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Grano Cappelli, consorzio sardo beffato: invenduti 8000 quintali.

l passaggio dell’esclusiva agli emiliani della Sis blocca le vendite come varietà da semina. La Accalai: «Possibile commerciarlo solo per la macina, ma occorre fare in fretta». TUILI. Montagne di grano duro “Senatore Cappelli” invenduto: 8000 quintali. L’appello viaggia sui social: aiutateci. È il risultato dell’operazione che ha portatola bolognese Sis all’acquisizione dei diritti di certificazione sulla pregiata qualità, bloccando una filiera che solo a livello regionale conta un centinaio di aziende, ma ci sono ripercussioni anche nel settore bio nazionale. «Prima potevamo venderlo in tutta Italia come grano da semina – dice la giovane presidente del Consorzio sardo Grano Cappelli, Laura Accalai –, era un punto fermo, riconosciuto a livello nazionale, perché è difficile farlo bene. Ora non è più possibile perché l’esclusiva l’ha vinta la Sis. Possiamo commerciarlo solo come grano da macina».

Un’operazione che va esattamente nel senso contrario di ciò che dovrebbero essere le politiche agricole e che ha di fatto privato il Consorzio e la ditta sementiera Selet di Tuili di un bene creato con un lavoro trentennale che cominciava a dare i suoi frutti. Tutto nacque grazie all’intuizione di Santino Accalai, che recuperò da un anziano contadino la varietà ormai abbandonata agli anni 60 per altre considerate più redditizie. In 30 anni quel grano ha riacquistato valore, sfondando in tutta Italia. Ma ha attirato l’attenzione di qualcuno che ne ha capito le potenzialità. Un bando istruito con condizioni considerate inaccettabili per la piccola realtà sarda ha di fatto consegnato il piccolo gioiello, che stava creando lavoro e rappresentava un modello di efficienza, nelle mani degli emiliani della Società italiana sementi, dietro la quale ci sono potentati del mondo agricolo nazionale cui è difficile opporsi.

Il Consorzio ha affidato a facebook la sua preoccupazione e da tutta Italia arrivano richieste, ma non basta. «L’annata è stata ottima solo da noi, con 20 quintali di resa a ettaro. È il primo anno che abbiamo così tanto grano – commenta Laura, figlia di Santino – E invece dobbiamo vivere nell’ansia. Dopo quello che è accaduto ci sono 8000 quintali di “ Cappelli” invenduti». Il motivo? L’esclusiva, finita in altre mani: «Senza certificazione il nostro grano non è tracciabile, gli agricoltori dopo il raccolto non potrebbero scrivere nella documentazione che è un “Cappelli”, insomma – spiega Laura – si ritroverebbero con un grano duro qualsiasi che a quel punto riterrebbero non conveniente da seminare. Solo con l’auto-dissemina puoi prorogare la qualità, ma per un anno. Nel frattempo il piano di semina da mille ettari è sceso a zero: con questo invenduto non possiamo prendere altri impegni con gli agricoltori». E così la montagna dorata resta nei granai. E occorre fare in fretta per smaltirla. C’è di mezzo anche il meteo. La responsabile del Consorzio: «Siamo a gennaio e ci sono anche 20 gradi e parecchia umidità, che certo non aiutano la conservazione di un grano biologico, che oltretutto non può essere trattato contro il punteruolo. Il grano è bellissimo, ma occorre vendere in fretta, non sappiamo se dura sino a giugno». Gran parte della filiera, composta da agricoltori, panificatori, agriturismo, sostiene il Consorzio: «Sono tutti arrabbiati e sperano che la situazione torni quella di prima – dice Laura – . Abbiamo mosso i nostri passi sul piano legale e chiesto, ad esempio a Crea, che ha istruito il bando, l’accesso agli atti per verificarne la regolarità, senza avere avuto per ora risposte».

E gli emiliani? «Il loro progetto era di chiudere chissà quanti contratti nel biologico, ma sappiamo che la nuova esclusiva non ha portato alla chiusura di contratti nel biologico. Nessuno ha accettato la loro intenzione di fare monopolio, anche se il ministro Martina afferma che non esiste alcun monopolio nell’azione della Sis. Mah...». La politica? «Tante promesse, ma alla fine la Regione non ha fatto nulla. Lo affermo senza polemica. Dicono che la politica ha i suoi tempi. Così come sembra inutile che la questione sia finita in Parlamento». Ma il Consorzio non demorde: «Le idee non mancano – dice la Accalai –, lavoriamo su altri progetti e altre varietà, tutte antiche, anche in collaborazione con l’università di Firenze. Chiaro che ci vorranno altri anni per ripartire». (di Antonello Palmas)
www.lanuovasardegna.it

venerdì 19 gennaio 2018


 
News

Rapporto Caritas. In 10 anni poveri quasi triplicati.
Dal 2007 i poveri aumentati del 182%, uno su due è giovane o minorenne. In crescita anche i senza dimora. In Italia c'è un "esercito di poveri" in attesa che "non sembra trovare risposte e le cui storie si connotano per un'allarmante ronicizzazione e multidimensionalità dei bisogni". Lo sottolinea Caritas nel Rapporto 2018 su povertà e politiche di contrasto. Il numero dei poveri assoluti - ricorda l'organizzazione rilanciando i dati Istat - "continua ad aumentare" e supera i 5 milioni. "Dagli anni pre-crisi ad oggi il numero dei poveri è aumentato del 182%, un dato che dà il senso dello stravolgimento" causato dalla crisi. "Esiste uno 'zoccolo durò di disagio che assume connotati molto simili a quelli esistenti prima della crisi economica del 2007-2008 con la sola differenza che oggi il fenomeno è sicuramente esteso a più soggetti". Tra gli individui in povertà assoluta i minorenni sono un milione 208mila (il 12,1% del totale) e i giovani nella fascia 18-34 anni 1 milione 112mila (il 10,4%): "Oggi quasi un povero su due è minore o giovane". >>



I colli del Prosecco si spopolano: “Troppi pesticidi, non si respira e ci si ammala”
Case in svendita tra i vigneti: l’abuso di fitofarmaci influenza il mercato immobiliare coneglianese. CONEGLIANO – Fuggono dai colli e cercano una casa in centro. Perché, lo smog cittadino, è preferibile ai pesticidi che, ogni primavera, rendono l’aria delle colline coneglianesi irrespirabile. L’utilizzo di fitofarmaci sui vigneti del Prosecco sta influenzando il mercato immobiliare. Da una parte si ha un centro città saturo, dove è difficilissimo trovare immobili in affitto, dall’altra un circondario collinare zeppo di abitazioni vuote, in vendita. Anzi: in svendita. >>



Semine di mais OGM Mon810 in Friuli Venezia Giulia: comunicato ufficiale del "Coordinamento Zero OGM"
Il Coordinamento Zero OGM comunica che, a seguito delle semine illegali di mais OGM MON 810, avvenute il 21 aprile 2018 da parte del Signor Giorgio Fidenato nei campi di Colloredo di Monte Albano ( UD ) e in data imprecisata a Vivaro ( PN ), lunedì 09 luglio 2018 gli agenti del Corpo Forestale del Friuli Venezia Giulia hanno provveduto all’estirpazione del mais ed al ripristino della legalità. Nella stessa giornata sono stati abbattuti complessivamente, su disposizione del Ministero delle Politiche Agricole, 6.000 mq. di mais geneticamente modificato, prima nei campi di Colloredo di Monte Albano, poi in quelli di Vivaro. >>