministero), per il 49 per cento da un raggruppamento temporaneo di imprese Rti: Almaviva è mandataria con il 20,02%, poi ci sono Auselda1, Sofiter2, Telespazio, Cooprogetti, Ibm, Agriconsulting, Agrifuturo. Sono loro, quell'anno, ad aggiudicarsi il super appalto da 1,1 miliardi di euro per gestire il Sian fino al 2016, ed erano loro che avevano fornito ad Agea lo stesso servizio dal 2001 al 2007, riuniti in consorzio sotto il nome "Agrisian". "Ed erano loro anche prima - si legge nell'esposto alla procura firmato da Ernesto Carbone - i fornitori di Agea sono stati sempre gli stessi, sebbene in compagnie societarie diverse nella forma, ma immutate nella sostanza". • I DIECI DESTINATARI DELL'AVVISO DI GARANZIA Destinatari dell'avviso di garanzia dieci amministratori. Paolo Gulinelli, titolare dell'ufficio monocratico di Agea dal 2002 al 2008 nonché direttore generale di Sin dal 2009 al 2011. Antonio Buonfiglio, presidente di Agea, Ranieri Mamalchi, consigliere di amministrazione di Sin, Domenico Oriani, presidente di Agea, Francesco Baldarelli, presidente di Sin, Giancarlo Nanni, direttore di Agea, Alberto Migliorini, all'Agea nel 2011, Paolo Fanelli, direttore esecutivo di Sin dal 2007 al 2011, Domenico Lacialamella, direttore esecutivo di Sin dal 2011 al 2012, Anna Veneziani, direttore esecutivo di Sin dal 2013 al 2015.

• OGGI IN CORSO GARA CONSIP MA CON FORTE RITARDO Sin avrebbe dovuto cessare la sua attività nel mese di settembre 2016, quando, però, lo scenario è cambiato rispetto a dieci anni prima. L'amministrazione non ha messo a bando come la volta precedente la ricerca di un socio privato, bensì la fornitura del servizio non più in un unico mega bando, ma diviso in 4 lotti per un ammontare complessivo di 550 milioni di euro: Servizi Informatici, Agronomia, Voli, Coordinamento. La gara non è più gestita da Agea ma da Consip con in più la supervisione dell'Anac. Il termine per la presentazione delle offerte scadeva a fine settembre del 2016, ma ad oggi Consip non ha ancora concluso la procedura del bando. Ciò ha reso necessario l'adozione di uno specifico provvedimento normativo per prorogare l'operatività di Sin, subordinandone la cessazione alla "conclusione delle procedure di gara". (di ALBERTO CUSTODERO)
www.repubblica.it

sabato 20 gennaio 2018


 
News

Ammazzarsi non è la soluzione.
Giovanni Viola, trentenne, si è impiccato nella sua azienda agricola. Giovanni era sposato, era padre di un bambino, era un produttore agricolo capace, era una brava persona che non accettava la situazione economica in cui era precipitato. Per tutto questo non ha retto. Le brave persone non fanno mai del male agli altri, non ci riescono, e per questo ieri dopo pranzo si è recato nella sua azienda e li ha compiuto l’ultimo atto - assurdo e per nulla condivisibile - della sua breve vita. Siamo alla resa dei conti, quello di ieri non è il gesto disperato di un singolo. NO! Vittoria sta vivendo la crisi economica e sociale più ampia della sua storia recente. Migliaia di titolari di aziende agricole, artigianali e commerciali si trovano nelle stesse condizioni economiche e psicologiche in cui si trovava Giovanni. Nessuno ha compreso quanto sia ampio il livello di disperazione di questa terra. Quella di ieri è solo una piccola frazione della punta dell’iceberg che ci sta venendo addosso. Il rischio, che va subito contrastato è l’emulazione. Togliersi la vita non è la soluzione. >>



SOLIDARIETA' AL POPOLO MAPUCHE!
“Operazione Uragano”. È il nome che i carabinieri cileni hanno scelto per un’azione repressiva contro 8 leader del popolo mapuche, il popolo “originario” che da secoli lotta per la sua terra. Gli 8 erano stati arrestati, in via preventiva, per associazione terroristica, accusati di aver prodotto attacchi incendiari. >>



Le Ong possono chiedere il riesame delle autorizzazioni agli OGM, perché ambiente e salute sono connessi. Il Tribunale dell’Ue dà torto alla Commissione.
Il Tribunale dell’Ue ha annullato la decisione con la quale la Commissione europea aveva respinto la richiesta di un’organizzazione non governativa, la TestBioTech, volta ad ottenere il riesame dell’autorizzazione all’immissione in commercio di prodotti contenenti soia geneticamente modificata. La richiesta dell’Ong era stata avanzata sulla base di un regolamento dell’Unione che consente alle organizzazioni non governative di partecipare ai processi decisionali in materia ambientale, il cosiddetto “regolamento di Aarhus”. La Commissione Ue aveva obiettato che gli aspetti legati alla valutazione sanitaria degli alimenti o dei mangimi OGM non potevano essere esaminati nel contesto del regolamento di Aarhus, dal momento che tali aspetti non riguardavano la valutazione dei rischi ambientali, bensì il settore della sanità. >>